Quant'è bello il matrimonio!

23 marzo 2017 ore 21:41 segnala


Gli avevano sempre detto che il matrimonio è la cosa più bella che gli potesse capitare nella vita, perché avrebbe avuto accanto a sé - e per una intera vita - una donna con cui avrebbe condiviso lo stessa schema di valori, che l’avrebbe spinto a perseguire i propri sogni e conquistare nuove mete.

Ah, l’amore, sicuramente è la cosa più bella che si possa incontrare nella vita, soprattutto quando lo si vive - per una intera vita - con la persona che si ama.

Naturalmente, non per male ma per indole maschile, anche il nostro uomo, appena si avvicina la data delle nozze, sarà assalito da mille dubbi e perplessità. Ma per fortuna la fidanzata è lì, accanto a lui, prontissima a scacciarli via e con l’aiuto, se necessita, della mamma di lei, la cara, tenera suocera
.

Giunge così il giorno più bello! Lei ha già deciso l’abito da sposa, l’abito dello sposo, la lista di nozze, la lista degli invitati, l’addobbo floreale, il menu, il fotografo, la coreografia, il prete, la torta, le bomboniere e il viaggio di nozze:
- “Pochissime cose” – dirà la leggiadra sposina - “ ma su queste non transigo”.

Ma dopotutto è normale. Un matrimonio è roba da donne e l’uomo compare appena. (È solo dopo che scompare del tutto )

Tutto funziona a meraviglia. E’ bello ritornare a casa, dopo una giornata di lavoro, e ritrovare calore, amore e sesso. Pensare di avere accanto una persona da amare e che rimarrà con lei – per una intera vita - lo rende felice. Cosa avrebbe mai potuto desiderare di più?

Poi, alcuni anni dopo, una sua collega di ufficio gli donerà un sorriso. E così il giorno dopo. E nei giorni seguenti. Il nostro uomo, suo malgrado, si troverà a pensare come sarebbe a letto con lei. Immediatamente scaccerà dalla mente quel pensiero nefasto. Lui ha ormai deciso di stare con la sua donna – e per una intera vita – e saprà tenere il testosterone a bada. Del resto è stato abituato da sempre che si può essere felici solo con una persona, che il cuore non può dividersi. Si può amare solo una persona alla volta.

Poi magari, lungo la sua strada, incontrerà altre donne, come è normale che sia, magari in palestra o in posti simili, e per qualcuna proverà attrazione, a volte ricambiata, ma da buon marito, nonostante il testosterone gli abbia invaso la scatola cranica, si chiederà:

- “Se io amo mia moglie, come faccio ad essere attratto da un’altra donna? Questo è impossibile!”

Eh, certo!

Così gli è stato insegnato da sempre. Comincerà a temere che dentro di lui alberghi un fedifrago schifoso e represso. Inizierà a comprare dei libri per capire come guarire da quella malattia, come quelli che comprano libri su come smettere di fumare. Amando sua moglie non può desiderare di trovarsi a letto con un’ altra.

- “Che strano tipo sono diventato io?” – dirà fra sé e sé, tormentandosi. - “Cos’è questa perversione che sicuramente colpisce solo me? Perché è chiaro che tutti gli altri uomini sono esenti da questa malattia. Li vedo in giro con le loro mogli: così affettuosi, così premurosi. Dopo anni e anni di matrimonio, tutto come prima. Mai potrei pensare che quegli uomini hanno desideri perversi come i miei. Da dimenticare poi il pensiero che possano metterli in pratica. Ma quando mai… Perché allora solo io ho questi desideri sconci?”

Rimarrà sorpreso quando gli capiterà di leggere che nel mondo animale non esiste la monogamia. Nessun mammifero è monogamo.

-“Vabbè, noi non siamo animali” – penserà. “Gli uomini sono diversi.”

Rimarrà ancor più sorpreso quando leggerà che alcune religioni ammettono la poligamia.

- “Meno male che sono cattolico.”

Per non dire poi quando saprà che, anche se non ufficialmente, la poligamia è diffusa in Africa, in Asia e in Sud America. Solo l’Europa e USA accetta senza se e senza ma la monogamia.

- “Questa è la dimostrazione che siamo popoli civili” – penserà – Vuoi mettere, che so, un tedesco con un congolese, o un inglese con un somalo?"

Quando poi, gli capiterà tra le mani le statistiche che ogni anno vengono svolte per stabilire la percentuale dei fedifraghi media in Europa, rimarrà attonito, quando vedrà il numero: 60%

- “60%? Ogni dieci, sei hanno una relazione? Ma allora” – si chiederà – “ Cosa c’è che non va?”

Già, cosa c’è che non va? O facciamo finta che va bene così?
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Del rettangolino di chatta

21 marzo 2017 ore 23:32 segnala

Prima di aprire chatta, io apro sempre youtube, clicco sul cantante che voglio ascoltare e poi vado su chatta. Stasera ad esempio avevo voglia sentire je ne regrette rien della Piaf. Dopo un paio di note rilassanti, dalla parte destra di chatta fuoriesce, come un getto improvviso di acqua gelata, un rettangolino pubblicitario, con un volume così sparato che mi spacca i timpani e le palle. Provo subito a toglierlo dai coglioni cercando la X, ma la x non c’è, appare quando ormai i timpani e le palle sono irrimediabilmente incrinati. Ti informano che chatta è gratis grazie a questa pubblicità. Ok, la pubblicità sarà pure l’anima del commercio ma, un po’ di rispetto per gli utenti, per i loro timpani e per le loro palle, abbiatelo. Il freddo sarà abominevole, come recita una vostra pubblicità, ma anche il rettangolino che esce a tradimento lo è. Fatelo pure uscire, lo comprendiamo, ma in silenzio, così che ognuno di noi possa rilassarsi dentro il vostro sito, dopo una giornata che magari è stata, anche lei, abominevole. Grazie per avermi permesso si scriverlo.
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« immagine » Prima di aprire chatta, io apro sempre youtube, clicco sul cantante che voglio ascoltare e poi vado su chatta. Stasera ad esempio avevo voglia sentire je ne regrette rien della Piaf. Dopo un paio di note rilassanti, dalla parte destra di chatta fuoriesce, come un getto improvviso di a...
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Nostra Signora dell'ipocrisia.

17 marzo 2017 ore 21:31 segnala


Si sa che il coccodrillo mentre digerisce, piange come un bambino. Le sue lacrime però non sono il segno del pentimento per la povera vittima che sta digerendo ha triturato, ma sono fisiologici: sembra infatti che il pianto sia dovuto al fatto che la digestione è lunga e dolorante. Vero o falso che sia, “piangere lacrime di coccodrillo" è diventato un modo per definire chi commette una cattiva azione di proposito e poi finge di pentirsene. Ovverossia un ipocrita.

I versatori di lacrime di coccodrillo non sono figli della società moderna, esistevano già al tempo di Gesù. A loro Egli rivolse una delle sue più belle espressioni:

“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti che siete simili a sepolcri imbiancati, belli di fuori, ma pieni dentro di ossa di morti e di ogni sporcizia.”

E’ buono come il pane Gesù, ma quando si incazza non guarda in faccia nessuno. Se scendesse di nuovo in terra e ascoltasse tutti quelli che parlano e scrivono d’amore si chiederebbe perché Il Padre suo l’abbia fatto riscendere se l’umanità non fa che parlare e scrivere d’amore. In realtà tra il dire e il fare di mezzo c’è il mare. Le parole sono una cosa, i fatti sono altra cosa. Gli basterebbe rimanere sulla terra a osservarci per un po’ e se uscirebbe con l’altra sua bellissima massima:

“Perché, uomo, stai sempre a guardare la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?” Ah, fossimo tutti chiari come lui…

Dei sette vizi capitali era proprio l’ipocrisia che Gesù non riusciva a mandare giù.
Eppure, l'ipocrisia è la salvezza dei popoli.. Il mondo esiste perché esiste l’ipocrisia. Vivere senza di essa è impossibile. A dimostrazione di quanto affermo, supponiamo, per un attimo che Gesù con uno schiocco di dita decida di eliminarla e va su in cielo, pensando di aver dato un grande dono all’umanità. Cosa succederà?

Non ci resta che osservare un uomo qualunque, il Signor Badalucco, ad esempio, un mio condomino, che tutti conoscono come persona sempre sorridente, educata, mai scomposta, e supponiamo che una mattina si svegli e sia costretto a dire la verità, proprio come in un vecchio film di Jim Carrey.

Nel condominio.
- Buongiorno Sig. Badalucco, come va? – dice la signora Verga, la sua dirimpettaia.
- Ma vaffanculo te e quella testa di minchia di tuo marito che è sempre arretrato con le rate di condominio
- Buongiorno Sig. Badalucco, come va? – dice il condomino del piano di sotto.
- Ma vaffanculo te e quei gatti che dai da mangiare nel parcheggio. Infilateli a casa se ti piacciono tanto e cosi mi evito di zigzagare fra le merde secche.
- Buongiorno Sig. Badalucco, come va? – dice il portinaio.
. Ma vaffanculo, non c’è una minchia piena d’acqua al mondo come te. Non prendi mai posizione e sei infido come Giuda.
In ufficio:
- Ciao Turiddu, dice la signora Vittorini (Turiddu è l’equivalente di Salvatore. Così si chiama il Signor Badalucco.)
- Troia!
- Ciao Turiddu, dice la signora Tomasi.
- Bottana!
- Ciao Turiddu, dice il Signor Pirandello
Arruso! (In dialetto siculo arruso significa frocio)
Dal direttore, l'esimio dottor Camilleri:
- Non si bussa Badalucco?
“Sugaminchie a tradimento. Tu, tua moglie e tutta la tua generazione. Tua moglie ti comanda a bacchetta e poi mi vieni a rompere i cabbasisari. Non ti sputo solo perché ti profumo.”
E se ne va, lasciando costernato il povero direttore.
In palestra
- Ciao Totò, dice la signora Brancati (Totò è un altro equivalente di Salvatore)
Minchia, ti farei nuova nuova (nel senso che la tromberebbe volentieri)
- Ciao Totò, dice la signora Bufalino
Mi fai impazzire con ‘ste minne che ballano appena muovi un passo. (Le minne sono i seni)
- Ciao Totò, dice la signora Maraini
Arrusa! ( Al femminile significa troia). Con quell’oloturia di Antonio ci sei andata a letto e con me ti fai ancora pregare. (L’oloturia è un animale marino dal corpo cilindrico allungato, chiamato in gergo “minchia di mare”)
- Ciao Totò, dice il signor Capuana
Drogato!
- Ciao Totò dice il signor De Roberto
Pedofilo!

A casa:
- Ciao, dice la moglie
- Ciao 'sta minchia!
- Bau Bau, dice il cane
- Vieni cucciolo, tu sei l’unico che mi vuoi bene.

L’ipocrisia è un dono divino. Se non esistesse ci saremmo scannati a vicenda.
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« immagine » Si sa che il coccodrillo mentre digerisce, piange come un bambino. Le sue lacrime però non sono il segno del pentimento per la povera vittima che sta digerendo ha triturato, ma sono fisiologici: sembra infatti che il pianto sia dovuto al fatto che la digestione è lunga e dolorante. V...
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Sono un uomo non sono un santo.

14 marzo 2017 ore 19:32 segnala


L’italiano sa sempre a che santo votarsi. Ne abbiamo così tanti che abbiamo l’imbarazzo della scelta. Del resto, nessun paese al mondo ha dato così tanti santi come l’Italia. Non solo, ma non abbiamo santi generici, come i medici della cassa mutua per esempio. Niente affatto: tutti sono specialisti in qualcosa, per cui non è che un santo vale l'altro. Per dire, se hai problemi di amore, non preghi San Paolo, preghi San Valentino. Se invece stai naufragando, allora è giusto affidarsi a San Paolo, che è specialista nei naufragi.

Ci sono anche santi a cui affidarsi nel dolore: se hai un dente che traballa e ti fa soffrire, Sant’Apollonia fa per te. I problemi di stomaco sono invece affidati a Sant’ Erasmo da Formia, per la schiena rivolgersi a Sant’Orso.
Mi sembra giusto: l’uomo è spirito, ma è anche carne.

Secondo le mie ricerche, la classifica dei più venerati, vede in testa Padre Pio, seguito da Sant’Antonio e da san Francesco d’Assisi. Al quarto posto c’è una donna, l'amata Santa Rita da Cascia.

Ci sono poi santi che sono amati soprattutto da una città. I più noti sono San Gennaro, che tutti associamo immediatamente a Napoli e Sant’Ambrogio che ci riporta subito in mente Milano. Se si chiede chi siano i santi di Roma, di Firenze o di Bologna, credo che lo sappiano in pochi, tranne naturalmente i residenti delle città che ho preso a campione. Mi è venuto in mente mentre sto scrivendo la patrona di Palermo, Santa Rosalia, anche lei nota nel resto del paese come patrona del capoluogo siciliano.

Qualcuno ha detto che i santi sono persone che hanno fatto di tutto pur di finire sui calendari. Deve averlo detto qualcuno che ha provato a farsi canonizzare ma non c'è riuscito. Carina però la battuta.

Non si diventa santi per caso. Bisogna “distinguersi per l'esercizio delle virtù cristiane in forma eroica”. Ecco perché sono un uomo e non un santo.

Ma un santo, anzi due, convivono nel mio cuore. Da tanto tempo ormai: sono San Giovanni Bosco e il suo allievo, Domenico Savio, morto a 14 anni e fatto santo da Pio XII. Ho frequentato l’oratorio salesiano negli anni della mia adolescenza e le foto di San Giovanni Bosco e di san Domenico Savio ci accompagnavano in ogni momento, sia nell’ ora del catechismo sia nelle attività ludiche. E voi, a che santo vi votate?

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« immagine » L’italiano sa sempre a che santo votarsi. Ne abbiamo così tanti che abbiamo l’imbarazzo della scelta. Del resto, nessun paese al mondo ha dato così tanti santi come l’Italia. Non solo, ma non abbiamo santi generici, come i medici della cassa mutua per esempio. Niente affatto: tutti s...
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Uomini zeppi di problemi

11 marzo 2017 ore 22:25 segnala


Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo. Sei vestito con camicie firmate, porti capelli ben tagliati e disquisisci di Quasimodo e di Pasolini, ma non sei cambiato granché dai tempi delle caverne, quando i tuoi avi uscivano dalle loro grotte armati di clava in mano per andare a cacciare mammut. Sotto quegli abiti firmati sei ancora quello della pietra e della fionda. L’istinto arcaico della caccia è ancora radicato dentro di te, uomo. E’ vero, i mammut nel frattempo si sono estinti, ma questo non ha certo placato la tua voglia di sentire l’odore della preda, di prenderla, di farla tua. Ecco perché, estintosi il mammut, l’hai sostituito con le donne. Naturalmente hai dovuto cambiare arma. Non usi più la clava, però astuzia, inventiva e inganno non ti mancano. Ecco perché fingi di emozionarti davanti a un tramonto o di commuoverti nel veder le stelle. Sei capace persino di scrivere poesie per farti credibile agli occhi della preda col tuo dolore. Non hai vergogna, uomo.

Fingi, ma non del tutto. In tutti questi secoli trascorsi, il tempo e le convenzioni sociali hanno seppellito il tuo modo di essere. Oggi sei sommerso di pudori, vergogne, timori, disagi. Sei insicuro, controllato, ingessato, bloccato. Quello che sei fuori non sei dentro. Il tuo vivere non coincide con il tuo essere. Ti conformi, ti adatti, ti adegui, non riveli il tuo vero volto nascosto dietro la maschera delle apparenze. Sei pieno zeppo di problemi. Oggi più di ieri.

Vuoi una prova?

I preliminari! Sì, proprio quei preliminari, hai inteso bene. Quei preliminari che sei costretto a fare e che non hai la forza di dire no. Il tuo avo non sbaciucchiava, non coccolava, non vezzeggiava, era come gli attori nei film americani, che dopo aver bevuto con lei in qualche locale, si precipitano a casa e subito dopo aver chiuso la porta, la sbattono al muro o sul tavolo e come degli affamati in un ristorante a buffet le si scagliano addosso senza ritegno e senza altro obiettivo se non il raggiungimento del piacere massimo. Non c'è più nessun ritegno, è un delirio che cresce, fino all'apice. E tutto si risolve in pochi secondi esaltanti. Dei preliminari nessuna traccia. E’ lo scatenarsi di tutti gli istinti, la sensazione di avere colto l'essenza dell'animo umano, senza infingimenti, corteggiamenti e preliminari.
Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo. Liberati dalle catene che hanno creato attorno a te
Torna libero, uomo.
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« immagine » Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo. Sei vestito con camicie firmate, porti capelli ben tagliati e disquisisci di Quasimodo e di Pasolini, ma non sei cambiato granché dai tempi delle caverne, quando i tuoi avi uscivano dalle loro grotte armati di clava in mano per and...
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"O fai sesso con me o ti boccio."

10 marzo 2017 ore 00:12 segnala


La professoressa di Italiano glielo ha detto senza mezze misure: “o fai sesso con me o ti faccio bocciare”.
Il ragazzo ha provato a farla desistere ma non c´è stato nulla da fare. Lei ha chiuso a chiave la porta della classe e gli ha chiesto di darsi da fare.

Alla fine dell´amplesso, il ragazzo, appena diciottenne, l´ha denunciata. La donna ha ammesso il rapporto sessuale ma ha sostenuto che il ragazzo era consenziente.
Era la classica parola contro un’altra. Ma in questo caso la difesa della donna non ha funzionato.
La polizia ha asserito infatti che il sesso in quella condizione, anche se consensuale, è comunque illegale perché la professoressa si trovava in una posizione di autorità e la legge parla chiaro: “In una posizione di autorità è vietato compiere qualsiasi tipo di attività sessuale con uno studente, indipendentemente dal fatto che sia consensuale o no.”
Attualmente la donna, che ha 31 anni, si trova in carcere in attesa di essere sottoposta a interrogazione.

Negli Usa, i casi di donne insegnanti che approfittano della loro posizione per costringere i propri alunni ad avere una relazione sessuale sono in costante aumento. Le pene non sono lievi e c´è chi dice che se il reo fosse stato maschio, avrebbe avuto un trattamento migliore. Probabilmente, non è vero ma certamente il fatto che questa volta la vittima sia un maschio incuriosisce di più. I casi più clamorosi sono quelli di un´insegnante che ha avuto addirittura un bimbo dalla sua vittima, quindicenne, e di un´altra che, dopo avere scontato la sua condanna di tre anni, ha trovato all´uscita dal carcere la sua vittima-alunno che, nel frattempo, aveva compiuto diciotto anni. I due adesso sono sposati.

La lettura di questo episodio mi ha riportato nei miei anni di scuola superiore. Mi ero preso la tipica sbandata per una professoressa (al tempo non si usava l´espressione prof). Bella come un ramo di ciliegio, come il tramonto a Pantelleria, come un cigno nero. Insegnava diritto. Lei spiegava il sistema elettorale e io guardavo le sue labbra. Lei parlava del diritto costituzionale e io naufragavo nei suoi occhi. Lei illustrava la differenza fra decreto legge e decreto legislativo e io ero attratto da quella sottile linea che separava i suoi seni.
La mia professoressa di latino non mi disse mai: “o fai sesso con me o ti boccio”. Non l’avrei mai denunciata, avrei fatto tutto quello che mi avrebbe chiesto, purtroppo non le venne mai in mente di sedurmi.

Per fortuna che lo fece la mia compagna di banco 0:-)

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« immagine » La professoressa di Italiano glielo ha detto senza mezze misure: “o fai sesso con me o ti faccio bocciare”. Il ragazzo ha provato a farla desistere ma non c´è stato nulla da fare. Lei ha chiuso a chiave la porta della classe e gli ha chiesto di darsi da fare. Alla fine dell´amples...
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AAA principe azzurro cercasi

08 marzo 2017 ore 23:05 segnala


A leggere i blog di chatta risulta chiaro che il desiderio più diffuso di molte donne è quello di trovare l’uomo giusto. La parola “amore” è infatti di gran lunga la più usata. Tra i molti aggettivi che sono stati usati per descrivere quest’uomo , i più utilizzati sono: affettuoso, sensibile, equilibrato, divertente, “che viva per me sola come io vivrò per lui”, “che mi sostenga”, etc etc. Non solo la prosa, ma anche la poesia viene usata per la ricerca di quest’uomo. Alcune si sono convinte che un uomo del genere non esiste e preferiscono scrivere d’altro, altre invece continuano imperterrite nella ricerca, convinte che un uomo del genere esiste. Ebbene, anch’io credo che quest’uomo ideale esista. Ha però un problema. Dura poco.
Credo, e spero, che ogni donna in un determinato periodo della sua vita abbia incontrato l’amore sappia capire. Com’era lui?
Era affascinante, premuroso, simpatico. Tutto dedito al vostro piacere. Eravate al centro del suo mondo. Si diceva innamorato di voi, ed era vero. Si ricordava il vostro compleanno; Gli anniversari; Persino l’onomastico. Vi chiamava spesso da una cabina telefonica per sentire la vostra voce e vi ascoltava senza interrompervi. Aveva naturalmente i suoi interessi, le sue passioni, ma le metteva in subordine a voi. Era proprio così, vero? Già! Un vero principe azzurro…
Poi, lentamente, come l’incedere di una lumaca, cambia: diventa… distratto, estraneo, arido a volte. Iniziate a chiedervi in cosa avete sbagliato, cosa avete detto o cosa avete fatto di male. Inizialmente provate stupore, poi rabbia, poi sensi di colpa. Perché se lui è cambiato, è per colpa vostra. Perché è questo che vi passerà per la mente. Niente di più sbagliato.
Ma Lui vi ha amato davvero. Tutto quello che di buono ha fatto per voi l’ha fatto perché vi amava. Ma come una freccia che, seppur scoccata con forza, prima o poi farà la sua discesa verso terra, così il suo amore volgerà verso il basso. Perché l’uomo ama sognare, ma quando il sogno diventa realtà, gli scatta l’indifferenza. E allora incoccerà un’altra freccia e la scoccherà. Perché lui ha bisogno di un altro bersaglio, di innamorarsi di un’altra. Lui non è di nessuna donna, se non temporaneamente. La sua vera donna, quella stabile, è lui stesso. Come il rombo del tuono che segue il bagliore del lampo, come il fumo che segue il fuoco, come il Milan che segue sempre la Juve, così l’uomo segue la sua natura. E’ un fatto incontrovertibile.
Lui non vi dimenticherà, avrete sempre un posto dentro di sé, ma il suo cuore brucia come il salice, che produce una fiamma vivace ma di breve durata. Come trasformarlo in castagno, legno duro, pesante, che garantisce una fiamma persistente?
Difficile, molto difficile.
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« immagine » A leggere i blog di chatta risulta chiaro che il desiderio più diffuso di molte donne è quello di trovare l’uomo giusto. La parola “amore” è infatti di gran lunga la più usata. Tra i molti aggettivi che sono stati usati per descrivere quest’uomo , i più utilizzati sono: affettuoso, s...
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I giochi trasgressivi delle signore siciliane

02 marzo 2017 ore 23:39 segnala


I tempi cambiano trascinando con sé costumi e gusti.
Un tempo, ad esempio, chi si faceva le foto da sé era considerato uno sfigato, un individuo triste che non aveva neanche un amico che gli scattasse una foto. Oggi vediamo gente ovunque che si scatta foto da sé e improvvisamente l’autoscatto (o selfie) è diventato fighissimo.
Un tempo, ad esempio, in Sicilia esisteva il delitto d’onore. Era un omicidio in piena regola tollerato da molti perché veniva considerato l’unico modo per cancellare la vergogna del tradimento. Cornuto, infatti, era la massima offesa che si potesse ricevere. Ma i tempi cambiano trascinando con sé costumi e gusti. Oggi, in Sicilia, il delitto d’onore non solo non è più commesso né tollerato, ma addirittura sembra che sia la regione al primo posto come numero di coppie scambiste: molto più di quanto non avvenga in altre regioni del Nord, solitamente più moderne e all’avanguardia nei costumi.

Molte coppie in Sicilia, infatti, hanno scelto di vivere la propria sessualità in modo trasgressivo e le protagoniste assolute di questa metamorfosi sono loro, le signore siciliane. Proprio quelle che una volta i media mostravano col fazzoletto in testa e lo scialle nero sulle spalle, tutte casa e chiesa, con sguardi bassi e poche parole. Sono loro che sono scese in campo, loro che comandano il gioco e sono agguerritissime. Sono donne insospettabili, può essere chiunque: la vicina di casa o la signora che si incontra al supermercato, la propria farmacista o l’impeccabile collega di ufficio. Potrebbe anche essere l’integerrima insegnante di tuo figlio. Sono come tutte le altre, persone normali che si vestono come noi, agiscono come noi, scherzano e ridono come noi. Non provate a individuarle, è inutile, niente e nulla le fa riconoscere.

Quando però arriva il momento del gioco, le donne siciliane si trasformano, la loro calda sensualità mediterranea trabocca dai loro sguardi. Mettono la mordacchia all’ipocrisia che vuole la donna far sesso solo se c’è almeno un briciolo d’amore e vivono al massimo i piaceri del sesso e dell’erotismo, senza sensi di colpa e senza rimorsi di coscienza.

Non sono da sole in questa nuova vita. Sono appoggiate dai loro uomini che hanno sotterrato gelosie e lupare e sono nuovamente ammaliati, stregati, affascinati dalle loro donne e dalla loro intraprendenza. La primavera è ritornata nelle loro case: rancori aspri e musi lunghi, liti feroci e silenzi assordanti, vite separate e insulti quotidiani, tutto questo è sparito come neve al sole. La coppia si è ricomposta nel nome supremo del sesso. La sera, quando il loro lavoro è terminato, accendono il pc e insieme (La parola d’ordine ridiventa: Insieme!) giocano con altre coppie come loro.

Si comincia iscrivendosi su dei siti appositi, si traccia un profilo personale della coppia e si pubblicano foto sexy ma senza il viso. Non sono sprovveduti, si muovono con prudenza. (le comari di De André non sono mica morte). Spesso il primo appuntamento è preso in campo neutro, fuori città ma non sempre. Da quel momento, tutto può accadere. Il ceto sociale coinvolto è trasversale, dalle commesse ai professionisti, anche se quello più intraprendente sembrerebbe il medio-alto.

Non ogni incontro finisce naturalmente in sesso. Le coppie si contattano, si conoscono, giocano, si studiano, fanno anche centinaia di chilometri a scatola chiusa. Ci sono coppie del nord che scendono qui e coppie del sud che salgono su.
Da diverse interviste a delle coppie scambiste è venuto fuori che lo scambismo ha portato loro dei benefici: vivere il sesso trasgressivo ha migliorato la qualità di quello fatto, tra le mura domestiche, perché i ricordi delle esperienze vissute con altri alimentano fantasie che danno una marcia in più.

E poi gli scambisti, a loro dire, non si tradiscono. Perché chi fa scambio non sente affatto l’esigenza di farsi un’amante, che comporta più impegni e il rischio di essere scoperti dal partner. Trasgredendo invece si sta tranquilli, la coppia fa sesso con altri ma insieme (ritorna la parola), senza tradirsi alle spalle, riequilibrando anche una situazione che sino a poco tempo fa vedeva le donne sfavorite, essendo l’uomo quello che faceva più scappatelle.

Dovrebbe essere ovvio che ognuno ha il diritto di agire la propria sessualità come meglio crede, seguendo i propri gusti e i propri sentimenti. Delle tante libertà, quella sessuale dovrebbe stare al primo posto.

Ha scritto Osho:

“La vita è sesso. La parola sesso non va limitata alla riproduzione: l'intero gioco dell'energia vitale è sesso. La riproduzione è solo una parte di quel gioco. Ogni volta che due energie si incontrano – negativa e positiva – entra in gioco il sesso.”

Parole sante.


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Elogio del virtuale

01 marzo 2017 ore 23:42 segnala



Scagli la prima pietra chi non ha mai fatto sesso virtuale almeno una volta. Si parla di sesso virtuale quando due persone si procurano un piacere sessuale attraverso internet, usando, ad esempio, un linguaggio esplicitamente sessuale o mostrandosi nudi in fotografia o in webcam.

Naturalmente non tutte le chat tra due persone si trasformano in sesso on line. Perché questo possa avvenire occorrono infatti diverse condizioni: una simpatia reciproca, un modo simile di vivere la vita, una comunanza di gusti e di educazione, insomma un buon feeling. Senza questa sintonia non si va avanti nel piacere di conoscersi, figuriamoci se si giunge al sesso on line.

Peraltro, se l’unico obiettivo per una persona è quello di fare sesso virtuale, il più delle volte non approda a nulla. Al sesso on line, per essere davvero piacevole, ci si deve arrivare in modo casuale, inaspettato, naturale. Molti uomini, da quel che si sente, invece partono subito per la tangente e senza nemmeno aprire una forma, anche primitiva, di dialogo, chiedono la misura del reggiseno.

Invece è bello quando, magari in una sera passata a parlare piacevolmente del più e del meno, la chat declina dolcemente verso l’intimità in modo del tutto naturale, senza forzature. Piano piano le parole diventano più esplicite, le guance si infervorano, i sensi si risvegliano e il gioco si fa bollente…

Naturalmente vi sono delle differenze tra noi e loro. Le donne amano le parole. Molto più di noi. Con esse possono dare libero sfogo alla fantasia. Ecco perché preferiscono la chat. Gli uomini invece hanno una sessualità più visiva e preferiscono la webcam. A differenza, infatti, delle donne che, spesso, preferiscono non mostrare il corpo che dà così tanti problemi di accettazione, gli uomini, anche se hanno le tette cascanti, una pancia pronunciata e delle braccia che sembrano due cotechini in vetrina.

Siccome il mondo è bello perché è vario, ci sono persone che considerano il sesso on line un’attività degradante, qualcosa di bieco. Pensano che chi lo faccia sia una persona triste, con difficoltà di comunicazione, una persona brutta, dentro e fuori. E anche un po’ perversa. Un sesso non carnale – pensano - è come una barca senza remi, una carbonara senza pancetta, una lampada senza luce e chi l’apprezza, è uno sciagurato da esecrare.

Probabilmente, per dare giudizi così netti, l’avranno provato e sicuramente non sono state affascinate dal guardare ma non toccare; Non sono state ammaliate da questa vicinanza cerebrale e molto intima; Non sono state avvinte dal fascino della trasgressione.

Io sì.
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Elogio della Svezia

28 febbraio 2017 ore 23:11 segnala


Lei è Ingrid.

Marcello è proprio un gran bell´uomo. Alto, moro, barba incolta e capelli corti. Vive con Ingrid, una bella svedese, occhi da gatta e lunghi capelli che le scivolano morbidamente sulle spalle. Si sono conosciuti in un supermercato. Fu lei a prendere l’iniziativa chiedendogli di aiutarla a prendere un prodotto posto nell’ultimo scaffale. In realtà, se si fosse alzata in punta di piedi sarebbe riuscita a prenderlo ma quell’uomo, così italiano, la intrigava e non voleva farselo scappare. Due giorni dopo iniziarono a frequentarsi. Nel giro di qualche mese Ingrid si trasferì a casa di Marcello e hanno cominciato a convivere. Due anni fa si sono sposati. Al matrimonio sembravano attori appena usciti da un film di Hollywood.

Adesso Marcello vuol separarsi da Ingrid. Vuol farlo perché è contrario alla richiesta della moglie. Lei, infatti, gli ha chiesto di potere andare a letto con altri senza che questi rapporti extraconiugali interrompano la loro relazione matrimoniale e amorosa. Naturalmente, anche lui può fare la stessa cosa.
Inizialmente Marcello ha pensato inizialmente che lei stesse scherzando o che lo stesse mettendo alla prova. Ma Ingrid era serissima e quando Marcello le ha chiesto se per caso fosse uscita fuori di senno, lei ha motivato la sua richiesta pressappoco con queste parole:

- “Prima o poi troveremo nella nostra strada, al lavoro, in palestra o magari in un supermercato com’è successo a noi, qualcuno che ci piacerà, qualcuno per cui proveremo una forte attrazione sessuale, qualcuno che ci corteggerà e che ci farà cedere. Non riusciremo a rimanere fedeli per una vita intera e io non voglio mentirti e non voglio che tu mi menta. Io ti amo ma non intendo sopprimere reazioni chimiche che potrei provare per certe persone. Quello che per me è veramente importante è che io voglio dirti tutto, evitando bugie, sotterfugi, segreti e sensi di colpa.”


“Tu sei matta” rispose Marcello. “Non ti rendi conto di quello che stai dicendo.”

“So perfettamente invece di cosa parlo. Non vedi che non passa giorno che qualcuno celebre non venga colto in flagranza d'adulterio? Clinton, Schwarzenegger, Tiger Wood, Britney Spears, Jennifer Lopez, e mille altri. Conosciamo queste storie perché vengono scoperte e perché si riferiscono a persone note. Ma non bisogna essere celebre per avere una storia clandestina. E tutti i nostri amici con i loro sotterfugi? Quanti, sulla loro fedeltà, metteresti la mano sul fuoco? Non siamo portati alla monogamia, la fedeltà non esiste nel nostro DNA e chi riesce a essere fedele per tutta una vita, non vuol dire che non abbia tradito con la mente o con il cuore. Se va bene così per tanti, non va bene per me."

" E se mi innamorassi nel corso di un’avventura sessuale? - chiese Marcello – “Ci hai pensato?”

" Dovrei pensare che il tuo amore per me non era poi così grande." - rispose Ingrid.
" Potrebbe capitare anche a te…" - replicò Marcello

" Difatti io credo che possano esistere non solo altre relazioni sessuali, ma anche altre relazioni amorose…"

A quelle parole Marcello rimase in silenzio, lo sguardo inizialmente perso nel vuoto. Poi i suoi occhi si posarono su Ingrid; Lei credette di inabissarsi nella profondità delle sue pupille sconcertanti come un enigma. Le labbra di lui si mossero piano.

Ingrid le guardò con il cuore che le usciva dal petto e attese con spasmodica attesa quello che Marcello stava per dire.

" Voglio il divorzio." - disse Marcello.

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« immagine » Lei è Ingrid. Marcello è proprio un gran bell´uomo. Alto, moro, barba incolta e capelli corti. Vive con Ingrid, una bella svedese, occhi da gatta e lunghi capelli che le scivolano morbidamente sulle spalle. Si sono conosciuti in un supermercato. Fu lei a prendere l’iniziativa chiede...
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