Quanto è bello non capirsi

18 dicembre 2016 ore 22:26 segnala



Quanto è bello non capirsi.
Il malitenso ha un fascino unico ed irripetibile.: è parossistico e paradossale, ci paracaduta in un mondo che aleggia fra realtà e fantasia dove quello che viene detto o scritto viene decodificato in modo totalmente diverso e diventa altro da sé.
E’ il gioco del telefono senza fili dove le parole passando di bocca in bocca diventavano tutt’altro.
Nella comunicazione verbale delle chat succede esattamente la stessa cosa : le parole, i concetti e le idee vengono travisate spesso per un semplice asincronismo nel dialogo dove le domande inseguono le risposte e le risposte si incrociano alle domande delle volte con risultati comici (se non fossero spesso umanamente deleteri)
Questo fornisce però un grande alibi: “sono responsabile di quello che dico e non di quello che capisci”

Ritengo che ciò non sia del tutto vero.

Ritengo che nella comunicazione si sia sempre responsabili di come si dicono le cose.
L’incomunicabilità o l’incompresione non è mai solo del recettore, spesso è il trasmittente che non si sintonizza sulla giusta lunghezza d’onda.



In altre parole, se voglio mandare un messaggio devo fare in modo che:
a) Sia comprensibile;
b) Arrivi alle persone giuste.
c) Sia inequivocabile.

Mica facile sapete………
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18/12/2016 22:26:30
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Commenti

  1. Etty73 19 dicembre 2016 ore 21:38
    Assolutamente non facile,spesso le parole in chat creano confusione, incomprensione,non si sentono i toni, indispensabili x comprendere l'esatto senso della delle frasi.Anche se è intrigante questo non capirsi o fraitendersi.
  2. leggendolamano 19 dicembre 2016 ore 23:54
    Esattamente ! L'intonazione di una parola o di una frase ne cambia totalmente il senso.
  3. Semplicemente.ANNA 21 dicembre 2016 ore 16:22
    Non sempre è bello, anzi in certi casi una esposizione non chiara del concetto che si vuole esprimere può apparire a chi non riesce a leggere tra le righe una certa impotenza nell'interpretazione di uno scritto.
    Comunque quella frase “ io sono responsabile di ciò che scrivo e non di quello che capisci” è molto discutibile e non parlo tanto della chat quanto dei blog, vi sono scritti così arzigogolati che a volte è veramente difficile capire.
    Credo che la semplicità e la chiarezza di chi scrive sia essenziale se veramente c'è intenzionalità di voler comunicare a chi, cosa come e perchè. Direi che questo dovrebbe essere il comportamento più giusto da tenere.
    Nella realtà dei fatti spesso non è affatto facile comprendere e nello stesso tempo essere compresi. :-)
  4. leggendolamano 21 dicembre 2016 ore 16:26
    grazie per il commento.
    Dico esattamente la stessa cosa, ed è evidente che predico bene ma razzolo male.
    Infatti intendevo dire che chi scrive è il primo responsabile della propria incomprensibilità. Il fatto che sia bello non capirsi è ovviamente una provocazione: è bello il franitendimento quando poco ti importa di colui che legge o quando scrivi per gioco. Diverso , molto diverso quando si comunica se stessi e quando ci si racconta "seriamente".
  5. JealousGuy 21 dicembre 2016 ore 23:09
    Ecco perchè in chat non ci sto mai.
    Amo le buone e vecchie tradizioni della cornetta, dell'interlocutore o davanti a me o al massimo dall'altro lato del telefono.
    Scherzi a parte, credo che le chat siano state una pessima invenzione
    Un pò come gli e-book.

    Il piacere di avere tra le mani un libro, di toccare la carta delle sue pagine, di sfogliarlo, così come quello si sentire la voce del tuo interlocutore, di leggere nei suoi occhi, di capire le sue emozioni, non ha niente a che fare con pagine virtuali o dialoghi virtuali, freddi e privi di ogni emozione.

    Un saluto :D
  6. leggendolamano 22 dicembre 2016 ore 11:26
    Le chat sono farraginose e vanno prese per quello che sono esattamente come gli ebook: e dei semplici surrogati alla comunicazione tradizionale che tale è e resterà.
    I fascino della carta e del materico, l'odore dell'inchiostro e la musicalità delle parole non potranno mai essere sostituite da alcun artificio tecnologico.

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