Nonchalance.

21 settembre 2019 ore 16:28 segnala


Lo sai, non è la fame di te a cercarti, no,... ma il parco sorrider alle mie facezie, il controllar quella spinta verso il tuo consenso, l'apparir profondo nuotando in cerchio attorno al tuo affacendar lento ma costante.
Un bacio, poi un altro, un soffiar un poco della mia vita nella tua gola, un riempir l'otre della tua felicità, vestendo il tuo corpo di magnificenze.


Un bacio poi un altro,
e aspettar il liquefarsi del tuo sguardo aspettandone un altro,
un farmi sentire la tua fame di me con nonchalance,
con la grazia di chi non cerca nulla ma si aspetta molto.
Un bacio, poi un altro.....a mezzogiorno.
Ma è solo un caso,
t'avrei baciata anche a sera, o nelle tenebre,
sotto un portico,
o davanti a una vetrina.
Un bacio,....tu fa che non sia l'ultimo.
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« immagine » Lo sai, non è la fame di te a cercarti, no,... ma il parco sorrider alle mie facezie, il controllar quella spinta verso il tuo consenso, l'apparir profondo nuotando in cerchio attorno al tuo affacendar lento ma costante. Un bacio, poi un altro, un soffiar un poco della mia vita nella...
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Stupenda.

20 settembre 2019 ore 22:27 segnala


Oggi le ho telefonato.
Di nascosto.
Come due amanti.
E' stato bello.
Lei rideva, chiusa nella sua auto, rideva di tutto, mentre un cane fuori abbaiava e lei rideva anche di questo;
ci siamo ricordati di come eravamo, dei jeans sdruciti,
mancava la pioggia....e il dottor Zivago, anche il tempo scorreva in un modo diverso, a me sembrava di vederla, nel suo vestito inadatto al posto, con le mani piene di oggetti e la voce che tendeva al pianto.
Poi se ne è andata, e il telefono, lampeggiava di segnali eleganti:
un buco nello stomaco gorgogliava e mi ha spinto a muovermi...
mi sono fatto un caffè, e il suo amore, riempiva la stanza.
Oggi.


Ti sei stancata di portare il mio peso
ti sei stancata delle mie mani
dei miei occhi della mia ombra
le mie parole erano incendi
le mie parole eran pozzi profondi
verrà un giorno un giorno improvvisamente
sentirai dentro di te
le orme dei miei passi
che si allontanano
e quel peso sarà il più grave

Nazim Hikmet



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« immagine » Oggi le ho telefonato. Di nascosto. Come due amanti. E' stato bello. Lei rideva, chiusa nella sua auto, rideva di tutto, mentre un cane fuori abbaiava e lei rideva anche di questo; ci siamo ricordati di come eravamo, dei jeans sdruciti, mancava la pioggia....e il dottor Zivago, anche...
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Tutt'alpiu'.

19 settembre 2019 ore 14:57 segnala




Vorrei dirti che mi manchi,
o tutt'alpiu' fartelo sentire.
Vorrei esser alle tue mani abbarbicato,
e con uno sguardo trasmigrar in te questa inedia,
riconoscer in un guizzo la tua gioia,
e rilassarmi in attesa d'un tuo si.
Vorrei scegliere il momento adatto,
quello che il tuo mondo ti concede,
o tutt'alpiu' intrufolarmi tra due impegni gravosi,
e posar la leggerezza d'un bacio
in quell'ansa del tuo cuore,
quella che è solo mia.



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« immagine » Vorrei dirti che mi manchi, o tutt'alpiu' fartelo sentire. Vorrei esser alle tue mani abbarbicato, e con uno sguardo trasmigrar in te questa inedia, riconoscer in un guizzo la tua gioia, e rilassarmi in attesa d'un tuo si. Vorrei scegliere il momento adatto, quello che il tuo mondo...
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Se t'incontrassi.

10 settembre 2019 ore 21:55 segnala


Toccarti sarà come abbracciare la tua anima,
veleggiare tra le tue lacrime
tra i tuoi singulti.
Toccare ciò che il tempo ha cesellato,
sfiorare un tuo zigomo
sarà come mentire al cuore,
fingere una calma che non ho.
Sarà solo un incontro,
un dejavu,
la naturale continuazione
d'un amore interrotto.
Sarai ancora quel sogno non sognato,
Toccarti sarà come abbracciare la tua anima dicevo,
un semplice incontro.


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« immagine » Toccarti sarà come abbracciare la tua anima, veleggiare tra le tue lacrime tra i tuoi singulti. Toccare ciò che il tempo ha cesellato, sfiorare un tuo zigomo sarà come mentire al cuore, fingere una calma che non ho. Sarà solo un incontro, un dejavu, la naturale continuazione d'un amo...
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God save the queen.

09 settembre 2019 ore 16:30 segnala



È d'uopo amar chi non t'ama,
e dell'esser così stupido, bearsi.
È facile pensar d'essere nel giusto
e ancorar sentimenti e odio
a una semplice formula di te,
del tuo corpo, di ciò che emana il tuo odore.
E se ora m'amassi,
smetterei d'esser audace e sfrontato,
tonerei a pigolar nell'aia di chi con te
chiede di zampettar,
magari morendo nel desiderare un tuo bacio,
un semplice passaggio di fluido
tra due bocche
senza anima.


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« immagine » È d'uopo amar chi non t'ama, e dell'esser così stupido, bearsi. È facile pensar d'essere nel giusto e ancorar sentimenti e odio a una semplice formula di te, del tuo corpo, di ciò che emana il tuo odore. E se ora m'amassi, smetterei d'esser audace e sfrontato, tonerei a pigolar nell...
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Il seccatore.

08 settembre 2019 ore 12:43 segnala


Il seccatore.

Carlo Emilio Gadda.

Il seccatore è necessariamente un uomo, un maschio. Una profonda e felice esperienza della vita mi induce ad escludere che esista il seccatore femmina, mentre esistono oggi le femmine ossia donne brillantemente parificate all'uomo: donne ambasciatori, donne senatori, donne pittori, donne scrittori, donne critici, donne ministri, donne giudici, donne poliziotti. In un'epoca che rimarrà memorabile nella storia dell'umanità per aver sancito le eguaglianze dei due sessi, in diritto e in fatto, siamo lieti di poter constatare che nella parificazione dei contrassegni e dei passaporti un solo contrassegno maschile ha ricusato di lasciarsi parificare: l'attitudine a romper l'anima al prossimo: che nella donna è nulla, nell'uomo è infinita.

Se t'aspettavo,
se nell'ombra di quel patio, le tue mani
stringevo,
non era per noia,
non per ansia d'esser uomo,
no,
ma per assaggiar compito al desco del tuo Dio,
l'ambrosia d'un tuo bacio.



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« immagine » Il seccatore. Carlo Emilio Gadda. Il seccatore è necessariamente un uomo, un maschio. Una profonda e felice esperienza della vita mi induce ad escludere che esista il seccatore femmina, mentre esistono oggi le femmine ossia donne brillantemente parificate all'uomo: donne ambasciato...
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Con te o senza te..

06 settembre 2019 ore 23:13 segnala


Mi sono comprato l'amore,
per semplificare,
non ho dovuto dire nulla,
né che ero uomo,
maschio,
né che fossi vivo o morto.
Mi sono detto che in fondo
era come mangiare un panino,
che chiudendo gli occhi
avrei visto te,
che le tue dita eran le sue
che i miei sogni
eran i suoi sogni.

Ma non è stato così,
no,
tu non eri li,
non come madre al mio capezzale,
non come un amico che mi sveglia al mattino.
Tu sei rimasta lì,
come sempre d'altronde,
lì nei miei sogni.
Ma per poco, molto poco,
mi sono comprato il tuo amore,
quella cosa che entra ogni giorno nella mia casa,
quando tu,
ci entri



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« immagine » Mi sono comprato l'amore, per semplificare, non ho dovuto dire nulla, né che ero uomo, maschio, né che fossi vivo o morto. Mi sono detto che in fondo era come mangiare un panino, che chiudendo gli occhi avrei visto te, che le tue dita eran le sue che i miei sogni eran i suoi sogni. ...
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06/09/2019 23:13:34
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Quasi blu.

05 settembre 2019 ore 17:37 segnala



Quelle luci erano onde,
brillii su gocciole bagnate,
m'intrigava il ticchettio dei tuoi tacchi
sull'afrore
di asfalto e passione.
Quasi blu'
ma era solo la mia passione,
il turgore dei sensi che
alle tue gambe
s'avviluppava fradicio di te,
tu, non sapevi nulla
di mari e tempeste
che il mio cuore
agitavan....
tu, eri tu,
il resto....
quasi blu.


Perchè, in fondo, nulla abbiam deciso, se non viver mancandoci, quasi il non esserci fosse l'essenza dell'averci.
E cambiamo colore ad ogni luna, pensando di cristallizzare un dolore, in un colore, il colore dell'astinenza, del ritrovarci sempre allo stesso posto senza mai....incontrarci.






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« immagine » Quelle luci erano onde, brillii su gocciole bagnate, m'intrigava il ticchettio dei tuoi tacchi sull'afrore di asfalto e passione. Quasi blu' ma era solo la mia passione, il turgore dei sensi che alle tue gambe s'avviluppava fradicio di te, tu, non sapevi nulla di mari e tempeste che...
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Si, a domani.

04 settembre 2019 ore 09:11 segnala


Tutto era....rumore,
i pianti, le suppliche, tutto,
ma solo per chi nulla conosceva dell'idioma
del tuo cuore.
Ed io, invece, che una lingua per te avevo inventato,
io, dicevo,
tutto intuivo,
e prima ancor che il pensier tuo
avesse forma ,
prima che il peso del sonno sugli occhi si posasse,
con un guizzo, un avverbio ardito,
di nuova linfa ti riempivo, si che la soglia del dolore
più in la spostavo.
Nulla è più rumore nella stanza,
muta è l'anima, prono l'orgoglio, l'arguzia,
sei un cuore a metà,
tu li, a ricordar i suoi baci,
lui, vivo nei tuoi ricordi.
Rumori.


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« immagine » Tutto era....rumore, i pianti, le suppliche, tutto, ma solo per chi nulla conosceva dell'idioma del tuo cuore. Ed io, invece, che una lingua per te avevo inventato, io, dicevo, tutto intuivo, e prima ancor che il pensier tuo avesse forma , prima che il peso del sonno sugli occhi si p...
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Ahi, Federico!

03 settembre 2019 ore 09:39 segnala



Ahi Federico, quanto mi manca,
il sapore della tua vita persa nel vento.
Ahi Federico ombra di luna,
ucciso dalla tua Andalusia,
dimmi dove le tue ossa hai nascosto.
Ora i confini di una terra di tutti,
finalmente hai cancellato,
ahi Federico compagno di sempre,
hasta victoria,
siempre.


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« immagine » Ahi Federico, quanto mi manca, il sapore della tua vita persa nel vento. Ahi Federico ombra di luna, ucciso dalla tua Andalusia, dimmi dove le tue ossa hai nascosto. Ora i confini di una terra di tutti, finalmente hai cancellato, ahi Federico compagno di sempre, hasta victoria, sie...
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