L'invasione delle poesie nei social

11 giugno 2018 ore 23:07 segnala


Ovunque navighi trovi poesie. La rete sembra essere l’unico approdo possibile cui far pervenire al mondo i propri sentimenti e le proprie emozioni in versi. Nemmeno le case editrici, quelle che dovrebbero pubblicarle, le vogliono. Dicono che non si vendono.

Quello Italiano è sempre stato un popolo di poeti. Anche di navigatori, in realtà, ma da quando siamo passati da Cristoforo Colombo al comandante Schettino, siamo rimasti solo un popolo di poeti. Le statistiche dicono che leggiamo poche poesie, in compenso ne sforniamo a ritmo industriale.

Sorge subito la domanda: perché molti per comunicare agli altri quanto hanno da dire, scelgono come mezzo di comunicazione una serie di versi, ossia una poesia anziché la semplice prosa? Evidentemente perché ritengono che la poesia sia più efficace per quello che vogliono comunicare. Il risultato deve però fare entrare, noi lettori, in un magico mondo che ci scaldi con il fuoco delle emozioni e dei sentimenti, altrimenti è l’apoteosi del nulla.

Personalmente trovo che di poesie che raccontano il nulla ve ne sono a migliaia e non mi riferisco ai poeti dilettanti ma ai nomi noti. Quante brutte poesie loro bisogna leggere prima di trovarne una che faccia riflettere o scaldi il cuore? E’ stato detto che la poesia è la voce stessa di Dio, espressa attraverso la bocca dei poeti, ma molto spesso è solo una voce pretenziosa che con Dio non ha nulla a che vedere.

Il grande poeta è sempre stato un fenomeno raro, e la grande poesia un avvenimento d’eccezione, che ritorna solo di tanto in tanto, nella storia del mondo, a interpretare i segreti dell’animo umano.

Orme sulla sabbia


Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che camminavo sulla sabbia
accompagnato dal Signore,
e sullo schermo della notte erano proiettati
tutti i giorni della mia vita.
.
Ho guardato indietro e ho visto che
per ogni giorno della mia vita,
apparivano orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.
.
Così sono andato avanti, finché
tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi posti
c’era solo un’orma…
Questi posti coincidevano con i giorni
più difficili della mia vita;
i giorni di maggior angustia,
maggiore paura e maggior dolore…

Ho domandato allora:
“Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni della mia vita,
ed io ho accettato di vivere con te,
ma perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti
peggiori della mia vita?”
.
Ed il Signore rispose:
“Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato
con te durante tutta il tuo cammino
e che non ti avrei lasciato solo
neppure un attimo,
e non ti ho lasciato…
i giorni in cui tu hai visto solo un’orma
sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio”.
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« immagine » Ovunque navighi trovi poesie. La rete sembra essere l’unico approdo possibile cui far pervenire al mondo i propri sentimenti e le proprie emozioni in versi. Nemmeno le case editrici, quelle che dovrebbero pubblicarle, le vogliono. Dicono che non si vendono. Quello Italiano è sempre...
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11/06/2018 23:07:55
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Commenti

  1. leggendolamano 11 giugno 2018 ore 23:26
    poetar consente a molti
    di dir cose insensate
    senza scoprire i volti
    di chi spara ca..ate..
  2. leonardo2018 12 giugno 2018 ore 09:08
    @leggendolamano
    Sonetto degno di Trilussa ;-)
  3. MorganaMagoo 13 giugno 2018 ore 00:23
    ... rileggere i classici. Non stanca mai.
  4. leonardo2018 13 giugno 2018 ore 14:36
    @MorganaMagoo
    Non si legge più neanche la gazzetta dello sport, figuriamoci i classici...

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