Evelin 3 L'infinito.

21 marzo 2017 ore 21:22 segnala


Era di sera ed era più che un bisogno....uno scrollar via frotte di desideri.
E un infinito, un galattico senso di resurrezione sedette ai piedi del letto: sei viva e il passar dei giorni non è nulla, non è scendere da una china, un bacino di carenaggio ove smantellar fasciame, no.
L'infinito non si preoccupa di una fine perché non ne ha, e tu, ora sei me e sarai qualcun altro, domani e altri ancora e ancora.
Ora che sai, dimentica crucci e delusioni: sei l'infinito, una cosa seria.

Come parte di corpo,
che diparte e arieggia via,
come stilla di sospiro che nella sera
rantola, cupamente,
come quel sogno che dipingi nella mente e....
che nella notte si perde in sonni non tuoi,
come ciò ed altro che il cuore in se, racchiude,
come tutto quello che m'hai lasciato
ecco che quest'aria di cristallo, sembra.
È immaginazione
o desiderio,
che importa.
È, e basta.



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« immagine » Era di sera ed era più che un bisogno....uno scrollar via frotte di desideri. E un infinito, un galattico senso di resurrezione sedette ai piedi del letto: sei viva e il passar dei giorni non è nulla, non è scendere da una china, un bacino di carenaggio ove smantellar fasciame, no. L...
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Carla non sa.

21 marzo 2017 ore 09:41 segnala


Carla vive di tempo
non sa che l'immenso è in lei,
progenia di bizantine bellezze, in lei...
adagiò tutto un creato.

Carla è stizza, mai rammarico,
corre per non andar in nessun posto,
a sera sospira alle stelle
sognando un amore che non esiste.

Carla non morirà, mai,
sarà nel suo mare, in un vicolo nascosto,
sarà nel pane che spezzi,
nel cuore dei miei ricordi.





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« immagine » Carla vive di tempo non sa che l'immenso è in lei, progenie di bizantine bellezze, in lei... adagiò tutto un creato. Carla è stizza, mai rammarico, corre per non andar in nessun posto, a sera sospira alle stelle sognando un amore che non esiste. Carla non morirà, mai, sarà nel suo ...
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Evelin 2 - La mente.

20 marzo 2017 ore 17:58 segnala


E' diventata sua, a poco a poco, la tua mente; senza che potessi prestare il fianco a lavorii o reciprocità.
Essa, (la tua mente) ti ha lasciato mentre dormivi, mentre spazzavi il viale, o con il cane passeggiavi, sentivi che qualcosa nella tua bisaccia, mancava e, confesssa, ti riempiva l'anima il "vederla" comparire; era la sua mente a sconvolger teorie , sicurezze: tu eri suo prima ancora di volerlo.
La sua mente era un esattore che chiedeva il tributo: tutto te...e anche qualcosa di piu'...qualcosa che inventavi, giorno dopo giorno, mese dopo mese....anno dopo anno.



Ti piaccio,
e mi piace il saper di piacere,
di titillare la tua anima,
di scoprirti tenue e indifeso,
come un intestino crasso che sbisciola tra le dita,
come i capelli appena lavati quando sanno di vischio,
come l'odore smarroneggiante di nugoli d'atomi della terra che sollevi,
passeggiando,
come la polposa acredine delle ciliege fredde e dure,
come la nebbiosa inquietudine del corruccio dei tuoi occhi chiusi,
spremuti in questo baluginare estivo.
Ti piaccio, perché t'annego in ciò che vedo,
e che tu non sai d'avere.....



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« immagine » E' diventata sua, a poco a poco, la tua mente; senza che potessi prestare il fianco a lavorii o reciprocità. Essa, (la tua mente) ti ha lasciato mentre dormivi, mentre spazzavi il viale, o con il cane passeggiavi. Sentivi che qualcosa nella tua bisaccia, mancava e, confesssa, ti riem...
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Aveva occhi nerissimi.

20 marzo 2017 ore 06:33 segnala


Aveva occhi nerissimi,
o forse ero io a vederli cosi,....
aveva il sesso nel languore d'uno sguardo,
aveva cio' che di un addio
brucia,
aveva la mia voglia di bere allo spasimo,
di chiuder gli occhi, sazio e pasciuto,
aveva tutta la voglia del mondo
di amarmi, li, in piedi,
e che su quel muro ci fosse qualcosa di noi,
come un graffito di sesso.
Solo dopo, ma molto dopo,
pensammo a qualcosa di sensato,
e vuoto.


Perchè, in fondo, nulla abbiam deciso, se non il viver mancandoci, quasi il non esserci fosse l'essenza dell'averci.
E cambiamo colore ad ogni luna, pensando di cristallizzare un dolore, in un colore,... il colore dell'astinenza, del ritrovarci sempre allo stesso posto senza mai....incontrarci.

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« immagine » Aveva occhi nerissimi, o forse ero io a vederli cosi,.... aveva il sesso nel languore d'uno sguardo, aveva cio' che di un addio brucia, aveva la mia voglia di bere allo spasimo, di chiuder gli occhi, sazio e pasciuto, aveva tutta la voglia del mondo di amarmi, li, in piedi, e che su ...
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Evelin 1

19 marzo 2017 ore 07:26 segnala




Lei parla di sogni e arruffa sdegni con l'ansia di farti sapere quanto le è caro e quanto meno. Quando arriva la sera si veste con cura, siede aggiustandosi quella ciocca che s'ostina a stare dove non deve, e con un sorriso ti racconta la sua vita.
Tu non ridere, almeno....non subito: resta attento e dille che è tutto bello quello che dice, che sei fortunato/a ad averla conosciuta, tutte quelle cose ovvie che sai. mi piace, frou - frou, come sei brava, hai ragione, e bla bla bla.
Ma ogni tanto,....non spesso, giusto quando qualcosa di suo brilla, quando ti par di sentire una nota tutta sua, che parla della sua vita, della sua solitudine, ecco, allora lascia perdere i kiss, le puttanate, e dille qualcosa di tuo, che titilli la sua anima, che sappia di vero, di doloroso e tagliente.
Dille che è giusto che esista.



Rimane una scia,
un percolar di te,
un fascinoso, languido afflato,
nulla che potresti rinnegare,
nulla che io potrei scordare.



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« immagine » Lei parla di sogni e arruffa sdegni con l'ansia di farti sapere quanto le è caro e quanto meno. Quando arriva la sera si veste con cura, siede aggiustandosi quella ciocca che s'ostina a stare dove non deve, e con un sorriso ti racconta la sua vita. Tu non ridere, almeno....non subi...
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Il baro e la margherita.

18 marzo 2017 ore 20:59 segnala
Aver di sogni e desideri,
e cuocere d'ansia nell'aspettar che tu arrivi,
delego a te, fiore di campo,
il diritto d'essere felice.
Che stupidità.
T'ho chiesto un battito del tuo cuore,
uno solo,
e tu m'hai dato...una margherita...
e 50% di un sogno.

Si, no,
si, no,
si......si.

Ho barato.
Ma tu non devi saperlo.
Ora mi devi quel battito, cercalo.

Lo devo fare.
Devo barare.
Un desiderio o lo compri
o lo rubi.
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Aver di sogni e desideri, e cuocere d'ansia nell'aspettar che tu arrivi, delego a te, fiore di campo, il diritto d'essere felice. Che stupidità. T'ho chiesto un battito del tuo cuore, uno solo, e tu m'hai dato...una margherita... e 50% di un sogno. Si, no, si, no, si......si. Ho barato. Ma tu...
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Polvere di ricordi.

18 marzo 2017 ore 05:45 segnala



Pane per anime che invecchiano con perizia, i ricordi seguono una linea solo a loro nota. Non ci è dato di sapere quale sia la priorità di alcuni di essi: spesso ricordo particolari di poco conto e dimentico avvenimenti che hanno segnato la mia vita; per esempio ricordo perfettamente una interrogazione alle elementari, e non, la morte di mio padre!
Ma di mia madre, ricordo quasi tutto, specialmente il mio feroce bisogno del suo affetto, delle sue carezze, dei suoi incoraggiamenti,...tutte cose delle quali ho beneficiato in maniera infima, inesistente.
Ora che guardo il suo modo di morire, mi sembra di scorgere nel pallore del suo sguardo, una volontà di scusarsi per il suo essere; ma forse nulla di quello che immagino, ora, esiste nella devastazione della sua mente, forse, è in ultima analisi, quello che ancora, desidero lei sia per me, forse,... maybe.
Voglio che se ne vada in pace, voglio tenere la sua mano sino alla fine facendole sentire, che quello che mi ha dato, è il meglio lei potesse fare, voglio che chiuda gli occhi pensando che, dopotutto, ha fatto un buon lavoro.

Sono i giorni della pace,
ove ti adagi sulle onde del mio dire,
in silenzio,
un silenzio che pare una preghiera, e....
tanto il suo sciacquio sberleffa la chiglia della mia voce.
E' la calma della verzura d'un sottobosco tacito
ma
vivo....e' una freschezza,
un pigolio di cardellini,
e quando ci lasciamo, e' un digradar verso
un sogno,
come il varo, lento d'una chiglia che scivola
al mare,
e, s'adagia in uno specchio di spume che s'aprono
e fluttuano, vivaci e impazienti
e rinchiudono poco a poco,
la carena della nostra vita.


Ed ora, amica mia, grazie.
Grazie per avermi dato la possibilità di togliere polvere da ricordi....scordati.
Avrei voluto tener la tua mano nella mia e parlare d'un tuo passato.
Il tempo farà il resto e modellerá per noi un....ricordo.
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« immagine » Pane per anime che invecchiano con perizia, i ricordi seguono una linea solo a loro nota. Non ci è dato di sapere quale sia la priorità di alcuni di essi: spesso ricordo particolari di poco conto e dimentico avvenimenti che hanno segnato la mia vita; per esempio ricordo perfettament...
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La porta chiusa.

17 marzo 2017 ore 15:14 segnala



Questo velluto di buio che chiamano
notte,
è un opprimer, un cantilenar nenie.
T'aspetto, qui, ritta come uno stelo senza vento,
aspetto lo schiudersi della tua porta,
e non è coraggio o volerti a tutti i costi,
no,
è che non so dove altro andar...già.

Chissà se con quella porta hai anche il cuore
chiuso,
se questo mio sguardo di corallo,
catene e chiavistelli scardineranno.
In cuor mio so d'averti perso....ma tu,
sai quanto in alto avresti volato?
E resta chiusa quella porta,...
ancora,
riuscirò ancora a sillabar lo stesso t'amo
che sulle tue labbra lasciai volare?



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« immagine » Questo velluto di buio che chiamano notte, è un opprimer, un cantilenar nenie. T'aspetto, qui, ritta come uno stelo senza vento, aspetto lo schiudersi della tua porta, e non è coraggio o volerti a tutti i costi, no, è che non so dove altro andar...già. Chissà se con quella porta ha...
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17/03/2017 15:14:08
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S'invecchia.

15 marzo 2017 ore 16:05 segnala


S'invecchia con l'invecchiar,
col frantumio d'ossa che s'accompagna a ragnatele
di sogni,
di viaggi mai fatti, di baci mai dati.

S'invecchia e poco si muore,
come il percolar insistente di brina che coagula,
come un frullar d'ali nella sera,
quando un dolor d'ossa panneggia la poltrona.

S'invecchia come una canzone dei Credence,
come la nebbia che scura sul lago,
come la volta che girasti il capo al mio bacio
come le migliaia di volte che ti desiderai.



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« immagine » S'invecchia con l'invecchiar, col frantumio d'ossa che s'accompagna a ragnatele di sogni, di viaggi mai fatti, di baci mai dati. S'invecchia e poco si muore, come il percolar insistente di brina che coagula, come un frullar d'ali nella sera, quando un dolor d'ossa panneggia la poltr...
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15/03/2017 16:05:29
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Come morire.

11 marzo 2017 ore 20:35 segnala


Quando sentirò di dover morire,
aprirò la porta,...
tutta;
come sai, odio implorare,
non l'ho fatto neanche per fermarti.

Ma dentro son già morto,
ecco perché anche io
l'amore più non faccio,
per sentire addosso il suo odore,
per abituar tutto me al suo
abbraccio.


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« immagine » Quando sentirò di dover morire, aprirò la porta,... tutta; come sai, odio implorare, non l'ho fatto neanche per fermarti. Ma dentro son già morto, ecco perché anche io l'amore più non faccio, per sentire addosso il suo odore, per abituar tutto me al suo abbraccio. « video »
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11/03/2017 20:35:26
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