MESSAGGI A LUI DETTATI DAL CUORE

12 maggio 2020 ore 01:29 segnala
Ciao, ci sono piccole o grandi cose nella vita che non si possono comprare per il motivo che non hanno prezzo. Spero che il giorno di Pasqua ti sia passato per la mente il ricordo di una piccola spiaggia sconosciuta e di tanta felicità, io non ho fatto altro tutto il giorno nella completa solitudine senza ricevere nemmeno un segno da parte tua.Meno male che nessuno può rubarmi i pensieri e i ricordi, quelli restano...per sempre.

Ciao come stai? Scriverti mi è difficilissimo per vari motivi, orgoglio, rabbia, risentimento ma ci sono momenti nella vita che bisognerebbe mettere da parte molte ripicche e per me questo è uno di quei momenti. L'isolamento totale mi ha resa ancora più fragile anche se nessuno lo sa soprattutto adesso che aspetto con ansia il risultato del tampone di Susy che ha la febbre da una settimana. Mi sento vuota e persa perchè so perfettamente che poco si può fare per questa peste che ci ha colpiti tutti.
E vorrei poter avere la libertà di parlare e sfogarmi con le persone con le quali ho condiviso parte della mia vita felice e piena di sorrisi
E tu sei stato una di quelle.Mi mancano le nostre lunghe chiacchierate ma soprattutto mi manca la sicurezza che in te potevo trovare, la risposta alle mie domande anche le più stupide. Il tuo silenzio mi ha uccisa troppe volte e non l'ho mai accettato ma ho fatto fin troppo per riaverti e non è servito a nulla, tu hai deciso delle nostre vite tanto tempo fa.
Spero prima o poi di leggere un tuo pensiero, sappi che la cicatrice che mi hai lasciato nel cuore resta lì, fa male ma purtroppo c'è. Spero anche che tu mi legga con piacere e non con fastidio I gesti e le parole possono essere fraintesi ma il linguaggio dell'anima no. Buona giornata D.....

..PENSIERI PER UN AMICO DI CHAT......

29 aprile 2020 ore 14:09 segnala
Lory53cuoreselvaggio
oggi 11:10

buongiorno P....., dopo una attenta riflessione sono arrivata ad una conclusione molto pesante da ammettere per me, cioè quella che nel mio cuore c'è ancora lui. Ho fatto scorribande sfacciate i chat usando molto spesso un linguaggio scurrile e poco consono ad una donna come me, ma la risposta che mi sono data è una sola, ho accettato di giocare con il cuore di altri uomini per alleviare le sofferenze del mio che ancora non si rassegna alla sconfitta di aver perso l'amore della mia vita.
Un amore nato in chat,stupendo,folle ma incompreso. Il destino ha voluto che incontrassi te ma nello stesso tempo ha deciso che non è il momento per iniziare una relazione già con mille difficoltà e soprattutto piena di ombre ed io non accetto più nemmeno un'amicizia cosi tantomeno qualcosa cher assomigli all'amore.
Non facciamocene una colpa è andata cosi.
Quello che cerco lo avevo e dubito che riuscirò a trovare un compagno che soddisfi a pieno le mie necessità e i miei desideri e data la mia età piuttosto che soffrire preferisco la solitudine e vivere di stupendi ricordi.
Il nostro destino è già segnato, non ho mai voluto accettare questa ipotesi ma man mano che passa il tempo mi rendo conto che qualcosa di vero c'è,sono molto soddisfatta di alcuni miei comportamenti , cioè di non aver mai ceduto alle lusinghe di nessun uomo per comportarmi in maniera sfacciatamente libertina anche quando sono stata punzecchiata e offesa,la mia intimità la difendo perchè è giusto così e non mi interessano i commenti o i giudizi degli altri.
C'è solo un uomo che ha visto tutto di me, lui, ed è stato un vero gentleman perchè ha capito il mio imbarazzo e il mio modo di pensare e anche se con grande sofferenza non ha mai insistito nel farmi fare cose per le quali non ero d'accordo anch'io.
Come vedi non ti ho bloccato perchè non sono una vigliacca, io affronto a viso aperto ogni difficoltà e discuto, infatti sono qui ancora a scriverti
Spero tu riesca a trovare la soluzione dei tuoi problemi e la felicità che cerchi e che hai diritto di avere.
Chissà forse avremo modo di incontrarci in un mio viaggio a Napoli, viaggio che sicuramente farò questa estate. Non rimando più nulla, ovviamente in base alle mie possibilità, il mio sogno sarebbe quello di ritornare in California e rivedere i posti conosciuti che dovevano diventare la mia casa anni fa
ciao P.... un abbraccio

oggi 12:24
Addio fata variopinta
Buon viaggio
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Lory53cuoreselvaggio oggi 11:10 buongiorno P....., dopo una attenta riflessione sono arrivata ad una conclusione molto pesante da ammettere per me, cioè quella che nel mio cuore c'è ancora lui. Ho fatto scorribande sfacciate i chat usando molto spesso un linguaggio scurrile e poco consono ad una...
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29/04/2020 14:09:50
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EMAIL DI GIO' poco prima della sua fine

01 aprile 2020 ore 14:28 segnala
Sarà perché anche se sono sull'orlo dei cinquanta mi sento ancora in grado da dare e di fare, sarà perché dopo ogni sconfitta progetto di nuovo, sarà perché non ho lacrime da asciugare ma non voglio annullarmi.
Ti prego non farlo tu.

Noi due. Ho fatto l'amore con te tre volte. Me le ricordo tutte- Ho fatto l'amore con te con amore, con passione, con desiderio. E voglio dirti che mentre ero con te c'eri solo tu e basta. Non ero infatuato per la relazione precedente ero soltanto arrabbiato ma in quei giorni scommettevo che con te avrei posto fine anche a quell'arrabbiatura. Non è colpa di nessuno dei due. Ho capito che avevi paura di ricevere altro dolore soprattutto dopo quanto te ne aveva fatto tuo marito. Ma non avevo la possibilità di superare la tua diffidenza e avevo bisogno di tempo per costruire la nostra storia, per parlare, per conoscersi ancora di più, per viaggiare, per fare ancora l'amore con la donna del miele.
Poi hai incontrato il tuo compagno e io ho pensato che sarebbe stato assurdo rovinare la tua storia e mi sono allontanato. Ma ciononostante non ho smesso di considerarti amica e amante perduta. Se vuoi lasciarti andare è stato un piccolo gesto d'amore. Era un bel periodo per te chi ero io per rovinartelo?
Poi sono successe tante cose e la mia vita è andata nella direzione diversa che non avrei immaginato. Sto ancora sterzando. Ma di quelle tre volte, dei baci, delle parole non rinnego nulla. Di nessun momento.
Volevo che lo sapessi.
Un bacio
Giovanni

Giò stava combattendo contro un terribile tumore

01 aprile 2020 ore 13:56 segnala
"...Sembra che certe persone siano destinate ad un certo punto della vita a
ricevere solo valanghe di problemi e dispiaceri , o no?"....

Non so .... io non ricordo un momento della mia vita nella quale qualche tragedia o qualche pena nella migliore delle ipotesi non mi abbia consumato e resa non dico facile ma almeno normale l’esistenza. Se anche dovessi peggiorare a questo punto mi sento talmente stanco che certe volte l’idea che si fermi tutto non mi fa più paura.
ciao
Giovanni

email da WILLY

01 aprile 2020 ore 13:48 segnala
Che belle erano le email di tanti anni fa, le voglio postare perchè gli uomini che me le hanno scritte sono rimasti nel cuore fra i ricordi più belli.

Cara LORY
Io non so piu'cosa fare perche'tu mi capisca.Sono le cinque del mattino e mi ritrovo qui a cercare di spiegare il mio stato d'animo.non puoi prendere quella posizione assolutistica quando dall'altra parte hai una persona che sta vivendo il tuo stesso malessere.Io ti invito a ragionare e a desistere dal prendere decisioni che non portano da nessuna parte e non permettono di chiarirci se da parte mia ti ho provocato tutto quello che mi dici te ne chiedo scusa,e sappi che non ne avevo la benche'minima intenzione.Penso che si discute e si esprimono delle sensazioni e degli stati d'animo.Poi,l'essere accusato di pesantezza e'tutta un'altra cosa.Punti di vista.Io credo di trovarmi di fronte una persona intelligente e sensibile a cui posso esprimere tutto me stesso,nei momenti allegri e in quelli tristi,ma non per provocare in te malesseri di ogni genere.Questo non l'ho mai pensato ne'tantomeno voluto.Io ti chiedo di riflettere su quello che pensi di me.Io ti amo,mi si passi questo mio stato dell'animo,e il sapere che tutto e'finito cosi'mi turba amaramente.

tuo Willy

email del mio amico scrittore Giovanni De Martis

01 aprile 2020 ore 13:33 segnala
Cara Lory,
mi sono preso uno spicchio di tempo per scriverti. Forse a voce ci
siamo gia' detti molte delle cose che mi angosciano e, forse, non
sarebbe neppure il caso di riprenderle qui.
Non mi ritengo una persona fragile, ho resistito a tanti naufragi e
credo che altri sarebbero andati a fondo prima. Non sto tuttavia
andando a fondo. Sono un po' stanco di navigare. Navigare significa
porsi in mente una rotta, pianificare un viaggio, sognare un porto.
In questo momento vivo alla giornata, troppe sono le difficolta',
troppe le diffidenze che sono pian piano cresciute in questi anni.
Tu mi scrivi in una tua mail che "dentro di te c'e' ancora lei". In
parte questo e' vero. C'e' almeno una immagine che io avevo di lei.
Al di la' di tutto cio' che di negativo ha dimostrato di poter essere
e fare lei si identificava con quegli aspetti fisici e di pensiero
che io quando cercavo, andavo cercando in una donna. Ovviamente in
una donna con la quale avere non una storia ma un progetto di vita.
Non nascondo la mia stupidita', ne ho piena coscienza e non credo che
in futuro affidero' in modo cosi' totale la mia vita nelle mani di
una donna. Per certi versi tutta questa storia ha peggiorato - spero
in modo non irreparabile - l'idea stessa che io avevo delle donne.
Adesso il mio primo impulso e' comunque la diffidenza e rimane sempre
la paura di avere di fronte persone incapaci di essere sincere.
Per certi versi sono anche contento di essere in una condizione tale
da non avere tempo per pensare a storie sentimentali. Non saprei piu'
come gestirle e ogni volta che mi accorgo che potrebbe sorgere un
sentimento il mio impulso e' di allontanarmi in fretta.
Sara' una malattia duratura? Non lo so. Il colpo e' stato forte anche
perche' a differenza di cio' che fanno quasi tutti gli uomini io non
avevo predisposto "paracaduti" e non sono atterrato sul morbido.
Non mi sento come persona in grado e con la volonta' di fare del male
a chi mi circonda ma non voglio permettere che me ne si faccia altro
anche non intenzionalmente.
Con te ho lasciato che le cose andassero nella direzione che volevano
perche' comunque mantengo un briciolo di fiducia nel prossimo e credo
che per quanto diverse le nostre esperienze siano paragonabili. Mi
rimane l'illusione di pensare che chi ha sofferto non sia portato a
far soffrire. Almeno e' cosi' che ti ho letta. Come anche ho letto in
te la mancanza di qualsiasi richiesta che andasse al di la' della
amicizia e di quella "bolla di sapone" che abbiamo costruito per un
pomeriggio. Forse e' proprio il tuo non chiedere niente che mi ha
rassicurato.
Certamente ho esagerato parlandoti di questa questione ma e' una
conseguenza del fatto che ti penso come una amica con la quale
parlare ed aprirsi ed io non sono ne' abituato ne' molto bravo a
parlare di me.
Mi piacerebbe che altre "bolle di sapone", altri momenti nei quali
rifugiarsi ed escludere il mondo ci fossero tra di noi. Ma mentre
penso che mi piacerebbe mi sento anche egoista perche' so che posso
offrire sempre e solo "bolle di sapone" e non storie d'amore con un
futuro. A parte questo una cosa importante e che non avevo e'
comunque la tua amicizia e presenza e credo che le persone che hanno
molte persone alle quali pensare e dalle quali sono pensate siano
fortunate perche' rimangono vive e benvolute in molti cuori.
Ti mando tantissimi baci alcuni amici, altri piu' profondi.
Giovanni

LA DONNA DI MIELE di prof.Giovanni De Martis

31 marzo 2020 ore 11:57 segnala
La donna di miele è un altro racconto dedicato a me. Grazie Giò ovunque tu sia :cuore

La donna di miele aveva toccato con le dita in quel novembre una foglia piena di brina e se l’era avvicinata al cuore. Il cuore si sa è più caldo della brina ma la brina non si sciolse. Il cuore della donna di miele era freddo di molte amarezze che anni di ghiaccio le avevano regalato.
Quando lasciò cadere la foglia e s’avviò lungo il viale vide piano che la nebbia s’alzava. La nebbia del primo mattino sulla terra di novembre si alzava leggera e danzava sulla brina. Una nebbia creata dal primo sole che s’alzava sopra la brina e volava non come farebbe un gabbiano ma come un passero che non sale alto nel cielo ma rimane in quel confine che non è più terra e non è ancora cielo.
La donna di miele si fermò ed ebbe un ricordo. Il ricordo di una notte e di un mattino lontano nel tempo, il ricordo di una nebbia che parlava. Di una nebbia che mentre la notte avanzava trasformò le parole in baci e i baci in carezze e le carezze in desiderio e il desiderio in piacere.
Come fu e dove fu non le sembrò importante. Ma per un attimo il ricordo aprì
una porta nel tempo, nelle impossibili varianti della vita. Una porta si aprì nella nebbia e la donna di miele non si stupì di vederla così aperta a mezz’aria. Le sembrò naturale attraversarla come fosse normale che una porta si aprisse in mezzo al nulla di un campo d’inverno.
Entrò dunque la donna di miele in quella porta magica fatta di nebbia.
E vide. Vide se stessa e l’uomo di nebbia addormentati in un abbraccio
dopo una notte di abbracci.
Il mattino faceva il suo ingresso nella stanza. Una fitta di dolore amaro a vedere quella luce colse la donna di miele. Allungò la mano verso la luce e toccò il sole e lo riportò indietro nel cielo finché non scomparve lasciando di nuovo il posto alla luna.
Quel mattino in cui l’uomo di nebbia andò via nella pioggia non sorse mai.
Ne sorse un altro al suo posto. Un mattino nel quale la donna di miele disse all’uomo di nebbia: “ancora” e l’uomo di nebbia guardò la pioggia che cadeva e disse “ancora”: Un mattino in cui la pioggia continuò a cadere leggera fuori da quella stanza straniera.
La donna di miele sorrise. Riuscì dalla porta di nebbia e ritornò nel campo.
Guardò di nuovo la foglia piena di brina.
Da qualche parte nelle infinite pieghe del tempo una donna di miele e un uomo di nebbia cominciarono una vita tra e tante possibili vite che non si erano
realizzate.
La donna di miele sorrise ancora.
Riprese in mano la foglia di brina e se l’avvicinò al cuore. La brina si sciolse piano.

L'ODORE DI LORY di prof.Giovanni De Martis

28 marzo 2020 ore 20:26 segnala
Questo è uno dei racconti scritti su di me da parte di un caro amico,il prof.Giovannni De Martis che purtroppo non c'è più

L'odore di Lory.

Bambole, pelouche, cuscini. Ricorderai la stanza. Ricorderai che sembrava un qualcosa che avvolgesse come una cosa morbida e impalpabile. Quando succede c'è sempre un momento in cui si rimane soli. Sono quei momenti che ti lasciano il tempo di farti delle domande. Ci sono anzitutto gli odori. C'è l'odore della donna che ti è stata a fianco. Ed ognuna lascia un odore differente.
Alcune hanno come un odore di agrumi e sono quelle che si sono ascoltate mentre stavano insieme a te. Sono donne che attraversano la vita con invisibili scarpe dal tacco alto e amano sapere di essere. Essere, senza una qualche coscienza. Quando senti l'odore di agrumi finira' presto.
Altre lasciano nella stanza un odore che assomiglia al pesco. Qualcosa di farinoso e dolce come una crema. Mentre respiri quel profumo di là, nel bagno, stanno pensando cosa stai pensando di loro, che raffronti avrai fatto, si vergognano non sanno bene di che. L'odore di pesco è l'odore delle donne che amano soffrire e sarà una storia che avrà lampi di felicità soltanto se ci saranno lacrime abbondanti e insicurezze da spargere sul tappeto.
Tutte le donne chi più, chi meno lasciano profumi dopo l'amore. Profumi che senti con la colonna sonora dell'acqua della doccia che scende. Non rimani a ripensare a quel particolare, a quel gesto, a quel gemito. Chiudi gli occhi e respira il profumo che ti ha lasciato. In fondo quel profumo è un piccolo strappo nella tela del futuro, una piccola apertura per capire l'anima di chi sta lavando via da sé il profumo che le hai lasciato.
In quella stanza piena di cose morbide il profumo di Lory sapeva di miele. Di quel miele che non è dolcissimo, che ha qualcosa di asprigno in fondo. Era un odore pieno di pensieri.
Tutto il morbido che c'era intorno era una parte di Lory che odorava di miele. Quelle bambole, quei pelouche. Se la respiravi e guardavi intorno capivi che Lory stava dicendo qualcosa. Sembrava che tutt'intorno fosse esplosa una specie di bolla piena di affetto e si fosse espansa, avesse trasbordato ogni limite. Quel pelouche lì comprato chissà dove era un momento in cui Lory si sentiva sola. Quell'altro di quel colore più intenso doveva essere un momento in cui aveva voluto uno sguardo d'affetto che non era venuto.
L'odore del miele e tutte queste cose morbide intorno. Ti sforzi di capire quanto amore Lory deve aver distribuito sino a riempire la stanza, se stessa.
E ripensi a quelle stanze essenziali e leggermente spigolose dove vive la maggior parte della gente. Pensi a tutte le stanze che hai visto. Poi mentre senti che la doccia di là scorre chiudi gli occhi e ripiombi nella tua stanza. Pelouche, orsacchiotti. Quell'orsacchiotto che aveva il braccio scucito, marrone di pezza e un occhio strano che sembrava come un occhio con una cataratta. Il nero troppo circondato dal bianco diverso dall'altro. Anche l'orecchio era un po' malconcio. Che ci facevi?
C'erano momenti di buio e la saracinesca era sempre con le stecche un po' aperte e la luce della notte entrava come sciabole dalle fessure. E si creava una penombra e tutte le cose assumevano forme strane e terribili. Quella giacca appoggiata alla sedia aveva la forma di un gatto cattivo e malizioso. Quel profilo dell'armadio era un gigante e quel comò certamente un orco ingobbito che si avvicinava.
Allunga la mano.
L'orsacchiotto scucito e con l'occhio strano non lo vedi nel buio ma lo tocchi e lo senti. E' morbido e ti fa sentire meno solo. Sta tra te e tutto questo mondo che vive nella penombra. Sentirlo vicino lo fa diventare un amuleto. Tiene gli occhi aperti per te e puoi dormire. Fino a domani quando la luce sarà più intensa e sentirai i passi di tua madre che viene ad alzare la saracinesca e a liberare le promesse di un giorno nuovo di zecca. Quel giorno che sembrerà non avere fine come tutti i giorni dei bambini.
Apri gli occhi. Cerchi una sigaretta. La fiamma brucia un po' di ossigeno intorno a te e segui questo fumo azzurrino che si distribuisce a caso a metà della stanza e ristagna. Il tabacco che brucia nasconde l'odore di miele di Lory e ti fa uscire dai ricordi . Ma poi, in fondo cosa c'è mai da ricordare? Che c'è stato un tempo in cui bastava il pelouche per non avere paura. Il tempo in cui i mostri arrivavano solo di notte e scomparivano all'alba. Un tempo in cui tutto aveva una promessa e le strade avevano sempre un angolo verso il quale correre e vedere cosa c'era dietro.
L'odore di miele del corpo di Lory sembra una promessa che ci sia ancora quel mondo. Anche se hai imparato che le strade vanno percorse piano, accostati alle mura delle case, un fianco coperto per soffrire meno. Anche se sai che le strade sono spesso piene di pioggia e sconnessioni e nessuno ti sorriderà incrociandoti sotto una pioggia fina che non ti lascia andare il cuore. Anche se lo sai perfettamente l'odore di miele di Lory sta lì.
Come una pellicola protettiva, come una carezza che non ti aspettavi, come una tazza di caffè che al mattino ti scalda e ti riavvia dopo i misteri del sogno. L'odore di Lory sta lì come qualcosa che ti difende e che ti dice "guarda, quanto amore che lascio intorno a me". E tu sai che sarebbe bello richiudere gli occhi e sentirla uscire e tenere gli occhi chiusi sino a che non si è distesa accanto a te. Fino a che quell'odore di miele diventa una mano che ti sposta i capelli.
Ma rimarrai con gli occhi aperti aspettando che la realtà e il suo odore di pioggia battente ti sveglino dai sogni. E poi te ne andrai tu che odori di nebbia e vivi tra una battuta e l'altra come nebbia tra la pioggia.
Le donne come Lory sono come dei porti che dopo tanto viaggiare non ti aspetti. Porti fragili da ricordare che è meglio non riempire di nebbia. Le donne che come Lory portano odore di miele sono piccole benedizioni tra la pioggia, non bisogna andarsene lasciando lacrime. Non lo meritano.
Accosti piano la porta e fuori già piove e non smetterà.

“Sofia con ironia”

25 marzo 2020 ore 14:01 segnala
“Sofia con ironia”: il progetto di Michela del trio Burlesque di Trieste
di Loredana CXXXXX. Foto di Mauro XXXXXXXXXX

Lo spettacolo è bellissimo, il mare brilla ed il sole primaverile illumina le piccole spiagge formate da insenature circondate da pareti di pietra carsica a strapiombo sul mare. Un faraglione imponente e solitario si mette in mostra mentre non lontano si vedono le rovine dell’antico castello di Duino che racchiudono la leggenda della Dama Bianca, dove si racconta la storia di un sovrano malvagio che gettò la sua sposa giù da uno strapiombo e il cielo, sentendo le grida strazianti della donna, prima si sfiorare l’acqua la trasformò in una pietra candida, che si può vedere da chi arriva dal mare. In questo luogo incantevole si sono ispirati molti personaggi famosi e noi di Globus Magazine con il gentile consenso della Principessa Torre Tasso, abbiamo intervistato Michela Vitali la protagonista del progetto “Sofia con ironia”. Il feeling che si instaura immediatamente con Michela è sottilissimo, la sua voce è sensuale e la sua gestualità rispecchia una Pin up degli anni ’50, infatti lei attrice teatrale fa parte del trio Burlesque, le Fru Fru Macarons di Trieste.
Michela ha più di un progetto da realizzare, il primo è un omaggio alla grande attrice cinematografica Sofia Loren, l’altro è quello di portare lo spettacolo negli ospedali nei reparti dove ci sono donne che sono state sottoposte e interventi di mastectomia o che hanno avuto problemi con malattie invalidanti e che cercano con gran coraggio di riacquistare la loro femminilità. Mentre attraversiamo il parco del Castello di Duino respiriamo il profumo delle tante piante mediterranee e le cascate di fiori coloratissimi fanno da cornice alle nostre parole. Michela si racconta; nasce come attrice teatrale ed è la componente leader del trio Burlesque Fru Fru Macarons formato da donne non giovanissime, dalle forme morbide, assolutamente lontane dai stereotipi di donne androgine e perfette delle quali siamo bersagliati continuamente dalla televisione, dalla moda, dai giornali, infatti il messaggio che il Burlesque manda è quello di saper convertire i propri difetti in pregi ed accettarsi per quelle che si è ed essere serene. Nei vari corsi di danza Burlesque, le donne imparano a liberarsi dai propri pudori, la voglia di sentirsi libere e belle sovrasta la fisicità di ognuna, nascono amicizie in un panorama femminile vario fatto da donne di tutte le età, donne fisicamente molto belle e donne fisicamente meno prestanti, donne timorose e pudiche che alla fine si liberano proprio partendo da gesti semplici ma sensuali come il togliersi un guanto o una calza sempre accompagnati da una grande ironia. Quando ciò avviene ci si dimentica della cellulite, della gamba che magari non è perfetta, dei chili di troppo e ci si diverte ed è questo l’obiettivo da raggiungere.
La donna di oggi è definita morbida, burrosa, formosa, giunonica perché dire grassa è poco carino, ci sono un sacco di termini per definire la fisicità della donna, ma non esistono donne brutte, tutte le donne hanno una bellezza da poter esternare non solo a livello fisico ma proprio una bellezza interiore che molto spesso è nascosta. L’ispirazione per il progetto Sofia con ironia è nata dopo uno spettacolo del trio Fru Fru dove ognuna aveva scelto di interpretare una famosa attrice, una era Marylin Monroe, una Rita Hayworth e Michela era alla ricerca della sua diva e dopo notti trascorse ad occhi aperti a pensare si è ricordata del sensualissimo strip di Sofia Loren nel film” Ieri, oggi, domani” dove l’attrice si spoglia per il suo uomo interpretato dall’affascinante Marcello Mastroianni e quindi
Michela decide di interpretare lo strip della Loren. Michela fa partire il suo progetto con la voglia di incontrare tante donne e insieme sognare, ammaliare, ridere di se stesse, desidera arruolare donne in giro per l’Italia per poter un giorno esibirsi ognuna con il proprio “abatjour” personalizzato davanti alla mitica Sofia, questo è il grande sogno di Michela oltretutto sarebbe un grande omaggio per l’attrice che quest’anno compie 80 anni.
C’è già stata la possibilità di farlo in alcune scuole di ballo dove gruppi di donne si sono prestate a interpretare il famoso striptease divertendosi al ritmo di abatjour ….. la gamba è allungata e si inizia a togliere la calza, gioco di sguardi sensuali, movimenti lenti, sorriso accattivante e per finire il gioco del lancio della calza che dopo alcune giravolte atterra dolcemente.
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“Sofia con ironia”: il progetto di Michela del trio Burlesque di Trieste di Loredana CXXXXX. Foto di Mauro XXXXXXXXXX « immagine » Lo spettacolo è bellissimo, il mare brilla ed il sole primaverile illumina le piccole spiagge formate da insenature circondate da pareti di pietra carsica a...
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Le Fru Fru Macarons …si raccontano nel Castello di Duino

25 marzo 2020 ore 11:37 segnala
di Loredana CXXXXX & Photo Mauro DXXXXX
Il Burlesque un universo fatto di piume, ciglia lunghissime, guanti, boa e… L’intervista per Globus Magazine a Le Fru Fru Macarons

Il Burlesque è una forma di spettacolo basato su un intrattenimento sensuale e malizioso, una trama semplice, un balletto ammiccante, canto e musica, il tutto racchiuso in una cornice artistica fresca e ironica. Gli abiti e gli accessori ispirati a questo stile sono sono fatti per chi vuole riscoprire il piacere di esprimere tutta la carica erotica dell’essere donna, indossando qualcosa di sensuale e diverso dal solito pur mantenendo classe e buon gusto.
Il look fatto da corpetti, pizzi, piume, merletti e parigine ricorda spesso le protagoniste degli spettacoli del francese Moulin Rouge, il Burlesque è un vero e proprio soft striptease, mai integrale… che sul palcoscenico dà voce ad una femminilità creativa e autentica.

La differenza fra Burlesque e strip-tease sta proprio in questo, nel vedo non vedo, l’uomo deve avere la percezione, avere sensazioni, cariche di sensualità, di femminilità .
Con la gamba tesa e lussuosamente calzata il Burlesque attraversa molte epoche arrivando fino ai giorni nostri, con spettacoli che hanno stregato da qualche anno anche l’Italia infatti questo genere di performance sono sempre più richieste dai locali e teatri italiani.

Il sodalizio delle tre protagoniste è nato dalla loro passione per il Burlesque, tutte e tre allieve della grande Miss Roxy Rose che nei vari stage ha saputo infondere quelle qualità che servono per esibirsi in questi spettacoli raccontando la storia del Burlesque arricchita da lezioni di Charleston, Can can e tanta arte sensuale.Michela è la portavoce del gruppo, la sua voce intrigante ci racconta di emozioni, sensazioni indescrivibili e senso di libertà che regala questa “danza” e spiega che :
“..…il burlesque irrobustisce l’auto-stima perché insegna a ridere di se stesse, è una magia, un rituale dove si lascia ciò che si vive in quel momento per entrare nella propria interiorità, è una grande femminilità che non avresti mai coraggio di tirare fuori, ti spogli da un tuo lato di persona per incontrare la tua personalità, esibendosi sul palco ci si estranea per entrare sempre più nel proprio io interiore. Poi c’è chi vuole fingere di essere ciò che non è, ad esempio, coloro che fanno di tutto per cancellare i propri difetti ma più li si nasconde e più vengono fuori.
“Il Burlesque è una burla, ma insegna a prendere confidenza di sé e liberare i propri istinti e ciò scatena quelle reazioni che poi rendono una donna sensuale e affascinante. Si può essere sensuali anche indossando un pigiama e si può essere del tutto banali con gli abiti più seducenti, sono sensualità e fascino che fanno scattare la molla, il Burlesque in sé è liberatorio, esorcizza la timidezza, da sicurezza, fa’ prendere coscienza di sé e porta la donna a rendersi conto di quanto valga.”