Fame.

16 febbraio 2018 ore 11:02 segnala

Premio Pulitzer 2007



Lo sai, non è la fame di te a cercarti, no,... ma il parco sorrider alle mie facezie, il controllar quella spinta verso il tuo consenso, l'apparir profondo nuotando in cerchio attorno al tuo affacendar lento ma costante.
Un bacio, poi un altro, un soffiar un poco della mia vita nella tua gola, un riempir l'otre della tua felicità, vestendo il tuo corpo di magnificenze.


Un bacio poi un altro,
e aspettar il liquefarsi del tuo sguardo aspettandone un altro,
un farmi sentire la tua fame di me con nonchalance,
con la grazia di chi non cerca nulla ma si aspetta molto.
Un bacio, poi un altro.....a mezzogiorno.
Ma è solo un caso,
t'avrei baciata anche a sera, o nelle tenebre,
sotto un portico,
o davanti a una vetrina.
Un bacio,....tu fa che non sia l'ultimo.
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« immagine » Premio Pulitzer 2007 Lo sai, non è la fame di te a cercarti, no,... ma il parco sorrider alle mie facezie, il controllar quella spinta verso il tuo consenso, l'apparir profondo nuotando in cerchio attorno al tuo affacendar lento ma costante. Un bacio, poi un altro, un soffiar un po...
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Profondità.

15 febbraio 2018 ore 11:43 segnala





Cosa di più armonico
delle profondità del tuo corpo? Nulla.
O un universo che sconfina nelle nostre ore,
un immaginario e struggente gorgoglio d'amplessi,
la perfezione della curvità del tuo ginocchio,
la scurita di ciò che sprofonda tra le gambe,
eccolo il piccolo attimo che precede la morte,
quello che la distanza tra noi,
ora,
alimenta.
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« immagine » Cosa di più armonico delle profondità del tuo corpo? Nulla. O un universo che sconfina nelle nostre ore, un immaginario e struggente gorgoglio d'amplessi, la perfezione della curvità del tuo ginocchio, la scurita di ciò che sprofonda tra le gambe, eccolo il piccolo attimo che prec...
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Cruel.

14 febbraio 2018 ore 18:56 segnala



Il mio era solo intuito: tu ridevi, piano, lo so, e le dita sviluppavano idee che sui rami del tuo rimpianto, si posavano.
Volevamo andar via......era impossibile creder a miracoli che non esistono, avremmo voluto esser seduti in quel bar, quello dei sogni, quello che tante volte avevi inventato come rifugio, come evasione da una prigione mentale.
E' stato bello sconvolger le idee che avevi di un me uguale a tanti altri me, e diverso da tutti....è stato unico lasciar che scivolassi giu', fino alle soglie del tuo paradiso, a sognare di me.
Poi, sei arrivata tu....




Versi,... approcci,... tenui sospiri,
versi,... piccoli baci,.... pazienti carezze.
Versi
d'amore sacrifici,
versi
ora immensi, ora plagi, ora.....nulla.
Carezza i miei versi, carezza me,
come un fior di luppolo, trastullo del vento,
il mio esile essere, è tra le tue dita.
Verseggio e guardo la curva della gota,
quando digrada in un sorriso, o....
quando irrigidisce in un dolore.
Versi
figli del mio Io,
versi
dono di chi, null'altro ha.



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« immagine » Il mio era solo intuito: tu ridevi, piano, lo so, e le dita sviluppavano idee che sui rami del tuo rimpianto, si posavano. Volevamo andar via......era impossibile creder a miracoli che non esistono, avremmo voluto esser seduti in quel bar, quello dei sogni, quello che tante volte av...
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Incipit.

13 febbraio 2018 ore 16:04 segnala


C'è stato un mattino, uno tra i tanti, il risultante di illune notte che sobbolliva tra il disagio di un martirizzante concetto di eroismo o di fastidiose e dolorose emorroidi, che di te ebbi il bisogno d'averti lì come una modella da dipingere.
Poi tutta quella luce svelò il mio esser poco o poco piu' di nulla; quello che m'aspettava era un'altra inutile giornata da vivere, un palliativo, un continuare a pensare che sarei potuto essere io, quella luce e inondare il tuo universo, indicarti la via da prendere e gli occhi da guardare.....magari proprio i miei.


Non bacio nessuno, da secoli,
non con l'anima che sfrigola di commozione,
non con l'idea che il farlo sia immenso,
no, non bacio nessuno,
da secoli.
Non bacio nessuno perchè non sono stato
audace,
non abbastanza.
Non politically scorrect, non amabilmente invadente,
ma ho carezzato con il rispetto di un amico
le labbra del tuo desiderio,
e così, a turno, se ne sono andate tutte,
tutte quelle che amavo,
sono rimaste poche anime piene di sesso
e tu non eri lì ad aspettare che di te m'accorgessi,
ma non bacio nessuno
da secoli,
non con l'anima.



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« immagine » C'è stato un mattino, uno tra i tanti, il risultante di illune notte che sobbolliva tra il disagio di un martirizzante concetto di eroismo o di fastidiose e dolorose emorroidi, che di te ebbi il bisogno d'averti lì come una modella da dipingere. Poi tutta quella luce svelò il mio ess...
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Foto.

12 febbraio 2018 ore 21:22 segnala



È un attimo di silenzio....un attimo che dura minuti.
È la tua foto, un pezzo della tua anima, il tuo corpo che tra il mio desiderio, esplode.
Perché è un po averti, un sospiro di un'agonia che strozza in gola, il mio sguardo che accarezza le curve del tuo seno, il tremore di un labbro che sussurra promesse che forse, non potrò mantenere.
Ma è di un bello assurdo toccati in un desiderio, un sublimare istinti da lupo.
Dopo, la notte inghiotte la stanchezza e un sonno di pace s'adagia sul mio cuore.

Come parte di corpo,
che diparte e arieggia via,
come stilla di sospiro che nella sera
rantola, cupamente,
come quel sogno che dipingi nella mente e....
che nella notte si perde in sonni non tuoi,
come ciò ed altro che il cuore in se, racchiude,
come tutto quello che m'hai lasciato
ecco che quest'aria di cristallo, sembra.
È immaginazione
o desiderio,
che importa.
È, e basta.
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« immagine » È un attimo di silenzio....un attimo che dura minuti. È la tua foto, un pezzo della tua anima, il tuo corpo che tra il mio desiderio, esplode. Perché è un po averti, un sospiro di un'agonia che strozza in gola, il mio sguardo che accarezza le curve del tuo seno, il tremore di un lab...
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Universi.

11 febbraio 2018 ore 21:27 segnala


Questo mare di nulla vernicia il cielo
e spaventa quel che resta di cuore, e anima,
quasi che sia un bisogno di veder una sua fine,
un confine, una certezza.

E non penso a nessuno, ora,...troppo mi sconvolge enormità,
non penso nemmeno a come morivo, poco fa,
nel vederti così sicura e dura,
tu che in me vedi stelle e bellezze.

Un tuo universo è un bisogno nascosto,
la messa alla domenica, il kyrie eleison nel silenzio;
per me un'abitudine che arriva alla sera,
un dubbio, un dolore, un appuntamento con Dio.

Ora che sai di questi fragili pensieri,
di un bisogno di lievi stormir, di sussurri e non di grida,
ora il tuo universo, al mio s'avvicina:
nulla è piu' corto d'un desiderio impossibile.


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« immagine » Questo mare di nulla vernicia il cielo e spaventa quel che resta di cuore, e anima, quasi che sia un bisogno di veder una sua fine, un confine, una certezza. E non penso a nessuno, ora,...troppo mi sconvolge enormità, non penso nemmeno a come morivo, poco fa, nel vederti così sicura...
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Mi fai piangere.

11 febbraio 2018 ore 06:54 segnala


Perchè quelle cose le sapevo, le avevo masticate nella testa, e con dolore inghiottite per non sembrare strano agli ochhi dei miei paesani.
Ma non erano anche loro, infine, miei paesani? Bastava immaginare il mondo come un grande paese e pensare che dopotutto, non sono così strano, diverso, che il mio modo d'amare non è sbagliato, e che in fondo alla mia vita, ci sarà un punto fisso, un qualcosa che comincia con una A e finisce con una A.

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« video » Perchè quelle cose le sapevo, le avevo masticate nella testa, e con dolore inghiottite per non sembrare strano agli ochhi dei miei paesani. Ma non erano anche loro, infine, miei paesani? Bastava immaginare il mondo come un grande paese e pensare che dopotutto, non sono così strano, dive...
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Qualcuno era comunista (e lo è ancora)

29 gennaio 2018 ore 07:34 segnala




Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno lo zio il papà. La mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto una educazione troppo cattolica. Ahi ahi ahi ahi
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche, lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima, prima prima, era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l'operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l'aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente.
Qualcuno era comunista perché, la borghesia il proletariato la lotta di classe cazzo.
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava solo Rai 3.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto. Minchia.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il vangelo secondo Lenin.
Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sé la classe operaia. O cazzo.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c'era il grande partito comunista.
Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il grande partito comunista.
Qualcuno era comunista perché non c'era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggior partito socialista d'Europa.
Qualcuno era comunista perché lo stato peggio che da noi, solo l’Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant'anni di governi democristiani incapaci e mafiosi.
Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l'Italicus, Ustica eccetera eccetera eccetera
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos'altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice, solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di una morale diversa.
Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Sì, qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come, più di sé stesso. Era come due persone in una.
Da una parte la personale fatica quotidiana e dall'altra, il senso di appartenenza a una razza, che voleva spiccare il volo, per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti, avevano aperto le ali, senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora, ci si sente come in due. Da una parte l'uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall'altra, il gabbiano senza più neanche l'intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.

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« immagine » Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia. Qualcuno era comunista perché il nonno lo zio il papà. La mamma no. Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre. Qualcuno era comunista perché si...
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Outing.

28 gennaio 2018 ore 21:05 segnala


Sono un uomo (sic) che piange.
Di nascosto.
E in questi giorni,....di più.
Nei giorni della memoria che considero alla stregua di un compleanno, bombardato da emozioni, racconti, filmati, l'umore acqueo da me secreto, allaga i compartimenti stagni della mia anima.
Puoi dimenticare d'aver riso con qualcuno, ma mai d'aver pianto con lui/lei.
E i ricordi si perdono nel tempo: non riesco a ricordare se questa mia....prerogativa era in me viva sin da giovane.
Le lacrime vivono del presente, ma vengono cancellate e dimenticate grazie all'ottimismo.


Tu sai piangere....

Io no.
Pero' te lo posso scrivere, se vuoi.
Posso d'ogni stilla, dell'umor acqueo
che verso nell'anima,...
segnar i suoi contorni, curvi,
posso, scriverti di quegli istanti bui,
dello scricchiolio del mio dolore, muto,
al cospetto del tuo, cosi sanguigno e furibondo.
Tutto cio' che esplode nella tua vita,
nella mia, scorre fluido e sotterraneo, quasi un autunno anonimo,
ma posso scrivertelo, se vuoi,....tu,
acuisci i sensi,
aguzza gli istinti,
a modo mio, posso piangere.

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« immagine » Sono un uomo (sic) che piange. Di nascosto. E in questi giorni,....di più. Nei giorni della memoria che considero alla stregua di un compleanno, bombardato da emozioni, racconti, filmati, l'umore acqueo da me secreto, allaga i compartimenti stagni della mia anima. Puoi dimenticare d'...
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It's only rock and roll.

28 gennaio 2018 ore 07:24 segnala


Era un vento, un aliseo,
era quell'ala di libertà chiusa in un hangar del cuore,
tutti dissero...it's only rock and roll, e ridevano,
ma era il sospiro di una terra in catene,
un rancore chiuso nelle madie e nei tabernacoli.
No, non era solo rock and roll, no,
era tutta una terra che si svegliava,
un insieme di vite che salivano al cielo,
era un tempo che ripartiva,
era un popolo felice.


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« immagine » Era un vento, un aliseo, era quell'ala di libertà chiusa in un hangar del cuore, tutti dissero...it's only rock and roll, e ridevano, ma era il sospiro di una terra in catene, un rancore chiuso nelle madie e nei tabernacoli. No, non era solo rock and roll, no, era tutta una terra che...
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28/01/2018 07:24:28
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