Non ci credi.

12 ottobre 2019 ore 19:53 segnala





Era essenza, nulla di quel che chiamavi
materia,
e tutti i sensi s'alzarono in volo quasi fosser stormo,
quasi migrassero come bisogno di stanzialità.
E con pauroso timore mi chiedesti se
qualcosa, qualcuno potesse spostar nota,
una croma, magari, di quest'adorazione che s'agitava
nelle mie notti.
Ah! Illusa,
come il genio possa esser incanalato, deriso,
da qualsiasi formicolio, da putridume delazionario,
come corregger il perfetto,
il meraviglioso perfetto d'un mio tentarti con un bacio,
illusa,
ciò che è, è,
e non ci resterà che morir l'uno dell'altro,
alla fine della nona.


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« immagine » Era essenza, nulla di quel che chiamavi materia, e tutti i sensi s'alzarono in volo quasi fosser stormo, quasi migrassero come bisogno di stanzialità. E con pauroso timore mi chiedesti se qualcosa, qualcuno potesse spostar nota, una croma, magari, di quest'adorazione che s'agitava...
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Un senso compiuto.

11 ottobre 2019 ore 22:29 segnala




A volte si ama qualcosa che...
un'idea, magari, una brucellosi che infetta il giusto sentire.
A volte tutto s'esaurisce quando sono le certezze che appianano tempeste;
molto infiamma il dubbio, la non certezza quasi fosse agiosidero
là, in mezzo alla strada che aspetta la certezza d'un colpo di maglio.
A volte in mezzo a nebbia di noia, t'amai con tutto il mio sguardo da sagittabondo,
come un novello Gastone
che s'erge arrogante e dispensa vagoni di nulla impomatati,
e tu che sguazzavi in melassa di ignoranze studiate,
t'aspettavi qualcosa che in me latitava, latita, latiterà:
la costanza di un senso compiuto,
l'essere un normale ammasso
di cacca,
vestita di festa, ma pur sempre una
cacca.



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« immagine » A volte si ama qualcosa che... un'idea, magari, una brucellosi che infetta il giusto sentire. A volte tutto s'esaurisce quando sono le certezze che appianano tempeste; molto infiamma il dubbio, la non certezza quasi fosse agiosidero là, in mezzo alla strada che aspetta la certezza ...
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Bofonchiare, borbottio.

10 ottobre 2019 ore 20:56 segnala




Panegirico di rumori e guttureggii,
il scrollar di dosso pacche e risolini,
è un nulla che dipingo di intelletual-pavoneggìo.
E avessi almeno due belle tette,
un dècolletè da esibire, un friccico di femminilità,
chissà qual teorema inventerei con due cucchiaini da gelato,
chissà quale elevazione a nirvana e cieli m'attribueresti,
pur d'aver un mio cenno, un solletichio al tuo esser maschio.
Non ho nulla da dire, e perciò
parlo molto,
per dar fragore a un'idea che non ho
ma che intuisco sottopelle.
Sono Dio e satana,
sono quello che vuoi vedere,
non quello che veramente
sono.



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« immagine » Panegirico di rumori e guttureggii, il scrollar di dosso pacche e risolini, è un nulla che dipingo di intelletual-pavoneggìo. E avessi almeno due belle tette, un dècolletè da esibire, un friccico di femminilità, chissà qual teorema inventerei con due cucchiaini da gelato, chissà qu...
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Barca o barcone?

08 ottobre 2019 ore 20:24 segnala



Era il mare innanzi,
un destino liquido che la paura mordeva,
erano attimi normali di una vita terribile,
con quei figli attaccati alle mie cosce.
Era un'idea di un paradiso di carta,
popolata di gente rosa e buona,
era, ripeto solo un'idea;
dietro noi
solo la morte e il suo ghigno.
Ecco che prendemmo il largo
verso un infinito che solo nella nostra mente
esisteva.



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« immagine » Era il mare innanzi, un destino liquido che la paura mordeva, erano attimi normali di una vita terribile, con quei figli attaccati alle mie cosce. Era un'idea di un paradiso di carta, popolata di gente rosa e buona, era, ripeto solo un'idea; dietro noi solo la morte e il suo ghigno....
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Architetture fragili.

05 ottobre 2019 ore 21:48 segnala




Non amo esser tradito, (e chi lo ama), e non riesco a metabolizzare il grigiume di quel vissuto: mi tiene sveglio la notte, mi rovina quel poco di buono che resta nella mia esistenza. E per tradimento, non intendo quel mediocre aggrovigliar di corpi che si annienta 5 minuti dopo l'aver di esso goduto, no,...suppongo che il non gestire le proprie pulsioni sia una maledizione che svilisce, spesso, il bello della esistenza.
Non sopporto, o meglio, il mio IO non sopporta quel arrabbattarsi in funambolismi verbali per giustificare quasi sempre buffamente un coinvolgimento che viene quasi sempre rinnegato con misere scusanti.
Io non sono una bestia. Non lo sono e non lo sarò, checchè qualcuno ne sia convinto.
Ma di certo, riesco ad addomesticare le mie pulsioni (con sforzo) quando tutto me ama qualcuno; e se questo significa essere uno stupido, ebbene sono uno stupido.

Mangi ad ore stabilite, e i tuoi occhi hanno una linea scura,
precisa,
Il colore dei tuoi capelli sa di falso, d'artefatto,...
lo vorrei toccare,....con lo sguardo.
Tutto di te è ciò che deve essere,...
l'arruffar dei mie avverbi non s'intona col tuo fare.
E il tempo passa,
la carne si scolla da durezze e gioia tattile,
solo io resto come un incubo, sempre lo stesso,
a renderti più che altro, stupida e vuota.
No, non mi meriti,
non hai i giusti attrezzi per lavorare la materia.
No.
Scomparirai, disfacendo carni e idee da poco...
io no,
io vivrò in altri sguardi,
in altri famelici istinti.
Avrò un altro nome, altri occhi,
ma quel fuoco, quello,
vivrà oltre me, e oltre te.
Si, non mi meriti.



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« immagine » Non amo esser tradito, (e chi lo ama), e non riesco a metabolizzare il grigiume di quel vissuto: mi tiene sveglio la notte, mi rovina quel poco di buono che resta nella mia esistenza. E per tradimento, non intendo quel mediocre aggrovigliar di corpi che si annienta 5 minuti dopo l'...
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Assurbanipal.

04 ottobre 2019 ore 20:52 segnala




«E tu gli ornavi del tuo riso i canti
che il lombardo pungean Sardanapalo
cui solo è dolce il muggito de' buoi,
che dagli antri abdüani e dal Ticino
lo fan d'ozi beato e di vivande.»

(U. Foscolo, Dei Sepolcri, vv. 57-61)


Ero io a decider di vita o morte,
io che al cielo parlavo come a fratello,
ero io a viver di me e solo di me,
a rincorrer qualcosa che solo un dio cerca.
Dunque siedi perchè io voglio che sia ciò,
siedi e alza lo sguardo fin dove l'universo splende,
e taci, fa che sia nemmeno un respiro a vagar per l'aria,
taci, rendi l'aria vitrea e opalina
taci e raccogli ciò che ti anima in una coppa di tempo,
deve esser anche il morire
un dono,
un atto d'amore
per me.



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« immagine » «E tu gli ornavi del tuo riso i canti che il lombardo pungean Sardanapalo cui solo è dolce il muggito de' buoi, che dagli antri abdüani e dal Ticino lo fan d'ozi beato e di vivande.» (U. Foscolo, Dei Sepolcri, vv. 57-61) Ero io a decider di vita o morte, io che al cielo parlavo ...
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Io sono la bestia.

03 ottobre 2019 ore 22:06 segnala


S'accuccia vicino al cuore,
sorride sorniona ad ogni convulsione
e so che tra poco lo morderà
quel cuore che bussa feroce al cervello.
Quella bestia, anima di dolore sente il sangue
quel cane rabbioso ha smesso di ridere,
e il suo canto di guerra strappa il desiderio di vivere.
Non lo so, proprio non lo so
a cosa dovrei tendere,
perchè dovrei viverci in questo buco,
so che il mio traguardo s'appressa
che quella carogna di bestia
mangerà anche la mia anima.



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« immagine » S'accuccia vicino al cuore, sorride sorniona ad ogni convulsione e so che tra poco lo morderà quel cuore che bussa feroce al cervello. Quella bestia, anima di dolore sente il sangue quel cane rabbioso ha smesso di ridere, e il suo canto di guerra strappa il desiderio di vivere. Non l...
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Assiduità.

02 ottobre 2019 ore 16:46 segnala





T'amo come un villico la sua terra,
con assiduità,
come la zappa il solco, come il sole il seme.
T'amo ogni giorno
al risveglio, nel caffè che gorgoglia nella cuccuma,
t'amo come il pastrano le mie spalle
nel freddo che pare una lama,
t'amo senza il dover amarti,
così, come il lampione che sa di spenger la luce
al primo chiarore.
T'amo perchè c'è monotonia nel ripeter
che quel fluido nelle vene
non è altro che il pensar a te,
che un giorno la smetterò di amarti.
Ma lo sai,
che sono un bugiardo.



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« immagine » T'amo come un villico la sua terra, con assiduità, come la zappa il solco, come il sole il seme. T'amo ogni giorno al risveglio, nel caffè che gorgoglia nella cuccuma, t'amo come il pastrano le mie spalle nel freddo che pare una lama, t'amo senza il dover amarti, così, come il lam...
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Saperlo.

27 settembre 2019 ore 17:10 segnala




Scalo il monte della tua indifferenza,
e mi sembra inenarrabilmente incredibile l'amar così tanto
il tuo odio per i miei sogni.
Sei un iceberg di un bianco nemmeno così bianco,
e ogni giorno è solo ore su ore che passano,
lo so, bisognerebbe imparare a lasciarsi,
a seguire i nostri sentieri,
perchè se ami il cuore di qualcuno
lo vuoi proteggere, da tutto,
da tutto,
ma nulla puoi contro l'indifferenza.
Meglio l'odio, adesso lo so.


Non vale nulla, lo so.



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« immagine » Scalo il monte della tua indifferenza, e mi sembra inenarrabilmente incredibile l'amar così tanto il tuo odio per i miei sogni. Sei un iceberg di un bianco nemmeno così bianco, e ogni giorno è solo ore su ore che passano, lo so, bisognerebbe imparare a lasciarsi, a seguire i nostri...
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27/09/2019 17:10:05
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Espana.

25 settembre 2019 ore 22:35 segnala


Ho amato Spagna.
Ho amato spagnoli.
Sembravano cugini non visti da tanto,
di quelli che ritrovi a un funerale,
a una comunione
Ho amato il tuo cibo, i mercati, le tue bandiere,
ho poltrito all'ombra di fresche navate,
ho dormito sul piancito del tuo sesso,
non ho avuto vergogna di piangere per un tuo abbandono.
Ti ho amato, assai, figlia di Spagna,
ma era giusto facessi le tue scelte,
non eravamo fiori dello stesso mazzo,
ma raggi dello stesso sole.


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« immagine » Ho amato Spagna. Ho amato spagnoli. Sembravano cugini non visti da tanto, di quelli che ritrovi a un funerale, a una comunione Ho amato il tuo cibo, i mercati, le tue bandiere, ho poltrito all'ombra di fresche navate, ho dormito sul piancito del tuo sesso, non ho avuto vergogna di pi...
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25/09/2019 22:35:27
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