Friday

23 marzo 2017 ore 21:15 segnala
Non ho risposte e semplicemente evito.

In te cerco qualcuno che mi prenda sempre come sono, anche così.
Senza chiedermi quando ci sono perché e il perché quando non c’ero o non ci sarò se non sono io a parlarne.

Non sono condizioni o regole che detto è il rapporto che voglio. In te scelgo la libertà di non dovermi giustificare,io garantisco lo stesso atteggiamento per ciò che ti riguarda, sforzandomi di essere come voglio che sia tu. E’ il doverlo fare ogni giorno che mi ha spinto verso di te e dunque è attraverso questo che passerà ogni parola che ti dirò o i silenzi che cercherò. Sembra un rapporto facile, comodo: invece è molto difficile riuscire a mantenerlo così. Non parlo dell’inevitabile desiderio che emerge umanamente del possedersi, parlo della rete di doveri e diritti che come erba nasce tra le persone, non ne voglio, non te ne chiederò. E ripensando a come parliamo ogni volta, anche tu cerchi qualcosa di simile. In questo che sembra un dictact, c’è invece, se lo riesci a far emergere leggendomi, il desiderio di non aver paura, di provare a vivere il presente cancellando ogni tentativo che fa la vita di intromettersi tra ciò che sappiamo darci e ciò che dobbiamo dare.
Non voglio avere da te, voglio riuscire a non aspettarmi di avere qualcosa, ma di gioirne se arriva. Sarebbe meraviglioso se potessimo agire come se fossimo morti a noi stessi: cerco questo, forse no, forse sì…
So che sento come se la continuità del mio io avesse bisogno di interrompersi, cercando un ritmo che non conosco e che inseguo.
Ci si addice l’immediatezza, noi non siamo programmabili e stiamo per vivere un tempo che ci vede separati ed insieme solo quando è ciò che in quel momento desideriamo contro ogni logica e sopra ad ogni altra cosa.
Ti penso così.
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Non ho risposte e ho semplicemente evito. « immagine » In te cerco qualcuno che mi prenda sempre come sono, anche così. Senza chiedermi quando ci sono perché e il perché quando non c’ero o non ci sarò se non sono io a parlarne. Non sono condizioni o regole che detto è il rapporto che voglio. In...
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23/03/2017 21:15:20
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Dimmi, cosa si prova ad essere la perfezione.

12 marzo 2017 ore 00:24 segnala
Le nevrosi sono figlie della nostra mente ed è l'emotività che le alimenta le mie. Diventa difficile gestirle, placare l'ansia che ne è alle basi implica vincere le nostre paure o i nostri rimorsi, i nostri errori. Errori di ieri come errori di vecchia data. Non ne parliamo quasi mai con nessuno; non a chi ci sta vicino poichè spesso sono gli attori delle storie che ci tormentano. Ovviamente, è impossibile farlo senza rovinare qualcosa e dal momento che facciamo ogni sforzo per mantenere fragili equilibri facili da demolire con poche parole, si tace. Se ne parla poco con gli amici, fidarsi di qualcuno è sempre più difficile e complicato è discernere la sincerità, pronti come siamo tutti a tradire. E così, così, tante cose restano celate dentro noi e si espandono. Prendono il controllo del nostro umore, del nostro sentire. Scavano e si annidano. Quando senti l’inadeguatezza della tua mente che non se ne libera e l’irrazionalità di un pensiero che nasce in te e muore in te provi la paura. La paura di vivere. E’ la voglia di scriverne che mi insegue. Ed è desiderio di te, il sapere che non dovrei neppure parlarne con te, perché tu sei la cura.
Invece tu, dimmi cosa si prova ad essere la perfezione...
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Le nevrosi sono figlie della nostra mente ed è l'emotività che le alimenta le mie. Diventa difficile gestirle, placare l'ansia che ne è alle basi implica vincere le nostre paure o i nostri rimorsi, i nostri errori. Errori di ieri come errori di vecchia data. Non ne parliamo quasi mai con nessuno;...
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12/03/2017 00:24:19
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5,per Te

18 febbraio 2017 ore 00:24 segnala
Come mai non cambia mai. Mi basta riguardarti e nello stomaco riprendono a formarsi piacevoli vuoti. Ritornano i tuoi occhi,risento i tuoi sguardi. Guardare contempla l'ascolto ma non attendo più e allora cerco di non fare. Faccio il meno possibile. Sto bene rannicchiata sul mio cane che dorme mentre io sto scrivendo e ti guardo ogni tanto ignorarmi come un gatto insolente che si fotte di tutti. Controllo il respiro quando lo sento alterarsi dal solito ritmo, cambia quando mi dico ...ecco mi chiamerà. Una sigaretta e il sospiro che segue il riallinearsi dei pensieri quando non succede nulla ed il cuore si calma, il brivido dell'inatteso si spegne. Mi rimani dentro,come il posto in cui ti ho conosciuto riaffiori ogni volta che avrei voglia di parlare con qualcuno, di un contatto. Scorri in me,come veleno. Ti soppravvivo, fa male.
I miei occhi non sanno vedere oltre le mie emozioni e l'emozione in me sei ancora tu.
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Come mai non cambia mai. Mi basta riguardarti e nello stomaco riprendono a formarsi piacevoli vuoti. Ritornano i tuoi occhi,risento i tuoi sguardi. Guardare contempla l'ascolto ma non attendo più e allora cerco di non fare. Faccio il meno possibile. Sto bene rannicchiata sul mio cane che dorme...
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18/02/2017 00:24:43
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trip

15 dicembre 2016 ore 23:18 segnala
Dovrei dimenticarmi mi dicono.
Ma che ne sanno di cosa dovrei scordarmi. Dovrei dimenticarmi di panchine, tavolini, punti precisi di strade che hanno formato il disegno di un'altra vita in cui credo di essermi innamorata ancora o quantomeno di sentirmi innamorata ancora. Sarei anche pronta a farlo ma non succede.Scrivo per non provare a telefonarti e mi basta ripensarti, riascoltare le tue parole che mi bombardano la mente.
Erano parole ascoltate perchè le hai dette non me le sto sognando.
Erano parole che mi hanno resa felice.
Erano qualche tesoro, qualche mi manchi ma questo nei ricordi non conta, svanisce la quantità, il peso, il senso.
Le parole sono isolate da tutto il resto che poi non è stato, da quello che non sarà mai, questo lo so, non importa, mi capita ancora di cercare il filo di questi pensieri notturni, un filo che non c'è. Ci sono solo le emozioni.
Le emozioni sono sospese, sospese in me ad un tempo indefinito.
Parole scritte pensandoti e faccio male faccio bene non lo so.
So che certi incontri scatenano impulsi magnetici che mandano all'aria baricentri consolidati e continuano ad attirarti anche quando è solo silenzio.
I pensieri trascritti su un foglio diventano stupidi.
Hanno un colore, un sapore, un suono. Musica e danzi, danzi su di una musica che senti solo tu.
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Dovrei dimenticarmi mi dicono. « immagine » Ma che ne sanno di cosa dovrei scordarmi. Dovrei dimenticarmi di panchine, tavolini, punti precisi di strade che hanno formato il disegno di un'altra vita in cui credo di essermi innamorata ancora o quantomeno di sentirmi innamorata ancora. Sarei anche...
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15/12/2016 23:18:09
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basta un attimo

09 ottobre 2016 ore 01:10 segnala
Sento l'abbraccio della mia casa. Scorrono gli occhi sulle pareti incrociano angoli che mi avvolgono e mi sento al sicuro. Via da te. Tutto è baipassato dalle sue porte di legno, filtrato dalle foglie delle piante e addolcito dalla luce soffusa delle mie lampade.
Pensieri felici racchiusi nei cassetti, immagini sparse appese ai quadri.
Sguardi che spaziano in soffitti alti cercando travi di legno che in certi giorni profumano ancora di legno. Spesso scalza camminando sull'assito, che ho visto mutare negli anni, mi muovo ad occhi chiusi sentendo la sicurezza del conoscere ogni stanza salirmi dentro.
Scale, conosco ogni scalino che scendo in notti insonni, loro conoscono i mie passi,via da te.
Qui,tra le mie cose l'esistenza è una realtà perfetta perchè non diventa mai presente, è tempo senza data, una parentesi tremendamente bella che apro nei pensieri.Soppravvivi in furtivi sogni ad occhi aperti, tentativi di appagare desideri.
Divago alla deriva di una frase mentre spengo le luci,resta il suo calore malgrado i mesi.
Proverai mai la mia stessa fatica nel non pensarti, lontano ma che non basta, silenziosa ma che non serve.
Anche la mia casa trema quando di notte da dentro, dove ho un bacio, uno sguardo,ho le tue mani ancora, tutto riprende forma guardando un monitor. Basta un attimo di solitudine,via da te.
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Sento l'abbraccio della mia casa. Scorrono gli occhi sulle pareti incrociano angoli che mi avvolgono e mi sento al sicuro. Via da te. Tutto è baipassato dalle sue porte di legno, filtrato dalle foglie delle piante e addolcito dalla luce soffusa delle mie lampade. Pensieri felici racchiusi nei...
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09/10/2016 01:10:38
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You did it before, do it again.

19 settembre 2016 ore 00:23 segnala
Tra poco inizierà la settimana. Lunedì guarda i turni,cambiati ed esci.
Inizia un rituale che lo diventerà se lo vuoi lasciar accadere ancora.
Infilati in un paio di jeans qualunque ma

scegli la camicia, indossala per me,ancora.
Ed esci per strada, fermati nella solita via ed entra nel solito bar.
Un tavolo, siediti togli i raiban ed ordina un caffè nero.
Bevilo e allontana la tazzina prendendo il cellulare dal taschino.
Sì, ora sei tu, l’uomo che non indossa quasi mai camicie.
Cerca il mio numero, prendi un respiro e resta in apnea per riscrivere: “" Dimmi quando puoi venire da me, mattina, pomeriggio anche adesso per me….quando puoi meglio”.
Ricorda che questa frase me l'hai già detta.
Trattieni l’aria, sino a sentirla mancare,senti il vuoto nella tua mente, non pensare e premi invio..

prima di respirare ancora…
Lo sapevi, lo sai, mezz’ora e sono con te.

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Tra poco inizierà la settimana. Lunedì guarda i turni,cambiati ed esci. Inizia un rituale che lo diventerà se lo vuoi lasciar accadere ancora. Infilati in un paio di jeans qualunque ma « immagine » scegli la camicia, indossala per me,ancora. Ed esci per strada, fermati nella solita via ed entra...
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19/09/2016 00:23:32
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CHAGALL - Gli Amanti Rosa

16 settembre 2016 ore 23:53 segnala
Scrivo essenzialmente spinta dal desiderio di dare forma a ciò che forma non ha.
A quello che impalpabile brulica nella testa.
Dirotto il cervello in una zona lontana dove lo rinchiudo ogni volta che posso e da lì, nessuna sua razionalità o paura, mediazione o misura potrà uscire per distruggere emozioni e segnali da cui mi lascio raggiungere.
E tu non mi avevi raggiunto, tu non mi avevi avvicinato.
Tu ci sei entrato direttamente dentro di me. Da allora sono sotto sequestro emozionale con te.
Euforia per pochi minuti, dolcezza di chi sente un contatto, nostalgia contro il silenzio di oggi.
Io, io mi individuo nelle pieghe delle tue labbra sdraiato su quel divano mentre sorridi e non mi pensi.
Vorrei toccarti la bocca con le dita e chiudere gli occhi allungarmi avvolgermi tra le tue gambe e le tue braccia. Adoravo e adoro come mi facevi desiderare immagini di noi.
Tu conosci le gioie fortissime che possono “sequestrare” e farci restare in uno stato di eccitamento incontrollabile, di irrefrenabili desideri che ci sorprendono quando vorremmo che sparissero tutti, che tutto sparisse.
Tutto tranne un luogo nostro,e un tempo nostro.
E non parlo d’animi e di sentimenti: i nostri si sono mischiati da subito.
Voglio dire di mani, di bocche, di carezze che ci confessavamo ogni cinque minuti, che ci dicevamo sì spesso, ma che martellavano i nostri discorsi ogni volta che ci sentivamo. Ogni volta.
Nei nostri occhi facevano rumore ed io le sento ancora nei miei quando ti guardo.
Ridevamo.
Continui a guardarmi?
E, e quelle volte che me lo dicevi un bacio, che te lo dicevo schiacciavamo le nostre labbra nell'aria sino a stritolare il vuoto.Sino a sentire esplodere il calore e poi il freddo, forse si fa l’amore anche così, con i pensieri nei pensieri.
Il piacere del piacere, del piacere che ci legava come amanti in un quadro di Chagall.
Quello che vorrei adesso, con te di nuovo.
E Sì, abbiamo già fatto l’amore davanti ad un caffè, dovevamo ancora solo farlo insieme.
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Scrivo essenzialmente spinta dal desiderio di dare forma a ciò che forma non ha. A quello che impalpabile brulica nella testa. Dirotto il cervello in una zona lontana dove lo rinchiudo ogni volta che posso e da lì, nessuna sua razionalità o paura, mediazione o misura potrà uscire per distruggere...
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16/09/2016 23:53:48
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vaff

07 settembre 2016 ore 18:31 segnala
Tu, un foglio a quadretti in un blocco a righe.
Entro qui, voglia di caffè.. Resto seduta e mi dico va tutto bene…indugio ad andarmene, una sigaretta . La mano sfiora la moleskine rossa, mi metto compulsivamente a scrivere. Non so, le mie dita esitano tra una frase e l’altra.
Mi succede solo quando sento qualcosa nascermi dentro e ogni lettera che compone una parola nasce imperfetta perché trattiene domande che mi pongo mentre sto scrivendo. E mi fermo e ti vengo a cercare, Scrivere la fine di un pensiero con te è spesso inutile, lo hai già sentito, ne conosci i confini.
C’è aria che muove la tenda a piccole onde, bianchi riflessi di sole sulla tastiera.
La perfezione della tranquillità del tempo che se ne frega di ciò che ci si muove dentro e ci agita . Quando mi parli raccolgo dettagli come conchiglie, intrappolo sapori ed ogni singola emozione lasciando che si disperdano dentro di me. Lì resteranno perché io possa farli riaffiorare quando ti cercherò con il pensiero come adesso.
Ho voglia di fare una cosa stupida.


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Tu, un foglio a quadretti in un blocco a righe. Entro qui, voglia di caffè.. Resto seduta e mi dico va tutto bene…indugio ad andarmene, una sigaretta . La mano sfiora la moleskine rossa, mi metto compulsivamente a scrivere. Non so, le mie dita esitano tra una frase e l’altra. Mi succede solo...
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07/09/2016 18:31:03
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e aspetto te

27 agosto 2016 ore 01:15 segnala
Resto qui per il piacere di scrivere e leggermi e forse solo per la nostalgia di te, c'è così poca strada a dividerci.
Lo so, non può essere definito normale, meno che meno giusto ed è impossibile da giustificare. Non è comprensibile, neppure per me. Eppure mi sono trasformata così. Sono scollegata dalla realtà. No, non sono scollegata, non è esatto, mi scollego dalla realtà e decido quando farlo scavalcando i ma come fossi, cancellando i se come cancello tutte le tracce che lascio, combattendo i però, i perché.
Mi sento come un animale libero di emozionarsi quando ascolta il suo respiro correre più forte giocando con i battiti senza usare il cuore.
Stanca di mentirmi e nascondermi dietro ad una rispettabilissima coscienza, che adesso il più delle volte tace.
Ogni tanto anche ci prova come un guerriero a darmi battaglia e mi lascia vinta,convinta però di poter ancora vincere. Ma certe parole per me hanno perso significato e la rabbia che ho provato per me stessa all’inizio di questa metamorfosi non mi ha fermata.
Si é trasformata in audacia anziché nella solita paura che ci porta al riparo da quei lati di noi che non vogliamo vivere. E’ successo così,rapidamente come lentamente ero arrivata a quel punto di non ritorno, quello che non ti permette più di riavvolgere la vita sul punto esatto in cui tutto è come prima, come è sempre stato.Il punto in cui mi hai incontrata tu.
E ti voglio con me ancora come sempre.
A farmi dire di quelle gioie artificiali che provo nel trovare il mio demone nei tuoi occhi, anche se è l’ ombra di un sentimento che non può sconfinare al di là del desiderio e della passione. Non parlerò mai d’amore mi piacciono i suoni del piacere intenso e della tenerezza silenziosa. Dell'attenzione,e se è utopia sia. Questi pensieri non mi sfiorano e qualsiasi cosa che non sia ciò che cerco e trovo la scaccerò. Perché non voglio rinunciare a quello che è un cerchio perfetto intorno a me,per frammenti scevri d'amore che finirebbero per restare un’iperbole difettosa.
C'è così poca strada ma tu non ci sei, aspetto ancora te.
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« immagine » Resto qui per il piacere di scrivere e leggermi e forse solo per la nostalgia di te, c'è così poca strada a dividerci. Lo so, non può essere definito normale, meno che meno giusto ed è impossibile da giustificare. Non è comprensibile, neppure per me. Eppure mi sono trasformata così. So...
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27/08/2016 01:15:54
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Guardiamo stesse nuvole chissà se con stessi pensieri

15 agosto 2016 ore 23:37 segnala
Pochi obiettivi e forse qualcuno va in porto, pretendere troppo da se stessi crea ansia, non la voglio.
E così per quel che riguarda te, non ho deciso nulla: intrepida codarda non affronto neppure l’idea.
Non ti ho scacciato, non ti ho scordato, resti solo silenzioso come le nuvole in cielo.
- Campagna, la nostra- Foto by Less
“Le persone esistono o esistono per te” e tu esisti, io ti ho lasciato ai margini della mente come se potessi ritornare.
Lo devo solo a te, solo a te, se ho sentito ancora la sensazione che ti si blocchi per un attimo il cuore quando due labbra stanno per toccarsi.
A te, dovrei consegnare quello che invece custodisco dentro, quello che hai creato tu dovrebbe appartenerti mentre rischia di soffocare.
E questo velo di malinconia che l’avvolge rende più forti le percezioni degli attimi felici quando con te sono ritornata a respirare con respiri affannati.
Quei dettagli che ripercorro con la mente assaggiandoli ancora. Voglia di cucirmeli addosso perché ho paura di non riviverli.
Spero tu sia tenace più di me.
Mi guardavi e io ho sorriso un giorno mentre mi chiedevi cosa pensavo..
Ti ho detto è strano e tu mi hai chiesto "Strano bello o strano brutto.
Era strabello.
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Pochi obiettivi e forse qualcuno va in porto, pretendere troppo da se stessi crea ansia, non la voglio. E così per quel che riguarda te, non ho deciso nulla: intrepida codarda non affronto neppure l’idea. Non ti ho scacciato, non ti ho scordato, resti solo silenzioso come le nuvole in cielo. «...
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15/08/2016 23:37:19
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