Platone non centra! però....

14 aprile 2019 ore 21:31 segnala


Vorrei amarti, ma...
vorrei non innamorarmi di te,
vorrei esser l'ansia del non esserci
e la tranquillità dell'esserci.
Vorrei che tu ci fossi, sempre,
con la leggerezza di me che...
non ci sono,
aprire gli occhi e....trovarti,
lì,.....ma non sempre,
esser un eroe,
il frutto di una eterna prima volta .
Vorrei amarti, e t'amo,
ma non innamorarmi di te.



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« immagine » Vorrei amarti, ma... vorrei non innamorarmi di te, vorrei esser l'ansia del non esserci e la tranquillità dell'esserci. Vorrei che tu ci fossi, sempre, con la leggerezza di me che... non ci sono, aprire gli occhi e....trovarti, lì,.....ma non sempre, esser un eroe, il frutto di una e...
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Idiomi.

13 aprile 2019 ore 21:35 segnala



Accà,
idioma e linguaggio,
perditudìni di aspirazioni a eternità,
a magnificenza di solitudini.
Ul me, u mio,
quale sentore di unicità,
l'eroismo d'un parlar strano
di capirsi a gesti, accompagnati da gutturali suoni,
una presupponenza di intendersi facendo
il cuore
parlare.
E dimmelo, nel tuo idioma, ma con un tremor di palpiti,
dimmelo come vuoi,
nell'incrinatura d'un verbo,....
si scioglierà una commozione che conosci.
Fammelo sentire in una lingua che non conosco,
quanto sarebbe facile,
morire per me.



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« immagine » Accà, idioma e linguaggio, perditudìni di aspirazioni a eternità, a magnificenza di solitudini. Ul me, u mio, quale sentore di unicità, l'eroismo d'un parlar strano di capirsi a gesti, accompagnati da gutturali suoni, una presupponenza di intendersi facendo il cuore parlare. E dimm...
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Il peluche.

12 aprile 2019 ore 19:28 segnala




Io non so essere chi non sono....e non sono fiero di questo.
Non voglio riempire le orecchie altrui di stronzissimi io, io, io, ma quando ti avvicini a una tigre, è possibile che ti morda,.....fattene una ragione.
Quindi se ti piaccio il lunedi, sappi che potrei non piacerti il....venerdì,... è sottinteso,.... non sono un peluche,....non dico "mamma" se mi schiacci la pancia, resto pur sempre una tigre,.....amorevole, ma tigre.
L'alternativa? Comprati un peluche....di tigre.


M'aspetto,
sempre, che ci sia il tuo sguardo,
dietro quel nulla che nella vita
mia,
entra.

M'aspetto e l'aspetto,
il tuo esiger ciò che ti spetta,
le cose che, nella fretta,
non ti dissi.

M'aspetto di sentir, ancora,
l'odore del tuo mare,
lo sciabordio di onde amiche,
il sapor della tinta dei tuoi capelli.

T'aspetto,
ed è il solo motivo che
non mi spinge via di qui:
il timor d'aver perso anche l'ultimo tuo sguardo
quello che avevi la prima volta che
i miei occhi
guardasti.

M'aspetto e t'aspetto.


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« immagine » Io non so essere chi non sono....e non sono fiero di questo. Non voglio riempire le orecchie altrui di stronzissimi io, io, io, ma quando ti avvicini a una tigre, è possibile che ti morda,.....fattene una ragione. Quindi se ti piaccio il lunedi, sappi che potrei non piacerti il.......
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Caro Augusto.

07 aprile 2019 ore 07:38 segnala




Caro Augusto,
ti saluto ogni giorno quando ti passo davanti, e probabilmente pensi che voglia evitare di avere un qualsiasi contatto verbale con te, ma non è così, no, anzi.
Penso spesso a te, a quello che hai fatto, a quello che avresti potuto fare, e lo faccio con il rispetto e la riverenza che devo a un qualcuno che ammiro e rispetto.

Te ne sei andato senza quasi neanche avvisare nessuno. Di certo non era tua intenzione essere scortese, ma devo dire che mi manchi e che quello che è nato dopo la tua partenze, in Italia, non ti sarebbe piaciuto per niente.

Ovunque dilaga razzismo, intolleranza, diffidenza verso il prossimo. La corruzione è diventata uno stile di vita, il concetto di Italia, di patria un astrattismo fuori moda, le divisioni regionali e persino cittadine ingigantite da campanilismi e egoismi.

Non ci avresti creduto, vero che la tua patria sarebbe diventata questo, vero?
Sono certo che sapendolo non avresti fatto quello che ti ha portato ad andartene,
che anche tu, ti saresti imboscato in qualche sede di partito, magari in qualche consiglio di amministrazione, che alla domenica saresti andato in chiesa a mettere in pari con Dio la tua coscienza salvo poi rinchiuderti nel tuo caldo benessere e al diavolo gli altri. E' una provocazione, lo sai.
Mai saresti stato questo, lo so.

Caro Augusto
avrei voluto essere con te, quella sera, quando dietro il cimitero di Castiglione,a un tiro di schioppo da casa nostra, i fascisti ti fucilarono.
Avrei voluto essere lì, a guardarti negli occhi, a dirti che eravamo fieri di te, che quello che ti stava succedendo, ti avrebbe portato dritto nel paradiso degli eroi, e che, molti, me compreso, non ti avrebbero scordato.

Ecco, ora lo sai. Quando passo, ogni giorno, davanti alla tua lapide, ti saluto, mi segno, e questo è quanto.


Covalero Augusto, Castiglione Olona, 121° brigata d’Assalto Garibaldi “Gastone Sozzi”, caduto il 18/07/1944, fucilato



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« immagine » Caro Augusto, ti saluto ogni giorno quando ti passo davanti, e probabilmente pensi che voglia evitare di avere un qualsiasi contatto verbale con te, ma non è così, no, anzi. Penso spesso a te, a quello che hai fatto, a quello che avresti potuto fare, e lo faccio con il rispetto e l...
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Cristiano.

05 aprile 2019 ore 21:39 segnala



Son diventato cristiano seguendoti,
guardando le tue spalle che sussultavano a un kirye eleison,
sarei diventato buddista o ebreo o musulmano,
sarei stato anche l'eco di una tua risata,
e invidiavo quel tuo viver un amore come un gioco,
uno dei tanti,
di quelli che arruffavano le nostre urla,
sarei stato la molletta che stringeva il mio messaggio d'amore,
e nella zuffa che difendeva il mio coraggio,
c'eri tu e l'universo dei nostri anni.
E quando tutto finì,
altre te, altre chiese, altri kirye eleison,
s'affastellarono giorno dopo giorno, e poco a poco
crebbi restando un bambino.




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« immagine » Son diventato cristiano seguendoti, guardando le tue spalle che sussultavano a un kirye eleison, sarei diventato buddista o ebreo o musulmano, sarei stato anche l'eco di una tua risata, e invidiavo quel tuo viver un amore come un gioco, uno dei tanti, di quelli che arruffavano le no...
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Versi.

05 aprile 2019 ore 11:15 segnala


Il mio era solo intuito: tu ridevi, piano, lo so, e le dita sviluppavano idee che sui rami del tuo rimpianto, si posavano.
Volevamo andar via......era impossibile creder a miracoli che non esistono, avremmo voluto esser seduti in quel bar, quello dei sogni, quello che tante volte avevi inventato come rifugio, come evasione da una prigione mentale.
E' stato bello sconvolger le idee che avevi di un me uguale a tanti altri me, e diverso da tutti....è stato unico lasciar che scivolassi giu', fino alle soglie del tuo paradiso, a sognare di me.
Poi, sei arrivata tu....



Versi,... approcci,... tenui sospiri,
versi,... piccoli baci,.... pazienti carezze.
Versi
d'amore sacrifici,
versi
ora immensi, ora plagi, ora.....nulla.
Carezza i miei versi, carezza me,
come un fior di luppolo, trastullo del vento,
il mio esile essere, è tra le tue dita.
Verseggio e guardo la curva della gota,
quando digrada in un sorriso, o....
quando irrigidisce in un dolore.
Versi
figli del mio Io,
versi
dono di chi, null'altro ha.



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« immagine » Il mio era solo intuito: tu ridevi, piano, lo so, e le dita sviluppavano idee che sui rami del tuo rimpianto, si posavano. Volevamo andar via......era impossibile creder a miracoli che non esistono, avremmo voluto esser seduti in quel bar, quello dei sogni, quello che tante volte ave...
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Quelli che ti cambiano la vita.

03 aprile 2019 ore 17:29 segnala




Parlo di te, del peso delle tue parole
di quando senza saperlo, con una risata,
cambiavi la mia vita.
della gioia d'accostar il tuo cuore a poemi e odi
Parlo di te, del tuo mondo incantato,
di come nel seguirti divenni sole, aria, poesia,
di come fosti....inarrivabile,
degli anni passati a cercar il tuo sorriso
in cento altri sorrisi.
Parlo di te.


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« immagine » Parlo di te, del peso delle tue parole di quando senza saperlo, con una risata, cambiavi la mia vita. della gioia d'accostar il tuo cuore a poemi e odi Parlo di te, del tuo mondo incantato, di come nel seguirti divenni sole, aria, poesia, di come fosti....inarrivabile, degli anni p...
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Zona Cesarini.

02 aprile 2019 ore 22:48 segnala



Se fosse così poi il paradiso,
come quel rettangolo di cielo,
quel senso di magico strider di muscoli,
di digrignar denti e spinte, e sgomitii,
se fosse davvero cosi semplice sentirsi Dio,
e spingere in fondo alla rete tutto te insieme alla palla,
se, dicevo, tutto fosse un nirvana, un volar alto,
forse la vita sarebbe un film di 90 minuti,
un raccattare quel polveroso attraversare il campo
chinando il capo, guatando l'altro che s'accosta al tuo cuore,
e giurando che nulla e poi nulla
sarebbe stato simile a quel sentirsi un eroe,
un eroe per 90 minuti
e cent'anni di vita.



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« immagine » Se fosse così poi il paradiso, come quel rettangolo di cielo, quel senso di magico strider di muscoli, di digrignar denti e spinte, e sgomitii, se fosse davvero cosi semplice sentirsi Dio, e spingere in fondo alla rete tutto te insieme alla palla, se, dicevo, tutto fosse un nirvana,...
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02/04/2019 22:48:58
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T'invento.

01 aprile 2019 ore 20:46 segnala



Amor io t'invento nelle scurità d'ogni sera,
amor diafano spirito
d'una vita vissuta da morto.
Amor, cultura, ricerca, spasmo e morte..
che sai del trascorrer del mio tempo?
Nulla,
nulla e niente che tu sappia immaginare,
nulla che abbia il colore del nostro passato.
Amor io t'invento e di te vivo,
resto immortale a tua insaputa,
amor mio che rimani solo mio,
ingiallisco d'inedia, di passione, ma resisto.
Ora t'invento bruna di bellezza
tu non andar a morire nel tramonto là in fondo.



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Farine.

31 marzo 2019 ore 21:06 segnala


Quando faccio il pane (con regolarità) non uso quasi mai le stesse farine nell'impasto, anzi....
La miscela rispecchia il mio umore, la giornata se piovosa o assolata e perché no, la disponibilità farinacea.
La gestualità appartiene a quella serie di riti che rendono umana la vita e che prescindono dalla sua convenienza economica: riempire una moka è un rito, fare il pane e un rito, e molte altre cose rientrano in quell'insieme di attività che gratificano l'anima oltreché il palato o il fisico.
Ma quando penso che duemila anni fa un individuo, come me, miscelava acqua, farina e sale, e affidava al fuoco quell'impasto, si cibava di quella fragranza sopravvivendo, mi sembra di trovarmi ogni giorno davanti a Dio e che nella mia casa entri la sua benedizione.
Esagerato? Forse. Ma mi sembra di essere fin troppo normale, ed oggi, una persona normale, è un rivoluzionario.


C'è anche Dio in ogni gesto
che sappia d'amore,
c'è dunque Dio quando di te
ogni cosa
amo.
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