Il barbagianni.

18 ottobre 2018 ore 22:07 segnala




Ho imparato a sognare guardando i tuoi occhi,
ho spento le luci e qualcosa di me
ha volato.
Come è informale la mia sorpresa,
come calmo e pacificato il desiderio,
nella strada un lampione mi chiama
ed io per un attimo vorrei essere lì.
Sotto quel caldo lucidore rossastro
potrei cominciare un'avventura,
che so, diventar un samurai, un eunuco, un barbagianni
a caccia di bisce o talpe.
Poi torno ad immaginario quel tuo sguardo,
le spalle, il tuo star sdraiata,
e penso che io e te, solo per un attimo,
siamo stati una cosa sola,
e in quell'attimo l'eternità non sembrava così llontana.
Io ero te e me
e questo è quanto.
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« immagine » Ho imparato a sognare guardando i tuoi occhi, ho spento le luci e qualcosa di me ha volato. Come è informale la mia sorpresa, come calmo e pacificato il desiderio, nella strada un lampione mi chiama ed io per un attimo vorrei essere lì. Sotto quel caldo lucidore rossastro potrei co...
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18/10/2018 22:07:17
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A scuola.

17 ottobre 2018 ore 18:34 segnala





Non so amare, non come tu ami,
ma so parlar d'amore,
non so, a sera, aspettar che parli al mio cuore,
ma so desiderar tutto di te, i tuoi occhi,
i tuoi seni, il tuo tocco.
Non so dirti quell'ultima frase,
quella che tutta te aspetta come la luce del giorno,
ma so immaginar cieli infiniti e mari sconfinati,
e so di essi farti veder i colori,
soffiar nelle tue nari i loro profumi.
Sono anima persa in un nulla, in un limbo di sogni da sognare,
posso sembrar ciò che vuoi, ma non esserlo,
no, non so amare,
ma so parlar d'amore.


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« immagine » Non so amare, non come tu ami, ma so parlar d'amore, non so, a sera, aspettar che parli al mio cuore, ma so desiderar tutto di te, i tuoi occhi, i tuoi seni, il tuo tocco. Non so dirti quell'ultima frase, quella che tutta te aspetta come la luce del giorno, ma so immaginar cieli ...
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Ciò che ti offro.

14 ottobre 2018 ore 07:57 segnala



CIO' CHE TI OFFRO

Nulla di ciò che t'offro
è irraggiungibile:
cieli e solchi d'uccelli, carezze come nubi
-il tuo cuore che batte inimitabile-
Tutto questo è possibile
senza bisogno di fantasticare.
Altro non siamo che argentate tracce
lasciate dalle chiocciole nei luoghi
visitati nei sogni.
E mai nessuno chiederà in che giorno
o in che mese viviamo.
Un lampo che s'incunea dentro il tempo
è quanto ci rimane da salvare.
L'illusione di stare l'un con l'altro.
Nulla di ciò che t'offro
può sembrare impossibile:
pensieri in volo simili ad uccelli,
un ponte teso fra i nostri due mondi.

Francisco Vejar


Mentre dormi
e questa domenica si srotola tra le nubi che si svegliano,
mi sembra d'aver solo lo scalpiccio dei miei passi
su questo umidore di marciapiedi
da offrir ai tuoi sogni che s'allontanano.


Farfalle.

13 ottobre 2018 ore 10:56 segnala





Un solo amore.

Uno,
quanto basta
per l'eternità respirare.
Un solo amore,
con la sua fine già scritta.

Il resto è un vegetar
tra sospiri e noie.

Un solo amore
come l'unico giorno di vita
del volo
di farfalla.

A che serve il resto?
A ricordare
quel solo
amore.


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« immagine » Un solo amore. Uno, quanto basta per l'eternità respirare. Un solo amore, con la sua fine già scritta. Il resto è un vegetar tra sospiri e noie. Un solo amore come l'unico giorno di vita del volo di farfalla. A che serve il resto? A ricordare quel solo amore. « video »
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Furto in drogheria.

11 ottobre 2018 ore 17:32 segnala



Non si sa dove metterlo
questo amore,
quasi fosse un vecchio disco che
il coraggio non si ha di buttar via.
Non si sa come chiamarlo...
languore o ratto o che vuoi tu,
quasi nominare un nome fascista,
quasi un vergognar di un furto in una drogheria.

Poi nella solitudine di ombra serale,
te lo ricordi quell'accidenti di nome,
e lo sussurri a un chi
non esiste,
un invincibile impasto di muscoli e idee.
Sei tu quel miserabile che ascolti te stesso,
sei tu che dimentichi quel nome al mattino
e ricordi a sera
ogni sua sillaba.



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« immagine » Non si sa dove metterlo questo amore, quasi fosse un vecchio disco che il coraggio non si ha di buttar via. Non si sa come chiamarlo... languore o ratto o che vuoi tu, quasi nominare un nome fascista, quasi un vergognar di un furto in una drogheria. Poi nella solitudine di ombra se...
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Sapore di pelle.

07 ottobre 2018 ore 07:41 segnala




Erano pochi centimetri, un insieme di piccole rughe,
era un sapore di sale,
di sere di desiderio,
quella tua pelle da bambina,
s'abbruniva sotto la delicatezza del mio tocco.
Avrei voluto bere quel tuo merletto rosa,
e diventar parte di esso, del suo sapore,
avrei voluto stringer con forza e cancellar ogni ruga,
mai il nostro morir di noi scese a compromessi
e annegammo in un mare di sesso.
Il sapore della tua pelle non era cambiato, no,
era lo stesso di secoli addietro
e fui felice di ciò:
non avrei voluto un te che non fosse
te.


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« immagine » Erano pochi centimetri, un insieme di piccole rughe, era un sapore di sale, di sere di desiderio, quella tua pelle da bambina, s'abbruniva sotto la delicatezza del mio tocco. Avrei voluto bere quel tuo merletto rosa, e diventar parte di esso, del suo sapore, avrei voluto stringer ...
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Evelin 44 - Non ho paura.

03 ottobre 2018 ore 21:02 segnala



Non sarebbe quel che pensi, né quel che provo,
non sarebbe nulla di nulla ma tantomeno paura.
Rimane uno stelo nudo
a ricordare che, in fondo, è amore,
un esile rimasuglio della vita di un fiore
ad arrotarsi tra le dita,
un me fattosi nulla per te.
Non ho paura a parlare al tuo cuore
non sento freddo,
non c'è ansia
ci sono stagioni che passano
e i miei occhi che guardanoguardano
la tua vita che passa.



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« immagine » Non sarebbe quel che pensi, né quel che provo, non sarebbe nulla di nulla ma tantomeno paura. Rimane uno stelo nudo a ricordare che, in fondo, è amore, un esile rimasuglio della vita di un fiore ad arrotarsi tra le dita, un me fattosi nulla per te. Non ho paura a parlare al tuo cuor...
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03/10/2018 21:02:12
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Adieu.

01 ottobre 2018 ore 21:07 segnala




Questa cenere, è pronta per un dolore che già so sara' un oceano, e le giugulari, sul collo, gia' palpitano al pensiero che il saperti via, dalla mia vita, dal mondo che non ami, da quella gente che non vedevi, dalle vie affollate.
Credi a questta eta' che avanza, ai ricordi appesi alla tua voce, credi, a cio' che mi hai dato nelle sere buie, nelle giornate di gioia,.... in ogni mia commozione, tu c'eri, assiduo costante, con la tua voce che l'anima avvolgeva, che mi perdeva in quegli acuti che salivano, salivano, fino a Dio che, beato, ascoltava il vento delle tue note.
Quando non ci sarai piu' un altro pezzo di eleganza, sfiorira', appassira' e restermo soli e persi, in questa enorme piazza, che chiamiamo, vita, muti, senza la tua voce, muti per non insultar il cielo con qualcosa che somiglia, alla tua voce.


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« immagine » Questa cenere, è pronta per un dolore che già so'so sara' un oceano, e le giugulari, sul collo, gia' palpitano al pensiero che il saperti via, dalla mia vita, dal mondo che non ami, da quella gente che non vedevi, dalle vie affollate. Credi a questta eta' che avanza, ai ricordi app...
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01/10/2018 21:07:01
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Gelsi.

28 settembre 2018 ore 18:05 segnala



Era quello il mondo,
tutto il nostro mondo,
tra il nostro urlacchiare e il sangue sulle maglie,
quel colorio vermiglio di gelsi e risate
era il presente che nessun futuro vedeva.
E tu eri sempre nei miei pensieri,
come un desiderio da non confessare,
tu che noi, maschi terribili seguivi,
quasi a rider della tua acerba femminilità,
tu la piu' bella della via,
tu la piu' veloce di tutti.
E sapessi come ho presente, quel tuo buffo correr in tondo,
o quella rincorsa a sorvolar due, tre oppure quattro gradini,
quel precipitar al grido di madre,
o il tuo adorar sguardo di padre.
Sei sempre quel sogno d'infanzia,
il premio al mio ardore,
l'ultimo amore inarrivabile.
sarà bello andar via da quel cortile
con quel bacio che mai mi desti.



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« immagine » Era quello il mondo, tutto il nostro mondo, tra il nostro urlacchiare e il sangue sulle maglie, quel colorio vermiglio di gelsi e risate era il presente che nessun futuro vedeva. E tu eri sempre nei miei pensieri, come un desiderio da non confessare, tu che noi, maschi terribili seg...
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28/09/2018 18:05:00
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Get it while you can.

16 settembre 2018 ore 09:42 segnala



Quello che ti diedi quel mattino,
nel pieno di quella commozione
era un giuramento che non ha parole ma sguardi.
E tu prendilo quando puoi,
potresti trovarti in un deserto di sentimenti, pensaci,
prendilo quando puoi quello stracolmar d'amore,
quella luce che nella notte il cammino
segna.
Prendilo questo amor d'amore,
questo acino di cuore,
non so quanto reggerò questo immane peso,
quel sognar di te senza vederti.
Prendilo e mangiane,
sarà un kirye eleison di sentimenti,
una comunione di cuori,
un te e me e null'altro.



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« immagine » Quello che ti diedi quel mattino, nel pieno di quella commozione era un giuramento che non ha parole ma sguardi. E tu prendilo quando puoi, potresti trovarti in un deserto di sentimenti, pensaci, prendilo quando puoi quello stracolmar d'amore, quella luce che nella notte il cammino ...
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16/09/2018 09:42:46
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