in due

11 maggio 2017 ore 23:41 segnala
Continuo a imbrattare la bellezza delle pagine vuote, vorrei non farlo. Significherebbe essere felice. Dovrei abbandonare la sterilità del desiderio di dire cosa sento dentro perché in fondo, ciò che mi succede. non lo scrivo.
Il solo fatto di pensarlo però mentre di altre parole riempio pagine e pagine è bello per me. Dissimulo ogni giorno, sempre più. Ed è una fine arte che apprende chi non può essere se stessa con nessuno.
Scrivere, come se l'inchiostro potesse trattenere le angosce o fa r volare i desideri. L'essenza vorrebbe fuoriuscire e partorire il mio nascosto, il volerlo essere senza nozione di giustizia per gli altri al di fuori della mia, tracciare ciò che vorrei essere con la saliva e l'odore della pelle scagliando lontano tastiere e stilografiche. Io voglio incontrarti ancora: uomo qualunque come me, rincasando sotto casa, in una sera qualunque, sotto ad un cielo qualunque, in un giorno anonimo e avvertire dentro, per te, la voglia di farmi conosce e conoscere te e tuoi sogni. Farlo con qualcuno che abbia un odore, con mani che sappiano accarezzare e prendere.
Ancora amare, come le mille donne che siamo quando lo desideriamo e lo desidero.

Sono stanca di vivere sul bordo del mio sogno e nessuno, nessuno che mi sappia raggiungere
e nessuno, nessuno che io possa raggiungere,per buttarci giù.

In due.
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« immagine » Continuo a imbrattare la bellezza delle pagine vuote, vorrei non farlo. Significherebbe essere felice. Dovrei abbandonare la sterilità del desiderio di dire cosa sento dentro perché in fondo, ciò che mi succede. non lo scrivo. Il solo fatto di pensarlo però mentre di altre parole riem...
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mentimi pure, ero già disposta a credere

29 aprile 2017 ore 01:05 segnala
Mi chiedo quanto sia profondo il disagio di vita reale che spinge una persona a essere disposta a credere a qualcuno, mentendo a sé stessa, sapendo di fingere di non sapere dentro che è tutto una menzogna quel qualcuno. Forse che la mente arrovellandosi in situazioni simili ci lascia credere in una via di fuga,che non ci sarà, per proiettarci lontano dai nostri bisogni sottesi.
E forse per questo, sapendo in partenza che non ci illudiamo, quando va a monte un programma con quel qualcuno siamo deluse e ci sentiamo arrabbiate ma sotto,sotto se ci sbirciamo sentiamo quasi il sollievo di quell'incontro mancato.
Siamo forse simili al nostro qualcuno menzognero, forse lo siamo più di lui a sua insaputa.
Che ne sa lui di noi. Sa cosa gli diciamo, sente ciò che gli lasciamo sentire come fa lui con noi, giochiamo con le stesse carte una partita che entrambi abbiamo iniziato bleffando,certo lui per primo ma anche noi abbiamo rilanciato parecchio prima di lasciare la partita nelle sue mani.
La partita è una metafora che forse non rende bene la figura di lei, perché nelle sue mani lui non si rende conto di aver avuto una donna che non chiedeva di giocare ma di vivere,e che sopravvive alla poca cura che le persone hanno nell'entrare nella sua vita.
Curatevi la cattiveria, io so perdonare perché potrete ferirmi ma mai vicino al cuore perché sento la vostra cattiveria mentre ascolto le vostre parole
.
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Mi chiedo quanto sia profondo il disagio di vita reale che spinge una persona a essere disposta a credere a qualcuno, mentendo a sé stessa, sapendo di fingere di non sapere dentro che è tutto una menzogna quel qualcuno. Forse che la mente arrovellandosi in situazioni simili ci lascia credere in una...
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29/04/2017 01:05:55
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sei come aria di mare,portami con te

24 aprile 2017 ore 19:33 segnala

incomincio a sognare poi si vedrà.

ogni giorno almeno una volta ci penso, ti penso. Scrivo di quello che provo, di ciò che voglio.Non tolgo il superfluo, tutto è proprio superfluo ed è quello di cui ho bisogno. Ho bisogno di tutte quelle cose che sono considerate superflue, tutto ciò che per molti non conta sentire, che non importa se non ci sono. Yanomami nya phi i rakema che dovrebbe significare sono stata contaminata da te.
So solo una cosa, le mie emozioni nascono da te, e non dipendono da quello che fai o non fai. Le mie emozioni con te, per te, dipendono da quello che penso e penso a te.
Guardo quella terrazza sul mare e la sogno, ma non è neppure necessaria, è un di più.
Se ci respirò l'aria di mare sopra alla tua spalla sarà stupendo, ma mi basterà un angolo qualsiasi, ovunque, se davvero mi stringerai.
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« immagine » incomincio a sognare poi si vedrà. ogni giorno almeno una volta ci penso, ti penso. Scrivo di quello che provo, di ciò che voglio.Non tolgo il superfluo, tutto è proprio superfluo ed è quello di cui ho bisogno. Ho bisogno di tutte quelle cose che sono considerate superflue, tutto ciò...
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sei un cane

02 aprile 2017 ore 01:01 segnala

Sei un cane che mi guarda e già mi ama. Sguardi timorosi perché non sai ancora bene chi sono ma già dicono che sei pronta a fidarti delle mie carezze. Piccola e goffa mentre ti gratti un orecchio sembri cadere ad ogni zampata a vuoto che ti dai.Mi prenderò il tuo affetto puro come è l'amore di un cane, io sicuramente alcune volte dovrò sforzarmi ma cercherò di esserti amica sempre e per sempre come,e questa è cosa certa, farai tu.Mia dolce Blue.
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« video » Sei un cane che mi guarda e già mi ama. Sguardi timorosi perché non sai ancora bene chi sono ma già dicono che sei pronta a fidarti delle mie carezze. Piccola e goffa mentre ti gratti un orecchio sembri cadere ad ogni zampata a vuoto che ti dai.Mi prenderò il tuo affetto puro come è l'am...
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Friday

23 marzo 2017 ore 21:15 segnala
Non ho risposte e semplicemente evito.

In te cerco qualcuno che mi prenda sempre come sono, anche così.
Senza chiedermi quando ci sono perché e il perché quando non c’ero o non ci sarò se non sono io a parlarne.

Non sono condizioni o regole che detto è il rapporto che voglio. In te scelgo la libertà di non dovermi giustificare,io garantisco lo stesso atteggiamento per ciò che ti riguarda, sforzandomi di essere come voglio che sia tu. E’ il doverlo fare ogni giorno che mi ha spinto verso di te e dunque è attraverso questo che passerà ogni parola che ti dirò o i silenzi che cercherò. Sembra un rapporto facile, comodo: invece è molto difficile riuscire a mantenerlo così. Non parlo dell’inevitabile desiderio che emerge umanamente del possedersi, parlo della rete di doveri e diritti che come erba nasce tra le persone, non ne voglio, non te ne chiederò. E ripensando a come parliamo ogni volta, anche tu cerchi qualcosa di simile. In questo che sembra un dictact, c’è invece, se lo riesci a far emergere leggendomi, il desiderio di non aver paura, di provare a vivere il presente cancellando ogni tentativo che fa la vita di intromettersi tra ciò che sappiamo darci e ciò che dobbiamo dare.
Non voglio avere da te, voglio riuscire a non aspettarmi di avere qualcosa, ma di gioirne se arriva. Sarebbe meraviglioso se potessimo agire come se fossimo morti a noi stessi: cerco questo, forse no, forse sì…
So che sento come se la continuità del mio io avesse bisogno di interrompersi, cercando un ritmo che non conosco e che inseguo.
Ci si addice l’immediatezza, noi non siamo programmabili e stiamo per vivere un tempo che ci vede separati ed insieme solo quando è ciò che in quel momento desideriamo contro ogni logica e sopra ad ogni altra cosa.
Ti penso così.
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Non ho risposte e semplicemente evito. « immagine » In te cerco qualcuno che mi prenda sempre come sono, anche così. Senza chiedermi quando ci sono perché e il perché quando non c’ero o non ci sarò se non sono io a parlarne. Non sono condizioni o regole che detto è il rapporto che voglio. In te...
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Dimmi, cosa si prova ad essere la perfezione.

12 marzo 2017 ore 00:24 segnala
Le nevrosi sono figlie della nostra mente ed è l'emotività che le alimenta le mie. Diventa difficile gestirle, placare l'ansia che ne è alle basi implica vincere le nostre paure o i nostri rimorsi, i nostri errori. Errori di ieri come errori di vecchia data. Non ne parliamo quasi mai con nessuno; non a chi ci sta vicino poichè spesso sono gli attori delle storie che ci tormentano. Ovviamente, è impossibile farlo senza rovinare qualcosa e dal momento che facciamo ogni sforzo per mantenere fragili equilibri facili da demolire con poche parole, si tace. Se ne parla poco con gli amici, fidarsi di qualcuno è sempre più difficile e complicato è discernere la sincerità, pronti come siamo tutti a tradire. E così, così, tante cose restano celate dentro noi e si espandono. Prendono il controllo del nostro umore, del nostro sentire. Scavano e si annidano. Quando senti l’inadeguatezza della tua mente che non se ne libera e l’irrazionalità di un pensiero che nasce in te e muore in te provi la paura. La paura di vivere. E’ la voglia di scriverne che mi insegue. Ed è desiderio di te, il sapere che non dovrei neppure parlarne con te, perché tu sei la cura.
Invece tu, dimmi cosa si prova ad essere la perfezione...
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Le nevrosi sono figlie della nostra mente ed è l'emotività che le alimenta le mie. Diventa difficile gestirle, placare l'ansia che ne è alle basi implica vincere le nostre paure o i nostri rimorsi, i nostri errori. Errori di ieri come errori di vecchia data. Non ne parliamo quasi mai con nessuno;...
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5,per Te

18 febbraio 2017 ore 00:24 segnala
Come mai non cambia mai. Mi basta riguardarti e nello stomaco riprendono a formarsi piacevoli vuoti. Ritornano i tuoi occhi,risento i tuoi sguardi. Guardare contempla l'ascolto ma non attendo più e allora cerco di non fare. Faccio il meno possibile. Sto bene rannicchiata sul mio cane che dorme mentre io sto scrivendo e ti guardo ogni tanto ignorarmi come un gatto insolente che si fotte di tutti. Controllo il respiro quando lo sento alterarsi dal solito ritmo, cambia quando mi dico ...ecco mi chiamerà. Una sigaretta e il sospiro che segue il riallinearsi dei pensieri quando non succede nulla ed il cuore si calma, il brivido dell'inatteso si spegne. Mi rimani dentro,come il posto in cui ti ho conosciuto riaffiori ogni volta che avrei voglia di parlare con qualcuno, di un contatto. Scorri in me,come veleno. Ti soppravvivo, fa male.
I miei occhi non sanno vedere oltre le mie emozioni e l'emozione in me sei ancora tu.
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Come mai non cambia mai. Mi basta riguardarti e nello stomaco riprendono a formarsi piacevoli vuoti. Ritornano i tuoi occhi,risento i tuoi sguardi. Guardare contempla l'ascolto ma non attendo più e allora cerco di non fare. Faccio il meno possibile. Sto bene rannicchiata sul mio cane che dorme...
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trip

15 dicembre 2016 ore 23:18 segnala
Dovrei dimenticarmi mi dicono.
Ma che ne sanno di cosa dovrei scordarmi. Dovrei dimenticarmi di panchine, tavolini, punti precisi di strade che hanno formato il disegno di un'altra vita in cui credo di essermi innamorata ancora o quantomeno di sentirmi innamorata ancora. Sarei anche pronta a farlo ma non succede.Scrivo per non provare a telefonarti e mi basta ripensarti, riascoltare le tue parole che mi bombardano la mente.
Erano parole ascoltate perchè le hai dette non me le sto sognando.
Erano parole che mi hanno resa felice.
Erano qualche tesoro, qualche mi manchi ma questo nei ricordi non conta, svanisce la quantità, il peso, il senso.
Le parole sono isolate da tutto il resto che poi non è stato, da quello che non sarà mai, questo lo so, non importa, mi capita ancora di cercare il filo di questi pensieri notturni, un filo che non c'è. Ci sono solo le emozioni.
Le emozioni sono sospese, sospese in me ad un tempo indefinito.
Parole scritte pensandoti e faccio male faccio bene non lo so.
So che certi incontri scatenano impulsi magnetici che mandano all'aria baricentri consolidati e continuano ad attirarti anche quando è solo silenzio.
I pensieri trascritti su un foglio diventano stupidi.
Hanno un colore, un sapore, un suono. Musica e danzi, danzi su di una musica che senti solo tu.
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Dovrei dimenticarmi mi dicono. « immagine » Ma che ne sanno di cosa dovrei scordarmi. Dovrei dimenticarmi di panchine, tavolini, punti precisi di strade che hanno formato il disegno di un'altra vita in cui credo di essermi innamorata ancora o quantomeno di sentirmi innamorata ancora. Sarei anche...
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basta un attimo

09 ottobre 2016 ore 01:10 segnala
Sento l'abbraccio della mia casa. Scorrono gli occhi sulle pareti incrociano angoli che mi avvolgono e mi sento al sicuro. Via da te. Tutto è baipassato dalle sue porte di legno, filtrato dalle foglie delle piante e addolcito dalla luce soffusa delle mie lampade.
Pensieri felici racchiusi nei cassetti, immagini sparse appese ai quadri.
Sguardi che spaziano in soffitti alti cercando travi di legno che in certi giorni profumano ancora di legno. Spesso scalza camminando sull'assito, che ho visto mutare negli anni, mi muovo ad occhi chiusi sentendo la sicurezza del conoscere ogni stanza salirmi dentro.
Scale, conosco ogni scalino che scendo in notti insonni, loro conoscono i mie passi,via da te.
Qui,tra le mie cose l'esistenza è una realtà perfetta perchè non diventa mai presente, è tempo senza data, una parentesi tremendamente bella che apro nei pensieri.Soppravvivi in furtivi sogni ad occhi aperti, tentativi di appagare desideri.
Divago alla deriva di una frase mentre spengo le luci,resta il suo calore malgrado i mesi.
Proverai mai la mia stessa fatica nel non pensarti, lontano ma che non basta, silenziosa ma che non serve.
Anche la mia casa trema quando di notte da dentro, dove ho un bacio, uno sguardo,ho le tue mani ancora, tutto riprende forma guardando un monitor. Basta un attimo di solitudine,via da te.
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Sento l'abbraccio della mia casa. Scorrono gli occhi sulle pareti incrociano angoli che mi avvolgono e mi sento al sicuro. Via da te. Tutto è baipassato dalle sue porte di legno, filtrato dalle foglie delle piante e addolcito dalla luce soffusa delle mie lampade. Pensieri felici racchiusi nei...
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09/10/2016 01:10:38
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You did it before, do it again.

19 settembre 2016 ore 00:23 segnala
Tra poco inizierà la settimana. Lunedì guarda i turni,cambiati ed esci.
Inizia un rituale che lo diventerà se lo vuoi lasciar accadere ancora.
Infilati in un paio di jeans qualunque ma

scegli la camicia, indossala per me,ancora.
Ed esci per strada, fermati nella solita via ed entra nel solito bar.
Un tavolo, siediti togli i raiban ed ordina un caffè nero.
Bevilo e allontana la tazzina prendendo il cellulare dal taschino.
Sì, ora sei tu, l’uomo che non indossa quasi mai camicie.
Cerca il mio numero, prendi un respiro e resta in apnea per riscrivere: “" Dimmi quando puoi venire da me, mattina, pomeriggio anche adesso per me….quando puoi meglio”.
Ricorda che questa frase me l'hai già detta.
Trattieni l’aria, sino a sentirla mancare,senti il vuoto nella tua mente, non pensare e premi invio..

prima di respirare ancora…
Lo sapevi, lo sai, mezz’ora e sono con te.

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Tra poco inizierà la settimana. Lunedì guarda i turni,cambiati ed esci. Inizia un rituale che lo diventerà se lo vuoi lasciar accadere ancora. Infilati in un paio di jeans qualunque ma « immagine » scegli la camicia, indossala per me,ancora. Ed esci per strada, fermati nella solita via ed entra...
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19/09/2016 00:23:32
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