basta un attimo

09 ottobre 2016 ore 01:10 segnala
Sento l'abbraccio della mia casa. Scorrono gli occhi sulle pareti incrociano angoli che mi avvolgono e mi sento al sicuro. Via da te. Tutto è baipassato dalle sue porte di legno, filtrato dalle foglie delle piante e addolcito dalla luce soffusa delle mie lampade.
Pensieri felici racchiusi nei cassetti, immagini sparse appese ai quadri.
Sguardi che spaziano in soffitti alti cercando travi di legno che in certi giorni profumano ancora di legno. Spesso scalza camminando sull'assito, che ho visto mutare negli anni, mi muovo ad occhi chiusi sentendo la sicurezza del conoscere ogni stanza salirmi dentro.
Scale, conosco ogni scalino che scendo in notti insonni, loro conoscono i mie passi,via da te.
Qui,tra le mie cose l'esistenza è una realtà perfetta perchè non diventa mai presente, è tempo senza data, una parentesi tremendamente bella che apro nei pensieri.Soppravvivi in furtivi sogni ad occhi aperti, tentativi di appagare desideri.
Divago alla deriva di una frase mentre spengo le luci,resta il suo calore malgrado i mesi.
Proverai mai la mia stessa fatica nel non pensarti, lontano ma che non basta, silenziosa ma che non serve.
Anche la mia casa trema quando di notte da dentro, dove ho un bacio, uno sguardo,ho le tue mani ancora, tutto riprende forma guardando un monitor. Basta un attimo di solitudine,via da te.
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Sento l'abbraccio della mia casa. Scorrono gli occhi sulle pareti incrociano angoli che mi avvolgono e mi sento al sicuro. Via da te. Tutto è baipassato dalle sue porte di legno, filtrato dalle foglie delle piante e addolcito dalla luce soffusa delle mie lampade. Pensieri felici racchiusi nei...
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You did it before, do it again.

19 settembre 2016 ore 00:23 segnala
Tra poco inizierà la settimana. Lunedì guarda i turni,cambiati ed esci.
Inizia un rituale che lo diventerà se lo vuoi lasciar accadere ancora.
Infilati in un paio di jeans qualunque ma

scegli la camicia, indossala per me,ancora.
Ed esci per strada, fermati nella solita via ed entra nel solito bar.
Un tavolo, siediti togli i raiban ed ordina un caffè nero.
Bevilo e allontana la tazzina prendendo il cellulare dal taschino.
Sì, ora sei tu, l’uomo che non indossa quasi mai camicie.
Cerca il mio numero, prendi un respiro e resta in apnea per riscrivere: “" Dimmi quando puoi venire da me, mattina, pomeriggio anche adesso per me….quando puoi meglio”.
Ricorda che questa frase me l'hai già detta.
Trattieni l’aria, sino a sentirla mancare,senti il vuoto nella tua mente, non pensare e premi invio..

prima di respirare ancora…
Lo sapevi, lo sai, mezz’ora e sono con te.

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Tra poco inizierà la settimana. Lunedì guarda i turni,cambiati ed esci. Inizia un rituale che lo diventerà se lo vuoi lasciar accadere ancora. Infilati in un paio di jeans qualunque ma « immagine » scegli la camicia, indossala per me,ancora. Ed esci per strada, fermati nella solita via ed entra...
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19/09/2016 00:23:32
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CHAGALL - Gli Amanti Rosa

16 settembre 2016 ore 23:53 segnala
Scrivo essenzialmente spinta dal desiderio di dare forma a ciò che forma non ha.
A quello che impalpabile brulica nella testa.
Dirotto il cervello in una zona lontana dove lo rinchiudo ogni volta che posso e da lì, nessuna sua razionalità o paura, mediazione o misura potrà uscire per distruggere emozioni e segnali da cui mi lascio raggiungere.
E tu non mi avevi raggiunto, tu non mi avevi avvicinato.
Tu ci sei entrato direttamente dentro di me. Da allora sono sotto sequestro emozionale con te.
Euforia per pochi minuti, dolcezza di chi sente un contatto, nostalgia contro il silenzio di oggi.
Io, io mi individuo nelle pieghe delle tue labbra sdraiato su quel divano mentre sorridi e non mi pensi.
Vorrei toccarti la bocca con le dita e chiudere gli occhi allungarmi avvolgermi tra le tue gambe e le tue braccia. Adoravo e adoro come mi facevi desiderare immagini di noi.
Tu conosci le gioie fortissime che possono “sequestrare” e farci restare in uno stato di eccitamento incontrollabile, di irrefrenabili desideri che ci sorprendono quando vorremmo che sparissero tutti, che tutto sparisse.
Tutto tranne un luogo nostro,e un tempo nostro.
E non parlo d’animi e di sentimenti: i nostri si sono mischiati da subito.
Voglio dire di mani, di bocche, di carezze che ci confessavamo ogni cinque minuti, che ci dicevamo sì spesso, ma che martellavano i nostri discorsi ogni volta che ci sentivamo. Ogni volta.
Nei nostri occhi facevano rumore ed io le sento ancora nei miei quando ti guardo.
Ridevamo.
Continui a guardarmi?
E, e quelle volte che me lo dicevi un bacio, che te lo dicevo schiacciavamo le nostre labbra nell'aria sino a stritolare il vuoto.Sino a sentire esplodere il calore e poi il freddo, forse si fa l’amore anche così, con i pensieri nei pensieri.
Il piacere del piacere, del piacere che ci legava come amanti in un quadro di Chagall.
Quello che vorrei adesso, con te di nuovo.
E Sì, abbiamo già fatto l’amore davanti ad un caffè, dovevamo ancora solo farlo insieme.
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Scrivo essenzialmente spinta dal desiderio di dare forma a ciò che forma non ha. A quello che impalpabile brulica nella testa. Dirotto il cervello in una zona lontana dove lo rinchiudo ogni volta che posso e da lì, nessuna sua razionalità o paura, mediazione o misura potrà uscire per distruggere...
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16/09/2016 23:53:48
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vaff

07 settembre 2016 ore 18:31 segnala
Tu, un foglio a quadretti in un blocco a righe.
Entro qui, voglia di caffè.. Resto seduta e mi dico va tutto bene…indugio ad andarmene, una sigaretta . La mano sfiora la moleskine rossa, mi metto compulsivamente a scrivere. Non so, le mie dita esitano tra una frase e l’altra.
Mi succede solo quando sento qualcosa nascermi dentro e ogni lettera che compone una parola nasce imperfetta perché trattiene domande che mi pongo mentre sto scrivendo. E mi fermo e ti vengo a cercare, Scrivere la fine di un pensiero con te è spesso inutile, lo hai già sentito, ne conosci i confini.
C’è aria che muove la tenda a piccole onde, bianchi riflessi di sole sulla tastiera.
La perfezione della tranquillità del tempo che se ne frega di ciò che ci si muove dentro e ci agita . Quando mi parli raccolgo dettagli come conchiglie, intrappolo sapori ed ogni singola emozione lasciando che si disperdano dentro di me. Lì resteranno perché io possa farli riaffiorare quando ti cercherò con il pensiero come adesso.
Ho voglia di fare una cosa stupida.


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Tu, un foglio a quadretti in un blocco a righe. Entro qui, voglia di caffè.. Resto seduta e mi dico va tutto bene…indugio ad andarmene, una sigaretta . La mano sfiora la moleskine rossa, mi metto compulsivamente a scrivere. Non so, le mie dita esitano tra una frase e l’altra. Mi succede solo...
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e aspetto te

27 agosto 2016 ore 01:15 segnala
Resto qui per il piacere di scrivere e leggermi e forse solo per la nostalgia di te, c'è così poca strada a dividerci.
Lo so, non può essere definito normale, meno che meno giusto ed è impossibile da giustificare. Non è comprensibile, neppure per me. Eppure mi sono trasformata così. Sono scollegata dalla realtà. No, non sono scollegata, non è esatto, mi scollego dalla realtà e decido quando farlo scavalcando i ma come fossi, cancellando i se come cancello tutte le tracce che lascio, combattendo i però, i perché.
Mi sento come un animale libero di emozionarsi quando ascolta il suo respiro correre più forte giocando con i battiti senza usare il cuore.
Stanca di mentirmi e nascondermi dietro ad una rispettabilissima coscienza, che adesso il più delle volte tace.
Ogni tanto anche ci prova come un guerriero a darmi battaglia e mi lascia vinta,convinta però di poter ancora vincere. Ma certe parole per me hanno perso significato e la rabbia che ho provato per me stessa all’inizio di questa metamorfosi non mi ha fermata.
Si é trasformata in audacia anziché nella solita paura che ci porta al riparo da quei lati di noi che non vogliamo vivere. E’ successo così,rapidamente come lentamente ero arrivata a quel punto di non ritorno, quello che non ti permette più di riavvolgere la vita sul punto esatto in cui tutto è come prima, come è sempre stato.Il punto in cui mi hai incontrata tu.
E ti voglio con me ancora come sempre.
A farmi dire di quelle gioie artificiali che provo nel trovare il mio demone nei tuoi occhi, anche se è l’ ombra di un sentimento che non può sconfinare al di là del desiderio e della passione. Non parlerò mai d’amore mi piacciono i suoni del piacere intenso e della tenerezza silenziosa. Dell'attenzione,e se è utopia sia. Questi pensieri non mi sfiorano e qualsiasi cosa che non sia ciò che cerco e trovo la scaccerò. Perché non voglio rinunciare a quello che è un cerchio perfetto intorno a me,per frammenti scevri d'amore che finirebbero per restare un’iperbole difettosa.
C'è così poca strada ma tu non ci sei, aspetto ancora te.
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« immagine » Resto qui per il piacere di scrivere e leggermi e forse solo per la nostalgia di te, c'è così poca strada a dividerci. Lo so, non può essere definito normale, meno che meno giusto ed è impossibile da giustificare. Non è comprensibile, neppure per me. Eppure mi sono trasformata così. So...
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27/08/2016 01:15:54
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Guardiamo stesse nuvole chissà se con stessi pensieri

15 agosto 2016 ore 23:37 segnala
Pochi obiettivi e forse qualcuno va in porto, pretendere troppo da se stessi crea ansia, non la voglio.
E così per quel che riguarda te, non ho deciso nulla: intrepida codarda non affronto neppure l’idea.
Non ti ho scacciato, non ti ho scordato, resti solo silenzioso come le nuvole in cielo.
- Campagna, la nostra- Foto by Less
“Le persone esistono o esistono per te” e tu esisti, io ti ho lasciato ai margini della mente come se potessi ritornare.
Lo devo solo a te, solo a te, se ho sentito ancora la sensazione che ti si blocchi per un attimo il cuore quando due labbra stanno per toccarsi.
A te, dovrei consegnare quello che invece custodisco dentro, quello che hai creato tu dovrebbe appartenerti mentre rischia di soffocare.
E questo velo di malinconia che l’avvolge rende più forti le percezioni degli attimi felici quando con te sono ritornata a respirare con respiri affannati.
Quei dettagli che ripercorro con la mente assaggiandoli ancora. Voglia di cucirmeli addosso perché ho paura di non riviverli.
Spero tu sia tenace più di me.
Mi guardavi e io ho sorriso un giorno mentre mi chiedevi cosa pensavo..
Ti ho detto è strano e tu mi hai chiesto "Strano bello o strano brutto.
Era strabello.
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Pochi obiettivi e forse qualcuno va in porto, pretendere troppo da se stessi crea ansia, non la voglio. E così per quel che riguarda te, non ho deciso nulla: intrepida codarda non affronto neppure l’idea. Non ti ho scacciato, non ti ho scordato, resti solo silenzioso come le nuvole in cielo. «...
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non ti posso pensare se non così

29 luglio 2016 ore 00:22 segnala
Senza te, senza un minimo contatto e io che ti tengo dentro come un respiro nel mio respiro. Anche se soffro una mancanza c'è qualcsa che si rigenera in me come quando accarezzi un sogno, se ti penso. Dicevi con tutta la forza del vento.
Sono certa che in un angolo io ci sono in te ed ora, che non puoi leggere nulla e sai che continuerò a scrivere di te, spero che prima o poi non resisterai a non farlo ed entrerai qui, per me.(Sono qui).
Pensarti è l'unica cosa che mi scuote perchè fa male. Un male dolce come i tuoi gesti. Un male penetrante come i tuoi occhi. Un male che mi piace.

Ho solo un a vaga idea di come sorrido quando ricordo ma i miei muscoli si allargano in un sorriso quando ti guardo. Li sento e Ti sento così vicino, ne sono convinta, rimbalzo tra i tuoi pensieri, un frammento di desiderio che tieni in vita per il piacere di sentirti desiderato sapendo che è così.
Non ho mai desiderato nessuno così come desidero te.
Io non sono mai andata via dalle tue mani.

What a wicked game you played to make me feel this way
What a wicked thing to do to let me dream of you
What a wicked thing to say you never felt this way
What a wicked thing to do to make me dream of you
And I don't want to fall in love
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Senza te, senza un minimo contatto e io che ti tengo dentro come un respiro nel mio respiro. Anche se soffro una mancanza c'è qualcsa che si rigenera in me come quando accarezzi un sogno, se ti penso. Dicevi con tutta la forza del vento. Sono certa che in un angolo io ci sono in te ed ora, che non...
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non ora

18 giugno 2016 ore 16:21 segnala
Più vulnerabile nasce un giorno e lo senti subito che ti starai ad ascoltare cercando di sfuggirti senza riuscirci. Difese che ti costruisci, si infrangono su di un sorriso che qualcuno ti strappa. Io non sono mai stata malleabile.
Seguo linee storte, non so cancellarle, non riesco a raddrizzarle.
In questo giorno se mi fermo, piango. Disillusioni alate che il mio poeta chiama cristalli cominciano a bruciare negli occhi nello scacciarle...Inizia da un punto esatto del cuore ,là, dove qualcosa manca e prima di quietarsi, si ingrossa come un fiume Sono le particelle intorno ad un nucleo che a volte si dividono, qualcosa si rompe e non si fondono più..Sono la lampadina fulminata di una luminaria a natale, la stella appesa, in una via di nebbia tra le case, per metà spenta.
La mia clessidra, è dipinta di nero sul suo vetro, non sento scorrere il tempo. Sono immobile, barca arenata
Senza un fondale......una barca è tristezza..Tu sai quanto io ami il mare.
Io di me sapevo che ero un'immortale, rinascevo ad ogni colpo al cuore, ma oggi non ne sono più sicura,

non oggi,
non ora.
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Più vulnerabile nasce un giorno e lo senti subito che ti starai ad ascoltare cercando di sfuggirti senza riuscirci. Difese che ti costruisci, si infrangono su di un sorriso che qualcuno ti strappa. Io non sono mai stata malleabile. Seguo linee storte, non so cancellarle, non riesco a...
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rosee emozioni

23 aprile 2016 ore 03:09 segnala
Questa primavera non mi risveglia armonia. Un'ansia elettrica come quella di una continua attesa mi è dentro e la tua mancanza è presenza costante.
Ho ricominciato a correre, a fare tutto di fretta, a divorare i giorni per arrivare a sera aspettandomi qualcosa...ma cosa,ma quando.
L'intelligenza emotiva non esiste in me se mai è esistita, assente ogni capacità di controllare i sentimenti e le emozioni. Non distinguo. I pensieri sono liberi e crudeli. Sento una spiccata spinta al dolore e al sogno per sfuggirne.
Mi chiudo nel mio laboratorio che è zona franca e compulsivamente affondo le dita nella pasta da modellare come fosse materia dell'anima mia e creo rose e rose e rose.
Cerco la perfezione di una piega, il petalo che assomigli di più ad un petalo e non lo so fare. E non so che fare di tutte queste rose. Ti lascio invadere il mio spazio pensando che sono belle e comincio ad odiare ogni petalo che mi sembrava bello. Non lo è più. Saprai mai quanta influenza hai tu sul mio respiro che a volte sento mancarmi alla gola nel tentativo(inutile) di ricoprirti di rose.
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« immagine » Questa primavera non mi risveglia armonia. Un'ansia elettrica come quella di una continua attesa mi è dentro e la tua mancanza è presenza costante. Ho ricominciato a correre, a fare tutto di fretta, a divorare i giorni per arrivare a sera aspettandomi qualcosa...ma cosa,ma quando. L'i...
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23/04/2016 03:09:10
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inutile provarci, io ho voglia di sognare ancora di Te

20 febbraio 2016 ore 00:58 segnala
ogni giorno, almeno per un attimo sei nei miei pensieri.
Capita e scrivo tutto, tutto ciò che non potrai leggere mai e non per vergogna ma per castigo.Scrivo di tutto ciò che sento,di quello che c’è stato tra me e te, tutto quello che penso, ci sia stato - e c'è stato - ,quello che provo, che spero, ciò che giuro, che voglio. Tutto ciò che imbroglio.
Scrivo quello che non ho capito e quello che forse non capirò mai. Il perché non siamo niente io e te.
Non tolgo il superfluo o ciò che fa paura, tutto quello che non importa, tutto quello che non conta, tutto quello che può essere frainteso, o perso: e ogni volta finisco con la stessa frase: tu,mi manchi.
Fingendo che sia normale che tu abbia fatto passare un mese senza mettere il dito sulla maledetta tastiera, dopo che l’ultima volta che l’hai fatto hai scritto “ci vediamo quando vuoi, se fosse per me anche domani”.
Mai a svelare totalmente un’emozione tu, che pensi sia meglio credere e lasciarmi credere che puoi chiamare o anche non chiamare più, come farlo proprio adesso.
A quale donna sta bene che un uomo che le piace giochi alla roulette russa con i messaggi?
A me sta bene?
Non me lo chiedo.Resto ferma,silenziosa

ti aspetto e basta. Solo questo riesco a fare

Come dicono gli indiani Yanomami ”YA PIHI IRAKEMA” che tradotto suona pressapoco “SONO STATO CONTAMINATO DA TE”…ossia… una parte di te è entrata in me, dove vive e cresce. Che senso avrebbe prendere le distanze da qualcosa che non mi passa.
In ogni caso nessuno ora nessuno mi potrebbe rendere felice perchè ci sei tu, io non desidero che te.
Così, so una cosa sola, e ne ho coscienza, che le mie emozioni non dipendono da cosa farai tu e da cosa mi accadrà.
Le mie emozioni per te, dipendono da quello che penso, da ciò che è in me e io non so smettere di pensarti, e neppure voglio farlo.
La felicità è un’emozione.
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ogni giorno, almeno per un attimo sei nei miei pensieri. Capita e scrivo tutto, tutto ciò che non potrai leggere mai e non per vergogna ma per castigo.Scrivo di tutto ciò che sento,di quello che c’è stato tra me e te, tutto quello che penso, ci sia stato - e c'è stato - ,quello che provo, che...
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20/02/2016 00:58:32
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