Così è-

10 novembre 2015 ore 17:13 segnala
Del resto tra le mie dita gronche , non restan
che le tue parole arse e la mia risata stupida
cade e lentamente muore come foglia gialla
or già ch'è spoglio il ramo che bene o male
teneva vigile il mio mai speso amore
uomo senza colore che non è stato mai
se non dolore.

La partita

13 settembre 2015 ore 18:03 segnala
Tacere, apatia di un'ombra
annichilito dal trascorrer tempo
demolendo i silenzi della notte
sconsacrato essere, alla mercè degli integerrimi,
vivi nella ricerca di un'altro te
osservavdo l'anima perdersi fra i profondi
in ciò che dolorosamente eri
esausto resti.
Ora aspetti generalizzando il tuo dolore, e
tenendolo per mano, lo deridi
equlibrio triste di un mai dato abbraccio
nella nuova, rammendata aurora
ami, gridi e testardamente avanzi
dimenticati i palpiti di un passato triste.
Giù, fuori d'ogni altro accordo
piovono lacime e passione,
chi guiderà i vostri passi oggi?
Chi ne doserà il coraggio?
Se per andare avanti siete rimasti fuori
da ogni, seppur minimo, miraggio
mentre ancora risuona l'eco dei lividi ricordi
solo il rancore ancora alberga
nei recessi d'ogni parola data.

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Tacere, apatia di un'ombra annichilito dal trascorrer tempo demolendo i silenzi della notte sconsacrato essere, alla mercè degli integerrimi, vivi nella ricerca di un'altro te osservavdo l'anima perdersi fra i profondi in ciò che dolorosamente eri esausto resti. Ora aspetti generalizzando il tuo...
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13/09/2015 18:03:58
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L'acrobata.

19 agosto 2015 ore 13:49 segnala
Che ci faccio qui?
Appeso per i talloni,
ingombro per le ombre
e per gli inutili commenti.
Devo andare via
e chiudere ai reclami
senza guanti bianchi
e senza troppe mani
dei disperati al fianco.
Devo andare via
inutile restare
fra i pensieri avversi,
e i gridi dei diversi.
Voglio un posto mio
fra gli incatenati al ceppo
parlar del tempo zeppo
di odorosi canti.
Col mondo rovesciato
finirei per perdermi
nullità fra i tanti,
affievolendo il pianto
che or mi scorre a fianco
cercando – più o meno -
di esser saltimbanco.

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Che ci faccio qui? Appeso per i talloni, ingombro per le ombre e per gli inutili commenti. Devo andare via e chiudere ai reclami senza guanti bianchi e senza troppe mani dei disperati al fianco. Devo andare via inutile restare fra i pensieri avversi, e i gridi dei diversi. Voglio un posto mio fra...
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Il mattino

08 agosto 2015 ore 12:32 segnala
Il mattino
La bufera è il giorno, che vive senza il tuo contorno
sento il serpente stringermi fra la terra e il sogno
fra queste mura bianche, gelide e scostanti nei ristagni,
temo le grida dei loro claudicanti sguardi
mentre lontano, esiste sol l'amor dei tuoi ricordi
sei tu che versi linfa in questi timidi germogli
e vivo ancora, nonostante loro, vivo, nonostante il pianto
vivo, senza rappresentate, livide rivalse.

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Il mattino La bufera è il giorno, che vive senza il tuo contorno sento il serpente stringermi fra la terra e il sogno fra queste mura bianche, gelide e scostanti nei ristagni, temo le grida dei loro claudicanti sguardi mentre lontano, esiste sol l'amor dei tuoi ricordi sei tu che versi linfa in...
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Morgana.

30 luglio 2015 ore 13:06 segnala
30 – 7 – 2015
Ed è già poesia
in me piccoli sprazzi di nostalgia
esili farfugli, sui pigri orizzonti di una calda estate
e in quelle ansimanti sensazioni,
sfioro la dolcezza dei tuoi occhi,
mentre il rosa della pelle rammenda la mancanza di energia
do ragioni pure, al mondo dei colori.


La giusta ricompesa

21 luglio 2015 ore 23:34 segnala
Il mercante
La solitudine è nei punti neri che ho raccolto.
Gratificazione malinconica, l'indemoniato volto ch'è riflesso
Poco resta adesso fra le pieghe del silenzio
il vuoto, accidenti!!! Come sempre.

Alla tavola dei mercanti d'aria
decomposte membra avvolte dalle spire della notte
lasciano che in ogni esser alberghi la follia.
prima che la pioggia cancelli ogni lamento.

Verrò ancora a raccogliere emolumenti
e da tutti avrò la giusta ricompensa
un centimetro di carne per ogni attimo di sofferenza.

Oh uomo.

18 luglio 2015 ore 12:49 segnala
Diversità
Di questo triste pianto, niente và disperso
pur se taccio, penso, con estrema diligenza,
ch'è già pace fuori, in quel gelido silenzio
ma dentro, tutto è un'agitar di sensi.

Estrema aridità, fra i presenti
nella loro mancanza, molti son contenti
diabolici momenti, svanisce il tempo.
Solo il Padre và, misera raccolta.

Atipicità del canto o informe posa?
Oh uomo, ancor trattieni tempo e non ci pensi
saremo accanto, un giorno, ad espiar le colpe
forse sarà domani, il presente: pensa!

Tu che vai di fretta, incidi sto silenzio
squarcia il velo di questa notte buia.
Temerarietà dei derelitti umani senza scarpe
s'aspettano d'esser riconosciuti uomini.

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Diversità Di questo triste pianto, niente và disperso pur se taccio, penso, con estrema diligenza, ch'è già pace fuori, in quel gelido silenzio ma dentro, tutto è un'agitar di sensi. Estrema aridità, fra i presenti nella loro mancanza, molti son contenti diabolici momenti, svanisce il tempo. Solo...
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Incoerenza

14 luglio 2015 ore 11:38 segnala
Si dan la mano con amicizia vecchia, bestialità e incoerenza
dove son loro sempre manca la ragionevolezza
i lor rapporti son cosi complessi
da sottolinear con presunzione l'inadeguatezza
dei sentimenti . Sol la follia gli tiene testa
ma sol nelle serate di lieve brezza.

Al pub.

10 luglio 2015 ore 12:15 segnala
Al pub.
Verrò come la nebbia a supportar quell'aria snob,
che avete voi, quando siete sospesi nell'innata vanità
unirò i lembi della notte, per farne entità morale
e lasciar sotto i portici, il buon odore delle vostre cose.
Mentre io, impigliato nel dolore per mio figlio
sarò li a pregarvi
di non soffiare su quest'ultimo,
intimo giramento di coglioni
lasciando fra le foglie solo entità bestiali.
Solo la pioggia darà la giusta dimensione
e anima agli sbagli.

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Al pub. Verrò come la nebbia a supportar quell'aria snob, che avete voi, quando siete sospesi nell'innata vanità unirò i lembi della notte, per farne entità morale e lasciar sotto i portici, il buon odore delle vostre cose. Mentre io, impigliato nel dolore per mio figlio sarò li a pregarvi di non...
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Gelsomina va ad est.

05 luglio 2015 ore 14:41 segnala
Gelsomina va ad est.

Perche mi indichi la strada da seguire?
Io so dove andare.
Per tutta la vita ho percorso la strada impervia e forestiera del dolore.
Di questo mio vagare niente è rimasto da donare.
Non dirmi dove andare.

Immobile in queste aride terre della solitudine, rasento la follia.
La mia felicità sono e sono stati i semplici sorrisi.
Come fantasia è la nostalgia di un cammin diverso.
Come la malattia, che osservo nel tuo sguardo,
cerco fra le ombre, una piccola magia
un'alibi alla tristezza, unico grido di follia.

Cerco me stesso nella malinconia d'un verso
cerco la morte, lei sola sa donare pace al corpo, stanco d'esser
stanco, come un angolo negli immensi spazi bianchi
Ciò che cerco è un verso che arda come il fuoco
è quell'amore terso, perso nei tuoi occhi.
Cosi ch'io possa restare ciò che sono adesso
E non dover varcare le onde di bufera
Rassegnato ad esser ciò che sarò sempre
Una strofa triste senza gnuna meta
Un silenzio angusto chiuso in quest'immenso.
Una finestra immobile, sul torbido non tempo.

Vieni pure avanti, adesso; osserva ciò che resta
Io non ho parole da lasciare indietro
ne momenti giusti da affidare al vento.
Mentre tu mi chiedi di venirti appresso
io rasento il baratro dell'indifferenza
E non saprei seguirti che per compiacenza
cosi diverso e aspro è questo mio momento
che bramerei la morte almeno mille volte.

La mia sete è un'altra, oh Dio dell'universo
L'arsura nel mio petto è un soffio di rispetto.
Nel pianto di un Pierrot che recita se stesso
vorrei, semplicemente, andar controcorrente
pensare a ciò ho in testa com'essere che accetta
tutto ciò che manca dietro questa porta
senza tante chiose, per farne un di di festa.
Camminare insieme, ancora, come era un tempo
senza andare mai, da nessuna parte
è cosi che io ti penso, unico mio canto.

Iniziare adesso con la pioggia e il vento
a dettare esempi per i nuovi passi
o restarti accanto ligia sofferenza?
Non avere pena per questo mio tormento
lasciami qui perso, entro il mio lamento
ti sarei d'intralcio in ogni movimento.

Solo, andrò cercando, fra la pioggia e il vento
magia di una scintilla già sensazione persa,
dentro questo pozzo di taciturno, penso.
È l'armonia di un palpito, che tiene desto un uomo
anche se diverso.
Tu va pure avanti, senza pentimenti, segui quell'istinto
che fa di ogni esser il vento di domani.

Quante volte amandoti ti ho dormito accanto
tante volte amore ti ho sfiorato appena
quante poi, la morte, mi ha sedotto dentro
sono stato io, e adesso sono niente.
E tu? Dolce momento sei l'ultimo concerto
orma di un amore consacrato al tempo
dimenticato ai giorni di puro isolamento.

Ignora, i miei già spenti, consacrati sguardi
segui la tua strada, senza pentimento
io seguirò la mia, ella è la davanti.
E se per un istante mi sentirò un po' triste,
come preda stanca, mi venderò al silenzio
sacrificando a oltranza la luce in questa stanza.
Cercherò la pioggia nell'ora del rimpianto.
Desiderando d'essere orma del tuo tempo
unico momento chiuso in quest'intenso.

Và, e non chiudera la porta
penserò ch'è un'attimo, poi ritornerai
a dettare esempi di un'amor che sai.

Cosi non saprò mai, se sei andata via
se con te hai portato, l'ultimo mio incanto.
E se per un momento, mi mancherà il tuo canto
me ne andrò pei monti, uffici del mio tempo.
Che ... handicap d'Egitto!!! Or sono già in partenza
cammino a piedi scalzi, fra eriche e tramonti
cercando fra le pietre, l'ultimo tuo sguardo
forse quel bagliore sui petali di un fiore
cosi or posso dire: ho pianto pel colore
per quel vermiglio sangue, c'ha versato il celo.

Odio e amo, questa vita spenta, che svuota ogni momento
e ne raccoglie, for da ogni dogma, poche ineludibili semenze.
Passione e pena, compongon giuramento
e a poco a poco, tutto sarà niente
ultimo riflesso di un passaggio lento.
Resterà soltanto, quel limite radente
dell'ultimo, indelebile, bacio di un credente
di un'essere che solo, crede in ciò che sente.

Mentre qui, costretto, cinetica d'inerzia
da solo poi rallento, dove muore il vento.
Vorrei venirti appresso, starti ancora accanto
godere di quel lampo, che ancor mi acceca dentro.
Ma non ne son capace, e sono già in partenza
io vado dove il tempo è il giusto sentimento
cercando fra la gente, ciò che non ha senso.
Vado poi, ghermendo l'ultimo mio istante
voce del silenzio.

Ma tu
vanti questo amore come luce e incanto
Non ci pensi troppo e mi dici: andiamo
ti porterò ovunque, fede senza scampo
cerchi fra la gente nuove sensazioni
un libero risalto del tuo andar lontano.
Come un'areoplano, vuoi andare ovunque, e mi tendi mano
poi sorridi dolce, e mi chiedi: m'ami?

T'amo come il sole ama il celo terso.
Come il giuramento in ogni nostro istante
amo il movimento di ogni nostro incontro.
Immobil come roccia del nostro stare accanto.
Amo te, unico mio tempo.

Ma nel mio pensar adesso, tutto è assai diverso,
è come un pugno in volto, dato all'universo.
in me vive l'oblio fra alte mura bianche
gelido silenzio o strada senza senso.

Ultima follia è vederti ancora affaccendata e stanca
mentre con il cuore sei da un'altra parte.
E vorrei portarti dove vado io,
dove la paura, del mio andare via
fa dell'egoismo l'oscura malattia.

Oh, mia dolce amata
questa malattia, sa cambiar le cose
sa dare immobilità ad ogni nuova posa.
Semplicità di uno scorrer d'ore, vive sempre il giorno
e dopo muore solo, dove muoio io.
Come la promessa di un'amore eterno
ecco là il tramonto, vero amore mio.

Vedi: io so, dove devo andare
e mi attardo solo per quest'ultimo colore.
Per quei tuoi occhi azzurri, come è azzurro il mare.