Il Risveglio della Coscienza

16 settembre 2010 ore 21:07 segnala
Il viaggio nella materia

 

Almeno una volta nella vita l’uomo si chiede: perché esisto?

E così nasce la sua ricerca, spesso affannosa e ossessiva, necessariamente orientata, in partenza verso la materia.

Dopo un processo evolutivo generato dal vissuto, si apre la via dell’interiorità. Così si va da un movimento fisico a uno dell’anima.

Accade che l’anima viene soffocata dalle pulsioni materialistiche del corpo che ricerca sensazioni sempre più forti, per sapere che esiste. Queste producono vibrazioni intense che l’anima percepisce, ma che non sono in grado di alimentarla positivamente.

Il sistema di vita in cui oggi viviamo ha fatto in modo che le propensioni spiritualistiche dell’anima si abbassassero, scadendo al livello esclusivamente fisico. Così l’appagamento che crediamo di sentire, il più delle volte, è fittizio, pura illusione. E’ frutto di un’anima sradicata dal suo ruolo di tramite tra corpo e spirito e immessa nel ciclo materiale e finito della parte concreta del reale. Ecco che sopraggiunge il malessere, il sentirsi inappagati, vissuto principalmente nella mente, in maniera contraria alla natura umana, il cui centro è il cuore.

L’eredità illuministica di cui ci vantiamo, in realtà ha spezzato l’armonia tra cuore e mente, conducendo l’uomo su una strada razionale in cui, avendo la mente soggiogato il cuore, ha originato schemi e canoni di vita che non possono portare ad altro che alla sofferenza dell’uomo, per intero. La bellezza, la pace, la tranquillità, non sono più concatenazioni emotive, ma illusioni mentali.

Pensiamo a quale grande potenza di accelerazione ha, in questo senso, la televisione; il bambino che ora siede di fronte alla TV, impara in modo univoco, non con i “perché” o con lo scambio, come nell’incontro. Le sue capacità si sviluppano in una sola direzione e quelle che sono sensazioni immediate del cuore, vengono subite tradotte in impulsi celebrali, spingendolo a crescere dentro uno stereotipo di persona che non è certo lui. La sua energia vitale, adoperata sempre più, (quasi completamente) nel cervello, avrà il suo frutto in un adulto insoddisfatto, in un uomo che ricerca il benessere sempre più nel corporeo, appagando un’interiorità semplicemente atrofizzata.

Il cuore represso reagisce a tutto ciò con pulsioni di ribellione ma, assoggettato alla mente, viene ucciso.

Così nascono molti squilibri nell’anima, che soffre immensamente in questo stato dell’essere; l’uomo non trova più pace e il suo disagio è costante, tanto che ci si abitua.

Ma l’uomo è per la Felicità.

Laddove il cuore si prende la rivincita, nasce l’Amore.

In modo più rimarcato durante l’adolescenza, il piccolo “la” che cerca di accordare la persona per farne una sinfonia, viene sopraffatto dalle preoccupazioni del mondo. E viviamo talmente immersi in un mondo materiale, effettivo, che quella piccola nota non basta quasi mai a farci capire che il nostro fulcro è nell’anima e che se essa giunge alla concordia con il corpo, la vita si schiarisce ai  nostri occhi, i quali diventano capaci di vedere finalmente le tenebre in ciò che era prima.

Amando  si risveglia nel nostro profondo quella “memoria genetica del sentimento” che inconsapevolmente ci stimola alla ricerca di quella vibrazione. E’ così che nasce la battaglia interiore tra tenebre e luce, la quale ci guida all’analisi di ciò che abbiamo dentro, a sondare quel modello unico che è la nostra personalità. Essa è un “plasma iniziale” a cui poi si aggiungono le esperienze della nostra vita che annebbiano fino ad ottenebrare ciò che la nostra personalità è nella sua realtà naturale.

Inconsciamente noi viviamo noi stessi come se fossimo semplicemente il risultato delle nostre esperienze e il nostro Io, in questo, si autocompiace.

Tutt’altro che statica è la nostra personalità e noi non dovremmo vivere secondo l’immagine di noi stessi che ci siamo  creati, secondo quel modello standardizzato disegnato nel nostro Io abbindolato; può essere diverso, anche accettando il vero scopo dell’esistenza: l’evoluzione interiore.

 

 

La coscienza è morta

 

La coscienza è l’energia del benessere, delle vibrazioni più alte. Solo chi riesce ad ascoltarle raggiunge il contatto supremo con l’Amore.

Nella nostra vorticosa vita quotidiana, dove corriamo senza posa e senza guardare, la coscienza è stata soffocata.

Ma c’è.

Può risorgere, perché anche quando non ascoltiamo lei è pronta per noi. Sempre. E solo un grado di consapevolezza superiore ce la fa ascoltare.

Nel momento in cui riusciamo a sentire la sua voce, è facile che abbiamo paura; e ancor di più avremo paura quando impegniamo nella sua ricerca le nostre forze fisiche. E’ quello il momento in cui ci dobbiamo abbandonare, mollare la nostra presa dalle corde del rigore razionale che da sempre abbiamo appreso e lasciarci andare alle possibilità di essere chiamati dall’Amore.

Questa è già consapevolezza.

Non tutti hanno questa fortuna.

 

La coscienza

 

E’ impressa in noi come una legge precisa, la coscienza.

Con Amore.

Per Amore.

Per dire che ci sei.

Il risveglio della coscienza porta la luce dell’arcobaleno dove prima avevano regnato le tenebre.

Pian piano, gradualmente, come la primavera dopo l’inverno, ci porta a sentire ciò che è veramente da sentire: il proprio cuore.

Solo uno è il cibo della coscienza risvegliata, l’Amore.

Quell’Amore che può sgorgare fresco e puro solo dall’armonia tra la mente e il cuore.

Allora fermiamoci un attimo, ascoltiamo. Di certo stiamo vivendo le nostre giornate in corsa, incastrando le situazioni, puntando tutto sulla mente, spingendo al massimo sfruttamento la nostra razionalità.

Che fosse un’altra la via migliore?

Proviamo a mettere una mano sul cuore e sentiamo che c’è: paura.

Abbiamo paura di ciò che sarà, di ciò che è, paura di cambiare in primo luogo, perché cambiare significa conoscere noi stessi fino in fondo. Così ci ritroviamo bloccati, ci sentiamo frenare, ci sembra di non poter proseguire.

Ma tentiamo.

Tentiamo di andare avanti, di salire, di spingere il baricentro del nostro vivere dritto nel cuore; qui possiamo vivere ciò a cui il cuore è destinato, l’Amore, da cui prende vita la Pace.

Ed esso, l’Amore, da dove viene?

Cerchiamo dentro di noi quel trasformatore di energia e attiviamolo; poi lasciamo che l’energia prosegua lungo il suo corso, verso la pienezza sempre più alta.

Forze di contrasto ci correranno incontro; spirituali, sì, ma tanto vicine alla materia da compenetrarla. La forza necessaria a sconfiggerle dovrà quindi essere intensa e incondizionata, verrà solo dall’Amore vero, puro.

Amore che vuol essere attinto; luce del cuore che l’uomo deve cercare lungo il suo cammino interiore, durante la sua lotta contro le tenebre dell’odio: un solo raggio di luce sa annientare le tenebre più fitte.

Spesso però accade che l’ansia dell’Amore sia vissuta ciecamente, in una ricerca diretta ai piaceri, dentro la materia, cosicché la mente filtra verso il cuore sentimenti contrari all’Amore.

Ma se riusciamo a disporci in un atteggiamento di attesa, bevendo goccia dopo goccia dalla fonte, possiamo arrivare alla consapevolezza di noi stessi, realizzando così il fine per cui siamo concepiti: essere trasmettitori di Amore.

 

Il sogno

 

Quando nella nostra giornata arriva il momento del sonno, ci distendiamo e sentiamo di  ritirarci, almeno per un po’, dalle agitazioni e dai conflitti.

Non è proprio così.

Quei conflitti che sentiamo sedarsi sono quelli con cui ci intratteniamo assiduamente con l’esterno, con il fuori di noi.

Ma un conflitto molto più radicale prende vita nel momento del sonno, producendo il sogno.

E’ la lotta che il cuore intensifica per liberarsi dai gioghi della mente.

Siamo sul terreno di lavoro delle immagini, prodotte dagli impulsi che la parte occulta e imprigionata di noi trasmette al nostro io razionale. Le immagini così generate contrastano con il sistema della nostra mente educata da secoli di censure, così la coscienza in questo clima di tensioni, si adopera in massimo grado per tentare di armonizzare le immagini create col cuore.

I nostri sogni notturni non sono un semplice susseguirsi di figure sciolte tra loro e senza senso, ma una concatenazione fortemente illuminante sul nostro stato evolutivo;

ci restituiscono la conoscenza della nostra condizione di evoluzione, la percezione del grado di quel cammino che, dalla materia in cui nasciamo, ci dovrebbe condurre allo spirito.

Intervengono influenze positive, mentre lo spirito del male si adopera continuamente per la soppressione della coscienza, per spingere indietro il cuore, per relegarlo alla mercé della mente.

E’ qui che l’uomo soffre e la sua insoddisfazione, non elaborata, lo porta a compire gesti insani, senza coscienza.

Le trasformazioni e gli spostamenti che il sogno è in grado di operare, se analizzati, anche semplicemente scritti, ci informano sulla direzione del nostro agire quotidiano.

Riconosciamo così “l’energia di carica” nei momenti segnati dall’amore (il bel sogno), mentre percepiamo “energia di spurgamento” quando abbiamo a che fare con momenti di analisi del negativo e dell’erroneo (l’incubo).

Le scienze e le filosofie a noi contemporanee ci elargiscono spiegazioni analitiche a piene mani; ma possiamo addentrarci quanto più ci piace negli oscuri sistemi che ci attanagliano: essi rimarranno sempre fuori di noi e noi incastrati in un circolo vizioso dove il Senso non trova posto.

Non c’è altra soluzione: è la Coscienza ad essere la direttrice d’orchestra nel concerto della nostra esistenza.

 

La forza dell’umiltà

 

La forza in grado di plasmare la Pace di un’anima centrata sul cuore, è antica più dell’uomo, persa nella notte dei tempi.

Ma ci soccorre, come un aiuto superiore nel farci vivere attimo per attimo, in perpetuo Amore: questo è già consapevolezza.

E’ una chiamata alla semplicità, all’onestà dei propri sentimenti, nei confronti di se stessi e dei propri simili.

Bisogna dare.

Tutti avremmo qualcosa da dare se solo fossimo meno impacciati nel lasciare emergere i nostri sentimenti.

E’ vero che ciò che proviamo dentro di noi a volte spaventa. Ma evitarlo significa aumentare il dolore, la frustrazione e tanto più ci sembra di allontanarci dagli altri, tanto più ci allontaniamo da noi stessi. E’ quando riusciamo a renderci conto dell’esistenza dell’amore e del non amore, quando sentiamo l’amore, ma sappiamo anche dell’odio, che siamo giunti alla consapevolezza della lotta interiore. E in questo il nostro rapporto con gli altri è fondamentale, sono determinanti le nostre capacità di relazione e d’incontro. Perché nel momento in cui realizziamo l’esistenza della diversità e del contrasto, diventiamo consapevoli e siamo indotti a tendere alla perfezione, a quella simbiosi tra il cuore e la mente azionata dalla coscienza.

Il mondo, con la sua compagine di regole e stereotipi, è contrario a simili inversioni di rotta, ma la mente dovrebbe gradualmente abbandonare il baricentro del proprio io, liberando le pulsioni del cuore; queste, una volta sciolte dai gioghi mentali, ci si mostreranno nella loro essenza: positiva o negativa. Sta a noi discernere e la nostra Coscienza non potrà che essere ancora una volta ottima valutatrice e consigliera.

Al suo stato impuro l’uomo si porta nel cuore sentimenti violenti, sia verso gli altri che autolesionisti. Questi vanno prima di tutto riconosciuti ed ammessi; ecco perché la prima virtù da ricercare è l’umiltà nei confronti di se stessi.

Se non siamo umili in primo luogo intimamente, non potremo intraprendere mai il cammino di perfezionamento, poiché ci considereremmo al di fuori di noi, padroni di un io edificato sulle nuvole, focalizzato non in noi ma negli altri.

E proprio da loro saremmo sempre in cerca di gratificazioni, assumendo come nostro unico scopo quello di esorcizzare, momentaneamente, la forma di malessere in cui lo smarrimento del cuore ci ha precipitato.

 

La trasgressione

 

Non è cosi difficile percepire lo spirito di odio che si annida nel mono; lo si scorge lucidamente in queste quotidianità animate dalla violenza. I modelli che propone, i falsi idoli che innalza, i sentieri di cupidigia che traccia, ci portano sempre più lontano da noi.

Batte la strada dell’illusione mentale, è vero, ma è capace di incantarci con strutture talmente forti che ci spingono ad avvalorare esclusivamente modi di vivere compiacenti. Così andiamo a cercare lontano, fuori da noi, ciò che solo dovrebbe essere riscoperto dentro.

Come il chinino lo spirito del male insito nella materia, insidia l’uomo, assuefacendolo a piccole dosi giornaliere; l’uomo accetta, lasciandosi così guidare sulla via della morte, su quella strada in cui, raccogliendo ciò che ha seminato, ucciderà il suo prossimo prima, se stesso poi.

Non uscire dagli schemi per inventarne altri, non scegliere una via poco trafficata, ma vivere se stessi, ora, è la vera trasgressione.

 

Risveglio

 

In ogni cuore è il seme della Coscienza. In alcuni deve ancora morire, per risorgere alla vita, alla forza che è la verità interiore.

Centrarsi nella Coscienza, nucleo del cuore, è per l’uomo un passo fondamentale per la sua evoluzione. E’ nel cuore infatti che può spuntare la prima gemma; se innaffiata e curata con Amore, essa diverrà forte, maturerà e crescerà poco a poco pianta produttrice di frutti così prelibati di cui tutti vorranno nutrirsi. Se tutte le coscienze degli uomini fossero mature, ogni nostro giorno sarebbe uno scambio continuo di frutti squisiti. Questa sarebbe la pace, in questo troveremmo la Fratellanza.

Anche quando la Coscienza è ancora un seme, comunque agisce; come un esile soffio, lievemente; i moti della mente la soffocano con i loro messaggi esterni, la spingono indietro lasciando che sentimenti di non-amore le impediscano quel graduale aumento di potere con cui solo essa può generare Armonia tra mente e cuore. Primo tra tutti i deterrenti è la paura, in grado di bloccare tutte le facoltà dell’uomo, capace non solo di frenarlo, ma di farlo nientemeno regredire ad uno stato di Coscienza precedente a quello in cui era arrivato nel momento in cui il timore gli si è fatto innanzi.

Non accettare ciò che realmente noi siamo nella nostra interiorità, è il nemico più reale con cui dobbiamo batterci. In fondo non è che la paura di noi stessi a mascherarsi meschinamente per farci tornare indietro, laddove dovremmo invece abbandonarci al profondo.

L’energia della Coscienza può essere decodificata; essa è per noi, non mostra. Viene dallo Spirito d’Amore. Pertanto anche morta, può risorgere e nella sua rinascita dona all’uomo una forza giovane, florida, capace di sospingere l’essere verso la vera dimensione della vita, verso quell’unica e irreversibile strada per cui siamo nati.

L’esistenza stessa comincia a trovare la sua risposta, nella Coscienza.

Dare spazio alla fredda mente calcolatrice per noi è più semplice; ci illude però solamente di portarci a fondo, perché ci porta lontano, a non centrare la direzione, in direzione opposta molte volte.

Il nostro grado evolutivo decide del nostro del nostro calore interiore; questo determina “pulizia” della nostra Coscienza. Il percorso che ci porta ad essa, non conosce cristallizzazione, se solo gli diamo modo di proseguire.

La prima mossa è far brillare dentro l’Amore; così potremo dolcemente scivolare dalla mente al cuore e nell’anima si riverseranno Armonia e pace. Ma la nostra via verso il benessere richiede concretezza e decisione, è tracciata dentro di noi, con Amore: non chiede altro di essere battuta.

 

Salto nell’Amore

 

Perché il cuore possa raggiungere l’Amore è necessario che si liberi di ogni impurità accumulata lungo la vita; anche il cuore ha il suo corso e le sue leggi.

Soggiace in noi uno stato di consapevolezza della  Coscienza, imbrattato da strati di anticoscienza; siamo noi a dare voce a questa energia nascosta, noi le diamo la parola e il grado in cui riusciamo a decodificarla, dipende dal nostro livello di evoluzione.

Così possiamo percepire la nostra coscienza a toni più o meno distinti e chiari: dobbiamo prestare attenzione.

I pensieri emotivi negativi vanno allontanati.

L’anticoscienza va sconfitta, strato dopo strato, verso il profondo. Ogni superamento è una vittoria un passo in più verso la vera coscienza.

Quando si vive solo mentalmente, non esiste equilibrio sano e non è facile riuscire ad abbassare il baricentro della nostra sensibilità; costanza, determinazione, coraggio, possono guidarci. Da solo, per l’uomo non sarebbe facile, forse neanche possibile.

Vivere infatti secondo la nostra propria natura, ossia secondo coscienza, viene reso sempre più utopico in questo mondo portato all’opposto (in gran parte anche per l’uso della televisione che ci abitua a ragionare entro canoni matematicamente studiati, a pensare idee già pensate; per esigenze pratiche, di mercato, di pubblicità. Essa si basa sul criterio dell’incisività e della spersonalizzazione, portandoci ad annientare i nostri pensieri, le nostre opinioni, noi stessi).

Bisogna ritrovare il confronto con le persone, lo scambio con loro, perché questo è fonte di crescita.