La paralisi nel sonno - paralisi ipnagogica

12 febbraio 2017 ore 16:16 segnala

Salve lettori,

oggi affronteremo un tema molto importante del dormire, ovvero la paralisi del sonno. Un concetto che inquieta chi ne soffre. Cosa spaventa tanto chi ha avuto questa indimenticabile esperienza? Ci si sveglia all’improvviso e si rimane come paralizzati, con la sensazione di una minacciosa presenza estranea che incombe su di noi o addirittura tenta di farci del male. Questo evento è detto paralisi nel sonno, o paralisi ipnagogica, un disturbo che appartiene alla categoria delle "parasonnie".

COME ACCADE QUESTO FENOMENO?

È un “malfunzionamento” che si può verificare mentre dormiamo. Nella fase cosiddetta REM del sonno, quella in cui prevalentemente avvengono i sogni vividi, i nostri occhi si muovono, ma il corpo è immobile, con i muscoli “paralizzati” per un meccanismo fisiologico. A volte succede però che il risveglio non coincida esattamente con la fase in cui i muscoli hanno ripreso il loro tono, per cui ci si ritrova coscienti ma incapaci di muoversi. In alcuni casi, la combinazione di attività mentale onirica e stato di veglia provoca delle allucinazioni, quasi sempre avvertite come visioni o sensazioni paurose. Il terrore, infatti, è un elemento centrale di questa esperienza, probabilmente causato da una iper-attivazione dell’amigdala, la parte del cervello responsabile dei meccanismi di ansia e paura. I Greci parlavano di pnigalion, o di barychnas, termini collegati alla difficoltà di respirare. In diversi paesi europei ci sono racconti di una cavalla che sale sul petto dei dormienti, o porta con sé degli spiriti maligni.

COME MAI ACCADE QUESTO FENOMENO?

Questo stato di paralisi è dovuto alla persistenza dello stato di atonia (ovvero la perdita del tono muscolare per effetto di varie condizioni morbose o dovute alla paralisi nel sonno) che i muscoli presentano durante il sonno ed è causato da una discordanza tra la mente e il corpo: il cervello è attivo e cosciente, e il soggetto riesce spesso a vedere e sentire chiaramente ciò che lo circonda. Nonostante ciò il corpo permane in uno stato di riposo. Ciò solitamente incute terrore e angoscia nell'individuo affetto dal disturbo. Le cause più comuni sono: mancanza di riposo, stress e ritmi di sonno irregolari. Durante ogni fase REM i grossi muscoli (salvo ovviamente il diaframma e altri muscoli coinvolti nella respirazione) sono paralizzati. Probabilmente, questa paralisi ha la funzione di difendere l'individuo dai movimenti inconsulti provocati dal sogno, per evitare anche fratture ossee, rotture inconsce di arti o altri traumi provocati inconsciamente. Ciò non toglie disturbi del sonno, come la mioclonie. Perciò il periodo di paralisi durante il sonno sembra normale. Ciò che è insolito è l'associazione di questo ad uno stato cosciente della mente. Ipotesi non scientificamente provate affermano che questo disturbo del sonno (ovvero la paralisi) è un richiamo al primo trauma vissuto: la nascita. Ma non vi sono certezze. Anche la paralisi nel sonno è stata spiegata. Questo per ora è tutto, vi auguro una buona lettura.

Cordialmente,

lol3415
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Salve lettori, oggi affronteremo un tema molto importante del dormire, ovvero la paralisi del sonno. Un concetto che inquieta chi ne soffre. Cosa spaventa tanto chi ha avuto questa indimenticabile esperienza? Ci si sveglia all’improvviso e si rimane come paralizzati, con la sensazione di una...
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12/02/2017 16:16:25
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Commenti

  1. LadyDany.55 12 febbraio 2017 ore 18:20
    Credo di averne sofferto da ragazza...erano legati indubbiamente a sovraccarichi emotivi e traumatici potrei paragonarli agli attacchi di panico in frequenza rem....potrebbe essere come dici tu il rivivere il trauma della nascita "paura-angoscia-impotenza"...
  2. lol3415 12 febbraio 2017 ore 18:35
    @LadyDany.55: Scusami non avevo visto il commento... non solo la stasi di calma è nel momento in cui stiamo dentro la pancia della mamma, il feto non è soggetto ad alcun trauma, mentre il momento di trauma o stress è il momento in cui avviene il parto, che il feto è trovato come "immobilizzato" per poi uscire e stare di nuovo in uno stato di calma.

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