Perché Dio non fa errori.

27 marzo 2019 ore 20:42 segnala





E c'era bisogno tu sapessi,
che il tuo esser strana è stato un obiettivo,
la perfezione della diversità
l'esser esplosione di slanci, abbracci.
Sei un mattino, non uno tra i tanti ma...
quel mattino, proprio quello
quando il sole abbracciò la luna
e tutti dissero ch'era cosa ...brutta.
Ma tu sei diversa, tu scoppi di sensi,
e sembri esser il respiro di Dio,
quel Dio che, giustappunto,
non sbaglia mai.
Sappilo.



Esistenze e ignavia.

26 marzo 2019 ore 23:21 segnala



Che ne farai d'una stupida esistenza
quando non avrai più me da odiare?
E te ne basterà una sola, accartocciata in un limbo di sofferenza,
a raccontar alla tua anima di quanto tutto me
mentisse,
di quanto ciò che io chiamo,...creatività, fosse banale...
mendacia?
Mi toccherà cercar un altro cielo.
una specie di lavagna aerea ove tracciare confini
per un altro amore,
un motivo per trascinare il corpo
verso una onorevole
morte.



Reprimer desideri.

25 marzo 2019 ore 21:22 segnala



Quello che ci ha diviso, è stato un tavolo, che misurava la velocità dei nostri sguardi; scrocchiavano come il cellophane di un mazzo di fiori, si sforzavano in una pudicizia innata,..poi.....a poco a poco, il buio si è acquattato come un felino in ogni dove di una sera ormai passata, il mio pensiero è andato, al coraggio che non ho avuto, alle contorsioni verbali usate per dir ciò che i miei occhi urlavano.
Chissà se hai capito?: e saresti dovuta esser un'idiota per non averlo.
Ti ho desiderato, molto più del pudore di non doverlo fare: eri lì, a un passo da me, derisa da un'orgia di presupponenze.
Eri lì, e avrei voluto divorare tutto di te, financo la sporcizia nei più nascosti interstizi, tutto dei rivoli di sudore e sangue, che pulsavano sulla fronte tua.
Poi quell'agonia si è risolta nel soffrire per una partenza: la tua in un caldo silenzio, la mia in un disperato amplesso, mai vissuto.

Sei stata ciò che d'audace sogno: quasi un terrifico incubo, con i tuoi afrori che la mia paura sovrastano; il sudore del tuo tocco irritò la mia pelle, e giurai d'aver già sognato, l'agonia della tua dolcezza, come un dejavu che ricorre ad ogni mia festa.
Me li regala la vita e li chiama desideri: quando apro la scatola, non trovo mai nulla.



Senza saper cosa dico.

24 marzo 2019 ore 10:06 segnala




C'era un continente di suoni, di tremule note,
c'era quell'aria da bohemien, e il lucidore delle vie,
c'eri tu con quell'aria da spagnola smarrita,
e la durezza delle guglie tedesche,
e parlammo, e parlai, tanto,
senza saper veramente cosa dire,
perchè il rumore di noi era il leit motiv di un amore che nasceva.
E mai pensammo che sarebbe finita quella magia,
quell'irripetibil ripeter che ci saremmo di noi uccisi
che dopo quella primavera
cento primavere sarebbero passate,
senza che....



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« immagine » C'era un continente di suoni, di tremule note, c'era quell'aria da bohemien, e il lucidore delle vie, c'eri tu con quell'aria da spagnola smarrita, e la durezza delle guglie tedesche, e parlammo, e parlai, tanto, senza saper veramente cosa dire, perchè il rumore di noi era il leit ...
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24/03/2019 10:06:55
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YYYYYY 1 - Dove eri?

23 marzo 2019 ore 17:43 segnala



A dir il vero, sapevo dove eri..
intuivo il respiro della tua anima,
il calore del desiderio,
lo strusciarsi su versi carichi di rimpianto.
Ma vorrei sentir ogni tua scusa,
ogni tuo toccarti pensando a me,
vorrei scendere le scale della tua stupidità,
quel perder inutilmente tempo, e baci,
vorrei arrivare ai confini di ciò che il tuo corpo
poteva offrirmi
e mi negò.
Non so nemmeno chiamarti, stupida,
sei così e torni sempre alla mia casa
come uno Yo-Yo, come un desiderio troppo
costoso,
ed io giro in tondo per il quartiere
aspettando tu spunti
da quell'angolo,
sempre lo stesso
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« immagine » A dir il vero, sapevo dove eri.. intuivo il respiro della tua anima, il calore del desiderio, lo strusciarsi su versi carichi di rimpianto. Ma vorrei sentir ogni tua scusa, ogni tuo toccati pensando a me, vorrei scendere le scale della tua stupidità, quel perder inutilmente tempo, e...
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23/03/2019 17:43:44
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Vorrei aver le.....tette.

22 marzo 2019 ore 18:31 segnala



....ora sarei qui a scacciar mosche,
quasi fossi mela marcia o peggio...
una merda.
E a lagnar d'ogni attenzione per una virgola, per un....niente
che par un incendio e invece
è un cerino,
a sobillar moti che sanno di immobile,
a frenar slanci verso cieli
di cartapesta.
Se avessi le tette...
e le ho avute anche se per gioco:
ah! Che meraviglia lo stupore per ogni mia
idiozia,
per trombosità piene d'avverbi, di piume e avorio cinese,
e a sera aspettar cento e cento auguri
d'esser nei sogni di lumaconi
e sospiri di bava.
Ah, aver 'ste tette.



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« immagine » ....ora sarei qui a scacciar mosche, quasi fossi mela marcia o peggio... una merda. E a lagnar d'ogni attenzione per una virgola, per un....niente che par un incendio e invece è un cerino, a sobillar moti che sanno di immobile, a frenar slanci verso cieli di cartapesta. Se avessi l...
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Consensi.

21 marzo 2019 ore 21:45 segnala





Perché, perché mai potendo scegliere
perché dovrei vivere una vita normale,
fare la lista della spesa,
progettare una cena dopo l'altra,
accendere un mutuo, tagliarmi i capelli
o ciò che di essi resta,
perché?
Resta un timore,
piacerti o doverti piacere,
pensi debba immolar ciò che, dentro, in fondo,
sono,
pensi che vivrei meglio se vedessi consenso, approvazione,
o che dovrei guardare il tempo che scorre là fuori
perché è quello che voglio, ora?
Per fortuna le mie endorfine drogano i sentimenti,
e ci vedo amore
dove amor non c'è.



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« immagine » Perché, perché mai potendo scegliere perché dovrei vivere una vita normale, fare la lista della spesa, progettare una cena dopo l'altra, accendere un mutuo, tagliarmi i capelli o ciò che di essi resta, perché? Resta un timore, piacerti o doverti piacere, pensi debba immolar ciò c...
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21/03/2019 21:45:36
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Mistero.

19 marzo 2019 ore 22:38 segnala



Ah, che mistero,....
un fruscio, un'aspettativa;
questo silenzio che crocchia di impulsi e meteore.
Ti so, vicina e tacita....anche se mi par d'esser cieco,
ti vedo,
ammaliante, con ciocche che volano e rubano sguardi.
Ah, dicevo, che mistero,
il mio aspetto fulvo di desiderio,
il susseguirsi dei lampi nei tuoi occhi,
il vento che passa di qui e sussiegoso gira in tondo:
non lo farai, lo so, ma te lo chiedo lo stesso:
stammi vicino, io.....non sarò molto lontano.



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« immagine » Ah, che mistero,.... un fruscio, un'aspettativa; questo silenzio che crocchia di impulsi e meteore. Ti so, vicina e tacita....anche se mi par d'esser cieco, ti vedo, ammaliante, con ciocche che volano e rubano sguardi. Ah, dicevo, che mistero, il mio aspetto fulvo di desiderio, il s...
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19/03/2019 22:38:20
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Io non l'ho sentito dire.

17 marzo 2019 ore 10:55 segnala
Io non l'ho sentito dire,
io c'ero,
e non è lo stesso come tu dici, no,
perchè esserci, in quel tempo,
proprio allora,
era magia,
era guardar un sole diverso,
il parto di un dio,
il respiro di un mondo unico e
irripetibile,
l'inizio di un sogno che moriva
del suo nascer,
si, non l'ho sentito dire
io,
c'ero.


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Su quel prato.

16 marzo 2019 ore 21:04 segnala




Su quel prato, coperto di primavere,
di mollezze di sorrisi e baci,
il sudore delle nostre mani, mischiammo,
e il sole non fu più sole
e gli alberi non furon più alberi,
e tutto non fu più nulla,
quel tuo rossore colorò la mia vita
la tua paura durò pochi attimi,
poi ci fu solo il morire
l'uno per l'altro....peccato, ora,
tu
nulla ricordi,
peccato.


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« immagine » Su quel prato, coperto di primavere, di mollezze di sorrisi e baci, il sudore delle nostre mani, mischiammo, e il sole non fu più sole e gli alberi non furon più alberi, e tutto non fu più nulla, quel tuo rossore colorò la mia vita la tua paura durò pochi attimi, poi ci fu solo il...
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16/03/2019 21:04:37
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