Opalescent

15 gennaio 2020 ore 18:36 segnala






Ammiro il tuo senso di durezza,
l'altra faccia d'una ribellione fuori moda.
Ammiro il pericolo d'esser picchiato
di inarcar i muscoli con chi è più forte
e calpesta i deboli,
ammiro quel tuo camminar ritto e irriverente,
senza sciarpa e sorridendo al nulla,
ammiro il tuo buongiorno a chi non conosci,
la civiltà del tuo "scusa".
E quando ami non sono le tue parole a dirlo
ma l'immensità del prenderti cura
del dolore del cuore del tuo prossimo.
Sei duro, assoluto, leale,
sei un socialista d'altri tempi.



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« immagine » Ammiro il tuo senso di durezza, l'altra faccia d'una ribellione fuori moda. Ammiro il pericolo d'esser picchiato di inarcar i muscoli con chi è più forte e calpesta i deboli, ammiro quel tuo camminar ritto e irriverente, senza sciarpa e sorridendo al nulla, ammiro il tuo buongior...
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Mummia.

13 gennaio 2020 ore 18:32 segnala



Vorrei tu m'imbalsamassi,
che mi tenessi in quell'angolo in fondo alla stanza,
vorrei aver i tuoi sguardi, il piumino che mi spolvera,
le carezze delle tue amiche, i sospiri per chi ami.
Vorrei esserti utile, ricordarti delle mozzarelle che devi comprare,
vorrei ciò che non posso avere,
un'oncia del tuo amore, un abbraccio che sia feroce,
ed infine vorrei stupir la tua intelligenza con cose stupide,
giacché nulla è rimasto di ciò che pensavo fosse
saggio.
Vorrei tutto ciò che non posso avere, dicevo,
e che è reso immenso perché, lo so,....
inarrivabile.



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« immagine » Vorrei tu m'imbalsamassi, che mi tenessi in quell'angolo in fondo alla stanza, vorrei aver i tuoi sguardi, il piumino che mi spolvera, le carezze delle tue amiche, i sospiri per chi ami. Vorrei esserti utile, ricordarti delle mozzarelle che devi comprare, vorrei ciò che non posso av...
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Cioccolatini.

12 gennaio 2020 ore 22:31 segnala



T'avrei regalato dei cioccolatini,
di quelli che non sanno di burro;
t'avrei chiesto di uscire,
magari a mangiare una pizza,
avremmo riso senza far rumore,
e versato vino fresco nei bicchieri.
Avremmo passeggiato lungo il lago
e t'avrei preso la mano che altro non aspettava;
avrei fatto questo ed altro, lo sai,
t'avrei sussurrato una poesia
o sarei rimasto in silenzio a guardare lo sciaquio
con te accanto.
Avrei e avrei se non fossi stato solo una moda passata
per te,
per te che tutto sai fare
meno che amare.



Nulla di te scordo.

10 gennaio 2020 ore 23:32 segnala



Niente frugalita' nel nostro passeggio,...niente pudore in quei sorrisi ai quali ci siamo stretti, Pescara e i nostri cuori, quel vagare in periferie marine, quell'odore di iodio, di sole settembrino, quell'amore che ci abbracciava, quel camminare cadenzato, tutto nei tuoi occhi e' stata magia, le tue corse in bici
nella notte, il tuo stringerti a me con la paura che scomparissi.
Pescara.



E' stato bello, almeno quella volta,
saperne piu' di te,
e guardarti, sorpresa, in quell'annuire, da bimba felice.
E' stato bello donarti quello sguardo da rapace,
il franger con rumore l'impeto del mio amore
sul tuo corpo arreso, ma contento.

E' stato esaltante camminar al tuo fianco per la città,
scansar la pioggia e sorriderti un poco,
è stato immenso fermarti sul ciglio della mia vita,
aprirti il cuore, asciugar quel rivolo fastidioso con un bacio.
E' stato bello finger di non sapere che saresti andata via,...
averti per piu' d'una vita, sarebbe stato davvero troppo.



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« immagine » Niente frugalita' nel nostro passeggio,...niente pudore in quei sorrisi ai quali ci siamo stretti, Pescara e i nostri cuori, quel vagare in periferie marine, quell'odore di iodio, di sole settembrino, quell'amore che ci abbracciava, quel camminare cadenzato, tutto nei tuoi occhi e' ...
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Akuaduulza.

05 gennaio 2020 ore 18:30 segnala


Dir di si...e parlarti tacendo, quando l'aria si fa fredda,....vieni al bordo del bosco, tra gli scalpiccii nel fango; brina il fiato, scrocchia come una meringa, tu ripari le mani sotto le mie ascelle, e aspettiamo il buio come due frati.
Che dici, torniamo? Siamo quasi nudi per quest'aria di blizzard padano, e nulla di cio' che diciamo, galleggia, anzi, cade affranto...e siamo senza musica.


Cur, cur, pien da piocc,
ul sacrista al sona, la meza,
cur cur, e svoia ul sidel,
mi, t'aspeti chi
fin che ul sul al mor.


Il senso dei tuoi sguardi in quest'acqua dolce,
tra le montagne e i guadi,....
rivedo l'amore delle tue assenze,
dei tuoi pudori nella brina a fondo valle.
Non aver paura a chiamare il mio nome,
non abbassare lo sguardo al mio sorriso:
di un bel pudore non devi vergognarti.



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« immagine » Dir di si...e parlarti tacendo, quando l'aria si fa fredda,....vieni al bordo del bosco, tra gli scalpiccii nel fango; brina il fiato, scrocchia come una meringa, tu ripari le mani sotto le mie ascelle, e aspettiamo il buio come due frati. Che dici, torniamo? Siamo quasi nudi per que...
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Chiari di luna.

18 dicembre 2019 ore 20:01 segnala




Come il cremar di quello strano connubio, si,
tra il sole e quel cader della sera,
come quando il desiderio di averti fu così forte
da dimenticar cosa ero, sono, sarò.
E come urlai al mio corpo di irrancidir d'agonia,
e sentir ira mista a miserrima arsura,
del poter bere tutto di te, puranco stille di sudore.
Era un chiaro di luna, simile a quello che, ora,
poltrisce là fuori ridendo di queste stupide carole,
una "camurria" di bisogni che galleggiano nella noia
d'un sabato sera, triste e nauseabondo,
un chiaro di luna in un cielo al nord.


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« immagine » Come il cremar di quello strano connubio, si, tra il sole e quel cader della sera, come quando il desiderio di averti fu così forte da dimenticar cosa ero, sono, sarò. E come urlai al mio corpo di irrancidir d'agonia, e sentir ira mista a miserrima arsura, del poter bere tutto di t...
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I due cani.

10 dicembre 2019 ore 21:48 segnala



Come due cani che timorosi dell'altrui forza, si odorano e di sottecchi si attraggono, come due anime sorde che nel luccichio della festa nulla vedono e sentono se non l'odore che in modo elettrico emaniamo: tu mi senti: il rossore delle tue guance lo dice, e nulla vedo, sento se non il frusciare di quel vestitino che si abbraccia al tuo corpo, il tuo odore, quel filo di perle che rotola sul biancore del tuo collo, la ciocca che s'ostina a carezzarti la fronte e le tue dita attrae.

Chissà se domani, qualcosa ti rimarrrà di quella magia, del mio odore, del rispetto del mio desiderio, chissà se cercherai nei gesti usuali, qualcosa che ti ricordi, l'irripetibilità di esserci cercati, senza conoscerci, chissà se giurerai a te stessa di chieddere di piu' alla tua vita, di piu' di un semplice viverti addosso.


Baciami ancora
come se dovessi morire
e poi ancora morire,
che la tua anima
sia la saliva d'un sospiro,
l'ultimo sospiro.
Baciami



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« immagine » Come due cani che timorosi dell'altrui forza, si odorano e di sottecchi si attraggono, come due anime sorde che nel luccichio della festa nulla vedono e sentono se non l'odore che in modo elettrico emaniamo: tu mi senti: il rossore delle tue guance lo dice, e nulla vedo, sento se no...
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Ti amo e ti odio.

09 dicembre 2019 ore 21:41 segnala





Il complesso di Brunilde.

Il complesso di Brunilde consiste appunto nella tendenza femminile ad ingigantire le qualità e le doti del partner durante la fase di corteggiamento e di innamoramento, quando poi subentra la stabilità emotiva, con un fidanzamento, uno sposalizio o comunque una condizione di stabilità, chi patisce tale complesso cambia completamente atteggiamento, passando alla denigrazione totale della persona del compagno, del fidanzato o del marito in maniera del tutto acritica, infondata ed immotivata.

Quello che avviene è una deformazione ottica, nella visione personale, nel metro valutativo di alcune ragazze o donne.

Il complesso presuppone che non ci sia alcuna colpevolezza del partner che con azioni o comportamenti ha indotto un diverso giudizio ed una nuova critica valutativa che nel tempo precedente non poteva essere espressa.

Il partner dunque non ha alcuna responsabilità ma si trova ad essere l’oggetto di un amore che lo venera e lo adora in maniera spropositata per passare ad essere la mira di un odio atroce.


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« immagine » Il complesso di Brunilde. Il complesso di Brunilde consiste appunto nella tendenza femminile ad ingigantire le qualità e le doti del partner durante la fase di corteggiamento e di innamoramento, quando poi subentra la stabilità emotiva, con un fidanzamento, uno sposalizio o comun...
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Oscar.

03 dicembre 2019 ore 20:14 segnala





A me serve un pubblico, per dar senso
alla noia,
per giustificar un cambio d'abito o la scelta d'un rasoio.
A me serve che su te rimbalzino motti e anatemi,
perchè tu giaccia accanto a me senza l'ansia di negar
ogni loro effetto.
A me non serve che mi corteggi; lo giuro,
ed è perciò che ammisi d'esser eunuco e omosessuale,
a te una sola chance....credermi o no...
ma nel dubbio....corresti via.
A me la vita dette tutto prima ancor di nascere,
e tolse altrettanto appena nato;
che mondo di stupidi nulla s'accostò e m'uccise,
persino la morte fu piu' attraente
dell'inerte deserto che ora
mi applaude.



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« immagine » A me serve un pubblico, per dar senso alla noia, per giustificar un cambio d'abito o la scelta d'un rasoio. A me serve che su te rimbalzino motti e anatemi, perchè tu giaccia accanto a me senza l'ansia di negar ogni loro effetto. A me non serve che mi corteggi; lo giuro, ed è pe...
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Solipsista.

02 dicembre 2019 ore 13:06 segnala



E questo ritmo che s'acquatta e prospera
concimato da esplosioni di commossa emozione,
sarebbe solo musica, è vero,
profusione di crome, di bemolli, manciate di consonanze, di dissonanze
ma messe lì, in quel preciso rigo,
ecco che disintegra quel poco di sicurezze rimaste.
E fermo sul ciglio della sera, nemmeno il pungicar della pioggia infastidisce;
quel principio di pianto percola e mesce umidore a nuvolaglie,
cos'altro aggiungere a tale bellezza
se non il mio miserrimo farfugliare d'amori persi e scordati?
Meglio un ritorno, mesto ma onorevole,
quello che direi, ora,
sarebbe orribil cacofonia.


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« immagine » E questo ritmo che s'acquatta e prospera concimato da esplosioni di commossa emozione, sarebbe solo musica, è vero, profusione di crome, di bemolli, manciate di consonanze, di dissonanze ma messe lì, in quel preciso rigo, ecco che disintegra quel poco di sicurezze rimaste. E fermo s...
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