Benvenuta Primavera......

21 marzo 2017 ore 19:36 segnala

Potranno tagliare tutti i fiori,
ma non fermeranno mai la primavera.

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BUONA FESTA A TUTTI I PAPA' DEL MONDO.....

19 marzo 2017 ore 11:20 segnala







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Rinascere dalle ceneri: come sono le persone resilienti?

12 marzo 2017 ore 15:44 segnala

“Ciò che non lo uccide, lo rende più forte”
(Friedrich Nietzsche)



È comune pensare che la resilienza sia una capacità innata, una caratteristica che nasce spontaneamente in quelle persone che hanno affrontato eventi dolorosi. Tuttavia la resilienza non è un tratto della personalità né una forma di temperamento, si tratta piuttosto di un processo dinamico in cui l’individuo, interagendo con altri individui, si relaziona al contesto in modo da saper superare le avversità. E’la capacità di autoripararsi dopo un danno, di resistere, di ricostruire positivamente la propria vita. Immaginate una spugna: per quanti colpi possa ricevere essa tornerà sempre alla sua forma originaria! Per cui la resilienza non è qualcosa che si apprende ma è qualcosa che si sviluppa e che si impara a mantenere. Per questo motivo uno dei pilastri della resilienza si trova direttamente nelle abitudini della persona che l’ha sviluppata; tali abitudini possono variare ed essere flessibili da persona a persona come ad esempio il modo in cui ognuno vive la propria vita, però a grandi linee è possibile individuare alcuni aspetti che le persone con forte resilienza hanno.


1. PRENDONO DECISIONI PER MIGLIORARE LA PROPRIA AUTOSTIMA

Sono capaci di riconoscere che le azioni che compiono oggi cambieranno la percezione che hanno di loro stessi, orientando così il loro comportamento, in forma più o meno cosciente, al fine di migliorare la fiducia e la stima in se stesse.


2. SONO CREATIVE

La creatività è una delle capacità che permette al nostro pensiero di di concentrarsi e focalizzarsi totalmente sulla ricerca di “soluzioni”. La percezioni di star creando qualcosa di nuovo e originale è altamente stimolante e la sensazione di aver terminato un lavoro unico al mondo è notevolmente soddisfacente. Le persone resilienti lo sanno, ed è per questo che piace loro alternare la vita di tutti i giorni con qualcosa di nuovo e originale.


3. MANTEGONO UN ATTEGGIAMENTO RAZIONALE E REALISTICO

Esistono situazioni in cui è quasi impossibile che il contesto, nel breve o medio tempo, cambi. Chi possiede una buona resilienza sa che è inutile crearsi delle illusioni e che i sforzi per adattarsi a quello che succede si concentreranno maggiormente sul controllare e sperimentare le azioni che la nuova situazione richiede.


4. E SI PREFIGGONO NUOVE METE

Accettare situazioni negative non significa che tutti gli aspetti della vita siano negativi. Le persone resilienti mostrano una propensione alla attenzione selettiva: invece di pensare tutto il giorno alle cose brutte che gli succedono, si concentrano sugli obiettivi da sviluppare, ossia si pongono mete che abbiano un significato personale. Archv/Shutterstock share Per quanto possano sembrare superflue o insignificanti per altri, è ciò che permette di gestire meglio i nostri “abiti”. La resilienza consiste anche in questo, orientarsi verso nuovi orizzonti possibili.


5. SI CIRCONDANO DI PERSONE POSITIVE

Le persone resilienti lo sono perché hanno dovuto affrontare situazioni dure che le hanno spinte ad allenarsi riguardo la propria gestione emozionale. Accettano l’esistenza di una fonte ansiogena che genera tensione, piuttosto che allontanarla o cercare di sopprimere il ricordo, dirigono l’attenzione verso altro. Ad esempio verso persone con un’actitud positiva; lasciare che si crei un flusso di ottimismo e di superamento personale rende tutto più semplice.


6. PRATICANO SPORT E/O MEDITAZIONE

La meditazione ha differenti benefici, dall’avere un pensiero positivo alla riduzione dello stress, così come lo sport aiuta a rilassarli ed aumenta la sicurezza. Sono inoltre delle piccole e buone abitudini costanti o detto in altro modo delle piccole mete quotidiane.


7. FANNO DELLA CULTURA IL PANE QUOTIDIANO

Per sviluppare resilienza non c’è nulla come esplorare diverse forme di ragionamento e di pensiero e di idee alternative. E per far ciò vivere la cultura è fondamentale: si scoprono pensatori, autori e artisti finora sconosciuti. La cultura scopre e insegna che la vita può essere sperimentata in tante forme, diverse da quelle che credevamo. Crescono le opinioni e cresce la libertà e la capacità di sperimentarsi. (Erika Ranalli, psicologa)



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“Ciò che non lo uccide, lo rende più forte” (Friedrich Nietzsche) È comune pensare che la resilienza sia una capacità innata, una caratteristica che nasce spontaneamente in quelle persone che hanno affrontato eventi dolorosi. Tuttavia la resilienza non è un tratto della personalità né una form...
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AUGURI A TUTTE LE DONNE DEL MONDO......

08 marzo 2017 ore 19:21 segnala




Buon 8 marzo
Buon 8 marzo, a tutte le donne
A quelle che non hanno il dono di un sorriso
A quelle che non hanno una carezza sulla pelle
A quelle che non conoscono la dolcezza
A quelle che in silenzio subiscono la violenza.
A quelle che non possono sciogliersi i capelli al vento
Buon 8 marzo, a tutte le donne
A quelle che abbracciano con amore
A quelle che illuminano l’anima
A quelle che parlano dentro oltre lo sguardo
A quelle che sorridono con i colori dell’arcobaleno
A tutte quelle che danno energia alla libertà della vita

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Si dice Carnevale e si pensa subito a Rio de Janeiro.....

27 febbraio 2017 ore 17:04 segnala

Si dice Carnevale e si pensa subito a Rio de Janeiro. Perché è lì, nel cuore pulsante del Brasile, che ogni anno va di scena la più grande festa carnevalesca del mondo, che richiama oltre 500 mila visitatori. Quattro giorni di bagordi, di samba, di musica e di divertimento: dal venerdì al martedì grasso ci si concede ai piaceri, per poi purificarsi il mercoledì delle ceneri. Per i brasiliani il Carnevale è un appuntamento molto importante, una tradizione storica fondamentale, un evento preparato per mesi nei minimi dettagli. Vivere il Carnevale di Rio non vuole dire solo partecipare ad una mega festa collettiva eccentrica e trasgressiva, che non conosce orari e limiti, significa anche entrare in contatto con la cultura carioca e con una delle sue più famose forme d’arte.
Rio de Janeiro nei giorni del Carnevale viene invasa da suoni e colori: in ogni angolo della città, dai quartieri di Gaeva fino alla spiaggia di Ipanema, si danza al ritmo di samba. Le celebrazioni ufficiali del Carnevale 2011 inizieranno venerdì 4 marzo alle 13.00 con l’elezione del Rei Momo, ossia il re del Carnevale. Da quel momento sarà festa grande, ma i momenti topici si raggiungeranno al Sambodromo, con le sfilate delle scuole di samba. Con coreografie e carri allegorici unici al mondo, sensuali ballerine e musicisti provetti daranno vita ad uno show preparato con cura da mesi. Per assistere alle sfilate dovrete acquistare i biglietti: i prezzi non sono economicissimi e variano dal posto e dal taglio (una sera, tre giorni etc). Altrimenti potreste comprarvi un costume (o noleggiarlo), farvi contagiare dallo spirito carioca e sfilare con una delle scuole di samba vincitrici.
Da non perdere poi i balli di Carnevale. Alcuni dei più belli vengono organizzati dal Copacabana Palace e dell’Hotel Gloria, ma anche quello del Rio Scala è considerato fra i migliori. In generale ogni locale nei giorni del carnevale mette a punto una festa da ballo a tema.






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10 caratteristiche delle donne forti....

21 febbraio 2017 ore 06:11 segnala


La vita ci obbliga a uscire dalla nostra zona di comfort e affrontare le nostre paure. Per alcune persone questo sforzo è qualcosa di terribile, insuperabile e logorante, per altre è solo una sfida.

Ma non facciamo confusione, non è vero che le persone senza paura sono migliori di quelle che riflettono molto prima di agire, si tratta semplicemente di attitudini diverse.

Quello che fa la differenza sono le risorse a disposizione della nostra psiche per fronteggiare le avversità. Perché non importa se ci tuffiamo in mezzo alla tempesta o se restiamo seduti sul divano a guardare la pioggia cadere: la vita prima o poi ci metterà alla prova.


10 caratteristiche delle donne forti


#1 Sanno stare sole

Una donna forte ha imparato il valore della solitudine perché ha fiducia nelle proprie forze. Sa che non le serve nessun altro per affrontare la vita.

Questo non significa che sia incapace di amare o di godere della compagnia delle altre persone. Significa l’esatto contrario. Lei nella sicurezza di bastare a se stessa può vivere i rapporti con gli altri senza l’angoscia del dipendere da loro, ma solo con la gioia di godere di quei legami in modo onesto e rilassato.



#2 Pensano con la loro testa

Nessuno è più forte di chi ha il coraggio di sostenere le proprie idee.

Le donne forti si aggrappano a quello che credono giusto e lottano per difenderlo. E se sono veramente forti trovano anche il coraggio di ammettere di essersi sbagliate. Perché a volte può capitare anche questo.



#3 Sanno superare i momenti di crisi

Quando la vita le attacca loro rispondono con agendo. Il contrario, cioè la debolezza, risponde alle crisi rimanendo immobile e nascondendosi. Proprio come accade in natura, alcuni animali attaccano mentre altri si confondono con l’ambiente per non farsi trovare oppure imparano a scappare velocemente.

Nell’uomo agire significa attaccare il problema. Pensare, riflettere e rielaborare la situazione senza fare niente significa scappare.

La donna forte non usa il pensiero come via di fuga dai problema, lei sa che questa non è una soluzione.



#4 Perdonano con la consapevolezza di perdonare

Dicono che con il tempo passa tutto. Non è vero.

Superare una situazione spiacevole implica consapevolezza, perché la vita è sempre un processo attivo di cui noi siamo i protagonisti.

Se vuoi perdonare qualcuno, non puoi solo aspettare che la rabbia passi da sola, devi decidere consapevolmente di volerlo fare.



#5 Se ne fregano della vita degli altri

Inutile spendere energie per invidiare qualcuno di cui si conosce solo la vita superficialmente.

Tutto quel menù di ragazze felici e spensierate nei selfie su Instagram, chissà quali demoni ci sono dietro a quelle foto?



#6 Non cercano la perfezione

Né estetica, né lavorativa, né famigliare. Non cercano la perfezione perché hanno capito che la perfezione non esiste. L’unica cosa a cui si può aspirare è la tranquillità di potersi guardare allo specchio e dire io comunque ho sempre tentato.



#7 Non vogliono fermarsi, vogliono vivere la vita nella sua pienezza

Ci si può sedere a guardare quello che si ha. Oppure possiamo passeggiare e guardare quello che hanno gli altri.

Le donne forte non vivono in questo modo, loro desiderano essere protagoniste, il ruolo di spettatrici è troppo stretto. Che gusto c’è a guardare una ricetta in un programma di cucina se dopo non provi a cucinarla tu?



#8 Hanno il coraggio di lasciar andare le persone che intossicano la loro vita

C’è sempre un momento in cui capisci che la persona accanto a te ti fa più male che bene. In quel momento dovresti lasciarlo andare via e liberarti di quel rapporto tossico.

Ma ci vuole veramente tanta forza per decidere di abbandonare qualcuno che non hai nessuna voglia di abbandonare.



#9 Coltivano i legami con gli altri

Saper stare soli e saper scegliere quali persone tenere nella propria vita è il primo passo per valorizzare i rapporti con le persone che rimangono.

Una buona rete sociale di amicizie e contatti moltiplica la tua forza per il numero di tutti quei legami.



#10 Sanno sorridere sinceramente

Le donne deboli sono quelle che affrontano la vita con il broncio, il vittimismo e l’agitazione di vivere una fatalità. Le donna forti le guardano e sorridono perché sanno che possono farcela.



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La vita ci obbliga a uscire dalla nostra zona di comfort e affrontare le nostre paure. Per alcune persone questo sforzo è qualcosa di terribile, insuperabile e logorante, per altre è solo una sfida. Ma non facciamo confusione, non è vero che le persone senza paura sono migliori di quelle che...
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QUELLE COME ME........

19 febbraio 2017 ore 16:59 segnala

Quelle come me regalano sogni,
anche a costo di rimanerne prive…
Quelle come me donano l’Anima,
perché un’anima da sola è come
una goccia d’acqua nel deserto…
Quelle come me tendono la mano
ed aiutano a rialzarsi, pur correndo il rischio
di cadere a loro volta…
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro…
Quelle come me cercano un senso all’esistere e,
quando lo trovano, tentano d’insegnarlo
a chi sta solo sopravvivendo…
Quelle come me quando amano, amano per sempre…
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono
inermi nelle mani della vita…
Quelle come me inseguono un sogno…
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero…
Quelle come me girano il mondo
alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima…
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo…
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime…
Quelle come me sono quelle cui tu riesci
sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare,
senza chiederti nulla…
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che,
in cambio, non riceveranno altro che briciole…
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza…
Quelle come me passano innosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero…
Quelle come me sono quelle che,
nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto.

(Alda Merini)
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Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive… Quelle come me donano l’Anima, perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto… Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi, pur correndo il rischio di cadere a loro volta… Quelle come me guardano...
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Ci sono cose da dire ai figli......

19 febbraio 2017 ore 09:59 segnala

Ci sono cose da dire ai nostri figli. Come ad esempio che il fallimento é una grande possibilità.

Si ricade e ci si rialza. Da questo s’impara. Non da altro.

Dovremmo dire ai figli maschi che se piangono, non sono femminucce. Alle femmine che possono giocare alla lotta o fare le boccacce senza essere dei maschiacci.

Dovremmo dire che la noia è tempo buono per sè. Che esistono pensieri spaventosi, e di non preoccuparsi.

Dovremo dire che si può morire, ma che esiste la magia.

Ai nostri figli dovremmo dire che il giorno del matrimonio non è il più bello della vita. Che ci sono giorni sì, e giorni no. E hanno tutti lo stesso valore.

Che bisogna saper stare, e basta. E che il dolore si supera.

Ai nostri figli maschi dovremmo dire che non sono Principi azzurri e non devono salvare nessuno. Alle femmine che nessuno le salva, se non loro stesse. Altrimenti le donne continueranno a morire e gli uomini ad uccidere.

Ai nostri figli dovremmo dire che c’è tempo fino a quando non finisce, e ce ne accorgiamo sempre troppo tardi.

Dovremmo dire che non ci sono nè vinti nè sconfitti, e la vita non è una lotta.

Dovremmo dire che la cattiveria esiste ed è dentro ognuno di noi. Dobbiamo conoscerla per gestirla.

Dovremmo dire ai figli che non sempre un padre e una madre sono un porto sicuro. Alcuni fari non riescono a fare luce.

Che senza gli altri non siamo niente. Proprio niente.

Che possono stare male. La sofferenza ci spinge in avanti. E prima o poi passa.

Dovremmo dire ai nostri figli che possono non avere successo e vivere felici lo stesso. Anzi, forse, lo saranno di più.

Che non importa se i desideri non si realizzano, ma l’importante è desiderare. Fino alla fine.

Bisogna dir loro che se nella vita non si sposeranno o non faranno figli, possono essere felici lo stesso.

Che il mondo ha bisogno del loro impegno per diventare un luogo bello in cui sostare.

Che la povertà esiste e dobbiamo farcene carico.

Che possono essere quello che vogliono. Ma non a tutti i costi.

Che esiste il perdono. E si può cedere ogni tanto, per procedere insieme.

Ai figli dovremmo dire che possono andare lontano. Molto lontano. Dove non li vediamo più.

E che noi saremo qui. Quando vogliono tornare.



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Ci sono cose da dire ai nostri figli. Come ad esempio che il fallimento é una grande possibilità. Si ricade e ci si rialza. Da questo s’impara. Non da altro. Dovremmo dire ai figli maschi che se piangono, non sono femminucce. Alle femmine che possono giocare alla lotta o fare le boccacce senza...
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FELICE S. VALENTINO....

14 febbraio 2017 ore 15:40 segnala


San Valentino?
L'amore è 365 giorni all'anno, e non una data a scadenza fissa
L'amore si vive ogni giorno, lo si respira, tra un sorriso
e una lacrima.
L'amore si costruisce passo dopo passo, in un percorso a due.
Dove c'è quel filo che lega quell'unione fatta
di quotidianità e di progetti di vita.....











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Il mestiere più diffuso al mondo : Il lecchinaggio!

13 febbraio 2017 ore 20:37 segnala

Parlavano di stile, di impegno e di valori
ma non appena hai smesso di essere utile
per loro... eran già lontani, la lingua
avvicinata a un altro lato B.