Sono un uomo non sono un santo.

14 marzo 2017 ore 19:32 segnala


L’italiano sa sempre a che santo votarsi. Ne abbiamo così tanti che abbiamo l’imbarazzo della scelta. Del resto, nessun paese al mondo ha dato così tanti santi come l’Italia. Non solo, ma non abbiamo santi generici, come i medici della cassa mutua per esempio. Niente affatto: tutti sono specialisti in qualcosa, per cui non è che un santo vale l'altro. Per dire, se hai problemi di amore, non preghi San Paolo, preghi San Valentino. Se invece stai naufragando, allora è giusto affidarsi a San Paolo, che è specialista nei naufragi.

Ci sono anche santi a cui affidarsi nel dolore: se hai un dente che traballa e ti fa soffrire, Sant’Apollonia fa per te. I problemi di stomaco sono invece affidati a Sant’ Erasmo da Formia, per la schiena rivolgersi a Sant’Orso.
Mi sembra giusto: l’uomo è spirito, ma è anche carne.

Secondo le mie ricerche, la classifica dei più venerati, vede in testa Padre Pio, seguito da Sant’Antonio e da san Francesco d’Assisi. Al quarto posto c’è una donna, l'amata Santa Rita da Cascia.

Ci sono poi santi che sono amati soprattutto da una città. I più noti sono San Gennaro, che tutti associamo immediatamente a Napoli e Sant’Ambrogio che ci riporta subito in mente Milano. Se si chiede chi siano i santi di Roma, di Firenze o di Bologna, credo che lo sappiano in pochi, tranne naturalmente i residenti delle città che ho preso a campione. Mi è venuto in mente mentre sto scrivendo la patrona di Palermo, Santa Rosalia, anche lei nota nel resto del paese come patrona del capoluogo siciliano.

Qualcuno ha detto che i santi sono persone che hanno fatto di tutto pur di finire sui calendari. Deve averlo detto qualcuno che ha provato a farsi canonizzare ma non c'è riuscito. Carina però la battuta.

Non si diventa santi per caso. Bisogna “distinguersi per l'esercizio delle virtù cristiane in forma eroica”. Ecco perché sono un uomo e non un santo.

Ma un santo, anzi due, convivono nel mio cuore. Da tanto tempo ormai: sono San Giovanni Bosco e il suo allievo, Domenico Savio, morto a 14 anni e fatto santo da Pio XII. Ho frequentato l’oratorio salesiano negli anni della mia adolescenza e le foto di San Giovanni Bosco e di san Domenico Savio ci accompagnavano in ogni momento, sia nell’ ora del catechismo sia nelle attività ludiche. E voi, a che santo vi votate?

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14/03/2017 19:32:01
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Commenti

  1. od.ino 14 marzo 2017 ore 20:27
    A mio parere i santi sono come dei fari accesi su un baratro !
    Se si trascura di agire positivamente nella direzione dove operano aumenta il rischio che la vita dell'Uomo faccia dei passi verso l'inferno e ci renda più simili ai diavoli !
    Invece se in quella direzione si agisce con positività , assomigliamo di più ad angeli che si muovono alla musica proposta da Dio !
    C'è anche un detto che dice : "Scherza con i fanti ma non scherzare coi Santi !" .
  2. giorgio1965 14 marzo 2017 ore 21:07
    San Giovanni Battista naturalmente.
  3. leggendolamano 14 marzo 2017 ore 21:44
    i santi sono la trasposizione cattolica dei numi tutelari.
    Credi in un solo Dio ma in migliaia di santi... alla faccia del monoteismo...
  4. alexandro1963 14 marzo 2017 ore 22:23
    Ringrazio l'autore di aver citato Santa Rosalia, patrona della mia città, il cui nome sarebbe composto da rosa e lilium, ovvero rosa e giglio.
  5. leonardo2017 15 marzo 2017 ore 00:12
    @ od.ino
    Conosco la massima, ma si può scherzare anche sui santi perchè se fossero permalosi non sarebbero diventati santi.
  6. leonardo2017 15 marzo 2017 ore 00:14
    @ alexandro1963 Ho fatto anch'io l'acchianata sul Monte pellegrino per vederla. :-)
  7. leonardo2017 15 marzo 2017 ore 00:18
    @leggendolamano
    Tu hai l'indole da luterano. (Non è un'offesa, tutt'altro)
  8. leggendolamano 15 marzo 2017 ore 06:14
    Luterano , calvinista, avventista , evangelista, testimone ... non di Geova ma della stupidità umana che cerca nel divino risposte che nel terreno non trova .. sono tutto è niente.
    Portatore sano della medesima stupidità continuò imperterrito nel mio agnosticismo .

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