Un amore di 50 anni fa

14 luglio 2020 ore 07:23 segnala
Tre anni fa sono ritornata a Catania , città di mia madre e i ricordi hanno fatto a gara per riaffiorare, la mente è andata a rovistare tra i pensieri di tanto tempo fa, ad una lettera scritta a Enzo, il mio amore dei 18 anni ma che ancora oggi è presente nel mio cuore, una lettera mai spedita.

La pioggia continua imperterrita a cadere ed io mi sento ancora più triste e sola, sarà perché sento l’aria del ritorno a casa o forse sarà perché non ho ancora capito dove si trovi la mia casa, la mia pace, la mia serenità. I giorni trascorsi qui sono stati giorni di grandi riflessioni e pieni di ricordi, moltissimi sono i rimpianti ma in tutta la mia vita non ho avuto risposte .
Ah gli anni! Quanti ne sono trascorsi, troppi, ed ora mi sento la tristezza di una vita spesa per gli altri e mai per me stessa, sono stanca, molto stanca e non riesco a pensare ad un futuro breve o lungo che sia, sereno e con soddisfazioni che sento di meritare dopo tante sofferenze
La mia salute mi sta distruggendo, i dolori costanti che nascondo più o meno bene sono un tormento perché avrei voglia di fare tutte quelle cose che non ho potuto fare prima ma la mente spesso si scollega con il corpo e non si rende conto che per me molte cose sono impossibili.
Mi guardo allo specchio e vedo la mia immagine riflessa, è l’immagine di una donna molto triste, priva del sorriso perché la sofferenza ha preso il sopravvento alla gioia. Dov’è sparito tutto il mio ottimismo? E la mia perenne positività che ha nutrito moltissime persone privandomi spesso della mia energia.
Mi guardo soffermandomi sul mio aspetto, la mia mente non riesce ad accettarlo perché in realtà non mi sono mai resa conto degli anni vissuti, anni che ho dedicato alle mie figlie, a mia madre, al mio lavoro, alle incomprensioni, alle sofferenze, e poco anzi niente a me stessa e all’amore. L’amore, tasto dolente.
E’ stato il più importante dei miei pensieri ma anche il più maltrattato, non è mai riuscito a prendere il primo posto nella mia vita, colpa mia? Non so darmi una risposta. Ho riflettuto molto su come possa essere immenso l’amore o meglio il sentimento che ho vissuto io. Per molto, troppo tempo ha influito il tipo di educazione e di rispetto ricevuto dalla mia famiglia, un’educazione rigida e spartana dove non si poteva anzi doveva permettersi di sbagliare o di oltrepassare quella facciata imposta dagli altri che però non rifletteva quello che stava succedendo nel cuore.
Desideri, fuochi repressi, ribellioni soffocate da chi aveva un potere immenso su di me, i miei genitori ma come si può bloccare un uragano? La mia prima volta non è stata un atto di passione travolgente ma una ribellione, una decisione dove nessun altro si sarebbe potuto intrufolare per impormi a decidere al posto mio e quel momento è stato l’inizio della mia fine. Guerra con i miei genitori ad oltranza, un tiro alla fune che nessuno aveva intenzione di mollare ma lei aveva capito che solo tu avresti potuto fermare il fiume in piena che ero io in quel momento e quindi mi trascinò con forza a Catania.
Ed io sapevo che era la verità. Ti ho aspettato fino all’ultimo, ho aspettato la mano che mi avrebbe riportato ad essere me stessa lontano da inutili battaglie perse in partenza, Ma quella mano non è mai arrivata.
Ti ho reso partecipe nei momenti importanti della mia vita aspettando un tuo cenno, una parola ma tutto era sempre senza risposta. E mentre la mia vita scorreva, il tempo passava, ed io ti rincorrevo nelle varie città che man mano ti trasferivi scappando da casa con una scusa.
Ricordo con immensa dolcezza una notte in caserma a Firenze, finalmente nessuno avrebbe potuto fermarmi, ed io ero pronta e decisa a mettere la parola fine al mio matrimonio, ma per andare dove?
Avrei voluto stare con te ma come? Se chiudo gli occhi ricordo ogni tua parola di quella notte, prima di fare l’amore per la prima volta dopo anni di finta amicizia mi facesti una domanda, da uomo d’onore quale sei: “non torni più a casa vero? Io ti risposi no, ma …avevo un lavoro, una figlia, un cane, dove avrei potuto andare? Dovevi essere tu a decidere anche per me, ma hai preferito lasciarmi andare a vivere la mia vita di sempre senza più parlarne.
Ti ho rincorso ad Albenga ed in altre parti sempre aspettando che le tue braccia mi stringessero per portarmi via ed un giorno , l’ennesima volta che ti volevo solo per me mi hai mostrato l’anello dicendomi che ti eri sposato ma che ti saresti separato di lì a poco. Avevi sbagliato come me. Siamo stati due stupidi che invece di stare vicini abbiamo vissuto su un binario avanzando parallelamente senza incontrarsi mai.
Intanto la mia vita familiare continuava ad essere un inferno, per Giorgio eri la persona che mi scombussolava il cuore, sapeva che in realtà non ero mai stata completamente sua finchè dopo l’ennesima lite furibonda e violenta ho ammesso quello che c’era stato fra di noi e li è successo il finimondo, è tutto impresso nella mia mente, urla, offese e due mani intorno a collo pronte a stringere sempre più forte. Liberatami a stento sono andata a casa dei miei genitori confessando tutto quello che avevo detto ma non quello che mi era stato fatto. Dove potevo andare? A casa dei miei c’erano Sergio e Barbara come potevo starci anch’io con Micaela e il mio grosso cane? Sono seguite liti furibonde con momenti di grande violenza e mesi di insonnia per paura di essere uccisa nel sonno quindi chili di pastiglie e ovviamente un cumulo di chili di ciccia presi uno dopo l’altro.
28 anni di tormento e la causa principale o scusa sei sempre stato tu perché in qualsiasi momento ti ho sempre difeso come fossi parte di me anche quando lui aveva per amante un’amica comune eri tu il capo espiatorio, ti dava la colpa di telefonate notturne e continue e altro ancora per cui non avevo mai pace. Sono venuta a Catania con delle scuse ma sei sempre stato altalenante, un giorno stupendo ed un altro sfuggente.
Quando ho traslocato perché mi sono separata portando via le mie cose e ingoiando fiumi di lacrime per non dargli soddisfazione le sue ultime parole sono state: “ ti sei vista allo specchio come sei grassa, dov’è adesso il tuo amato Enzo?
Eri tu quello che volevo nel mio cuore, nella mia vita, nel mio letto.
Quando sono venuta a Catania ero separata e finalmente libera ma tu invece stavi attraversando un momento difficile con la tua seconda moglie e quindi invece di unire le poche energie che ancora avevamo ti sei allontanato definitivamente uscendo dalla mia vita.
In seguito è entrato Mauro, affettuoso, dolce, ma dopo qualche tempo quello che poteva essere una serena convivenza si è trasformata in una compagnia. Ha aiutato molto mia madre nella sua lunga malattia, ha compensato la figura di Giorgio nella vita di Susanna soprattutto quando la lasciava ore ed ore in strada ad aspettarlo, le ha insegnato a fotografare, mi ha aiutata nel periodo che stavo male ed io in cambio gli ho offerto ospitalità nella mia bella casa.
La decisione di vivere come due amici è stata mia perché dopo quello che doveva essere il nostro trasferimento a Los Angeles sono accadute delle cose poco piacevoli che io non ho apprezzato.
Alcuni giorni fa desideravo parlare con te, ma ti giuro che nella mia vita non mi sono mai sentita cosi incasinata, volevo sfogarmi, avrei voluto gridare e dirti quanto sei stato importante per me a tal punto di rischiare di morire per difenderti ma non ho fatto altro che farfugliare parole senza senso, le tue telefonate ed ii tuoi messaggi mi emozionano ancora, mi strappano un sorriso e qualche lacrima.
Non so se ci rivedremo ancora ormai alla nostra età non possiamo più permetterci di fare progetti a lungo termine cioè quelli di far passare 5 o 10 anni per rivederci, in questi 15 gg trascorsi a Catania avrei sperato di poter passare più tempo con te ma come hai detto tu in macchina...parli di cose di 40 anni fa e sicuramente hai ragione, però in questi giorni mi sono seduta difronte al mare di Ognina piena di ricordi, mi sono resa conto ed il mio cuore l’ha sempre saputo che tu sei stato il grande amore della mia vita, ti ho difeso sempre e ho aspettato per 40 anni che tu venissi a prendermi, a portarmi via da quella che non era la mia vita. Ieri ho salutato la casa della nonna e mi è scesa una lacrima, ho salutato la piccola via piena di gelsomini, la scogliera ed il meraviglioso mare che mi ha regalato felicità.
Sabato mattina partiamo per forse non tornare più, abbi cura di te amore mio di sempre ( sono le parole che mi scrivevi tu nelle email ) e abbi cura della tua adorabile mamma non lasciarla sola perché un giorno ti mancherà tanto come tantissimo mi manca la mia. Buona vita tesoro
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Tre anni fa sono ritornata a Catania , città di mia madre e i ricordi hanno fatto a gara per riaffiorare, la mente è andata a rovistare tra i pensieri di tanto tempo fa, ad una lettera scritta a Enzo, il mio amore dei 18 anni ma che ancora oggi è presente nel mio cuore, una lettera mai spedita. «...
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