Alta infedeltà 2°

21 agosto 2018 ore 19:16 segnala


Non desiderare la donna d'altri” recita il nono comandamento. Il buon Dio sapeva che ci aveva fatto imperfetti e cercò di rimediare (sbagliamo tutti almeno una volta nella vita) intimandoci con quel precetto a non farlo, pena l’inferno.

Se fossi stato io, Dio (se devo mettermi nei panni di qualcuno, scelgo il meglio) avrei risolto il problema riducendo semplicemente il tasso di testosterone che è il vero dominatore dell’uomo, perché è in grado di spegnere il lume della ragione e accendere quello dei sens. Facendo in questo modo avrei eliminato il nono comandamento ma, soprattutto, avrei eliminato a milioni di fedifraghi, tutti i sensi di colpa, frutto delle relazioni clandestine.

In verità vi dico (Oddio, parlo come Lui adesso) che un prete, tanti anni fa, provò a chiarirmi questa apparente contraddizione. Mi disse che il buon Dio ci aveva fatto in questo modo per metterci alla prova, voleva cioè toccare con mano santa se eravamo in grado di sfuggire alle tentazioni. (Gli chiesi da chi avesse avuto questa notizia ma non ebbi risposta).

Ho qualche dubbio che sia così. Per un fatto di libero arbitrio. Se, ad esempio, consideriamo tutti gli altri comandamenti, eseguirli o meno dipende da noi, è una questione di scelta: se si ruba, è perché si sceglie di rubare. Ma nel caso del nono comandamento, il libero arbitrio non esiste, perché è il testosterone che ci comanda. Capisco che possa sembrare una puerile giustificazione ma non è così. Gli uomini hanno in corpo un tasso di testosterone più alto di quello delle donne. Ecco perché milioni di uomini hanno perso tutto, famiglia, soldi, casa, figli, per una semplice scopata clandestina. Erano così stupidi da perdere tutto o perché erano guidati dall’ormone steroideo?

Già San Paolo ci ammoniva a camminare secondo lo Spirito e non secondo i desideri della carne. Sapeva bene che il testosterone ci avrebbe indirizzato decisamente sulla tenera, deliziosa, incantevole carne… (Mi si stava attivando l’ormone, scusate)

È facile, dunque, dire di non desiderare la donna d’altri ma è difficile applicarlo quando lei ti guarda, come mi guardava Laura mentre io soffiavo sul suo occhio per far uscire un pelo che non vedevo. Vidi però le sue labbra che si schiusero come petali di rose. Il mio cervello ormai era in preda ai vapori del testosterone. Ero bollito! Vorrei poter dire che fui in grado di resistere nel baciarla. Ma non fu così. Se non la baciai fu solo perché sentimmo dei passi venire verso di noi. Era il cameriere del bar. Consumammo le nostre ordinazioni. Il pelo era sparito dall'occhio così com’era apparso. Alla fine, l’accompagnai a casa.
continua

Alta infedeltà

19 agosto 2018 ore 17:16 segnala


Laura la conosco praticamente da sempre, veniva spesso a casa mia perché era amica di mia sorella Alessandra. Erano compagne di banco al liceo e spesso facevano i compiti insieme. Io non le avevo mai prestato attenzione perché non era il mio tipo di ragazza e anche non mi piaceva imbarcarmi in storie con le amiche di mia sorella, ma sapevo, dai suoi sguardi di nascosto, che le piacevo.

Durante una festicciola a casa mia, in occasione del compleanno di Alessandra, Giulia conobbe Giuseppe, un mio caro amico, e iniziarono a frequentarsi. Ero convinto che lo facesse per farmi ingelosire, però la storia durò e quando, diversi anni dopo, si sposarono, pensai che forse quella simpatia nei miei confronti era solo frutto della mia fantasia. Al matrimonio io fui il testimone dello sposo e mia sorella della sposa.

Gli anni sono passati veloci, perdendosi come petali di un fiore in un giorno di vento. Mi sono sposato anch'io ma il mio matrimonio non ha superato la crisi del settimo anno. Con Laura e Giuseppe, comunque, non mi sono mai perso di vista e spesso usciamo tutti e tre per una pizza. Laura non è più la secchiona allampanata dei tempi della scuola, gli occhiali spessi sono stati sostituiti da lenti a contatto e i denti hanno subìto una robusta operazione di restauro. Adesso è proprio una bella donna. Qualche volta ho come l’impressione, da certi suoi sguardi, che forse non mi ero sbagliato sul fatto che provava un’attrazione per me, ma, naturalmente, lei è sposata, peraltro con un mio amico, e ogni pensiero sconveniente che mi passa di tanto in tanto per la mente, lo elimino all’istante. Ma quando il Diavolo decide di metterci lo zampino è difficile resistergli.

Un giorno Laura mi telefonò perché la sua macchina non partiva.

Giuseppe era fuori sede e lei aveva un appuntamento di lavoro. Io ero libero da impegni e l’accompagnai all’appuntamento. Aspettai che finisse il colloquio, poi andammo a bere qualcosa insieme. Era la prima volta, dopo tanti anni, che stavamo soli, io e lei.
- “Scusa se ho chiamato te.” – disse.
- “Di che ti scusi, ero pure libero da impegni e poi è sempre un piacere, lo sai …”
- “Dovrei saperlo? …” disse e un sorriso malizioso increspò la sua bocca. Sentii una vampata di calore inondarmi il viso. Il suo tono era decisamente allusivo e mentre stavo pensando a come rispondere lei scoppiò in una risata:
- “Dai che stavo scherzando.”

Ridemmo entrambi, ma da quel momento io non guardai più Laura come ad una semplice amica. Il suo profumo, la sua pelle bianca, quel suo sguardo che entrava dentro fino ai recessi del mio essere, mi travolgeva come un’onda.
A un certo punto, lei si pose un dito in un suo occhio e disse:
- “Credo che mi sia finito un pelo nell'occhio, non riesco a toglierlo…”
- “Ti aiuto io”. dissi. Mi alzai e mi accostai a lei.

Quando le fui accanto, lei sollevò il suo bel viso, pronunciò le labbra in avanti e i suoi occhi neri iniziarono a mandarmi messaggi segreti. Il mio pomo d'Adamo iniziò a fare su e giù nella mia gola senza sosta, il suo profumo mi invadeva le narici e sentivo il suo respiro caldo e corto accarezzarmi la guancia. I nostri volti erano vicini, troppo vicini.
continua...

Quanti anni ha questa donna?

15 agosto 2018 ore 18:28 segnala


Ho rivisto The Humbling, uno degli ultimi film di Al Pacino. Il film è del 2014 e all’epoca Al Pacino aveva 74 anni. Nonostante l’età non proprio verdissima, il nostro Alfredo James Pacino, si sbaciucchiava una bella e sexy trentenne. Non è solo lui a farlo. Altri attori americani che gravitano intorno ai 70 anni, si avvinghiano a giovani attrici come se fossero edere, alla faccia della differenza di età.

Beh, direte voi, la capacità di provare piacere non ha età e resiste indenne allo scorrere del tempo. Vero, ma questo dovrebbe valere anche per le donne. Invece io non ricordo nessun film in cui un’attrice 70enne si avviluppa a un trentenne. Per dir la verità non ricordo neanche una sessantenne baciarsi con un trentenne e credo - ma potete eventualmente smentirmi - di poter affermare di non aver mai visto neanche una 50enne carezzare un trentenne.

Il problema degli americani è che, sebbene si sentano l’ombelico del mondo ( in alcuni casi è vero), il bigottismo è nel loro DNA. Sono come cigni nello stagno: li vedi sulla superficie dell’acqua, maestosi, aggraziati, solenni, ma se guardi sotto la superficie dell’acqua, le zampe si muovono in modo forsennato, convulso, come oche. Piace loro apparire integri ma sotto la superficie…

Sopra la superficie, invece, un’attrice che superi i 50 anni ha raggiunto definitivamente la pace dei sensi. Amen! Se poi ha 60 anni, può al massimo recitare la parte di una nonna o di una vecchia pazza. Ma non sarà certo una figura che ha pulsioni sessuali e non procurerà agli uomini nessun desiderio.

Noi sappiamo bene che se dovessimo chiedere ai trentenni americani se passerebbero volentieri una notte con la donna della foto, la grande maggioranza di loro sarebbe entusiasta di infilarsi sotto le lenzuola con lei. Ma in pubblico è disdicevole. A meno che non si tratti di una donna famosa: Si sa, le star sono sempre un po’ bizzarre.

Vedendo Al Pacino e gli altri suoi coetanei che si spupazzano belle trentenni (Ingenui, ignorano che noi abbiamo uomini famosi, ancora più datati, che scendono anche sotto la soglia dei 20 anni) molte donne “anta” sono convinte che i loro coetanei hanno interesse solo per le giovani puledre. O odalische, come le chiamò Veronica Lario. Ma per fortuna non è così o, perlomeno, non sempre e ancora una volta la foto della signora ci dà conforto.

E, dato che siamo in ballo, ne approfitto per constatare un altro aspetto del bigottismo dei film americani, ossia il diverso atteggiamento che hanno nei confronti del tradimento extraconiugale tra uomo e donna: Se il fedifrago è lui, dovrà espiare certamente, ma alla fine sarà perdonato dalla moglie. Dopotutto, è sempre lei ad adescarlo, la lussuriosa Eva. (Es: Attrazione fatale con Glenn Close e Michael Douglas)

Se a tradire invece è lei, allora si scatena l’inferno, il pubblico americano vuole per lei le peggiori pene e state certi che alla fine morirà.

Lei ha 73 anni.

P.s non vedo l’ora di arrivare anch’io ai 70 anni. Ho visto che anche Salman Rushdie (famoso per aver scritto i versi satanici che gli valse la fatwa nel 1989), che, ad esempio, ha 71 anni, guardate un po’ chi si sbaciucchia.



Ah, l'amore...
fca7dfd7-62fc-46cf-b4a5-51eaf79bdf6e
« immagine » Ho rivisto The Humbling, uno degli ultimi film di Al Pacino. Il film è del 2014 e all’epoca Al Pacino aveva 74 anni. Nonostante l’età non proprio verdissima, il nostro Alfredo James Pacino, si sbaciucchiava una bella e sexy trentenne. Non è solo lui a farlo. Altri attori americani ch...
Post
15/08/2018 18:28:58
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment
    9

Far Sexting e non saperlo

13 agosto 2018 ore 21:24 segnala


Il presente post è destinato ad un pubblico adulto e consenziente, non contiene immagini pornografiche ma sono presenti contenuti erotici: A chi non desidera proseguire nella lettura basta chiudere il post e non dir nulla ai moderatori. Shhhhhh!!

Alzi la mano chi non ha mai mandato una foto porcellina o messaggi bollenti.

Nessuna alzata di mano. Bene, la sincerità è la più amabile delle virtù. Quello che avete fatto ha un nome: si chiama Sexting. Il gioco è semplice: si sceglie una persona che ispira fiducia e si inizia una conversazione che molto presto si accenderà con toni più caldi ed espliciti.

Perché il Sexting è diventato epidemico?
Semplice, perché è piacevole. Se poi vogliamo andare più nel profondo forse è perché per molti è un modo di uscire dalla gabbia delle convenzioni sociali per trovarsi in un luogo dove possono sentirsi finalmente se stessi e potersi abbandonare alle proprie fantasie che nel mondo reale a volte è difficile sperimentare.

Nel sexting, a mio parere, le foto devono essere sempre subordinate alle parole. Vale per l’uomo e per la donna. Una donna che si vede arrivare a raffica foto di peni che fuoriescono in erezione dalle mutande, suppongo venga presa dalla smania di spegnere il pc e aprire un libro.

Le parole devono essere decisamente dominanti (toh, che belle parole che nascono spontaneamente a volte) perché sono esse che fanno intuire il livello di passione, di fantasia e di erotismo degli interlocutori. Il piacere dello sexting sta proprio nello stimolarsi mentalmente attraverso delle frasi erotiche e allusive. E’ un po’ come la differenza che c’è tra la pornografia e l’erotismo: la pornografia si concentra solo sull’atto sessuale in sé, mentre l’erotismo è tutto quello che c’è intorno a quell’atto sessuale. Ecco, un sexting fatto di sole foto è pornografia, un sexting fatto prevalentemente di parole è erotismo.

In ogni sexting prima o poi fa capolino il famoso “mmm”. Spiego per un eventuale novizio che si trova per caso a passare di qui. Il livello di gradimento nello sexting spesso si misura in “m”, quanto più esse sono numerose, tanto più è alto il livello di eccitazione avuto, tanto che l’eventuale orgasmo viene salutato da un muggito che più o meno suona così: mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm.

Bisogna usarlo con cautela. Una frase come questa: “mmm mamma che ti farei, mmm quanto ti vorrei, mmm, ti leccherei come un gelato al gelsomino, mmm etc etc” deve essere supportata da qualcosa di più pregnante altrimenti non porta a nulla.

Naturalmente, qualcuno potrebbe obiettare che in un sexting mancano gli ingredienti principali, ossia la fisicità, gli odori, i sapori, i sudori, gli sguardi, i respiri. Assolutamente vero. Aggiungerei di più. Il sexting è come un albero senza radici. Basta una folata di vento un po’ più forte e addio albero. Ma finché resta in piedi, un albero, con il suo tronco solido, i suoi rami fioriti e i suoi frutti, beh, è bello!



3101cc38-a308-4233-b644-5011c864e75b
« immagine » Il presente post è destinato ad un pubblico adulto e consenziente, non contiene immagini pornografiche ma sono presenti contenuti erotici: A chi non desidera proseguire nella lettura basta chiudere il post e non dir nulla ai moderatori. Shhhhhh!! Alzi la mano chi non ha mai mandato ...
Post
13/08/2018 21:24:41
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

Dalla chat all'incontro

01 agosto 2018 ore 20:33 segnala


Non so come fanno a saperlo, ma pare che nel mondo si consumino cento milioni di rapporti sessuali al giorno, milione più, milione meno. Prima dell’avvento di internet erano molto di meno, ma con la creazione dei social network, il numero dei rapporti sessuali è schizzato in alto toccando quota 100.
Il social che detiene il maggior numero di relazioni sessuali è FB, ma pare che anche Chatta, nel suo piccolo, dia il suo onesto contributo.

Massimo D’Azeglio – c’entra, c’entra - un illustre politico del Risorgimento, dopo l’unità del paese disse: “Abbiamo fatto l’Italia, ora facciamo gli italiani”. D’Azeglio sapeva che l’unità era stata fatta fra popoli che poco avevano in comune. I governi che si succedettero ci provarono con la scuola e attraverso la naja, ma i risultati furono scarsi. Ci pensò la televisione, nata negli anni Cinquanta, ad avvicinare popoli così diversi. Oggi, questo sforzo di unione tra popoli lo fanno i social network. I chattaroli corrono il paese in lungo e in largo, a frotte, dopo essersi stuzzicati e accaldati per mesi in chat. I trasporti fanno affari d’oro: aerei, bus, treni, tutto ciò che è moto è preso d’assalto da uomini e donne con l’adrenalina a mille. Sciamano per l’intera penisola, che sembra di assistere a una migrazione reciproca di popoli. Domande corrono nelle loro menti: Piacerò? Mi piacerà? E poi finalmente l’incontro, quasi sempre con salivazione azzerata.

Come finirà è sempre un’incognita. Naturalmente se si è mentito, molto probabilmente finirà a schifìo. Inutile dire che si ha 50 anni quando poi si è nati nel 1945, giusto per dirne una, ma le bugie possono essere tante. Se invece si è stati onesti allora è probabile che il faccia a faccia regga bene.

Alcuni dicono che chi cerca amicizie on line è perché non sa trovarle nella realtà. Io credo che sia il contrario, ossia chi ha più amici on line ha più amici nel quotidiano. La chat è, dunque, un mezzo di comunicazione in più per le persone socievoli che amano comunicare.

Buon viaggio!



76a723dc-6e32-4aa6-b47c-e4e22f0e18f1
« immagine » Non so come fanno a saperlo, ma pare che nel mondo si consumino cento milioni di rapporti sessuali al giorno, milione più, milione meno. Prima dell’avvento di internet erano molto di meno, ma con la creazione dei social network, il numero dei rapporti sessuali è schizzato in alto toc...
Post
01/08/2018 20:33:34
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    5
  • commenti
    comment
    Comment

Come allargare la vita

31 luglio 2018 ore 22:53 segnala


Ho sentito persone anziane dire: “Ah, se potessi rinascere un’altra volta…” Sarebbe bello, ma così non è, si vive solo una volta. A meno che… a meno che non leggiamo. Io, ad esempio, sono stato nella Francia del 1800 con Georges Duroy e con Julien Sorel, ho visto il carnevale di Bahia con Donna Flor, ho vissuto in una fattoria dove gli animali hanno fatto una rivoluzione, sono stato nella Germania nazista e ho visto le atrocità di Aushwitz. Sono stato anche a casa di Jung, in Svizzera, nella Russia degli anni venti e in un’isola deserta insieme a un gruppo di bambini che si sono trasformati in selvaggi. Avrei potuto vedere tutti questi posti senza i libri? Ne dubito.

Il mondo di vetro di Morris West
Era su una bancarella di Palermo. Non avevo idea di chi fosse Morris West ma lo davano per niente e lo comprai. È la storia di una donna, che si rivolge a Carl Jung, sì proprio lui, per essere curata. Lei è bella, colta, intelligente, curiosa. Lavora come prostituta d’alto bordo presso una famosa casa d’appuntamenti.
Dalle prime pagine abbiamo un’idea del carattere della donna. Eccole: “Iniziò come un normale gioco sessuale – sia pure un po’ violento - Il mio colonnello, un omone gagliardo, severissimo con i suoi soldati, amava avvilirsi di fronte alle donne. Io ero la complice perfetta delle sue fantasie. Sono alta, atletica, buona cavallerizza. Quel gioco mi piaceva – come mi piacciono quasi tutte le esperienze sessuali. Ma improvvisamente smise di essere un gioco. Divenni una furia urlante, piena di furore vendicativo scaturito chissà da dove. Volevo ucciderlo.”
Jung avrà i suoi bei problemi a tenerle testa.
Scioccante

Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Il mondo si divide in due categorie: chi ama questo romanzo in modo viscerale e chi ne è rimasto profondamente deluso. Certo che se dico che a un certo punto c’è un gatto che spara revolverate all’impazzata, non gli faccio una buona pubblicità. E’ la storia del diavolo, celato sotto un falso nome, che arriva con la sua corte nella Mosca degli anni venti, per affermare il valore del Male autentico. Forse c’è una terza categoria: quella di chi lo ama e lo odia allo stesso tempo. Io ne faccio parte.
Double face

Il rosso e il nero di Stendhal. Fu il mio secondo libro. È l’ascesa, attraverso i suoi amori travolgenti e la sua arida sete di dominio, di Julien Sorel, giovane avventuroso, romantico, ma anche calcolatore, nella Francia del 1800. Meno superficiale di Georges Duroy e anche molto meno fortunato.
Storico

Il signore delle mosche di William Golding. Chapeau! “ 222 pagine lette tutto d’un fiato. Milioni e milioni di copie vendute. E pensare che lui era uno sconosciuto maestro di scuola elementare. Un gruppo di bambini e ragazzi, in seguito a un disastro aereo si ritrova su un’isola deserta senza nessun adulto. I ragazzi provano a creare un’organizzazione in cui ognuno ha il proprio compito da svolgere ma a poco a poco il gruppo cade preda di paure e di insicurezze e la ragione viene travolta da un istinto aggressivo e selvaggio. Fino a che uno dei bambini viene ucciso.
Coinvolgente

Giobbe di Joseph Roth. Questo signore è riuscito a farmi commuovere di brutto. Il libro è meraviglioso. Tocca dentro. E’ la storia di un maestro ebreo e della sua famiglia. Un uomo timorato di Dio e perseguitato da Satana. Le sofferenze che dovrà patire sono così forti che anche la sua fede, da sempre immensa, a un certo punto vacilla. Ma ecco che, mentre sta ormai aspettando la morte, Dio lo ricompensa. Il libro è scritto in prosa ma ogni pagina sembra poesia.
Commovente

Mi hai lasciato un vuoto...

30 luglio 2018 ore 15:44 segnala


Ciao Luca, mi hai lasciato un vuoto. Non mi ero accorto prima, adesso lo so. Ti ricordi anni fa quando, a casa mia, guardavi la libreria e a un tratto i tuoi occhi caddero sul libro di Primo Levi, “Se questo è un uomo”? Ti ricordi che mi hai chiesto di dartelo in prestito? A quel tempo non sapevo ancora che i libri non si prestano perché non tornano mai indietro ed ero persino contento che lo volevi leggere. Ti ricordi? E ti ricordi che non me l’hai più reso? C’è un vuoto nella foto che accompagna questo post. Avrebbe dovuto esserci il libro di Levi. Se mi stai leggendo, per favore, fatti sentire, ok?”

Oggi non voglio scrivere di libri che mi hanno deluso, ma di quelli che mi sono piaciuti. Una piccolissima parte naturalmente: dieci. Inizio con il libro che non appare nella foto, per colpa di Luca, e che avrebbe dovuto stare nello spazio vuoto che ho lasciato:

Se questo è un uomo di Primo Levi. Sopravvissuto ad Auschwitz, pubblicò "Se questo è un uomo" due anni dopo la fine della guerra. Questo capolavoro letterario è la testimonianza della sua terribile esperienza nel Lager. Mi rimase impresso quando scrisse che un kapò si avvicinò a lui con le mani unte. Le pulì passandole più volte, palma e dorso, sulla giacca di Primo Levi senza dire nulla e se ne andò.
Primo Levi disse: “C'è Auschwitz, quindi non può esserci Dio.”

La fattoria degli animali di George Orwell. Il romanzo è strutturato come una favola, quindi con un linguaggio comprensibilissimo. E’ ambientato in una fattoria guidata da un padrone che sfrutta gli animali senza pietà e spesso, in preda ai fumi dell’alcol, li maltratta. Gli animali, stanchi dello sfruttamento dell'uomo, lo cacciano e decidono di guidare la fattoria secondo una regola ben precisa e cioè che tutti gli animali sono uguali. Il loro sogno fallirà perché i maiali, che avevano capeggiato la rivolta, col tempo diventeranno sempre più simili all’uomo sfruttando gli altri animali. La nuova regola della fattoria sarà: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri.
Il libro rappresenta una feroce satira sul totalitarismo di Stalin.

L’amico ritrovato di Fred Uhlman.
E’ un fatto accaduto in Germania durante il nazismo. Due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola L'uno è figlio di un medico ebreo, (l’autore), l'altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un'amicizia del cuore, un'intesa perfetta e magica. Poi, tutto precipita…
Un piccolo libro ma una grande storia.

Bel ami di Guy de Maupassant. E’ stato il mio primo libro. Lo so, di solito si inizia con la letteratura per ragazzi ma io da ragazzino non leggevo libri, ero troppo preso da Bleck Macigno, Capitan Miki, Tex, Zagor, Comandante Mark, Diabolik, i fumetti della Marvel, etc etc etc… Non avevo il tempo e la voglia di leggere altro. Quando iniziai a leggere Bel ami ero maggiorenne. Mi piacque subito il protagonista, Georgey Duroy, sebbene non fosse un modello da seguire. Georges era il prototipo dell'arrampicatore sociale d'ogni tempo: un giovane e frivolo ragazzo di provincia provinciale che giungeva nella grande Parigi e, sfruttando il successo con donne sposate con uomini potenti, iniziava la sua ascesa sociale diventando famoso in tutta Parigi.
L’autore aveva grandi simpatie per Georgey e me le ha trasmesse.

Donna Flor e i suoi due mariti di Jorge Amado. Il libro è lungo, non mi piacciono i libri con centinaia di pagine, ogni tanto però faccio un’eccezione. La lettura scorre veloce e racconta la storia di Donna Flor, innamoratissima di suo marito che però muore ballando in un giorno di Carnevale. Durante la vedovanza Flor ha profonda nostalgia per le notti di sesso appassionate del marito. Un giorno incontra un farmacista, pacato e religioso, si frequentano e finiscono per sposarsi. Sebbene sia un brav’uomo, dal punto di vista sessuale il nuovo marito non soddisfa Dona Flor, che sempre più rimpiange suo marito. A un certo punto, e qui la storia prende un andamento fantastico, lo spirito di suo marito ritorna sulla terra e incomincia a stuzzicare Dona Flor. Solamente lei lo vede. Lui vuole riprendere le notti infuocate di sesso con lei. Dona Flor però esita, vorrebbe rimanere fedele al suo nuovo marito. Alla fine, cederà.

Gli altri 5 alla prossima.

In principio era la lettura

26 luglio 2018 ore 22:34 segnala


Se prima eravamo un popolo di eroi, santi e navigatori (prima di Schettino naturalmente), oggi siamo un popolo di giudici. Mettiamo il becco su tutto: sui protagonisti di Temptation island, su sanremo, sui calciatori, sulla cucina, sulla politica etc etc. L’Italia è diventata un Tribunale fondato sulle sentenze degli utenti. C’è anche chi è più interessato alle opinioni degli utenti che alle notizie. E se gli utenti sono dei veri e propri haters (odiatori) più l’interesse per i loro commenti aumenta. Piace l’odore del sangue, il peace e love ha fatto il suo tempo. Siccome non vengo da Marte, anch’io, nel mio piccolo, mi ergo a giudice e valuto, qui, i grandi della letteratura mondiale. La volta scorsa ho criticato tre grandi libri, adesso metto sul rogo del mio furore di severità altre sette libri. Eccoli:

Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway. Se l’avesse scritto Pasqualino Settebellezze, anziché Hemingway, probabilmente questo racconto non sarebbe mai stato pubblicato. Racconto piatto e successo immeritato. Terminato

Guerra e Pace di Lev Tolstoj. Se tolstoj ha impiegato 7 anni per scrivere il romanzo, io ho impiegato 7 settimane per leggerlo. Siamo sull’ordine di mille pagine. Se ne avesse eliminato 500 pagine il libro ne avrebbe tratto vantaggio. Terminato, ebbene sì…

Moby Dick di Herman Melville. Tutti conosciamo la storia della balena bianca, ma sono convinto che pochi sono quelli che si sono cimentati nella lettura di queste 700 pagine, a meno che non si è masochisti. Non terminato

Il pendolo di Foucalt di Umberto Eco. Erano trascorsi otto anni dal suo famosissimo libro “Il nome delle Rosa e tutti ci precipitammo in libreria per comprare la sua ultima fatica. Una delusione cocente! Non terminato

L’isola del giorno prima di Umberto Eco. Sei anni dopo il pendolo di Foucalt, Eco usciva in libreria con l’isola del giorno prima. Gli abbiamo dato una chance e siamo andati tutti a comprare il libro. Ho provato a leggerlo tutto, giuro, ho provato, poi, stremato, l’ho posizionato nella parte più alta della mia libreria ed è lì dal 1994. Il prossimo anno compirà 25 anni. Non terminato.

“Il dottor Zivago” di Boris Pasternak. Il librone era stato censurato e proibito nell’URSS. Ogni tanto anche L’URSS ne faceva una giusta. Non terminato

Così parlò Zarathustra di Friedrich Nietzsche. Forse dopo Socrate e Platone, Nietsche è il filosofo più noto. Era un must leggere un suo libro. Ne comprai uno a caso. Questo, appunto. Mi sdraiai sul letto e iniziai a leggere. Dopo un po’ mi resi conto che il soffitto era più interessante. Non terminato

Finisco qui. Forse...
51507ddd-b6d7-4f25-946a-6688beb9c4d0
« immagine » Se prima eravamo un popolo di eroi, santi e navigatori (prima di Schettino naturalmente), oggi siamo un popolo di giudici. Mettiamo il becco su tutto: sui protagonisti di Temptation island, su sanremo, sui calciatori, sulla cucina, sulla politica etc etc. L’Italia è diventata un Trib...
Post
26/07/2018 22:34:23
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment
    6

Prima leggevamo, ora clicchiamo

24 luglio 2018 ore 21:19 segnala


Chi è nel pieno degli “Anta” ricorderà il celebre brano “Video killed the radio star” (La TV ha ucciso la stella della radio) uscita nel 1979. (Io preferivo” My Sharona”, che uscì nello stesso periodo, ma questa è un’altra storia). Oggi si potrebbe cantare “Internet killed the book star” ( Internet ha ucciso il libro).

Quando riusciamo ad avere del tempo libero, navighiamo tutti nel meraviglioso mondo di internet e i libri, che erano prima fonte di svago e di conoscenza, agonizzano sugli scaffali delle nostre librerie. E’ passato il tempo in cui ci addormentavamo con un libro tra le mani.

Questo passaggio dal libro al web riguarda tutti gli strati, dai laureati a quelli che non posseggono nessun titolo di studio. Non è quindi una mancanza di cultura per cui si è lasciato il libro, ma è stata una vera e propria scelta di campo: Internet è divertente, il libro no.

Siamo più informati, quello sì. Le notizie, da internet, ci arrivano ormai in tempo reale. Una volta dovevamo leggere il quotidiano o guardare il Tg per sapere come andava il mondo, adesso siamo bombardati di notizie che arrivano talmente veloci che non abbiamo neanche il tempo di riflettere su di esse che già ne arrivano altre. E’ un’informazione superficiale. Tutto il contrario di un libro, che è invece riflessione, ponderazione, approfondimento, oltre che un viaggio di emozioni.

Naturalmente non tutti i libri sono belli e soprattutto non tutti i libri recensiti meravigliosamente da critici letterari noti sono capolavori. Anzi, molti di questi li ho trovati dei veri mattoni, ed è di questi che voglio parlare. Voglio però prima precisare che il giudizio su un libro è una cosa molto personale. Faccio solo un piccolo esempio, uno dei più bei libri da me letti negli ultimi anni è stato Giobbe di Joseph Roth. Quel libro mi ha trasmesso sensazioni talmente forti che, una volta girata l'ultima pagina, ho provato un'incredibile nostalgia dei personaggi che stavo per lasciare. Un libro che non dimenticherò mai, eppure non si trova in nessuna classifica dei libri assolutamente da leggere. È, quindi, il mio, solo un gioco.

Bene, detto questo, inizio a stroncare a colpi d’ascia grandi capolavori della letteratura mondiale. Inizio coi primi tre:
Ulisse di James Joyce. Troppi monologhi interiori e poca punteggiatura. Il flusso di coscienza non fa per me. Non terminato.
Lolita di Vladimir Nabokov. Nonostante Lolita mi era insopportabile con la sua civetteria che tormentava quel pover’uomo, non mi sono mai sentito rapito. Terminato.
Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez A un certo punto ho desiderato buttare il libro tra le fiamme e vederlo contorcersi lentamente. Non terminato

Continua
4fdf9962-b424-4659-a5c3-5676566311df
« immagine » Chi è nel pieno degli “Anta” ricorderà il celebre brano “Video killed the radio star” (La TV ha ucciso la stella della radio) uscita nel 1979. (Io preferivo” My Sharona”, che uscì nello stesso periodo, ma questa è un’altra storia). Oggi si potrebbe cantare “Internet killed the book s...
Post
24/07/2018 21:19:48
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    3
  • commenti
    comment
    Comment

Non si scappa da loro. 2°

22 luglio 2018 ore 17:34 segnala

2° parte, lune permettendo..

La storia di un uomo è scritta spesso nel suo volto. A 20 anni ha la faccia che la natura gli ha donato, a 50 ha il volto che si è conquistato: più sregolata è stata la sua vita, più marcato sarà il suo viso. A questo pensavo quando, davanti al ristorante “I piaceri della carne”, aspettavo i miei ex compagni della V B. Che viso avranno? Ed io, come sarò cambiato per loro?
Trent’anni non sono pochi. Abbiamo figli che hanno adesso l’età che avevamo noi e vediamo i loro visi, chiari e lisci come porcellana. Li guardiamo e vediamo attraverso i loro volti il tempo che è passato nei nostri.

Come gli è venuto in mente a Marcello di organizzare questa rimpatriata… Beh, è facile immaginarselo: L’organizzatore delle rimpatriate è sempre quello che ha fatto più strada, e Massimo ne ha fatta tanta. E’ assessore regionale e non è riuscito a varcare la soglia di palazzo madama per pochi voti. Figlio d’arte - il padre è stato per una vita assessore – non ha mai toccato i libri a scuola, in compenso aveva una loquela come quella del padre e con quella intortava anche gli insegnanti.

Lentamente sono arrivati. Mancavano tre all’appello. Nessuno sapeva nulla di loro. Ci siamo toccati. Non si sa mai…
Li ho visti uscire dalle macchine. La prima cosa che ho notato, sono stati i capelli. Quelli degli uomini erano quasi tutti afflitti da calvizie e/o canizie. Quelli delle donne, invece, erano state recentissimamente e opportunatamente domati e verniciati da Johnny pour dame, il miglior parrucchiere della città. In realtà si chiama Giovannino T., lo conosco dai tempi dei salesiani, ma vuoi mettere a paragone Giovannino con Johnny? La seconda cosa che ho notato è stato il peso: Gli uomini sembravano bulimici, (tranne qualcuno), le donne apparivano anoressiche (tranne nessuna). Infine la terza è stato l’abbigliamento: Quello degli uomini era casual, jeans e camicia per la maggior parte. Anch’io ero vestito così. Quello delle donne era guarnito di minigonne, fuseaux, generosi decolté e seducenti calzature. Sembrava di essere a un défilé per fighe, 30 anni dopo. Il demone dello sviluppo ormonale, che aveva deturpato di brufoli i loro visi ai tempi della scuola, era scomparso. Adesso sembravano tutte belle, con le loro rughe che celebravano gli anni trascorsi. Erano donne sicure, determinate. Erano donne sexy.

Ci siamo riconosciuti tutti, chi più chi meno, tranne Giovanni. Nessuno l’aveva riconosciuto: Ricco, magro, bello, con una massa di capelli fluenti e ricci, era ambito dalle ragazze ai tempi della scuola. Ce lo siamo ritrovati pelato, grasso e con doppia pappagorgia. Per fortuna che era venuto con l’ultimo modello della Bmw, almeno il tempo non gli aveva rubato tutto.

La serata è scivolata molto meglio di quanto mi aspettassi. Tra una pietanza e l’altra abbiamo ricordato i tempi che furono, attraverso aneddoti che ci hanno fatto sorridere e, qualche volta, commuovere.
Alla fine sono stati baci e abbracci. Il prossimo incontro l’abbiamo stabilito tra venti anni.

Se ci saremo avremo 70 anni. Sicuramente avremo una vista, un udito e una libido molto affievoliti. Le donne cambieranno, suppongo, abbigliamento, noi ci lasceremo i jeans?

Spero comunque di arrivarci con la mente piena di ricordi e sgombra di rimpianti.

Oltre che di arrivarci, naturalmente.

a6a20305-722b-4a8a-8226-a937597bade1
« immagine » 2° parte, lune permettendo.. La storia di un uomo è scritta spesso nel suo volto. A 20 anni ha la faccia che la natura gli ha donato, a 50 ha il volto che si è conquistato: più sregolata è stata la sua vita, più marcato sarà il suo viso. A questo pensavo quando, davanti al ristorante...
Post
22/07/2018 17:34:53
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment
    4