mefistofelica mente

09 novembre 2018 ore 20:16 segnala

Quando comprendi che il mondo della luce non è fatto per te perché devi vivere in un mondo misterioso e crepuscolare , quando ti accorgi che la natura diventa un rifugio confidenziale, quando ti accorgi che non esiste un Dio al contempo misericordioso , tremendo ed ambiguo, buono e malvagio, paradisiaco ed infernale, luce e oscurità, portatore di una incomprensibile crudeltà verso le proprie creature, tanto da indurre Abramo a sacrificare Isacco, da permette a Satana di tentare Giobbe, o da lasciar condannare Cristo alla crocifissione.

Quando ti accorgi di questo allora capisci che è il momento di fare una riflessione sulla tua vita e capisci di essere abitato da un dèmone per seguire il quale sei disposto ad offendere, a rompere amicizie, a proseguire una vita solitaria a non riconoscere le tue paure e le tue incertezze eleggendo tutto ciò a forza.

Allora ti accorgi che non vi è nulla di veramente sicuro, ti accorgi di non avere convinzioni definitive e di mascherarti dietro archetipi religiosi alternando toni mefistofelici e illuministi, rozzi, grevi, a toni aulici e paradisiaci".
E si, sono tentato dalla paradossale unione dei contrari e degli opposti, mi piace usare un linguaggio teologico per indagare la mefistofelica vocazione della mente.
Mi chiedo:

“Come è possibile essere insieme buoni e malvagi, luminosi e tenebrosi, coscienti e incoscienti, aria e pietra, acqua e fuoco?”

Non lo so e lo chiedo a voi anche se Calvino qualche risposta in merito ha provato a darla

Io so solo che l’uomo vive nella continua metamorfosi degli opposti e credo che l’uomo giusto sia colui che è in grado di realizzare se stesso come in una sorta di essere androgino ed alchemico.

Intanto vivo e non mi piego alla ipocrisia dei più, orgoglioso di essere, di dire e di fare ciò che ritengo giusto.
Leggendo
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09/11/2018 20:16:51
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Commenti

  1. ombra.dargento 09 novembre 2018 ore 22:19
    non so rispondere alla tua domanda, ma preferisco credere che la mia lotta interiore tra bene e male non decreti un vincitore, da vincitore a despota il passo è breve. non voglio essere né troppo buona né troppo cattiva, sarò un demone con l'aureola, ma mai, mai con la coda tra le gambe ;)

    un saluto
  2. leggendolamano 09 novembre 2018 ore 22:22
    Bella la metafora della coda fra le gambe, te la rubo perché rende molto anche quello che sono io!
    Geazie
  3. ombra.dargento 09 novembre 2018 ore 22:28
    ruba pure, tanto mi ricresce!

    grazie a te :)
  4. Evelin64 10 novembre 2018 ore 14:01
    Siamo esseri fragili in realtà, poichè quando ci poniamo certe domande, sappiamo la risposta che vorremmo sentirci dire... e non si tratta di mutare dentro, spesso si tratta di adeguarsi ai momenti che viviamo... nel bene e nel male.
  5. leggendolamano 10 novembre 2018 ore 16:33
    Le nostre certezze sono le nostre paure

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