Esaú.

27 marzo 2018 ore 21:42 segnala




Esaú era figlio di Rebecca e Isacco.
Egli aveva un fratello gemello, Giacobbe, che era nato dopo di lui.
Quindi era il primogenito con tutte le prerogative e i vsntaggi della primogenitura.
Un giorno tornando dai campi, stanco e affamato, vide Giacobbe seduto mentre mangiava un piatto di lenticchie.
Egli chiese al fratello di dargliene che disse gliele avrebbe date in cambio della primogenitura.
Esaú accettò e da quel giorno divenne sinonimo di chi vende le proprie convinzioni per qualcosa di materiale o per una convenienza, spesso per poco o per qualcosa di poco valore.
Perché ne parlo? Perché nella mia vita ho conosciuto molte, moltissime persone simili a Esaú, e nonostante questo resto sempre fortemente sorpreso quando, puntualmente me ne capita un'altra.
È una mia costante: scambio sempre la gazzosa per....champagne.
Ancora non capiscono (e come potrebbero) che sono loro, gli Esaú, che alla distanza perderanno
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« immagine » Esaú era figlio di Rebecca e Isacco. Egli aveva un fratello gemello, Giacobbe, che era nato dopo di lui. Quindi era il primogenito con tutte le prerogative e i vsntaggi della primogenitura. Un giorno tornando dai campi, stanco e affamato, vide Giacobbe seduto mentre mangiava un pia...
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27/03/2018 21:42:30
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Fiducia.

23 marzo 2018 ore 15:24 segnala



Mi fido di te........e, spesso, sbaglio.
Mi fido di quello che dici di essere, dell'enfasi espressa nelle tue convinzioni, e poco a poco divento te, penso un poco come te, mi addoloro dei tuoi malanni, gioisco delle tue vittorie, quasi sono piu' felice e piu' triste per quello che succede a te. Strano, vero?
Mi fido e mi apro.
Mi fido e un poco ti amo.
Quando non ci sei, ti cerco; quando ci sei, ti parlo.
E quando ciò che sei, veramente, viene a galla.....io lo nego, lo nego con forza, con la convinzione profonda di non essermi sbagliato, di non aver ammirato un qualcosa di così nebuloso e vago.
Ci sto male.
Molto.
Ma poi passa, e ti guardo nel tuo razzolar per cercar consensi, con le tue frasi fatte, alle quali solo ora guardo obiettivamente, riconoscendo la strisciante potenza persuasiva fatta di salamelecchi e ohhhh! meravigliati anche dinanzi a mediocrità immani.
Mi sono fidato, ma non ho perso.
Alla fine, chi perde, sei solo tu.
Solo che, ora, non lo sai.


Avrei voluto te,...
il tuo corpo,
avrei voluto ascoltare il fremito della tua pelle
che crema sul mio sfiorar di dita,
avrei voluto entrare in te con il desiderio d'un sesso animale,
ho preso, invece, la cosa più preziosa,
quella che a nessun altro, mai darai,
ho preso la tua anima, e tutta la vita che c'era in te,
ho lasciato agli altri scorie,
pelle, ossa, muscoli e qualche pelo,
ma i tuoi sogni,
li ho io, e sognero' anche per te.
Sappilo.



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« immagine » Mi fido di te........e, spesso, sbaglio. Mi fido di quello che dici di essere, dell'enfasi espressa nelle tue convinzioni, e poco a poco divento te, penso un poco come te, mi addoloro dei tuoi malanni, gioisco delle tue vittorie, quasi sono piu' felice e piu' triste per quello che s...
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Volevo scriverti da tanto....

18 marzo 2018 ore 06:12 segnala



Volevo dirlo alla tua anima,
quasi fosse una supplica,
volevo dar un'ombra d'ufficialitá alle mie lacrime
ma senza genufletter orgoglio.
Ecco perché volevo scriverti, da tanto,
mettere una virgola lì, un'accento su una atona,
un due punti per darmi arie,
ma poi, come sai, preferisco aspettare un tuo gesto.
Ek sto qui, all'angolo della tua vita,
come una fronda che ronza alla sera.
Volevo scriverti,



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« immagine » Volevo dirlo alla tua anima, quasi fosse una supplica, volevo dar un'ombra d'ufficialitá alle mie lacrime ma senza genufletter orgoglio. Ecco perché volevo scriverti, da tanto, mettere una virgola lì, un'accento su una atona, un due punti per darmi arie, ma poi, come sai, preferisco...
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Più che me.

06 marzo 2018 ore 10:12 segnala



Più che me vorrei tu amassi
il mio modo d'amarti,
quell'alchimia che ti confonde,
che ti rende tiepida e sguarnita.
Più che me vorrei tu attendessi,
a sera,
la mia voce che esplode in un anacoluto,
in una ricerca di essere a te, unico.
Più che la noia,il vacuo passar del tempo,
vorrei fosse la fame di me a popolar le tue ore,
il saper che il mio esistere
fosse, forse, solo un'invenzione,
un bisogno d'eterno,
un me da sempre,
solo sognato.


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« immagine » Più che me vorrei tu amassi il mio modo d'amarti, quell'alchimia che ti confonde, che ti rende tiepida e sguarnita. Più che me vorrei tu attendessi, a sera, la mia voce che esplode in un anacoluto, in una ricerca di essere a te, unico. Più che la noia,il vacuo passar del tempo, vorr...
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Esegesi.

04 marzo 2018 ore 09:51 segnala





UN RITORNO

Sul lago le vele facevano un bianco e compatto poema
ma pari più non gli era il mio respiro
e non era più un lago ma un attonito
specchio di me una lacuna del cuore.

Vittorio Sereni


" Metricamente è una quartina costituita da un doppio novenario, di ritmo giambico-anapestico, isòcrono, con sinalefe fra i due emistichi su parola sdrucciola, e da tre endecasillabi, tutti con forte accento di quarta o di quinta su parola tronca (più, me)."

La mia ignoranza mi porterebbe troppo facilmente a ironizzare su una disamina così strettamente tecnica, ragione per cui non cito il nome dell'autore che ha sicuramente meriti che non sono in grado di apprezzare.
Quello che posso dire è che vorrei avere "l'attrezzatura" adatta a esprimere concettualmente qualsiasi sensazione che vaga nella mia mente.
E vorrei che fosse simile a quella di Sereni.

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« immagine » UN RITORNO Sul lago le vele facevano un bianco e compatto poema ma pari più non gli era il mio respiro e non era più un lago ma un attonito specchio di me una lacuna del cuore. Vittorio Sereni " Metricamente è una quartina costituita da un doppio novenario, di ritmo giambico-an...
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Arie marine.

28 febbraio 2018 ore 18:08 segnala





È un meriggiare acre di sudore,
e quei fruscii di serpi sul bruciar di stoppie gialle d'estate,
è un'aspettarti tra un battito e l'altro.

Laggiù scaglie di mare, un cobalto che sciaborda sull'orlo di cielo,
un richiamo che balugina tremolante,
è l'arsura...una sofferenza che screpola pelle e brandelli di anima.

E la gazzarra di uccelli agita l'aria....
è tutto un friccicar d'attese,
un te che non arriva, un desiderio di fresco,
e quando una ventata dei tuoi capelli si posa sulla mia nuca,
quel mare non è più una scaglia, no,
è un abisso, è un te che dilaga in tutta la mia
anima.



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« immagine » È un meriggiare acre di sudore, e quei fruscii di serpi sul bruciar di stoppie gialle d'estate, è un'aspettarti tra un battito e l'altro. Laggiù scaglie di mare, un cobalto che sciaborda sull'orlo di cielo, un richiamo che balugina tremolante, è l'arsura...una sofferenza che scre...
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Senza volto.

21 febbraio 2018 ore 22:22 segnala




Vorrei esserti caro,
per i sogni che di me inventi,
vorrei mancati, come l'ombra in un meriggio d'agosto.
E poi vorrei che amassi ciò che sono,
senza vedere il tempo che scrive sul mio viso
quelle orrende bugie sul mio conto.
Vorrei che il tuo cuore, come il mio,
sbattesse, furioso, al tocco della mano,
vorrei, insomma, non avere un volto,
ma esser solo un immenso e stranito, bisogno di me,
un accanito furore,
un aspettare un treno senza destinazione.



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« immagine » Vorrei esserti caro, per i sogni che di me inventi, vorrei mancati, come l'ombra in un meriggio d'agosto. E poi vorrei che ammassi ciò che sono, senza vedere il tempo che scrive sul mio viso quelle orrende bugie sul mio conto. Vorrei che il tuo cuore, come il mio, sbattesse, furios...
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21/02/2018 22:22:48
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Almeno, pensami.

19 febbraio 2018 ore 08:42 segnala





Quando cade la sera sulle tue membra stanche,
quando l'assopir cela il gusto d'un abbraccio,
quando anche i ricordi sono una fatica
e il pensar diventa un liquido d'alcool pieno,
fa che qualcosa di mio ti scivoli tra le dita,
che so,
uno spiegazzato foglio,
un insieme di parole d'amore.

Almeno, pensami,
senza l'assillo d'una mia carezza,
senza che nulla di te io cerchi,
nulla nemmeno quell'ansa del tuo gomito,
quella che le mie dita accarezzavano,
quando tutto me, da te,
di piu' voleva.



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« immagine » Quando cade la sera sulle tue membra stanche, quando l'assopir cela il gusto d'un abbraccio, quando anche i ricordi sono una fatica e il pensar diventa un liquido d'alcool pieno, fa che qualcosa di mio ti scivoli tra le dita, che so, uno spiegazzato foglio, un insieme di parole d'...
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Fame.

16 febbraio 2018 ore 11:02 segnala

Premio Pulitzer 2007



Lo sai, non è la fame di te a cercarti, no,... ma il parco sorrider alle mie facezie, il controllar quella spinta verso il tuo consenso, l'apparir profondo nuotando in cerchio attorno al tuo affacendar lento ma costante.
Un bacio, poi un altro, un soffiar un poco della mia vita nella tua gola, un riempir l'otre della tua felicità, vestendo il tuo corpo di magnificenze.


Un bacio poi un altro,
e aspettar il liquefarsi del tuo sguardo aspettandone un altro,
un farmi sentire la tua fame di me con nonchalance,
con la grazia di chi non cerca nulla ma si aspetta molto.
Un bacio, poi un altro.....a mezzogiorno.
Ma è solo un caso,
t'avrei baciata anche a sera, o nelle tenebre,
sotto un portico,
o davanti a una vetrina.
Un bacio,....tu fa che non sia l'ultimo.
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« immagine » Premio Pulitzer 2007 Lo sai, non è la fame di te a cercarti, no,... ma il parco sorrider alle mie facezie, il controllar quella spinta verso il tuo consenso, l'apparir profondo nuotando in cerchio attorno al tuo affacendar lento ma costante. Un bacio, poi un altro, un soffiar un po...
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16/02/2018 11:02:28
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Profondità.

15 febbraio 2018 ore 11:43 segnala





Cosa di più armonico
delle profondità del tuo corpo? Nulla.
O un universo che sconfina nelle nostre ore,
un immaginario e struggente gorgoglio d'amplessi,
la perfezione della curvità del tuo ginocchio,
la scurita di ciò che sprofonda tra le gambe,
eccolo il piccolo attimo che precede la morte,
quello che la distanza tra noi,
ora,
alimenta.
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« immagine » Cosa di più armonico delle profondità del tuo corpo? Nulla. O un universo che sconfina nelle nostre ore, un immaginario e struggente gorgoglio d'amplessi, la perfezione della curvità del tuo ginocchio, la scurita di ciò che sprofonda tra le gambe, eccolo il piccolo attimo che prec...
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