La vera soluzione alla solitudine

25 maggio 2018 ore 19:36 segnala


Sulla bacheca di chatta una donna ha scritto: “Beati voi che mangiate in compagnia.”

Alda merini scriveva invece: «Più mi lasciano sola, più splendo».

Sono due pensieri opposti ma sembra che la solitudine, ai molti, sia più un dolore che un’occasione per splendere.
Non tutti infatti riescono a stare a tu per tu con sé stessi. Non avere nessuno con cui parlare e con cui condividere pensieri o esperienze è per molti una realtà difficile da sopportare.

Essere soli, però, non è scritto nelle stelle, non è un destino assegnato. Spesso la solitudine ha una causa. E spesso la causa è l’orgoglio. In psicologia, sono considerati due tipi di orgoglio: quello positivo e quello negativo. L’orgoglio positivo viene chiamato “autostima”, mentre quello negativo “superbia”. E si sa, la superbia non scende mai di sua volontà dal suo piedistallo.

La solitudine si ciba d’orgoglio negativo. E’ esso che costringe milioni di persone a rimanere dietro a una finestra a guardare gli altri, mentre gli anni passano come fossero giorni, senza lasciare traccia. E quando un giorno non si potrà più chiudere la finestra, scendere le scale, e aprirsi agli altri, il rancore verso sé stessi e i rimpianti cumulati saranno ancora più dolorosi della solitudine.

Se non ci si riesce a lanciarsi dalla finestra

c’è comunque un modo per sconfiggere la solitudine, e non necessariamente è l’amore verso un uomo o una donna come provano a fare tutti. Se questo uomo o donna si trova, bene, altrimenti c’è un rimedio infallibile:

Un cane!


Pensateci bene. La storia è piena di esempi di fedeltà dei cani. Essi sanno sempre cos’è il bene e cosa è il male. Sanno che i padroni (voi) si amano e che i nemici dei padroni si mordono (beh, all’occorrenza perché no? Purché non sia un pitbull). Sono bellissimi i cani e bellissimi sono i loro occhi. Essi ci rimangono accanto nel benessere e nella povertà, nella salute e nella malattia. Darebbero la loro vita per noi. Potrebbero riempire la nostra. Prendetevi un cane, possibilmente in un canile. Peraltro, le statistiche dicono che spesso le persone si conoscono passeggiando con i rispettivi cani. (Qualche conoscenza l’ho fatta anch’io)

Ho letto una volta che “Dio creò l'uomo, poi, vedendolo così debole, gli creò il cane accanto”.

Con il cane Dio ha sfiorato la perfezione.

Sì, non ho sbagliato, ho usato volontariamente il verbo sfiorare. La perfezione Dio, l’ha creata, ma con un altro animale:

Il gatto.


Chi ha un gatto sa che è il coronamento della bellezza, il compimento di un miracolo, la perfezione fatta vivente.
Il gatto, lo sapevano financo gli egizi, è un’altra cosa. Il gatto è un capolavoro. E lo è proprio perché è pieno zeppo di difetti. È evidente che il gatto soffre di un grande complesso di superiorità verso tutti gli esseri viventi, e soprattutto verso i cani che considera una razza troglodita. Basta vederli, i gatti, davanti a una ciotola: il cane mangia, il gatto pranza; il cane sbrodola, il gatto sorseggia; il cane scodinzola, sbava, è impacciato, è un casinista nato. Il gatto è tutt’altra cosa; il gatto è nato raffinato; è elegante nel portamento, aristocratico nei modi e soprattutto ne è ben consapevole. Il cane vive per un nostro comando. La sua felicità dipende soprattutto dal tempo che possiamo trascorrere con lui; al cane non importa nulla aspettare per ore e ore davanti alla porta, se poi sarà premiato con dieci minuti di passeggiata al nostro fianco. Quando arrivi a casa, vedi mai il tuo gatto davanti alla porta o che sta lottando con il cane per chi deve essere il primo a salutarti? No! Tu trovi sempre e solo il cane e pensi gli stia venendo un ictus cerebrale per come è contento di vederti.

E il gatto... dov’è? Il mio non tenta nemmeno di fare la finta di un saluto. Sa fare di tutto: dormire dappertutto, prevalentemente nel lavandino; aprire le porte: Fa un saltino, abbassa la maniglia, sposta la porta con la zampetta ed entra. Easy! Sa stare attaccato alle tende nei suoi 5 minuti di follia senza soffrire di vertigini. L’unica cosa che gli viene difficile è appunto venirmi a salutare quando rientro. Quisquilie!!

Si pensa che i gatti siano egoisti: niente di più falso. Posso testimoniare personalmente che quando sale sul letto mi permette di poter dormire sul bordo. E un’altra cosa mi preme dire: mi avevano detto che l’addomesticamento con i gatti era molto difficile. Non è vero. Il mio ha addomesticato me e il cane in pochi giorni.

Cane o gatto e via la solitudine.
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« immagine » Sulla bacheca di chatta una donna ha scritto: “Beati voi che mangiate in compagnia.” Alda merini scriveva invece: «Più mi lasciano sola, più splendo». Sono due pensieri opposti ma sembra che la solitudine, ai molti, sia più un dolore che un’occasione per splendere. Non tutti infa...
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25/05/2018 19:36:50
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Commenti

  1. R.ocknRolla 25 maggio 2018 ore 21:34
    Adoro i gatti. La mia è con me da 17 anni, mi viene incontro quando rientro a casa, mi riempie di bacini, sa riconoscere cinque o sei comandi e poi parla, parla tantissimo...
  2. leonardo2018 25 maggio 2018 ore 21:42
    @ R.ocknRolla
    Sei sicura che non sia un cane travestito da gatta? Quello che fa la tua gatta è uguale spiccicato a quello che fa il mio cane. O nel continente i gatti sono diversi dai nostri?
  3. R.ocknRolla 25 maggio 2018 ore 21:52
    @Leonardo, lei è speciale, davvero le manca la parola. Di gatti ne ho avuti una ventina e me ne intendo. Credo dipenda dal fatto che l'ho presa piccolissima ed allora anche i miei cuccioli d'uomo erano piccoli piccoli. E' cresciuta con loro, imparando da loro. Vorrei fosse eterna.
  4. leonardo2018 25 maggio 2018 ore 22:06
    @R.ocknRolla
    In effetti ci sono gatti e gatti. Alcuni ci lasciano davvero a bocca aperta. Ne ho avuti diversi anch'io ma un paio mi hanno lasciato il segno. Anche loro non mi cagavano, granché eh, però la loro intelligenza mi affascinava. E' un gran dolore quando se ne vanno.
  5. twin.soul 30 maggio 2018 ore 02:57
    Cani o gatti è questione di gusti e di attitudini.
    L'importante è che ci siano.
    Più conosco gli uomini e più amo gli animali!
  6. leonardo2018 30 maggio 2018 ore 07:45
    @twin.soul
    Il punto è che la natura, secondo i nostri canoni, è cattiva. Proprio ieri il mio gatto ha acchiappato una rondine e ci stava giocando, ossia la stava torturando. Per fortuna c'ero, gliel'ho tolto dalle grinfie. L'avrebbe uccisa per gioco.

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