Onore e rispetto

19 luglio 2019 ore 12:58 segnala


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Andrè sto arrivann!

18 luglio 2019 ore 16:44 segnala



“Il Punto Interrogativo è il simbolo del Bene, così come quello Esclamativo è il simbolo del Male. Quando sulla strada vi imbattete nei Punti Interrogativi, nei sacerdoti del Dubbio positivo, allora andate sicuro che sono tutte brave persone, quasi sempre tolleranti, disponibili e democratiche. Quando invece incontrate i Punti Esclamativi, i paladini delle Grandi Certezze, i puri dalla Fede incrollabile, allora mettevi paura perché la Fede molto spesso si trasforma in violenza.”

LUCIANO DE CRESCENZO
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CIAO!

17 luglio 2019 ore 13:46 segnala


"Ogni singola storia d’amore, vissuta o inventata, riesce a essere unica e diversa e irripetibile rispetto ai miliardi di altre storie già accadute, che accadono, che accadranno. Insomma, l’amore non s’impara né teoricamente né andando a bottega da altri. S’impara amando, vale a dire perdendosi."

( da Segnali di fumo)
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« immagine » "Ogni singola storia d’amore, vissuta o inventata, riesce a essere unica e diversa e irripetibile rispetto ai miliardi di altre storie già accadute, che accadono, che accadranno. Insomma, l’amore non s’impara né teoricamente né andando a bottega da altri. S’impara amando, vale a dire...
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Immensa Alda

15 luglio 2019 ore 14:27 segnala


E poi fate l’amore.
Niente sesso, solo amore.
E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,
sul collo, sulla pancia, sulla schiena,
i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,
e occhi dentro occhi.
Intendo abbracci talmente stretti
da diventare una cosa sola,
corpi incastrati e anime in collisione,
carezze sui graffi, vestiti tolti insieme alle paure,
baci sulle debolezze,
sui segni di una vita
che fino a quel momento era stata un po’ sbagliata.
Intendo dita sui corpi, creare costellazioni,
inalare profumi, cuori che battono insieme,
respiri che viaggiano allo stesso ritmo,
e poi sorrisi,
sinceri dopo un po’ che non lo erano più.
Ecco, fate l’amore e non vergognatevene,
perché l’amore è arte, e voi i capolavori.

Alda Merini
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« immagine » E poi fate l’amore. Niente sesso, solo amore. E con questo intendo i baci lenti sulla bocca, sul collo, sulla pancia, sulla schiena, i morsi sulle labbra, le mani intrecciate, e occhi dentro occhi. Intendo abbracci talmente stretti da diventare una cosa sola, corpi incastrati e anime...
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'A vita

15 luglio 2019 ore 13:01 segnala



'A vita è bella, si, è stato un dono,
un dono che ti ha fatto la natura.
Ma quanno po' sta vita è na sciagura,
vuie mm' 'o chiammate dono chisto ccà ?
E nun parlo pe me ca, stuorto o muorto,
riesco a mm'abbuscà na mille lire.
Tengo 'a salute, e, non faccio per dire,
songo uno 'e chille ca se fire 'e fà .

Ma quante n'aggio visto 'e disgraziate:
cecate, ciunche, scieme, sordomute.
Gente ca nun ha visto e maie avuto
nu poco 'e bbene 'a chesta umanità .

Guerre, miseria, famma, malatie,
cristiane addeventate pelle e ossa,
e tanta gioventù c' 'o culo 'a fossa.
Chisto nun è nu dono, è 'nfamità .

(Antonio De Curtis)
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« immagine » 'A vita è bella, si, è stato un dono, un dono che ti ha fatto la natura. Ma quanno po' sta vita è na sciagura, vuie mm' 'o chiammate dono chisto ccà ? E nun parlo pe me ca, stuorto o muorto, riesco a mm'abbuscà na mille lire. Tengo 'a salute, e, non faccio per dire, songo uno 'e chi...
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Un piccolo GRANDE cuore

11 luglio 2019 ore 16:27 segnala


"Il cimitero del Verano, a Roma, e' pieno di tombe monumentali. Una di queste rappresenta una bambina che ci viene incontro stringendo un grosso quaderno. E ci racconta una storia incredibile, e praticamente dimenticata.

All'ora di pranzo del 25 Ottobre 1954 a Salerno inizio' a piovere. Col passare delle ore la pioggia non solo non smetteva ma aumentava sempre di piu'. Alle otto di sera era diventata un nubifragio infernale che solo nelle quattro ore successive fece cadere sulla citta' mezzo metro d'acqua, e non cessera' che nel tardo pomeriggio del 26, dopo aver ucciso 318 persone.

La Rai lanciò un disperato SOS e dette vita ad una pubblica sottoscrizione. I danni erano incalcolabili, le popolazioni colpite necessitavano di tutto.

L’appello radiofonico arrivo' naturalmente anche a Roma, e in particolare a casa della piccola Raffaella La Crociera, inchiodata da circa un anno nel suo lettino da una malattina incurabile. La sua famiglia, gia' modesta di suo, era finita completamente sul lastrico per i costi delle cure, e lei quindi sapeva di non avere nulla da offrire ai bambini salernitani.

Tuttavia Raffaella aveva un dono molto raro: scriveva poesie, e le scriveva benissimo. Anche lei, cioe', poteva disporre di qualcosa da offrire, di sua esclusiva proprietà. Si fece dare carta e penna e subito cominciò a scrivere press’a poco cosi (per i non romani, "sinale" in romanesco vuol dire grembiule):

"Cara RAI, sono molto malata da oltre un anno. I miei genitori hanno speso tutto quello che avevano per guarirmi. E io non ho nulla da offrirti per i bambini di Salerno. Ti offro questa mia poesia:

Er Sinale :

Giranno distratta pe casa,
tra tanta robba sfusa,
ha trovato - ah! come er tempo vola -
er sinale de scola.

Nero, sguarcito,
un pò vecchio e rattoppato,
è rimasto l’amico der tempo passato.

Lo guarda e come se gnente fusse
a quell’occhioni spunteno li lucciconi,
e se rivede studente allegra e sbarazzina
tanto grande, ma bambina.

Lo guarda e come un’eco risente
quelle voci sommesse: Presente!
Li singhiozzi, li pianti,
li mormorii fra li banchi,
e senti, senti,
pure li suggerimenti
.
Tutto rivede e fra quer che resta,
c’è la cara sora maestra.
Sospira l’ècchese studente, perché sa
che a scola sua non ce potrà riannà.
Lei cià artri Professori, poverina.
Lei cià li Professori de medicina"

Domenica 31 ottobre, alle prime ore del pomeriggio, dai microfoni della rubrica “Campo de Fiori” la voce di Giovanni Gigliozzi raggiunse ogni angolo d'Italia con i versi della poesia, che fu messa subito all’asta per destinare il ricavato agli alluvionati salernitani. In poco tempo la sede di Roma della RAI fu tempestata di telefonate. Le offerte si moltiplicarono senza respiro fino al momento in cui dalla Svizzera offrirono la spaventosa cifra di mezzo milione di franchi (4 milioni di euro di oggi).

La piccola, che era rimasta sempre in ascolto, pianse di gioia. Stampa nazionale ed estera dette ampio spazio all’episodio della piccola romana, poetessa in erba. Il 1 Novembre, un negoziante romano di giocattoli le annuncio' di averle regalato una meravigliosa bambola, e quella sera Raffaella ando' a dormire se possibile ancora piu' felice.

Non si risveglio' piu'.

La bambola, su un cuscino di fiori bianchi, precedette la piccola bara tra due ali di folla commossa. Oggi due scuole, una a Roma l’altra a Salerno, sono intitolate a Raffaella La Crociera, poetessa."

(Mimmo di Ma)
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« immagine » "Il cimitero del Verano, a Roma, e' pieno di tombe monumentali. Una di queste rappresenta una bambina che ci viene incontro stringendo un grosso quaderno. E ci racconta una storia incredibile, e praticamente dimenticata. All'ora di pranzo del 25 Ottobre 1954 a Salerno inizio' a piov...
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