In principio era la lettura

26 luglio 2018 ore 22:34 segnala


Se prima eravamo un popolo di eroi, santi e navigatori (prima di Schettino naturalmente), oggi siamo un popolo di giudici. Mettiamo il becco su tutto: sui protagonisti di Temptation island, su sanremo, sui calciatori, sulla cucina, sulla politica etc etc. L’Italia è diventata un Tribunale fondato sulle sentenze degli utenti. C’è anche chi è più interessato alle opinioni degli utenti che alle notizie. E se gli utenti sono dei veri e propri haters (odiatori) più l’interesse per i loro commenti aumenta. Piace l’odore del sangue, il peace e love ha fatto il suo tempo. Siccome non vengo da Marte, anch’io, nel mio piccolo, mi ergo a giudice e valuto, qui, i grandi della letteratura mondiale. La volta scorsa ho criticato tre grandi libri, adesso metto sul rogo del mio furore di severità altre sette libri. Eccoli:

Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway. Se l’avesse scritto Pasqualino Settebellezze, anziché Hemingway, probabilmente questo racconto non sarebbe mai stato pubblicato. Racconto piatto e successo immeritato. Terminato

Guerra e Pace di Lev Tolstoj. Se tolstoj ha impiegato 7 anni per scrivere il romanzo, io ho impiegato 7 settimane per leggerlo. Siamo sull’ordine di mille pagine. Se ne avesse eliminato 500 pagine il libro ne avrebbe tratto vantaggio. Terminato, ebbene sì…

Moby Dick di Herman Melville. Tutti conosciamo la storia della balena bianca, ma sono convinto che pochi sono quelli che si sono cimentati nella lettura di queste 700 pagine, a meno che non si è masochisti. Non terminato

Il pendolo di Foucalt di Umberto Eco. Erano trascorsi otto anni dal suo famosissimo libro “Il nome delle Rosa e tutti ci precipitammo in libreria per comprare la sua ultima fatica. Una delusione cocente! Non terminato

L’isola del giorno prima di Umberto Eco. Sei anni dopo il pendolo di Foucalt, Eco usciva in libreria con l’isola del giorno prima. Gli abbiamo dato una chance e siamo andati tutti a comprare il libro. Ho provato a leggerlo tutto, giuro, ho provato, poi, stremato, l’ho posizionato nella parte più alta della mia libreria ed è lì dal 1994. Il prossimo anno compirà 25 anni. Non terminato.

“Il dottor Zivago” di Boris Pasternak. Il librone era stato censurato e proibito nell’URSS. Ogni tanto anche L’URSS ne faceva una giusta. Non terminato

Così parlò Zarathustra di Friedrich Nietzsche. Forse dopo Socrate e Platone, Nietsche è il filosofo più noto. Era un must leggere un suo libro. Ne comprai uno a caso. Questo, appunto. Mi sdraiai sul letto e iniziai a leggere. Dopo un po’ mi resi conto che il soffitto era più interessante. Non terminato

Finisco qui. Forse...
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26/07/2018 22:34:23
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Commenti

  1. voisinin 26 luglio 2018 ore 23:15
    Mi sembra di capire che non hai trovato molta soddisfazione nel leggere i libri citati.
    Eppure come hai ben detto all inizio, un libro ti coinvolge molto di più rispetto a un film o il web...
    Continua con le recensioni dunque
  2. felicementesposata 26 luglio 2018 ore 23:30
    Non era meglio eliminare 500 pagine anche al nome della rosa?
  3. leonardo2018 27 luglio 2018 ore 08:25
    @voisinin

    Essendo dei classici mi aspettavo di più ma giudicare un libro è per prima cosa, un parere soggettivo.Ciò che per alcuni è un’opera d’arte, per altri non lo è. Un po' come succede con i quadri, il cinema o la musica.
    In realtà intendevo dire il contrario e cioè che il web è talmente divertente e intrigante che mi ha allontanato dai libri. E' per molti come una calamita e volevo con il post mettere in evidenza questo aspetto.
    Ciao, grazie per il commento e per lo sprono a continuare. :-)
  4. leonardo2018 27 luglio 2018 ore 08:31
    @felicementesposata
    Sono d'accordo. Io sono un fautore del salto, cioè se il libro mi piace ma l'autore si dilunga che so, sulla comunicazione degli unicorni, io salto fino a quando la comunicazione tra le due creature monocorno cessa e riprendo il filo che mi interessa.
  5. twin.soul 29 luglio 2018 ore 02:54
    Forse in alcuni casi sei stato troppo severo.
    Ma se volevi imitare gli haters ci sei riuscito perfettamente.
    Sulle recensioni, vorrei farti notare che è ormai più difficile trovarne sul web una di un giornalista che si sofferma ad analizzare l’opera in modo approfondito, piuttosto che una sgrammaticata e inconcludente di un utente avvelenato.
  6. leonardo2018 30 luglio 2018 ore 15:48
    @twin.soul
    Grazie per l’apprezzamento ma ho ancora molte strade da percorrere prima di diventare un hater (Dylan dixit). Ero ancora un ragazzo quando ho iniziato a leggere i critici letterari, cinematografici e televisivi: Due per tutti, Cotroneo sull’espresso, una vita fa, e Aldo Grasso sul Corriere. Le loro vittime erano ferite a morte da colpi di penna di una crudeltà inaudita. Quello che affascinava era la loro capacità si scrivere le cose più abbiette in una prosa elegante e stuzzicante. Sono solo un hater in erba.

    Non avrei forse dovuto inserire nei dieci il libro di Nietzsche. Lo lessi da giovane quando Nietzsche era di moda e non si possono leggere certi testi se non hai una cultura specifica di base. Era quindi ingiudicabile per ignoranza.

    P.s. Ho però il forte dubbio che se le rileggessi, lo reinserirei nei dieci. I filosofi ci insegnano a riflettere ma qualcuno dovrebbe insegnare loro a scrivere in modo più semplice. Invece danno l’idea che scrivano per i loro colleghi.

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