SOGNI INFRANTI

17 giugno 2017 ore 16:35 segnala

SOGNI DI BAMBINA .
Da bambina, il mio più grande sogno era quello di saper leggere e scrivere perché volevo fare la maestra... oppure diventare scrittrice. Studiare mi piaceva molto, ma non avevo avuto il coraggio di lottare per rivendicare il mio diritto di andare a scuola. Iniziai a mettere nero su bianco solo in tarda età.
I miei scritti! Quante difficoltà ho incontrato nel realizzarli. Non crediate che sia stato facile. Li scrivevo e poi li cancellavo perché nel rileggerli mi apparivano come abbozzi confusi e indecifrabili. Ognuno di essi è un ricordo di quanta fatica mi sia costato imparare.
Sembrava quasi che la fatalità costringesse la mia mente a esprimere i suoi giudizi e le sue affermazioni.Scrivevo come se la penna pesasse quanto una perforatrice elettrica, "vibrante" per l'incertezza e il tremito delle mie mani. Infine, quel poco che so l'ho appreso da sola, da autodidatta.
Per questo non ho potuto assimilare bene né la coniugazione dei verbi, né la sintassi e l’ortografia. Quanto alla punteggiatura, ancora adesso non capisco dove vanno posti i punti, le virgole e gli altri segni per rendere migliori i pensieri che tento di comunicare.
Non conosco né storia né geografia. Di matematica non ne parliamo proprio! Eppure ho dovuto leggere e studiare nel grande libro della vita e imparare tutto a mie spese.
In questo libro le virgole e i punti non erano quei bei simboli tracciati dalla penna come espressioni di bella scrittura, ma piuttosto lotte quotidiane!
Ho camminato tra le pagine di quel grande libro attingendo il male, ma da questo ho compreso cos’era il bene.
Con prepotenza ho rubato a questa vita un po’ di gratificazione per me stessa.
Oggi so che nella grande enciclopedia della vita è incisa anche la mia storia, una storia stilata giorno per giorno e, visto che la matematica non è il mio forte, non saprei proprio immaginare quanti siano i giorni di questa guerra vissuta.
È vero che con un po’ d'impegno avrei appreso tutte le nozioni che i libri di scuola possono dare. Ma a cosa mi sarebbero servite se la vita aveva per me progetti diversi?
Questi progetti ho cercato di realizzarli nei migliori dei modi. Se poi c'è stata una deviazione un po’ sballata, non ha nessuna rilevanza : tanto solo io...
CONOSCO ME STESSA.Lina Vioglione
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VOLEVO ANDARE A SCUOLA
E' vero che io non ho avuto la possibilità di andare a scuola, ma come dice un saggio:L’esperienza dimostra che i più istruiti sono gli autodidatti o le persone che “si fanno da sé”.
Ci vuole molto più di una laurea per ritenersi istruiti. Può considerarsi tale chi ha appreso a ottenere ciò che vuole nella vita senza ledere i diritti altrui. L’istruzione non è costituita dalle nozioni spicciole, ma dalle conoscenze pratiche applicate durevolmente. Si remunerano le persone non per quanto sanno, ma per ciò che fanno con quel che sanno. Lina Viglione.
:angel
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17/06/2017 16:35:59
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