Il matrimonio: prima e dopo

07 giugno 2018 ore 23:14 segnala


Il giorno del matrimonio è il coronamento di un sogno d’amore e l’inizio di una nuova vita. È un giorno circondato da un alone di magia, creato dal sentimento che lega due persone che decidono di donarsi l’uno all’altro, senza riserve e senza limiti. Da quel giorno tutte le gioie si moltiplicheranno per due e i dolori si divideranno per due.

Tempo fa fui invitato a un matrimonio. I due piccioncini si guardavano, si baciavano, si desideravano per tutta il tempo. Erano raggianti di felicità. L’aspettava una vita di amore e di complicità.

Un gruppo consistente di donne li guardava sorridenti con uno strano misto di gioia e di invidia. Improvvisamente questo stesso gruppo smise di ridere e si piazzò con passo cadenzato al centro del salone. Il sorriso che era stato stampato sul loro viso per tutta la cerimonia sparì per essere sostituito da uno sguardo risoluto, deciso, combattivo.

Stupito, chiesi a una mia cugina seduta accanto a me cosa stesse succedendo.
- Un incontro di wrestling. – mi disse concentrata.

La sposa, ultra 40enne, felice come una volpe dentro un pollaio o un gatto dentro una voliera, si staccò, un po’ al malincuore, dal fianco del suo principe azzurro (avrebbe voluto stargli addosso tutta la vita) e si pose di fronte al gruppo di quelle donne in assetto di guerra.

Improvvisamente diede loro le spalle e lanciò dietro di sé il bouquet. Una bomba a mano avrebbe fatto meno danni. Già prima che il mazzo di fiori iniziasse la sua parabola discendente, le donne avevano iniziato a colpirsi senza ritegno, spesso degenerando in colpi bassi. (Ho visto io stesso una 50enne che teneva la lunga gonna di un’altra con il tacco della scarpa per impedirle di saltare). Quando il bouquet iniziò a scendere, le donne iniziarono a saltare come canguri e con le braccia protese verso l’alto, tipo giocatrici di beach volley. La più alta di loro, un giraffone di 180 cm, riuscì con le unghie a sfiorare l’agognato oggetto, ma non fece in tempo ad afferrarlo che le lupe fameliche intorno a lei si arrampicarono come formiche rosse lungo il suo braccio trascinandola a terra. E da quel momento anch’io, come Roy, nel film Blade runner, ho pensato: - “Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare.”

Ho visto tacchi di scarpe schizzare via come proiettili in tutte le direzioni, acconciature barocche dissolversi come nebbia al sole, calze strappate a morsi, unghie, vere e finte, conficcate nelle bianche carni delle rivali, tette che uscivano ora a destra, ora a sinistra, cosce rosee come prosciutti azzannate da aguzzi canini. Alla fine, dal mucchio primitivo che rotolava al centro del salone, si levò un urlo inumano di vittoria. Era del giraffone che era riuscita, al prezzo di lacrime e sangue, a non mollare il bouquet. Come Rocky Balboa, si alzò in piedi con le braccia in alto. In una mano, senza ormai più unghie, teneva stretto il bouquet come fosse la cintura del campione del mondo di boxe. Nel viso un’espressione raggiante che le procurava “addosso l’ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l’osso.” (Grazie Fabrizio, non avrei saputo dire di meglio).

Da quel momento in poi, e per tutta la serata, non lo lasciò più. Quando venne il momento dei balli, un elegante signore si avvicinò a lei e con una voce calda le disse: “Posso chiederle un ballo?

La lungagnona deglutì a fatica. Espirò lentamente tutta l'aria dai polmoni nel tentativo di riprendersi dalla sorpresa. “Minchia, ma allora funziona” pensò.
“Sì” – disse semplicemente ed entrambi si diressero verso il centro della sala, e tra le note di “Si maritau Rosa, Saridda e Pippinedda” ballarono, fra lo sguardo invidioso delle colleghe di lotta.

Tre anni dopo si sposarono. E la coppia con cui ho iniziato questo post, come sta dopo tre anni di matrimonio?

Alla prossima
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