PER VOI AMICI DI CHATTA

06 giugno 2014 ore 19:32 segnala
CHIEDO SCUSA A VOI AMICI/CHE, EFFETTIVAMENTE QUESTO BLOG LASCIA A DESIDERARE....PURTROPPO NON TROVO PIù IL TEMPO DI ENTRARE IN CHATTA.IT...MI DIVIDO TRA LIBRI (SCRITTURA) E CREAZIONI ARTISTICHE REALIZZATE CON IL TESSUTO....CHI DI VOI VUOLE VEDERE DI COSA SI TRATTA VADA SU FACEBOOK E DIGITI SU "CREAZIONI D'ARREDO IN TESSUTO"....GRAZIE...VI ASPETTO SU FACEBOOK.

Nuovo romanzo

22 aprile 2013 ore 09:30 segnala
SALVE GENTE...COME VA????????
TRA QUALCHE MESE USCIRA' IL PROSSIMO LIBRO...
TITOLO??? = ANNA LAURA S. H. RINNITI
ARGOMENTO???= SCOMPARSA DEI MINORI
LUOGO???= FIRENZE
EPOCA???= LA NOSTRA A SCENDERE FINO AL 1920
BACIO A TUTTI I MIEI LETTORI E AGLI ALTRI.
Sara

incontro con i ragazzi

07 aprile 2013 ore 16:13 segnala
Ieri, 6 aprile 2013, tre classi del Liceo Scientifico E. Fermi di Cosenza, mi hanno ospitata nella loro aula magna per un dibattito. E' stato bellissimo, hanno mostrato un entusiasmo notevole verso il mio lavoro e verso l'ultimo libro edito da Città del sole Edizioni. Grazie ragazzi.
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Ieri, 6 aprile 2013, tre classi del Liceo Scientifico E. Fermi di Cosenza, mi hanno ospitata nella loro aula magna per un dibattito. E' stato bellissimo, hanno mostrato un entusiasmo notevole verso il mio lavoro e verso l'ultimo libro edito da Città del sole Edizioni. Grazie ragazzi.
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07/04/2013 16:13:39
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PEZZETTO DI "DODICI ORE SOLTANTO" ...è in libreria.

06 febbraio 2013 ore 16:41 segnala
Mi presento…!

Il mio nome è Herman Collin. Sono nato tra la sedicesima e la diciassettesima strada dello Smile Space, piccolo quartiere malfamato di Washington, non lontano dal National Mall, un ampio viale monumentale lungo tre chilometri, cinquantuno anni fa.Non ho mai conosciuto mio padre. Mia madre mi lasciò con la nonna a soli due anni. Andò via con un uomo molto più grande di lei e da allora non ebbi più sue notizie. Fu mia nonna a mandarmi a scuola e ad occuparsi di me fino all’età di quattordici anni. Dopo di chè capii da solo che dovevo “diventare adulto” se volevo sopravvivere.
Decisi quindi di andare via da casa e cercar fortuna nella capitale della “grande mela”.
Rubando nei grandi centri commerciali, riuscii a mangiare per diversi mesi. Poi ebbi la fortuna di incontrare un giovane sacerdote, Padre Stefan, figlio di emigranti italiani. Lui si occupò di me per quasi un anno. Grazie a Padre Stefan compresi gli errori commessi e giurai a me stesso di impegnarmi in un radicale cambiamento di vita.
Così fu. Studiai e mi laureai in ingegneria sociale.
Mi innamorai del web e divenni un esperto in informatica. Anzi molto più di un esperto. La voglia di scoprire, il talento in materia, l’ingegno e quel pizzico di temerarietà che credo non guasti mai nella vita, mi permise di diventare un hacher, (“pirata” informatico in grado di violare ogni rete di protezione di qualsiasi sistema operativo, senza possibilità di esser riconosciuto o fermato). Da non confondere con il cracher, che ha le stesse capacità di un hacher ma che le usa per atti criminali in rete a scopo di estorsioni e facili guadagni.
Oggi vivo una posizione agiata e sono soddisfatto della mia vita. Non ho moglie nè figli. Non ne ho mai avuti e mai ne avrò. A chi mi chiede chi ci sarà dopo di me! Rispondo “nessuno”! La mia non è superbia o presunzione.
Se rispondo con questo termine è perché sono certo del fatto che l’essere umano ha scarsissime possibilità di salvezza. Intendo dire che la sua folle corsa verso il denaro e il potere, lo rende cieco e ottuso davanti alle realtà della vita, per cui ritengo inutile e peraltro superfluo, il solo pensiero di costruire qualcosa affinché qualcuno, un giorno, si ricordi di me. L’uomo è l’essere più intelligente del pianeta, ma paradossalmente il più “stupido” .
Usa il suo sapere e le sue doti intellettive, per costruire armi o veleni affinché la sua stessa vita venga distrutta prima e definitivamente.
Quanto leggerete è un sorta di messaggio per i potenti della terra, per quelli che vi invitano, illudendovi, a pensare che un giorno qualcuno farà qualcosa per cui il mondo cambierà.
Per quelli che vi invitano, illudendovi, a riporre i vostri progetti nel politico di turno, a volte anche di fiducia.
Per quelli che vi invitano, illudendovi, a dormire tranquilli perché i vostri figli hanno già compreso e apprezzato ciò che avete fatto per loro e per questo sarete ricordati come buoni genitori.
Ebbene sappiate che qualunque cosa facciate, qualunque edificio costruiate, qualunque ostacolo superiate, se non vi fermate un istante a riflettere sull’attuale “situazione sociale” e sulla sua gravità, non solo rimarrete degli esseri viventi nella più profonda nullità, ma annullerete il senso della civiltà umana, anche per chi verrà dopo di voi. Rigorosamente pessimista? No! Rigorosamente realista.
Sono quelle cose che tutti sanno e nessuno dice, quelle paure che tutti hanno, ma che nessuno ammette di avere.
Urge cercare un’alternativa al baratro che ci sta inghiottendo e per farlo bisogna assolutamente fermarsi a pensare, ma io so già che non ci riuscireste pur volendolo fare.
E’ il tempo che non vi permette di farlo perché infierisce su di voi impadronendosi del vostro tempo. Allora non rimane che una sola cosa da fare. Fermarlo…si. Fermare il tempo! Pensate sia un’ idea folle?
Vi direi di si, ma solo nel caso voi ne aveste una migliore!
Leggendo quanto l’autrice ha scritto per me, vedrete il vostro tempo fermarsi.
Non abbiate paura, perché è così che deve essere! Allora e solo allora potrete riflettere e prendere tutto il tempo che occorre…così come ho fatto io!
Ricordate! Esiste una sola alternativa per la salvezza dell’umanità. Cercatela. Trovatela e fatela vostra. Dove cercarla ?! Iniziate da ciò che avete tra le mani.
Buona lettura!
Herman Collin

(Ex ateo, ing. sociale, esperto in informatica)
....di Sara De Bartolo.
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Mi presento…! Il mio nome è Herman Collin. Sono nato tra la sedicesima e la diciassettesima strada dello Smile Space, piccolo quartiere malfamato di Washington, non lontano dal National Mall, un ampio viale monumentale lungo tre chilometri, cinquantuno anni fa.Non ho mai conosciuto mio padre. Mia...
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...ancora...un pezzetto...

13 giugno 2012 ore 20:05 segnala
«Lasciala andare… lascialaaa», urlò Andrea tenendo le mani ben lontane dalla pistola per tranquillizzare lui. «Lasciala… non sparo. Non faccio niente… né a te né al tuo amico… ma lasciala andare. Luciano, allontanati, ci penso io», continuava ad urlare cercando di non perdere il controllo.
I due stranieri, agitatissimi, gridavano delle frasi nella loro lingua. Nessuno li capiva, solo Jury che, arrivato in quell’istante, disperatamente disse:
«Vogliono le moto… vogliono le vostre moto, capite quello che vi dico? Fate quello che vogliono o uccideranno Carla!»
In quel momento, un solo pensiero nella mente di Andrea: salvare Carla.
Lei piangeva. Era terrorizzata. Uno dei due le strappò la collana che aveva al collo. Era la luna d’oro che le era stata regalata dal padre quando aveva tre anni. Il bastardo croato la mise in tasca e nel farlo non si accorse che una metà del ciondolo si staccò e cadde per terra ai piedi di Carla. Incominciò a rovistare frettolosamente nella borsa di lei, mentre l’altro la teneva stretta quasi a volerla soffocare.
Andrea e Luciano si sentivano impotenti. Come impotenti si sentivano tutte le persone che erano sopraggiunte al momento. Ormai il panico dominava.
Il ragazzo che teneva Carla la mollò scaraventandola per terra, fu allora che lei recuperò il ciondolo.
Entrambi i malviventi si misero a correre. Luciano e Andrea dietro di loro. Non c’era un secondo da perdere, rinunciarono persino alle moto. Fu in quel momento che iniziò un disperato inseguimento. Lo stacco era di pochi metri, ma i bastardi non mollavano. Ad un tratto, uno di loro fece un salto e si arrampicò su di un muretto che divideva un piccolo vicolo in due. L’altro imboccò una stradina stretta. Luciano e Andrea si ritrovarono ora ad inseguire solo uno di loro… ma non importava. Sarebbe bastato.
Arrivarono nei pressi di un deposito. C’erano bidoni di benzina, macchine usate e quant’altro. L’odore di materiale da combustione era fortissimo. Andrea scivolò in una pozza di olio. Luciano esausto afferrò una sbarra di ferro e la lanciò contro il ragazzo in fuga. Riuscì a colpirlo alle gambe facendolo cadere… lo raggiunse. La rabbia era tantissima. Gli istruttori gli avevano insegnato a non essere istintivo, bensì freddo e riflessivo, ma ora era diverso. Negli occhi di Luciano c’era solo odio. Odio e disprezzo. Si piegò su di lui, estrasse dal fodero la sua pistola, la puntò sulla tempia del ragazzo e…
«Nooo… no… Luciano non farlo… non sparare, Luciano!»
L’urlo di Andrea spezzò il pesante silenzio di quel deposito maleodorante.
«Luciano, ascoltami… non sparare ti prego. Non sparare. Pensa a te. Non è difesa ora, è omicidio Luciano… non sparare!»
Andrea continuava ad urlare sperando che l’amico si ravvedesse, ma Luciano si sentiva esplodere dentro. Non riusciva più a contenere la sua ira e con il calcio della pistola colpì violentemente il volto del ragazzo. Quest’ultimo fece un urlo lacerante e in quell’istante il sangue fuoriuscendo dalla sua bocca coprì, prepotentemente, il volto di Luciano. Credendo d’averlo tramortito gli girò le spalle e andò verso Andrea che era ancora steso per terra. Voleva aiutare l’amico a rialzarsi ma…
«Luciano… attentooo!»
Un gemito soffocato uscì dalla gola di Luciano che cadde in avanti a pochi centimetri dal suo amico. La lama di un coltello era completamente affondata sulla sua spalla sinistra.
«Maledetto bastardo… maledettooo», urlò Andrea. Come un fulmine si sollevò da terra. Prese un bastone e colpì il ragazzo più volte fino a farlo svenire. Chiunque trovandosi in circostanze del genere avrebbe facilmente perso la ragione, ma Andrea riuscì a capire che doveva fermarsi nel colpirlo, altrimenti l’avrebbe ucciso. Ritornò da Luciano. Gli prese delicatamente il capo tra le mani. Voleva girarlo su se stesso per guardarlo meglio in viso, ma avrebbe causato ulteriori danni. Allora disperato cercò di tamponare la ferita con la sua giacca, ma non ci voleva molto a capire che ogni tentativo era inutile. Avvertì il rombo della macchina della polizia che arrivava, ma la sua mente era offuscata dalla paura di perdere Luciano. Avvicinò il suo viso a quello dell’amico e disse piangendo:
«Ti prego… ti prego… non mollare… non mollare adesso. Sono arrivati, sono qui. Ti porteranno in ospedale… non lasciarmi solo… Luciano. Guarda, sono arrivati. Luciano… amico mio!»
Con estrema delicatezza reggeva il capo di Luciano. Un venticello gli nascondeva gli occhi usando quei capelli dorati avuti in regalo da madre natura. Quegli occhi erano sì aperti, ma spenti per sempre. Luciano era morto già da qualche minuto, ma Andrea non voleva crederlo. Diversi uomini della polizia ora erano sul posto, mentre un’autoambulanza arrivava. Rumori, frasi, domande, urla di sgomento, messaggi per radio. Andrea non sentiva niente di tutto questo. I suoi occhi vedevano solo quel che rimaneva del suo amico.
In quel momento il commissario di polizia si avvicinò a lui.
«Scusi… lasci fare a noi… mi perdoni!»
«Aspetti… solo un minuto… un minuto», chiese Andrea con un filo di voce.
Si pulì le mani sporche di sangue, strofinandole ad un fazzoletto che aveva in tasca. Mise una mano sotto il mento di Luciano e con l’altra gli sistemò quel ciuffo di capelli biondi che gli copriva una parte della fronte. Dopodiché, gli abbassò le palpebre nascondendo per sempre quei bellissimi occhi azzurri.
Sara D. B.
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«Lasciala andare… lascialaaa», urlò Andrea tenendo le mani ben lontane dalla pistola per tranquillizzare lui. «Lasciala… non sparo. Non faccio niente… né a te né al tuo amico… ma lasciala andare. Luciano, allontanati, ci penso io», continuava ad urlare cercando di non perdere il controllo. I due...
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SE VI PIACE...acquistatelo/ titolo "La voce del silenzio"

13 giugno 2012 ore 19:58 segnala
Ma qualcosa il Signore aveva in serbo per lui, e da lì a poco quell’esistenza, che per anni e anni non aveva avuto il benché minimo calore, stava per esplodere in un fuoco che l’avrebbe travolta e stravolta nell’eterna attesa di un sogno che non ti fa dormire. Un sogno che ti fa accelerare i battiti del cuore. Che ti fa fare cose sciocche. Che ti fa tremare le gambe come un bimbo. Che ti dà la carica tutte le mattine. Che ti tende la mano in ogni istante. Che ti fa rialzare quando cadi. Che ti toglie ogni paura… anche della morte. Che ti riscalda quando hai freddo. Che ti trasforma il nero in bianco. Che ti cammina accanto. Che ti tiene tra le braccia. Che si contrappone tra te e il mondo. Che ti ascolta, ti comprende, ti guarda. Ti dà il sorriso, ti dà il calore, ti dà la luce, ti dà il respiro. Ti dà… la vita. Stava per accadere tutto questo e Giuliano era nella più completa inconsapevolezza…

Sara D.B.

BUONA PASQUA

07 aprile 2012 ore 12:09 segnala
Carissimi... tantissimi auguri di buona Pasqua e perchè no...di buona vita...spero che qualcosa di positivo accada a tutti voi...il mondo è malato lo sappiamo, vediamo di aiutarlo eh...Grazie.
Baci ;-)
Sara :bye

BUONGIORNOOOOOOOOOOOOOO

01 aprile 2012 ore 09:30 segnala
Salve gente....sono entrata (nel sito)ora, perchè sto per uscire (da casa) .
Non so quando potrò farvi compagnia, ma spero presto.
Bacio a tutti :-*
Sara

...come promesso

31 marzo 2012 ore 22:06 segnala
...eccomi quì, devo dire che nel sito è cambiato tutto, era molto colorato prima , adesso i miei post hanno un fondo nero...mi sa che devo imparare le nuove disposizioni.
Amici allora cosa mi raccontate? :-)
Io avrei settemila cosette da raccontare ma mi sa che vi annoierei. ;-)
Vi informo soltanto del fatto che a giugno del 2011 ovviamente, è uscito il mio settimo libro :batacin (ma primo dal punto di vista editoriale), s'intitola La voce del silenzio, edito da Città del sole Edizioni.
Tra un mesetto ne esce un altro intitolato "Dodici ore soltanto". :batalettera
Se avrò tempo riporterò quì qualche stralcio così da incuriosirvi.
Sono davvero troppo impegnata, il tempo a disposizione è davvero poco, ma vedrò di riuscire a dedicarvi almeno dieci minuti al giorno....prometto. :batalove
Gradirei(proprio per mancanza di tempo) non ricevere messaggi con solo saluti (anche se graditi) perchè rischierei di apparire scortese non rispondendo. Sappiatelo sono felice dei vostri "ciao" e il "ricambio" è fin da ora sottinteso. :bye
Grazie a tutti.
A domani (spero)
Bacio
Sara :bataposta
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...eccomi quì, devo dire che nel sito è cambiato tutto, era molto colorato prima , adesso i miei post hanno un fondo nero...mi sa che devo imparare le nuove disposizioni. Amici allora cosa mi raccontate? :-) Io avrei settemila cosette da raccontare ma mi sa che vi annoierei. ;-) Vi informo...
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per la serie "...torna a casa ....sara"

31 marzo 2012 ore 09:15 segnala
Ciao amici e amiche care, sono tornata (ancora una volta dopo qualche anno credo)...vado a preparare il caffè, ma prometto che prima di sera aggiornerò questo blog, datemi il tempo di leggere quello precedente perchè non ricordo dov'ero rimasta.
Bacio
Sara
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Ciao amici e amiche care, sono tornata (ancora una volta dopo qualche anno credo)...vado a preparare il caffè, ma prometto che prima di sera aggiornerò questo blog, datemi il tempo di leggere quello precedente perchè non ricordo dov'ero rimasta. Bacio Sara
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