Parole di nEve.

21 febbraio 2017 ore 21:27 segnala


Cosa era la tua voce?
Cosa s'affastellava nei cuori dei tuoi eroi se non desiderio?
E così siam persi e vuoti
i tuoi silenzi paion odio, rancore,
tu che il sorriso avevi in punta di cuore,
che entrarvi nelle vite di noiose giornate,
ora pari una carta spiegazzata e sporca.
Il tuo silenzio è una resa,
un considerare nulla quello che pensi.
Le parole di nEve, mancano, latitano,
alla nostra tavola il tuo posto è lì,
entra dalla porta del cuore
e torna a sorrider con le tue
parole.


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« immagine » Cosa era la tua voce? Cosa s'affastellava nei cuori dei tuoi eroi se non desiderio? E così siam persi e vuoti i tuoi silenzi paion odio, rancore, tu che il sorriso avevi in punta di cuore, che entrarvi nelle vite di noiose giornate, ora pari una carta spiegazzata e sporca. Il tuo sil...
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Tant l'aria sà da cagnà.

21 febbraio 2017 ore 16:47 segnala



Si, quello che prima, in intuizioni e desideri si accoppia a ragionamenti e progetti, quello che le razionalità nascondono dietro tendaggi, pesanti e occlusivi, quello che solo al tuo io, confessi, meravigliandoti della potenza del tuo sesso, che esclude ogni forma di ragionamento, quello, dicevo, è il vero rapimento, quello,.... tutto questo, precede:

Spogliati,
e a passi lenti
segna il tuo territorio
sul piancito, lordo
dei nostri desideri.
Schiaccia la tua carne
contro la mia, e il fresco ascolta,
irrigidire sui tuoi lombi,
scaverò tunnel di godimenti
nel tuo grembo che trema.
Quella grossa vena
sulla tua fronte,
anticiperà, di poco, le tue
urla:
non avrò pietà dei tuoi sensi,
e le tue lacrime, insieme,
berremo.



e quello che c'è dopo, non è nulla, nulla che valga la pena descrivere, perchè tutto di te, è già morto, dimentico di ogni promessa.

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« immagine » Si, quello che prima, in intuizioni e desideri si accoppia a ragionamenti e progetti, quello che le razionalità nascondono dietro tendaggi, pesanti e occlusivi, quello che solo al tuo io, confessi, meravigliandoti della potenza del tuo sesso, che esclude ogni forma di ragionamento, ...
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Gli altri.

21 febbraio 2017 ore 08:59 segnala



Uno scrigno nuovo, ogni giorno,
una sorpresa, un dolore, una gioia,
li ritrovo ad aspettarmi là, nella strada,
curvi o fieri, sorridenti o tristi,
gli altri,
tanti me, di colore diverso,
perchè il mio io non finisca con il mio corpo,
ma si spanda in giro per i prati, per le vie, per i cieli,
gli altri,
una essenza, un odore, una lucentezza,
gli altri,
la mia idea di eternità.
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« immagine » Uno scrigno nuovo, ogni giorno, una sorpresa, un dolore, una gioia, li ritrovo ad aspettarmi là, nella strada, curvi o fieri, sorridenti o tristi, gli altri, tanti me, di colore diverso, perchè il mio io non finisca con il mio corpo, ma si spanda in giro per i prati, per le vie, per...
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Ritrovarsi.

20 febbraio 2017 ore 22:29 segnala



Perché non riderne, si, di quelle infantilitá, perché non appropriarci di qualcosa che sembra ridicolo, perché non farne un'abito, un modo di viverci addosso?
È cosi meravigliosamente inutile; tu sei ritta e fiera quando ti incazzi per ombre e presenze, e dolce e lucente di pianto, quando t'avvolgi di un mio t'amo, come se, il dolore di saperti prona e dolente, non fosse già una punizione, per me.
Siamo due adolescenti, in una stanza semibuia....delle nostre bellezze i contorni intuiamo, dei difetti, nulla vediamo, non abbiamo tempo di invecchiare, e nemmeno di morire.
Restiamo così, piu' a lungo possibile: tra poco il tempo, avrà la meglio su di noi.

Manchi alle idee,
manchi ai sospiri,
e par di sprecar infinità d'amore,
se non sapessi dirlo, con queste righe.

Manchi, anche a chi già ti ha,
quando pensa che io, ti voglio,
e che, forse,
a me verrai, prima o poi.

Manchi.


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« immagine » Perché non riderne, si, di quelle infantilitá, perché non appropriarci di qualcosa che sembra ridicolo, perché non farne un'abito, un modo di viverci addosso? È cosi meravigliosamente inutile; tu sei ritta e fiera quando ti incazzi per ombre e presenze, e dolce e lucente di pianto, ...
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Lasciti.

20 febbraio 2017 ore 06:05 segnala



Sono stanco,
stanco di vivere,
di chieder qualcosa ora che
non ho voce.
Sono stanco di veder partire i miei amori,
di dar loro appuntamenti in stazioni che
non esistono,
sono inutile e spento come un'idea di eterno
al capolinea di un tram che non passa più.
Sono stanco di vivere
quando il morire è l'ultimo amore,
eri tu il mio coraggio,
tu il respiro
d'un immenso che più non esiste.



Quanto mi fu caro l'invidiar l'argentinio della tua voce, quanto il tuo confonder amori con musiche e canzoni, non saprai mai.
Perchè ci sono carezze che voce non hanno e il loro senso si intende con qualcosa che, grazie a Dio, tu non hai.


Come quando non capisci,
quella sommossa di battiti strani...
è amore, credimi, un amore, ma....strano.

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« immagine » Sono stanco, stanco di vivere, di chieder qualcosa ora che non ho voce. Sono stanco di veder partire i miei amori, di dar loro appuntamenti in stazioni che non esistono, sono inutile e spento come un'idea di eterno al capolinea di un tram che non passa più. Sono stanco di vivere qu...
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Avrei voluto....

19 febbraio 2017 ore 21:33 segnala


Non volevo altro che
invecchiar con te,
contare i giorni, riconoscendoli tutti.
Non volevo altro che
le tue labbra sentir sulle mie,
contar le tue rughe e vederci qualcosa,
come buffe forme nelle nuvole.
Non volevo altro che
il tuo pianto ascoltar dal mio letto di morte,
vederti assorta a leggere le mie odi,
giocar ancora con la tua voce
che mi cerca.
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« immagine » Non volevo altro che invecchiar con te, contare i giorni, riconoscendoli tutti. Non volevo altro che le tue labbra sentir sulle mie, contar le tue rughe e vederci qualcosa, come buffe forme nelle nuvole. Non volevo altro che il tuo pianto ascoltar dal mio letto di morte, vederti asso...
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A scuola di sogni.

17 febbraio 2017 ore 17:07 segnala




Quel posto chiamato...memoria,
quel che muove sogni a vita
riempir.
Quell'antro chiuso alle stelle,
quel grumo di passione, di egoistico me,
quello che riconosce amori da conciliaboli, brusii,
quel pertugio stretto che porta al pulsar vitale
quel labirinto che scoraggia vanesi, arruffapopoli, istrioni,
sta lì, seduto ad aspettar qualcosa che come un vino
matura,
qualcosa da riconoscere nel tempo, senza fretta,
qualcosa che a champagne somigli,
non a "busciante" gazzosa.

A scuola di sogni
a desiderar d'esser un qualcosa che vive,
magari
un solo giorno,
ma quello giusto.

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« immagine » Quel posto chiamato...memoria, quel che muove sogni a vita riempir. Quell'antro chiuso alle stelle, quel grumo di passione, di egoistico me, quello che riconosce amori da conciliaboli, brusii, quel pertugio stretto che porta al pulsar vitale quel labirinto che scoraggia vanesi, ar...
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La trottola.

15 febbraio 2017 ore 15:41 segnala



Corri, salti, pensi e mangi, tutto gira vorticosamente, addenti la tua vita a morsi, ogni tanto ti scontri con qualcuno, entri nella sua vita, sei dolce, sbuffi, ti irriti, poi pensi al tuo corpo, e corri a istruirlo, mi parli e già pensi ad altro, sorrido al pensiero del tuo corpo che invecchia energicamente,....poi a sera, stravolta, esausta, con gli obblighi assolti, cadi sul tuo divano, e arriva lui, a carezzare il tuo io, con voce suadente e lenta: prende per mano la tua anima e l'accompagna verso il sonno.
L'ultimo tuo pensiero, fioco e vago, è per lui, come il primo, lo sarà,,....domani.

Dedicato a quella meraviglia del creato che per convenzione chiamiamo....donna.


Ho trovato il tempo
di renderti cio' che ti spetta?
O preso com'ero a scioglier l'anima al pensiero
d'un tuo sguardo,
scordai di dir che....
ed ora, son confuso e stupido, percio'...
ti porgo un cuore rosso d'amore,
estrai parole per saziar i tuoi baci.
T'ho gia' detto che questa non e' una sera,
ma una coperta di stelle
su due cuori e un unico bacio,....no?
T'ho gia' detto che.....
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« immagine » Corri, salti, pensi e mangi, tutto gira vorticosamente, addenti la tua vita a morsi, ogni tanto ti scontri con qualcuno, entri nella sua vita, sei dolce, sbuffi, ti irriti, poi pensi al tuo corpo, e corri a istruirlo, mi parli e già pensi ad altro, sorrido al pensiero del tuo corpo ...
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Amore a scale.

14 febbraio 2017 ore 23:32 segnala


Gli amori sicuri, definiti da "certo, sicuro", non sono amori, ma progetti, cunicoli stretti e dritti.
Amori senza nuance, sfumature, indefiniti dubbi che spingono a vette e abissi,
a cui non chiedere informazioni sicure, sono giuramenti sulla direzione del vento: impossibili.
Quindi mi ritrovo, straniero, in una landa di esseri ben vestiti che si aspettano documenti certi da me, apolide dei sentimenti, mendicante di comprensione,.... purtroppo, inesistente.
E allora, mi camuffo da "man in project", da cortigiano del sapere, ma ogni tanto mi scappa da ridere, e, le carte che ho in mano, si scoprono.
Il mio e' un bluff, ma te l'avevo detto, ricordi, e, se vuoi, posso far finta d'essere qualcosa che non sono: pensavo fosse essenziale solo una cosa, che t'amo, semplicemente, ma posso a gentile richiesta, indossare una cravatta, che mi dia l'imprimatur di tuo proprietario.
Non volevo essere un padrone del tuo corpo, ma l'essenza che fa vivere la tua anima.
Scusa.


Baciami ancora
come se dovessi morire
e poi ancora morire:
che la tua anima
sia la saliva d'un sospiro,
l'ultimo sospiro.
Baciami
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« immagine » Gli amori sicuri, definiti da "certo, sicuro", non sono amori, ma progetti, cunicoli stretti e dritti. Amori senza nuance, sfumature, indefiniti dubbi che spingono a vette e abissi, a cui non chiedere informazioni sicure, sono giuramenti sulla direzione del vento: impossibili. Quindi...
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14/02/2017 23:32:47
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Chiara abita qui.

13 febbraio 2017 ore 21:24 segnala


Mi appresto a finire la nostra casa, da lontano osservo le linee, gli accostamenti a prati e alberi, e cerco di intravedere l'effetto della tua presenza davanti ad essa.
Tu sei piccola e minuta, e la tua anima, gentile, sono stato attento a non invader in altezza, quella parte di cielo che delimitava il guardo, a non escludere linee brevi, arbusti magri e lignei, tutto, insomma cio' che a te mi facesse pensare, quando non ci sei.
Non ci sei con il corpo, a volte, con la mente; sono un limite al tuo volo, lo so, e allora apro la porticina della tua gabbia e tu....voli, voli d'un volo ribelle, quasi a dirmi che....senza me, riesci ad innalzare il corpo, oltre l'orizzonte, quello dal quale io vengo, quello che e' cosi' lontano dal tuo.


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« immagine » Mi appresto a finire la nostra casa, da lontano osservo le linee, gli accostamenti a prati e alberi, e cerco di intravedere l'effetto della tua presenza davanti ad essa. Tu sei piccola e minuta, e la tua anima, gentile, sono stato attento a non invader in altezza, quella parte di cie...
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13/02/2017 21:24:32
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