Paese che vai gesti che trovi

07 febbraio 2017 ore 20:58 segnala


Non c’è popolo che gesticoli come noi. Abbiamo il primato mondiale. I nostri due gesti più noti al mondo sono di battere con la mano destra l’incavo del gomito sinistro alzando tutto l’avambraccio e accompagnarlo con un “tiè”. Eccolo:



L’altro è quello che ci caratterizza di più e cioè la mano a carciofo. Eccolo:



Questo nobilissimo gesto, che tanto fa ridere gli stranieri, ha due letture diverse: la prima ha il significato di “Che vuoi?”. L’altra esprime invece: “Ma che dici?” Quando vogliamo esprimere il primo concetto, muoviamo la mano su e giù in fretta, coprendo una distanza di pochi centimetri, e la fermiamo di scatto dopo due o tre movimenti; Quando invece vogliamo dire “Ma che dici?”, muoviamo la mano su e giù più lentamente e copriamo una distanza più lunga, tanto che la parte alta sfiora la spalla (o il petto). La mano non si fermerà di scatto e farà più movimenti. Altro fattore importante è la faccia. Nel gesto “che vuoi?, le ciglia si devono aggrottare. Se è: “cazzo vuoi? l’espressione deve essere truce. Il gesto “ma che dici?” invece, deve essere invece accompagnato da un sorriso ironico, tipo “Ma che minchia dici…” Naturalmente, spesso gli stranieri non colgono questa differenza.
Siamo talmente originali nel gesticolare che persino il New York Times ha creato un video proprio sulla nostra gestualità.

Attenzione però. Quando usciamo dai nostri confini, dobbiamo stare attenti perché capita che alcuni nostri gesti abbiano un significato diverso, se non opposto, a quello che vogliamo intendere:

Se siamo in Arabia Saudita, in Egitto, a Singapore o in Tailandia, non accavalliamo le gambe e soprattutto non mostriamo le suole delle scarpe. Mostrare la suola delle scarpe quanto accavallare le gambe vuol significare un feroce insulto. Se è però una donna a farlo, come nella foto del post, allora i maschi arabi, egiziani, singaporiani e tailandesi non hanno nulla da dire.

Se siamo d’accordo con qualcuno in sud America o in africa orientale, non comunichiamo la nostra approvazione con il pollice rivoto verso l’alto. Per loro è come il dito medio alzato. Se invece davanti a noi c’è un tunisino, un greco, un turco o un russo, non congiungiamo il pollice e l’indice per intendere OK! Per loro è un insulto sessuale.

In Cina e in Giappone è vietata la stretta di mano per il saluto. Basta un inchino. Se invece date una stretta di mano in alcune parti dell’Africa, lui potrebbe ridarvi la mano solo alla fine della conversazione più o meno lunga.

Un ultimo suggerimento: se dovete fare il segno della vittoria a un inglese (il segno della V) state attenti a non girare la mano, altrimenti, lo state mandando a vaffanculo!

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« immagine » Non c’è popolo che gesticola come noi. Abbiamo il primato mondiale. I nostri due gesti più noti al mondo sono di battere con la mano destra l’incavo del gomito sinistro alzando tutto l’avambraccio e accompagnarlo con un “tiè”. Eccolo: « immagine » L’altro è quello che ci caratter...
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07/02/2017 20:58:44
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Commenti

  1. vagarsenzameta 07 febbraio 2017 ore 22:12
    Serve un codice dei segni per girare il mondo,ed io che pensavo che l'unica barriera erano le derive linguistiche.
  2. leonardo2017 07 febbraio 2017 ore 23:46
    @ vagarsenzameta
    "Derive linguistiche?" ehi, amico, se volevi stupire con effetti speciali ci sei riuscito benissimo.
  3. vagarsenzameta 08 febbraio 2017 ore 08:23
    Ho meritato un gesto?
  4. leonardo2017 08 febbraio 2017 ore 08:59
    Ti farei il segno del pollice in alto, ma per alcuni è come il dito medio; ti farei il segno dell'Ok, ma per altri è un'allusione sessuale. Ti faccio un sorriso, non sarà un gesto ma è un ottimo modo per dimostrare apprezzamento. Eccolo: :-)

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