Quello che e' giusto

09 giugno 2013 ore 11:18 segnala
La lingua del pianto, e' il dialetto, come quella dell'odio e dell'amore, non c'e' imprecazione muta, e levata al cielo che ha la stessa valenza se detta in dialetto, ed e' piu' difficile scordare un'offesa, se espressa in dialetto, come non c'e' carezza piu' lieve se data con una parola del tuo dialetto.
Vorrei meritarmi il disprezzo di chi offendo, nel suo dialetto, si che io non capisca il senso del suo odio, ma intraveda nello scintillio di suoni, la grevita' di cio' che dice, e vorrei sentire cadere le sue imprecazioni, come la grandine che rimbalza e spacca.
Eh, si! Com'e' profondo e scuro il tuo idioma, sembra l'ala d'un falco prima di stracciare, la sua preda.
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La lingua del pianto, e' il dialetto, come quella dell'odio e dell'amore, non c'e' imprecazione muta, e levata al cielo che ha la stessa valenza se detta in dialetto, ed e' piu' difficile scordare un'offesa, se espressa in dialetto, come non c'e' carezza piu' lieve se data con una parola del tuo...
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Vuraria muri'

09 giugno 2013 ore 11:15 segnala
Quan l'ariva la sira,
e indre a guardi' ul fai,
vuraria muri', mia semper,
quai volta,
quan par mia di de no afo' dan
disend da si.
E i to occ, che vedi mia,
ma parlan mia tan ben
del me cor che par n'anguila:
al so' che son mi bon
de sta' al mund,
ma so' da fa',
devi viverla sta cundanna.
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Quan l'ariva la sira, e indre a guardi' ul fai, vuraria muri', mia semper, quai volta, quan par mia di de no afo' dan disend da si. E i to occ, che vedi mia, ma parlan mia tan ben del me cor che par n'anguila: al so' che son mi bon de sta' al mund, ma so' da fa', devi viverla sta cundanna. «...
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Vecchi amori

09 giugno 2013 ore 09:04 segnala
E' il sapore di cuoio che sul lucido di un rimpianto, si poggia sulle pelli di vecchi amori, vecchi nel tempo, ma freschi agli occhi di giovani amanti alla ricerca di una brillantezza sconosciuta.
Vecchi amori ingialliti, mai morti.
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E' il sapore di cuoio che sul lucido di un rimpianto, si poggia sulle pelli di vecchi amori, vecchi nel tempo, ma freschi agli occhi di giovani amanti alla ricerca di una brillantezza sconosciuta. Vecchi amori ingialliti, mai morti. « video »
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Dolori domenicali

09 giugno 2013 ore 08:24 segnala
Tirati su, non pensare alle ore degli altri, incarta il dolore delle tue ossa, e entra nella vita di chi dorme: e' domenica, e non puoi farci nulla.

Si intrufola e giura
una luce di giorno
che scandisce
promesse e odori,...
seppur di crini pullulante,
non smuove i miei sensi
sdraiati,
molli.
C'e' in aria , in immoto languore,
un ricordo
che fa male:
ho dormito con il tuo dolore,
in una terra di muti
assetati.

provero' ad amarti, in un modo normale, mettero' un vestito adatto e comprero' dei fiori: so che mi guarderai arrivare dietro le persiane, cerchero' d'esser li' in un'ora fresca, parlero' con tuo padre e staro' ritto e sicuro, tu abbasserai lo sguardo, ma non troppo, si' che io intraveda il brillio delle pupille.
Ma fingero', e lo sai, e giurero' qualcosa di ingiurabile; che sarai tu a chiuder i miei occhi, alla fine.
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Tirati su, non pensare alle ore degli altri, incarta il dolore delle tue ossa, e entra nella vita di chi dorme: e' domenica, e non puoi farci nulla. Si intrufola e giura una luce di giorno che scandisce promesse e odori,... seppur di crini pullulante, non smuove i miei sensi sdraiati, molli. C'e'...
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Akuadulza

06 giugno 2013 ore 15:57 segnala
Il senso dei tuoi sguardi in quest'acqua, dolce, tra le montagne e i guadi, rivedo l'amore delle tue assenze, dei tuoi pudori nella brina a fondo valle.
Non aver paura a chiamare il mio nome, non a abbassare lo sguardo al mio sorriso: di un bel pudore non devi vergognarti.
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Il senso dei tuoi sguardi in quest'acqua, dolce, tra le montagne e i guadi, rivedo l'amore delle tue assenze, dei tuoi pudori nella brina a fondo valle. Non aver paura a chiamare il mio nome, non a abbassare lo sguardo al mio sorriso: di un bel pudore non devi vergognarti. « video »
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Il figliuol prodigo

03 giugno 2013 ore 17:34 segnala
Avere cio' che hai gia', e' un non avere, o un avere distratto, senza linfa, ed ecco che tra tutti i "figli" che sono nella tua casa, quello che ti manca, e' quello che non c'e'. E ti sforzi d'esser quello che lui/lei vorrebbe tu fossi, quasi ad esorcizzare la sua assenza, quasi ad acquistar meriti, che non servono a nulla, ma tant'e'.
Lo so, basterebbero poche parole, spese bene, un abbassar lo sguardo, uno "scusa" qual e la', ma come trovar lo spiraglio nel suo cuore per infilare il tuo dolore della sua assenza? E' la teoria dei piccoli passi, degli sguardi che s'incontran per frazioni di secondo, dei "come stai" impersonali, con una lievissima nota di rimpianto, quasi la nota di un oboe che sale al cielo.
E invece vorresti urlar MI MANCHIIIIII, e invece il tuo orgoglio sospira uno striminzito,"sono contento", come un saluto affettato in punta di dita.
Mi manchi.
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Avere cio' che hai gia', e' un non avere, o un avere distratto, senza linfa, ed ecco che tra tutti i "figli" che sono nella tua casa, quello che ti manca, e' quello che non c'e'. E ti sforzi d'esser quello che lui/lei vorrebbe tu fossi, quasi ad esorcizzare la sua assenza, quasi ad acquistar...
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La terra degli effetti speciali

03 giugno 2013 ore 14:46 segnala
Non riesco a far esplodere la mina degli effetti speciali: e' come essere a una festa di paese, restare con il naso all'insu' ad aspettare i fuochi, e i fuochi non arrivano. Animazioni, immagini brillanti, e altri ammennicoli tecnici, non sono per me.
Io so solo, scrivere, e neanche tanto bene, sto' con il naso al vento, fiuto, e i ricettori trasformano il tutto in parole, aggettivi, iperbole sillogismi e quant'altro occorre a farmi dire "bravo"; sono come il mio cane che, accucciato protende il muso verso me, con occhi acquosi, la lingua penzolante, il respiro veloce in attesa di una carezza, di parole che non capisce, ma delle quali intuisce la benevolenza del tono. Un affabulatore, qualcuno definisce quelli come me, cosi', e anche interessato, che e' un'aggravante, non un'istrione che dovrebbe essere un gradino piu' in alto, un venditore di paese, uno che con il suo carretto gira per i paesi a convincer paesani e bambini a comprare una boccetta di elisir di lunga vita, un imbroglione, dunque. Sara', non me lo sono mai chiesto, ma nulla vale come l'alzarsi al mattino, o anche nel cuore della notte, con un pensiero nella mente, un pensiero che veloce scivola lungo il corpo, formicola nelle dita e......eccolo qui: magia.
Venghino signori....

Fabio, Fabio, malandrino ammiccante, sei il mio maglione pesante, quello che punge, quello largo e sdrucito, quello che.....amo.
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Non riesco a far esplodere la mina degli effetti speciali: e' come essere a una festa di paese, restare con il naso all'insu' ad aspettare i fuochi, e i fuochi non arrivano. Animazioni, immagini brillanti, e altri ammennicoli tecnici, non sono per me. Io so solo, scrivere, e neanche tanto bene,...
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Bandiere

02 giugno 2013 ore 19:42 segnala
t'amo senza bandiere,...non ne ho bisogno, senza fanfare, senza ori e luccichii, t'amo in silenzio, quasi vergognandomi di cio', stando in basso, quaggiu', e sembrando grande quando non lo sono.
T'amo per tua concessione, nei giorni di pioggia e in quelli assolati, t'amo perche', non ho nulla di meglio da fare, anzi, perche' non ho....null'altro da fare.
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t'amo senza bandiere,...non ne ho bisogno, senza fanfare, senza ori e luccichii, t'amo in silenzio, quasi vergognandomi di cio', stando in basso, quaggiu', e sembrando grande quando non lo sono. T'amo per tua concessione, nei giorni di pioggia e in quelli assolati, t'amo perche', non ho nulla di...
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6 Secondi

02 giugno 2013 ore 08:18 segnala
Sono il tempo per trasmetterti il mio amore.
E' praticamente impossibile guardarsi negli occhi per almeno 6 secondi, senza voler dire qualcosa di importante, provare....ed ecco che cerco, con pazienza, l'attimo, quello in cui passando veloce, fermerai il tuo sguardo nel mio, e comincero' a contare...uno, due, tre, e qui lo abbassi guardando un infinito in basso, ma rieccolo, quattro, cinque, parti ancora e il tumulto ti si legge in faccia, ora muovi il capo di lato, e il sei, e' di sottecchi, allora intuiro' se e' fastidio, o tempesta cio' che in te acccompagnera' la serata.
6 secondi e cio' che vorrei dirti in una vita, ho lanciato attraverso il tavolo, come la pastura del pescatore lanciata con moto circolare: tutta la serata, sara' la prateria dove i nostri sensi galopperanno.
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Sono il tempo per trasmetterti il mio amore. E' praticamente impossibile guardarsi negli occhi per almeno 6 secondi, senza voler dire qualcosa di importante, provare....ed ecco che cerco, con pazienza, l'attimo, quello in cui passando veloce, fermerai il tuo sguardo nel mio, e comincero' a...
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Tempi passati

01 giugno 2013 ore 13:55 segnala
Non e' stato, poi, cosi' doloroso, no, riesco ancora a muovermi, ad alzare lo sguardo, che poi tanto acquoso non e', no, non credere, non sono lacrime, e quel tremore, non e' emozione, ma piccoli spasmi, quasi un velluto di sensi.
Vai pure, ci sentiamo dopo, quando? Non so, piu' avanti.
E si avvia, con la mia vita nella borsa e l'aria di promessse mancate, si avvia per non tornare, lo sappiamo, ma ci mentiamo, perche' quello che poteva essere, non e'.