Un amore o tanti amori?

19 novembre 2018 ore 15:10 segnala


Non fatevi ingannare dal titolo, non è un post sul "poliamore" che pure sarebbe argomento interessante, è un post che è il seguito naturale di quello sulla Donna Alcesti.

Un amore o tanti amori in questo caso è da intendersi nel senso semantico della parola "amore" .

Ci sono parole che identificano in modo univoco un oggetto: se dico "elefante" bene o male tutti associamo a questa parola un significato univoco, ma se entriamo nelle parole che hanno un significato astratto ecco che le cose si complicano.

A parole come Amore, Dolore e molte altre ognuno di noi assegna un significato diverso che dipende dal proprio vissuto e dalla propria esperienza di vita.

Per quanto attiene la parola amore ci viene in aiuto il termine "agape" che ha un significato abbastanza preciso ma di cui praticamente nessuno fa uso. Per agape di intende un amore di tipo caritatevole come quello che si può provare nei confronti di un "prossimo " indistinto, una sorta di amore universale che però poco ha a che vedere con l'"amore" interpersonale.

Diciamo allora che esistono almeno due modi di amare diversi:

L'amore captativo e l'amore oblativo.

La differenza fra i due modi d'amare è insita nella stessa definizione.

L'amore captativo è il sentimento di coluiche sente il bisogno di avere, di catturare amore come esigenza primaria. In qursi soggetti l'oggetto dell'amato/amante è il soggetto stesso. L'amore captativo vive quindi di bisogno egoistico, pretende di ricevere e non è propenso a dare, è un amore possessivo e geloso.
L'amore oblativo è l'amore in cui il sentimento si riversa sull'altro senza la ricerca di una contropartita. Si ama in modo oblativo quando si è in grado di rinunciare a qualche cosa nel nome dell'altro/a.

Ecco che quindi in un rapporto di coppia il modo di amare diventa basilare l'equilibrio della coppia stessa perchè un cattivo assortimento d"amore, può portare, anzi porterà sicuramente alla rottura del rapporto.
Il resto al prossimo post
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19/11/2018 15:10:58
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Commenti

  1. dodicicmdidonna 19 novembre 2018 ore 16:40
    Ciao, credo che forse non e' che ognuno assegna un significato diverso all'AMORE, perche', anche se e' brutto dirlo, che sia captativo o oblativo, e' pur sempre amore. E' soggettivo invece che ognuno di noi dimostri e senta l'amore nel modo che piu' gli piace o gli conviene, egoisticamente e non.
    Personalmente quello captativo non lo chiamerei neanche amore ma un sentimento egoistico di possesso.
    Gran bel post....continuo a leggerti con ammirazione.
  2. leggendolamano 19 novembre 2018 ore 16:50
    @dodicicentimetrididonna
    Essere ammirati da chi ammiro è ammirevole.
    Bando ai complimenti reciproci, inutile negarlo....tutti siamo un pò captativi, solo i santi non lo sono.... impariamo ad esserlo da bambini e non smettiamo più di esserlo perchè in fondo in fondo siamo sempre bambinbi e sempre cerchiamo una sorta di amore protettivo, materno. Il problema come sempre sta negli eccessi e nella incapacità di controllo, nel non riuscire a controllare la necessità ed il isogno senza incorrere, come spesso accade, in tentativi di "captatio benevolentiae" che ci portano ad essere altro da non i stessi.
    Questo mai deve accadere!
    grazie ancora
  3. Solo.perprovare 19 novembre 2018 ore 18:33
    Mossa dalla lettura del Tuo post, rifletto su me stessa e mi chiedo: è possibile provare un sentimento d’amore, verso lo stessa persona, che sia contemporaneamente sia captativo che oblativo?
    A me sembra di sì, e mi pare di rientrare proprio in questa casistica.
    Questo è il mio modo d’amare che ondeggia tra i due estremi a seconda del momento e della situazione.... dare tutto e pretendere altrettanto.
    Sì, credo sia proprio il mio.
    Un po’ come la Proserpina della tradizione pagana romana, che vive in egual misura tra luce e tenebre, tra il calore del sole e il freddo delle tenebre.
    Sarà per questo che amo in egual misura questi due brani.



  4. leggendolamano 19 novembre 2018 ore 18:40
    due estremi opposti ( a parte che Battiato parla di se stesso quando parla di cura) e credo che una persona bilanciata debba essere così anche perchè la estremizzazione di uno dei due modi di amare potrebbe risultare patologico.
  5. Solo.perprovare 19 novembre 2018 ore 19:10
    @leggendolamano “a parte che Battiato parla di se stesso quando parla di cura”...dipende dall’interpretazione che ne viene data
  6. leggendolamano 19 novembre 2018 ore 19:20
    ovvio che si .... ma a me pare un invito ad imparare ad amare se stessi, cosa spesso pià difficile che amare gli altri.

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