L'ODORE DI LORY di prof.Giovanni De Martis

28 marzo 2020 ore 20:26 segnala
Questo è uno dei racconti scritti su di me da parte di un caro amico,il prof.Giovannni De Martis che purtroppo non c'è più

L'odore di Lory.

Bambole, pelouche, cuscini. Ricorderai la stanza. Ricorderai che sembrava un qualcosa che avvolgesse come una cosa morbida e impalpabile. Quando succede c'è sempre un momento in cui si rimane soli. Sono quei momenti che ti lasciano il tempo di farti delle domande. Ci sono anzitutto gli odori. C'è l'odore della donna che ti è stata a fianco. Ed ognuna lascia un odore differente.
Alcune hanno come un odore di agrumi e sono quelle che si sono ascoltate mentre stavano insieme a te. Sono donne che attraversano la vita con invisibili scarpe dal tacco alto e amano sapere di essere. Essere, senza una qualche coscienza. Quando senti l'odore di agrumi finira' presto.
Altre lasciano nella stanza un odore che assomiglia al pesco. Qualcosa di farinoso e dolce come una crema. Mentre respiri quel profumo di là, nel bagno, stanno pensando cosa stai pensando di loro, che raffronti avrai fatto, si vergognano non sanno bene di che. L'odore di pesco è l'odore delle donne che amano soffrire e sarà una storia che avrà lampi di felicità soltanto se ci saranno lacrime abbondanti e insicurezze da spargere sul tappeto.
Tutte le donne chi più, chi meno lasciano profumi dopo l'amore. Profumi che senti con la colonna sonora dell'acqua della doccia che scende. Non rimani a ripensare a quel particolare, a quel gesto, a quel gemito. Chiudi gli occhi e respira il profumo che ti ha lasciato. In fondo quel profumo è un piccolo strappo nella tela del futuro, una piccola apertura per capire l'anima di chi sta lavando via da sé il profumo che le hai lasciato.
In quella stanza piena di cose morbide il profumo di Lory sapeva di miele. Di quel miele che non è dolcissimo, che ha qualcosa di asprigno in fondo. Era un odore pieno di pensieri.
Tutto il morbido che c'era intorno era una parte di Lory che odorava di miele. Quelle bambole, quei pelouche. Se la respiravi e guardavi intorno capivi che Lory stava dicendo qualcosa. Sembrava che tutt'intorno fosse esplosa una specie di bolla piena di affetto e si fosse espansa, avesse trasbordato ogni limite. Quel pelouche lì comprato chissà dove era un momento in cui Lory si sentiva sola. Quell'altro di quel colore più intenso doveva essere un momento in cui aveva voluto uno sguardo d'affetto che non era venuto.
L'odore del miele e tutte queste cose morbide intorno. Ti sforzi di capire quanto amore Lory deve aver distribuito sino a riempire la stanza, se stessa.
E ripensi a quelle stanze essenziali e leggermente spigolose dove vive la maggior parte della gente. Pensi a tutte le stanze che hai visto. Poi mentre senti che la doccia di là scorre chiudi gli occhi e ripiombi nella tua stanza. Pelouche, orsacchiotti. Quell'orsacchiotto che aveva il braccio scucito, marrone di pezza e un occhio strano che sembrava come un occhio con una cataratta. Il nero troppo circondato dal bianco diverso dall'altro. Anche l'orecchio era un po' malconcio. Che ci facevi?
C'erano momenti di buio e la saracinesca era sempre con le stecche un po' aperte e la luce della notte entrava come sciabole dalle fessure. E si creava una penombra e tutte le cose assumevano forme strane e terribili. Quella giacca appoggiata alla sedia aveva la forma di un gatto cattivo e malizioso. Quel profilo dell'armadio era un gigante e quel comò certamente un orco ingobbito che si avvicinava.
Allunga la mano.
L'orsacchiotto scucito e con l'occhio strano non lo vedi nel buio ma lo tocchi e lo senti. E' morbido e ti fa sentire meno solo. Sta tra te e tutto questo mondo che vive nella penombra. Sentirlo vicino lo fa diventare un amuleto. Tiene gli occhi aperti per te e puoi dormire. Fino a domani quando la luce sarà più intensa e sentirai i passi di tua madre che viene ad alzare la saracinesca e a liberare le promesse di un giorno nuovo di zecca. Quel giorno che sembrerà non avere fine come tutti i giorni dei bambini.
Apri gli occhi. Cerchi una sigaretta. La fiamma brucia un po' di ossigeno intorno a te e segui questo fumo azzurrino che si distribuisce a caso a metà della stanza e ristagna. Il tabacco che brucia nasconde l'odore di miele di Lory e ti fa uscire dai ricordi . Ma poi, in fondo cosa c'è mai da ricordare? Che c'è stato un tempo in cui bastava il pelouche per non avere paura. Il tempo in cui i mostri arrivavano solo di notte e scomparivano all'alba. Un tempo in cui tutto aveva una promessa e le strade avevano sempre un angolo verso il quale correre e vedere cosa c'era dietro.
L'odore di miele del corpo di Lory sembra una promessa che ci sia ancora quel mondo. Anche se hai imparato che le strade vanno percorse piano, accostati alle mura delle case, un fianco coperto per soffrire meno. Anche se sai che le strade sono spesso piene di pioggia e sconnessioni e nessuno ti sorriderà incrociandoti sotto una pioggia fina che non ti lascia andare il cuore. Anche se lo sai perfettamente l'odore di miele di Lory sta lì.
Come una pellicola protettiva, come una carezza che non ti aspettavi, come una tazza di caffè che al mattino ti scalda e ti riavvia dopo i misteri del sogno. L'odore di Lory sta lì come qualcosa che ti difende e che ti dice "guarda, quanto amore che lascio intorno a me". E tu sai che sarebbe bello richiudere gli occhi e sentirla uscire e tenere gli occhi chiusi sino a che non si è distesa accanto a te. Fino a che quell'odore di miele diventa una mano che ti sposta i capelli.
Ma rimarrai con gli occhi aperti aspettando che la realtà e il suo odore di pioggia battente ti sveglino dai sogni. E poi te ne andrai tu che odori di nebbia e vivi tra una battuta e l'altra come nebbia tra la pioggia.
Le donne come Lory sono come dei porti che dopo tanto viaggiare non ti aspetti. Porti fragili da ricordare che è meglio non riempire di nebbia. Le donne che come Lory portano odore di miele sono piccole benedizioni tra la pioggia, non bisogna andarsene lasciando lacrime. Non lo meritano.
Accosti piano la porta e fuori già piove e non smetterà.

“Sofia con ironia”

25 marzo 2020 ore 14:01 segnala
“Sofia con ironia”: il progetto di Michela del trio Burlesque di Trieste
di Loredana CXXXXX. Foto di Mauro XXXXXXXXXX

Lo spettacolo è bellissimo, il mare brilla ed il sole primaverile illumina le piccole spiagge formate da insenature circondate da pareti di pietra carsica a strapiombo sul mare. Un faraglione imponente e solitario si mette in mostra mentre non lontano si vedono le rovine dell’antico castello di Duino che racchiudono la leggenda della Dama Bianca, dove si racconta la storia di un sovrano malvagio che gettò la sua sposa giù da uno strapiombo e il cielo, sentendo le grida strazianti della donna, prima si sfiorare l’acqua la trasformò in una pietra candida, che si può vedere da chi arriva dal mare. In questo luogo incantevole si sono ispirati molti personaggi famosi e noi di Globus Magazine con il gentile consenso della Principessa Torre Tasso, abbiamo intervistato Michela Vitali la protagonista del progetto “Sofia con ironia”. Il feeling che si instaura immediatamente con Michela è sottilissimo, la sua voce è sensuale e la sua gestualità rispecchia una Pin up degli anni ’50, infatti lei attrice teatrale fa parte del trio Burlesque, le Fru Fru Macarons di Trieste.
Michela ha più di un progetto da realizzare, il primo è un omaggio alla grande attrice cinematografica Sofia Loren, l’altro è quello di portare lo spettacolo negli ospedali nei reparti dove ci sono donne che sono state sottoposte e interventi di mastectomia o che hanno avuto problemi con malattie invalidanti e che cercano con gran coraggio di riacquistare la loro femminilità. Mentre attraversiamo il parco del Castello di Duino respiriamo il profumo delle tante piante mediterranee e le cascate di fiori coloratissimi fanno da cornice alle nostre parole. Michela si racconta; nasce come attrice teatrale ed è la componente leader del trio Burlesque Fru Fru Macarons formato da donne non giovanissime, dalle forme morbide, assolutamente lontane dai stereotipi di donne androgine e perfette delle quali siamo bersagliati continuamente dalla televisione, dalla moda, dai giornali, infatti il messaggio che il Burlesque manda è quello di saper convertire i propri difetti in pregi ed accettarsi per quelle che si è ed essere serene. Nei vari corsi di danza Burlesque, le donne imparano a liberarsi dai propri pudori, la voglia di sentirsi libere e belle sovrasta la fisicità di ognuna, nascono amicizie in un panorama femminile vario fatto da donne di tutte le età, donne fisicamente molto belle e donne fisicamente meno prestanti, donne timorose e pudiche che alla fine si liberano proprio partendo da gesti semplici ma sensuali come il togliersi un guanto o una calza sempre accompagnati da una grande ironia. Quando ciò avviene ci si dimentica della cellulite, della gamba che magari non è perfetta, dei chili di troppo e ci si diverte ed è questo l’obiettivo da raggiungere.
La donna di oggi è definita morbida, burrosa, formosa, giunonica perché dire grassa è poco carino, ci sono un sacco di termini per definire la fisicità della donna, ma non esistono donne brutte, tutte le donne hanno una bellezza da poter esternare non solo a livello fisico ma proprio una bellezza interiore che molto spesso è nascosta. L’ispirazione per il progetto Sofia con ironia è nata dopo uno spettacolo del trio Fru Fru dove ognuna aveva scelto di interpretare una famosa attrice, una era Marylin Monroe, una Rita Hayworth e Michela era alla ricerca della sua diva e dopo notti trascorse ad occhi aperti a pensare si è ricordata del sensualissimo strip di Sofia Loren nel film” Ieri, oggi, domani” dove l’attrice si spoglia per il suo uomo interpretato dall’affascinante Marcello Mastroianni e quindi
Michela decide di interpretare lo strip della Loren. Michela fa partire il suo progetto con la voglia di incontrare tante donne e insieme sognare, ammaliare, ridere di se stesse, desidera arruolare donne in giro per l’Italia per poter un giorno esibirsi ognuna con il proprio “abatjour” personalizzato davanti alla mitica Sofia, questo è il grande sogno di Michela oltretutto sarebbe un grande omaggio per l’attrice che quest’anno compie 80 anni.
C’è già stata la possibilità di farlo in alcune scuole di ballo dove gruppi di donne si sono prestate a interpretare il famoso striptease divertendosi al ritmo di abatjour ….. la gamba è allungata e si inizia a togliere la calza, gioco di sguardi sensuali, movimenti lenti, sorriso accattivante e per finire il gioco del lancio della calza che dopo alcune giravolte atterra dolcemente.
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“Sofia con ironia”: il progetto di Michela del trio Burlesque di Trieste di Loredana CXXXXX. Foto di Mauro XXXXXXXXXX « immagine » Lo spettacolo è bellissimo, il mare brilla ed il sole primaverile illumina le piccole spiagge formate da insenature circondate da pareti di pietra carsica a...
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Le Fru Fru Macarons …si raccontano nel Castello di Duino

25 marzo 2020 ore 11:37 segnala
di Loredana CXXXXX & Photo Mauro DXXXXX
Il Burlesque un universo fatto di piume, ciglia lunghissime, guanti, boa e… L’intervista per Globus Magazine a Le Fru Fru Macarons

Il Burlesque è una forma di spettacolo basato su un intrattenimento sensuale e malizioso, una trama semplice, un balletto ammiccante, canto e musica, il tutto racchiuso in una cornice artistica fresca e ironica. Gli abiti e gli accessori ispirati a questo stile sono sono fatti per chi vuole riscoprire il piacere di esprimere tutta la carica erotica dell’essere donna, indossando qualcosa di sensuale e diverso dal solito pur mantenendo classe e buon gusto.
Il look fatto da corpetti, pizzi, piume, merletti e parigine ricorda spesso le protagoniste degli spettacoli del francese Moulin Rouge, il Burlesque è un vero e proprio soft striptease, mai integrale… che sul palcoscenico dà voce ad una femminilità creativa e autentica.

La differenza fra Burlesque e strip-tease sta proprio in questo, nel vedo non vedo, l’uomo deve avere la percezione, avere sensazioni, cariche di sensualità, di femminilità .
Con la gamba tesa e lussuosamente calzata il Burlesque attraversa molte epoche arrivando fino ai giorni nostri, con spettacoli che hanno stregato da qualche anno anche l’Italia infatti questo genere di performance sono sempre più richieste dai locali e teatri italiani.

Il sodalizio delle tre protagoniste è nato dalla loro passione per il Burlesque, tutte e tre allieve della grande Miss Roxy Rose che nei vari stage ha saputo infondere quelle qualità che servono per esibirsi in questi spettacoli raccontando la storia del Burlesque arricchita da lezioni di Charleston, Can can e tanta arte sensuale.Michela è la portavoce del gruppo, la sua voce intrigante ci racconta di emozioni, sensazioni indescrivibili e senso di libertà che regala questa “danza” e spiega che :
“..…il burlesque irrobustisce l’auto-stima perché insegna a ridere di se stesse, è una magia, un rituale dove si lascia ciò che si vive in quel momento per entrare nella propria interiorità, è una grande femminilità che non avresti mai coraggio di tirare fuori, ti spogli da un tuo lato di persona per incontrare la tua personalità, esibendosi sul palco ci si estranea per entrare sempre più nel proprio io interiore. Poi c’è chi vuole fingere di essere ciò che non è, ad esempio, coloro che fanno di tutto per cancellare i propri difetti ma più li si nasconde e più vengono fuori.
“Il Burlesque è una burla, ma insegna a prendere confidenza di sé e liberare i propri istinti e ciò scatena quelle reazioni che poi rendono una donna sensuale e affascinante. Si può essere sensuali anche indossando un pigiama e si può essere del tutto banali con gli abiti più seducenti, sono sensualità e fascino che fanno scattare la molla, il Burlesque in sé è liberatorio, esorcizza la timidezza, da sicurezza, fa’ prendere coscienza di sé e porta la donna a rendersi conto di quanto valga.”

E' andato in scena ‘Shrek’

24 marzo 2020 ore 23:03 segnala
Anni fa scrivevo per la rivista GlobusMagazine e vorrei condividere con voi amici alcuni miei articoli.
di Lory XXXXX dalla Redazione del Triveneto

L’ORCO VERDE PIU’ SIMPATICO E MALDESTRO DI SEMPRE TORNA A COMBINARE GUAI IN NOME DELL’AMORE, E’ SHREK

Il musical che ha sbancato i botteghini di Seattle dove ha debuttato il 14 settembre 2008 arriva in Italia sulla scorta dei grandi successi ottenuti all’estero Broadway, New York, Londra, Parigi, portando sul palco con simpatica ironia il mondo delle favole.
Al Teatro Giuseppe Verdi di Gorizia, l’ Anno Nuovo 2013 è iniziato con un’ esplosione di sorrisi, ed il tutto esaurito. Merito del musical “SHREK”, ispirato al celebre film di animazione americano vincitore del premio più ambito del cinema, l’Oscar nel 2002.
Puntualmente lo spettacolo sta per iniziare, le luci si abbassano e lo speaker ricorda di spegnere cellulari e di non usare macchine fotografiche perché vietato ma fa un invito al pubblico presente che esplode già in una sonora risata “RUTTO LIBERO e PUZZETTE”, questo è il motto dello stravagante Shrek personaggio principale del musical americano.
Si capisce che è tutto simpaticamente riferito al personaggio a dir poco originale dell’orco Shrek che proprio schemi infatti il educato non è.
Anche nell’orchestra composta da dieci elementi che suonano dal vivo si nota la mise dei musicisti e del direttore un po’ fuori dagli bravissimo maestro DINO SCUDIERI entra indossando una maglietta nera a maniche corte. Qui indubbiamente tutto è particolare e la curiosità si fa sempre più forte per cercare di prevedere quello che succederà durante lo spettacolo.

La versione italiana che, fedele al marchio internazionale, si avvale della regia di NED GRUJIC e CLAUDIO INSEGNO, delle coreografie di VALERIANO LONGONI, delle battute e parodie studiate da DAVID LINDSAY – ABAIRE autore di canzoni e testi originali sulle musiche di JEANINE TESORI mentre nel finale ci sarà” I’m a Believer”, trascinante numero musicale del primo film, le scene e i costumi, coloratissimi, sono di LUISA SPINATELLI.
Nel folto cast di ottimi talenti nazionali gli interpreti principali sono NICOLAS TENERANI nel ruolo di Shrek l’attore interpreta questo ruolo davvero impeccabile, sembra fatto su misura per lui e sinceramente sembra che si diverta non poco – ALICE MISTRONI alias Fiona, un ruolo perfetto per lei, dove può far sentire la sua voce cristallina e la sua capacità recitativa – EMILIANO GEPPETTI è il Ciuchino ricco di mimica e di una simpatia travolgente – PIERO DI BLASIO è il crudele Lord Farquaad, è un personaggio a dir poco unico, ridicolo da strappare un sacco di risate, l’attore ha recitato quasi tutto il musical in ginocchio dovendo fare la parte di un nano ed è stato bravissimo. SHREK è un personaggio un po’ burbero, decisamente maleducato e sboccato, ha una figura goffa ma simpaticamente cicciotta, sgradevole ma tenerone, canta il suo amore per la Principessa Fiona, innamorato, ma pur sempre orco. Nel musical l’ironia beffarda di Sherk prende di mira l’assurdità di certe favole e regala stoccate anche ad altri musical famosi.
FIONA da bambina cresce leggendo libri di favole da dove trae spunto sul comportamento da imitare, è una principessa ma anche un personaggio stravagante perché soffre di un disturbo del carattere, il bipolarismo, che la fa essere in un attimo dolcissima ma subito dopo cambia il suo umore diventando burbera o addirittura maleducata. La spiegazione sta sicuramente nella sua prigionia di 20 anni, relegata sin da bambina dai genitori in una fortezza ma anche nel triste sortilegio di essere di giorno principessa e di notte …orchessa. Il suo sogno è innamorarsi e sposare un principe.
LORD FARQUAAD gioca a fare la star con il suo seguito per contrastare il suo senso di inferiorità perché lui è un nano e desidera sposare il prima possibile una principessa per diventare re .
IL CIUCHINO è un personaggio molto simpatico, può ricordare il Grillo Parlante di Pinocchio, infatti è il miglior amico dell’orco Shrek che lo segue dappertutto dandogli vari consigli di comportamento.
Come ogni favola che si rispetti il musical regala un insegnamento morale “Mostra quel che sei, mostra quel che hai”!
I piccoli lo seguono per la simpatia dei personaggi come i cartoons, gli adulti più attenti LA DRAGHESSA con la voce di VALENTINA DE GIOVANNI
……C’era una volta….…la storia si svolge nel regno di Duloc, dove un orco verdastro e piuttosto bruttino abita solitario in una palude sporca e puzzolente, il suo nome è Shrek, è sboccato, un po’ burbero, i suoi modi sono rozzi e maleducati ma la sua vita è tranquilla e felicemente solitaria, perfetta fino a quando non viene disturbata da invadenti creature incantate a loro volta scacciati dal regno da un personaggio cattivo, Lord Farquaad, lui è un nano che vuole ad ogni costo diventare re, cosa possibile solo se sposerà una giovane principessa. Le creature incantate sono molto vivaci, dispettose e si punzecchiano a vicenda ma il povero Shrek non è abituato a tutto quel chiasso nella sua fino ad ora pacifica palude. Tra loro trova un amico, un simpatico Ciuchino che diviene subito il fedele compagno di avventure di Shrek.
I due amici vengono ingaggiati da Lord Farquaad per trovare una principessa di nome FIONA rinchiusa in una torre da 20 anni e sorvegliata da un’enorme ed intrattabile draghessa. Il patto stipulato con il malvagio principe è che se riuscirà a liberare la bella dalle grinfie della draghessa, potrà rimpossessarsi della sua amata palude quindi ……..”
ne traggono conclusioni forse di vita vissuta. I due protagonisti chi in un verso chi in un altro hanno vissuto la tristezza dell’abbandono dai genitori in tenera età trascorrendo gli anni una isolata dal mondo in una fortezza, l’altro isolato da tutti in una palude sporca ed invivibile. Tutti i personaggi dello spettacolo mostrano qualcosa che appartiene solo a loro, c’è chi ha un fisico bello, chi è grasso, chi è sboccato, chi è generoso, chi è cattivo, chi è elegante, chi è proprio “un brutto anatroccolo” e anche Fiona alla fine scopre che la sua vera natura non è quella che vive di giorno, dolce, bella, principessa, ma quella vissuta dal calare del tramonto, lei altro non è che un’orchessa, grassa e verdastra.

I MIEI VIAGGI.... Aquarium of the Pacific di Long Beach

24 marzo 2020 ore 22:46 segnala
di Lory XXXXX della Redazione del Triveneto GlobusMagazine

La California è spettacolare, bellissima, pulitissima, ha un clima ideale ed io l’adoro tanto, per Mauro fotografo e per me è una chicca molto ambita infatti appena possibile ci ritorniamo, è un po’ come ritornare a casa nostra.
In uno dei nostri viaggi la curiosità di vedere cose ed animali marini unici al mondo ci ha fatto decidere di scegliere come meta l ’AQUARIUM of the PACIFIC che si trova a sud della California e precisamente a Long Beach.
Partiti da Los Angeles abbiamo imboccato una delle freeway che sono superstrade velocissime per cui le distanze tra un posto e l’altro non creano mai grossi problemi, il paesaggio delizioso ricco di palme e piante bellissime e le casette tipiche americane con i giardini molto curati ci hanno accompagnati lungo tutto il viaggio.
Ci siamo fermati per guardare l’Oceano anzi per “sentire” l’Oceano ed arrivati ad uno strapiombo l’immenso mare si è presentato nella sua vastità con un colore blu cupo, le sue onde alte e la sua inconfondibile “voce”, si è vero quello che si dice, l’Oceano ha un suono unico ed io ho provato una delle emozioni più grandi , da far venir la pelle d’oca.
Proseguendo nella San Pedro Bay abbiamo visto attraccato il celebre transatlantico Queen Mary, adibito da alcuni anni a ristorante ed albergo, chissà quante cose avrebbe da raccontare quell’immensa, splendida nave.
Le macchine fotografiche intanto scattavano impazzite per tutto quel bel vedere.
Arrivati a Long Beach ci siamo diretti subito all’Aquarium of Pacific originale già nella costruzione esterna perché ha una grande onda all’entrata a ricordare le famose onde del Pacifico.
Uno dei motivi per cui è stato costruito l’Acquario del Pacifico è stato quello di contribuire a rivitalizzare questa zona di Long Beach, soprattutto dopo la chiusura della Stazione Navale e del Cantiere nel 1990.
E’considerato uno dei più grandi acquari in tutti gli Stati Uniti ed infatti quando lo si visita sembra di esplorare tre regioni dell’Oceano Pacifico: l’ habitat della soleggiata California del sud (Southern California), le gelide acque del Pacifico settentrionale (Northern Pacifi ) e le vivaci scogliere quasi fluorescenti del Pacifico tropicale
L’ Aquarium ha più di 12.000 animali marini, inclusi cinque tipi di balene, foche, leoni marini, pesci farfalla, delfini, undici tipi di squali, mante, uccelli, tartarughe marine, orsi e una laguna corallina con cavallucci marini, serpenti di mare e draghi marini misteriosi. Ha anche accessori espositivi naturali e oltre 58 diverse specie di coralli.Appena si entra è già spettacolo, un’esemplare di balena enorme è sospesa in aria in un salone grandissimo e gigantesche vetrate decorano le pareti con le vasche piene di flora e fauna marina, verrebbe voglia di entrare in quei piccoli mondi meravigliosi.Le immagini ritraggono la vita marina e gli ambienti naturali con animali a partire dalle balene più grandi ai più piccoli gamberetti.
Sono indescrivibili i colori e che incanto a guardare quelle creature muoversi nell’habitat ricostruito alla perfezione per loro.
I colori vivaci degli anemoni, le attinie, i coralli, le spugne attirano lo sguardo e sembra impossibile che tutto questo possa esistere nelle profonde acque del mare, anche il fascino delle meduse con il loro muoversi lento ed elegante ipnotizzano chi le osserva, le varie specie colorate o trasparenti danzano a ritmi lentissimi nelle vasche create apposta per loro.
In un’altra vasca stupenda fanno capolino tra le grosse rocce le murene, hanno un musetto spiritoso e sembrano docili, mentre i pescecani passano veloci da una parte all’altra. Incantata dallo scenario non mi sono accorta che dentro la vasca c’era un sub e mentre puliva gli enormi vetri faceva ciao ciao con la mano, dovevo essere proprio assorta o forse ho pensato che poteva essere una specie nuova di pesce.
Ci sono anche le tartarughe giganti mentre le mante volteggiano nell’acqua mostrando la pancia bianca e la bocca che sembra pronta per un sorriso.
La mostra offre una zona rocciosa e la spiaggia per proporre l’ habitat naturale dei pinguini, una piscina per il nuoto, e le aree di nidificazione. I pinguini con le loro belle piume bianche e nere passano il tempo in coppia e sono una delle attrazioni per i visitatori infatti scorrazzano in superficie e quando si tuffano si possono osservare le loro giravolte dalle grandi vetrate poste nel piano sottostante .
Alcune vasche ospitano i cavallucci marini protagonisti di tante storie per i bambini, eppure i cavallucci marini rischiano l’estinzione,queste specie misteriose e singolari sono vittime come sempre dell’incoscienza degli esseri umani. Perciò diversi acquari negli Stati Uniti hanno avviato programmi per allevarli, nella speranza di ripopolare i mari o quanto meno frenare la caccia.Una giornata trascorsa a visitare l’Aquarium of the Pacific non basta per conoscere le tante varietà di animali, ma il ricordo che ognuno si porta nel cuore è molto affascinante soprattutto per la perfetta riproduzione dell’immenso mare.
……l’Oceano è sempre in movimento e sostiene la vita in tutto il pianeta, dagli animali microscopici nell’oceano chiamati zooplancton ai miliardi di persone in tutto il mondo che si affidano ai doni del mare come una fonte importante di nutrimento giorno dopo giorno…..


CI SARA' UN DOMANI PER ME ?

23 marzo 2020 ore 10:20 segnala
E'bellissimo svegliarmi sul divano, guardarmi intorno e rendermi conto che la vita mi appartiene ancora, che fuori c'è il sole, che la mia vecchia cagnolina Briciola cerca come sempre coccole e carezze e la mia gattina Gina impasta sulla coperta morbida come sempre, già come sempre.....purtroppo il sempre fa parte del passato, oggi mi piacerebbe pensare che " come sempre" potrò dirlo ancora perchè niente potrà più essere uguale. La catastrofe che si è abbattuta su tutti noi è troppo invasiva e noi possiamo fare ben poco. Non giudico nè critico le persone che di colpo si sono trovate ad essere instabili mentalmente e che continuano a fare le stesse cose che facevano prima della comparsa del nuovo " mostro" infinitesimalmente piccolo ma tanto devastante, è umano cercare di non scombussolare un equilibrio che magari abbiamo raggiunto dopo tanti sacrifici, è umano volersi svegliare da un incubo, è umano sperare in un miracolo, è umano aggrapparsi a qualsiasi piccola speranza. Io sono di religione cattolica ma non sono mai stata una brava allieva della Chiesa, ho le mie idee che non disturbano nessuno e quindi cerco di seguire un comportamento onesto e leale dettato solo dalla mia coscienza e come tutti in momenti terribili come questo mi rivolgo a Qualcosa o Qualcuno più grande di me in cerca di risposte,chiedendo clemenza e di smettere di colpire noi umani con una mitragliatrice invisibile. Cerco di urlare per dire " basta" ma il mio grido non lo sente nessuno perchè ognuno di noi ha motivi chi più chi meno per gridare quel " basta" disperato. Tra i meandri e i rovi della mia vita ringrazio il giorno che per caso ho conosciuto questa chat, ne ho molti di motivi e sarebbe lungo a raccontarli, qui con l'intercessione di una piccola piuma ho conosciuto il significato della parola amicizia, una definizione inesatta perchè è qualcosa che va oltre,un sentimento impossibile da descrivere ma che io ho provato,in questa chat ho riscoperto molti valori conditi con delusioni ma sempre esperienze di vita, ho conosciuto quello che ritenevo il grande amore della mia vita, che mi ha regalato momenti e sensazioni uniche, indescrivibili, che mi ha fatto conoscere emozioni mai provate ma che purtroppo per motivi ancora non chiari non mi ha voluta più lasciandomi sospesa in un limbo senza risposte. In chat ho conosciuto persone disposte a tutto pur di avere un momento di felicità anche se virtuale, persone con la pelliccia di agnello e invece nascondevano l'animo di lupi famelici. Nel mio cammino di chat ho incontrato adulatori, bugiardi, approfittatori, manipolatori e truffatori ma anche uomini eccezionali e unici che hanno riempito i vuoti della mia vita. Oggi vivo di ricordi e la mia valigia è piena zeppa di tante cose ma anche se la mia età non è più verde non ho intenzione ancora di tirare le somme, sento ancora il desiderio di lottare e di non ammainare le vele rattoppate del mio galeone scalcagnato, un veliero che sa di buono, di antichi profumi di cedro, di isole sperdute dove attraccare e da esplorare, dI orizzonti pieni di sole da raggiungere e infine dI veleggiare in un mare blu sotto il sole rosso del tramonto, è lì che butterò la mia ancora.A te che mi hai regalato parte del tuo tempo prezioso e mi stai leggendo allungo la mia mano, prendila e tienila stretta,ti servirà nei momenti di solitudine per stringerla e per farti sentire meno solo. Ce la faremo! Un abbraccio con tutto il mio cuore
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E'bellissimo svegliarmi sul divano, guardarmi intorno e rendermi conto che la vita mi appartiene ancora, che fuori c'è il sole, che la mia vecchia cagnolina Briciola cerca come sempre coccole e carezze e la mia gattina Gina impasta sulla coperta morbida come sempre, già come sempre.....purtroppo il...
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Non elemosinare amore da un uomo

20 marzo 2020 ore 19:46 segnala
https://youtu.be/ShQ5DfNkvGc
Amiche mie di chat ascoltate bene questo video,è per le donne come me che si sentono crocerossine e ovviamente ci facciamo fregare da uomini che sembrano principi invece sono solo ranocchi
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https://youtu.be/ShQ5DfNkvGc Amiche mie di chat ascoltate bene questo video,è per le donne come me che si sentono crocerossine e ovviamente ci facciamo fregare da uomini che sembrano principi invece sono solo ranocchi « immagine »
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AUGURI PAPA' NEREO DOLCE PRINCIPE

19 marzo 2020 ore 12:57 segnala
Oggi è la festa del Papà,
ognuno di noi ha ricordi più o meno belli, io ho ricordi stupendi con il mio che è stato il principe dei miei sogni.
Adoravo la sua grande mano che stringeva sempre la mia ma ricordo anche che ero talmente piccola da non riuscire ad afferrarla e mi aggrappavo al suo dito mignolo. Quanto mi riempiva di gioia!
Quel pricipe era altissimo e bellissimo e per tutta la vita mi è stato accanto, mi teneva sulle sue ginocchia ed io ero la sua regina fino al giorno prima del mio matrimonio.
Sento ancora la sua gioia mentre camminavamo lungo la navata della chiesa, era fiero di accompagnare la figlia prediletta che aveva avvinghiata al suo braccio, una figlia che l'aveva fatto soffrire solo il momento che è apparso nella mia vita un altro uomo, quello che sarebbe diventato mio marito.
I miei ricordi spaziano nel tempo, ricordo con un sorriso quando volevo andarmene di casa perchè mia madre non era d'accordo sulla mia scelta d'amore e mi ostacolava in tutti i modi,mio padre si è messo davanti alla porta e mi ha detto una sola parola " VAI " io l'ho guardato, non ho fiatato e sono tornata indietro, eppure non ho mai ricevuto una sberla anche quando l'avrei proprio meritata.
C'era una compensione karmica, lui mi entrava nell'anima senza che io parlassi, desiderava che io frequentassi il nautico dato la mia forte personalità e a casa mia era guerra continua con mia madre, in realtà io sognavo di volare, di fare l'hostess di volo e lui ricordo il giorno che all'insaputa di mia madre mi ha accompagnata all'Alitalia, avevo tutte le carte in regola per frequentare la scuola a Roma ma quell'estate del 1970 ho conosciuto l'uomo che poi è diventato il mio compagno di vita ed il mio sogno è svanito.
Mio padre era un Marò , fatto prigioniero in tempo di guerra nell'isola di Lero e deportato nel campo di concentramento di Lukenwald, ho il suo diario terrificante che conservo come un immenso tesoro, ma lui di questi momenti non ne ha mai parlato a noi figli, se l'avesse fatto penso che non avremmo capito niente data la nostra giovane età.
I ricordi mi arrivano a fiumi, dalla perdita del primo dentito alla sua grande mano che mi accarezzava la schiena quando chiedevo i " grizzoletti" che mi facevano addormentare.
Nelle parate militari che a Trieste erano molto sentite lui portava me e non i miei fratelli infatti sento molto lo spirito patriottico e l'attaccamento alla nostra bandiera e mi emoziono ascoltando l'Inno di Mameli, gli occhi diventano lucidi e canto, lo canto ogni volta che lo sento, a volte la mia voce diventa sguaiata dal tanto impeto che ci metto.
Caro papà quanto mi manchi, ho vissuto la tua breve malattia come un incubo, lavoravo e poi prendevo la macchina per correre da te a Padova dove era ricoverato, lo facevo ogni santo giorno, la strada da Trieste a Padova diventava ogni giorno più lunga ma non sentivo la stanchezza era il mio principe in quel letto di ospedale d io dovevo stargli.
Dopo la sua lenta ripresa da un terribile ictus comunicavamo con gli occhi e con il cuore e ci capivamo sempre. Ero al suo capezzale ogni giorno, e lui è morto il giorno che mia madre mi ha consigliata di riposare e di stare a casa. Sono impazzita dal dolore e per molto tempo mi sono rifiutata di dormire perchè ero consapevole che non avrei mai più avuto nessuno a proteggermi nella vita e mi è mancato il mondo.
Ancora oggi cerco in un uomo quella figura dolcissima, comprensiva ma fermo sulle sue idee, mi innamoro di uomini alti e con i capelli scuri e che sanno abbracciare forte forte, si cerco ancora un principe che mai potrà sostituirlo ma che mi faccia sentire tanto amata e protetta...come lui.
Papà ti voglio bene e ricordo perfettamente quello che ho voluto scriverti " Papa,stringi forte la mia mano con la tua ed aiutami a superare tutti gli ostacoli della vita"

RIDERE, RIDERE

06 marzo 2020 ore 12:18 segnala
In un momento cosi delicato e terribile della nostra vita dove nessuno sa come finirà questa catrastrofe infettiva io mi sento abbastanza serena nonostante la solitudine, i miei amici di chat non mi abbandonamo mai e le risate che riusciamo a farci sono impagabili.
Mi ritrovo spesso ad avere i crampi alla pancia dal tanto ridere, la chat per me dev'essere anche questo, un luogo di incontro soprattutto per le persone sole che per dialogare hanno a disposizione un muro bianco a casa o per i più fortunati come me di avere accanto un cane e un gatto.
La mattina e la sera poi non ne parliamo, sembro un call center piena di messaggi del buongiorno e della buonanotte e le gif e i video porchi ovviamente non mancano per condire il tutto, io sono grata a tutti i miei amici indistintamente, li amo di un affetto immenso perchè con la loro presenza virtuale sanno darmi un mondo di affetto e soprattutto mi fanno sentire meno sola.
Di solito chatto con miei coetanei e sembriamo i vecchietti del film Cocoon che invece di invecchiare si ringalluzziscono, tutto questo ci unisce sempre di più. Un tempo anche noi facevamo parte delle famose compagnie di giovani dove ci si trovava per fare scorribande goliardiche, adesso le facciamo in chat anche perchè per qualcuno sarebbe impossibile farle date le tante magagne dovute agli anni non più verdi.
I nostri discorsi spaziano date le varie esperienze di vita e ci confrontiamo sulle vicissitudini e le disgrazie che ci sono capitate ma sorridiamo anche di questo e prendiamo la vita nel verso giusto, quella stessa vita dove abbiamo investito noi stessi per raggiungere i vari obiettivi, distruggentoci fino ad ammalarci per ottenere dei risultati appaganti.
Chissà quanto ci resta da vivere, nessuno lo sa quindi trovo giusto prendere quello che ci arriva per il verso giusto, con tanta autoironia e allegria. Grazie amici Vi voglio un mondo di bene.Lory
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In un momento cosi delicato e terribile della nostra vita dove nessuno sa come finirà questa catrastrofe infettiva io mi sento abbastanza serena nonostante la solitudine, i miei amici di chat non mi abbandonamo mai e le risate che riusciamo a farci sono impagabili. Mi ritrovo spesso ad avere i...
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BUON COMPLEANNO PICCOLA SUSY

11 febbraio 2020 ore 09:12 segnala
L'alba non ha deciso ancora di sorgere perchè sono le 4.34 ed io mi ritrovo immersa in pensieri e ricordi di vita. Oggi è una giornata importante, è il compleanno della mia piccola Susy, piccola perchè per noi genitori i figli resteranno sempre piccoli come noi per i nostri anche quando saremo nonni, Susy oggi compie 32 anni, una meravigliosa età per chi sa apprezzarla.
Il ricordo che ho di quanto è stato difficile averla è sempre presente e la gioia poi di vederla ancora più grande. Nei miei pensieri riappaiono i tanti mesi trascorsi in ospedale e la solitudine di vivere il Natale e tutte le festività da sola in un reparto d'urgenza, ricordo bene quell'albero addobbato appoggiato al muro del corridoio d'ospedale, quanta tristezza mi trasmetteva, perchè ogni giorno era un giorno regalato alla mia bambina che portavo in grembo, ho vissuto nel terrore che potesse succedere l'irreparabile come già era successo qualche mese prima. Ero sempre attaccata alle flebo e il contare le gocce che scendevano lente nelle mie vene era diventata ormai una triste abitudine. Lacrime, silenzio, solitudine, ansia, disperazione, ma anche tanta speranza affinchè il mio sacrificio di mamma potesse arrivare fino ad un momento di vera gioia, la nascita di Susanna. Che ridere quando mi portavano in sala parto a monitorare la piccola, non stava mai ferma nella pancia e cercava di sfuggire alle mani esperte dei medici e delle infermiere scalciando e distribuendo pungni che venivano registrati dalle continue ecografie e siccome avevo già scelto il nome sentivo le voci del personale medico che mi cantava...Susanna si fa i ricci...i ricci..i ricci ...Susanna si fa i ricci i ricci per ballar...
e non facevano altro che ripetere quanto sarebbe stata vivace quel piccolo terremoto.
La sua nascita non era programmata, ogni ora era regalata per lei, che nella pancia si divertiva a balzare e fare capriole ed evoluzioni .
La sua nascita è stata una decisione improvvisa perchè mentre lei stava bene io stavo molto male e rischiavo la vita in ogni istante, mi sentivo ripetere continuamente che quella sarebbe stata la mia ultima gravidanza perchè non ci sarebbe stata un'altra o quantomeno non a rischio della mia stessa vita.
Quella bambina era troppo importante per me perchè mi riscattava da qualcosa di terribile che avevo deciso qualche anno prima e per me era il perdono arrivato dal Cielo che aspettavo da tempo. Ricordo l'albero che vedevo dalla finestra vicino al mio letto d'ospedale, osservavo il cambiare del colore delle foglie con il passare delle stagioni, i fiori che appassivano in autunno e poi in inverno i rami spogli e nudi, come me che ero svuotata di tutto, niente andava bene.
Sentivo i racconti delle altre donne ed ero testimone di fatti terribili, di bambini mai nati, di malformazioni, di urla di dolore e disperazione. Osservavo l'amore dei mariti accanto alle loro compagne in momenti magici della vita e osservavo la solitudine di donne impaurite che dovevano affrontare tutto nell'anonimato e spesso si trattava della rinuncia delle loro creature per svariati motivi personali.Si sa dopo tanto tempo di ospedale nascono amicizie, sia tra pazienti che vivono gli stessi problemi sia con il personale medico ed io ricordo un'infermiera Lilly con il quale avevano stretto un accordo, che appena fosse nata la mia bambina avrebbe dovuto avvisarmi per dirmi che tutto era andato bene. In verità c'è stata molta confusione e la decisione di intervenire un mese prima della scadenza era stata presa per le mie condizioni precarie di salute e non per quelle della piccola.Tutto il reparto era all'erta soprattutto quello di neonatologia dove un'incubatrice era prenotata dal momento che ero entrata in ospedale 5 mesi prima. Dopo la nascita di Susanna l'infermiera Lilly me l'ha portata e se chiudo gli occhi sento ancora la sua pelle morbida come una pesca sotto le mie labbra quando le ho dato il primo bacio. Indimenticabile. Buon Compleanno piccola Susy che la vita ti sorrida sempre per ripagarti della gioia che hai portato e che continui a portare alle persone che hanno la fortuna di conoscerti. Ti voglio bene, la tua mamma


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L'alba non ha deciso ancora di sorgere perchè sono le 4.34 ed io mi ritrovo immersa in pensieri e ricordi di vita. Oggi è una giornata importante, è il compleanno della mia piccola Susy, piccola perchè per noi genitori i figli resteranno sempre piccoli come noi per i nostri anche quando saremo...
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