In salita.

15 marzo 2019 ore 08:26 segnala


In salita, non pensare, no,
conta i tuoi battiti,
regola il passo, pensa a Dio, e prega.
In salita vedi il paradiso, da lontano,
respiri veloce e inghiotti la tua saliva,
pensi che nulla è finito, nulla,
che andrai lontano, magari domani,
e vorresti che ci fosse, che so, un amico
a guardarti soffrire,
a dir che non è nulla, che hai fatto di peggio.
In salita senti il caldo che dal basso ventre, sale,
e quel fluidi nei lombi t'accorgi che nulla è
se non acido lattico,
e pensi che vorresti che il morire
fosse questo stillicidio,
o almeno
qualcosa che somigliasse ad esso.



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« immagine » In salita, non pensare, no, conta i tuoi battiti, regola il passo, pensa a Dio, e prega. In salita vedi il paradiso, da lontano, respiri veloce e inghiotti la tua saliva, pensi che nulla è finito, nulla, che andrai lontano, magari domani, e vorresti che ci fosse, che so, un amico a g...
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Muratore.

14 marzo 2019 ore 11:55 segnala

Mi appresto a finire la nostra casa, da lontano osservo le linee, gli accostamenti a prati e alberi, e cerco di intravedere l'effetto della tua presenza davanti ad essa.
Tu sei piccola e minuta, e la tua anima, gentile, sono stato attento a non invader in altezza, quella parte di cielo che delimitava il guardo, a non escludere linee brevi, arbusti magri e lignei, tutto, insomma cio' che a te mi facesse pensare, quando non ci sei.
Non ci sei con il corpo, a volte, con la mente; sono un limite al tuo volo, lo so, e allora apro la porticina della tua gabbia e tu....voli, voli d'un volo ribelle, quasi a dirmi che....senza me, riesci ad innalzare il corpo, oltre l'orizzonte, quello dal quale io vengo, quello che e' cosi' lontano dal tuo.


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« immagine » Mi appresto a finire la nostra casa, da lontano osservo le linee, gli accostamenti a prati e alberi, e cerco di intravedere l'effetto della tua presenza davanti ad essa. Tu sei piccola e minuta, e la tua anima, gentile, sono stato attento a non invader in altezza, quella parte di ciel...
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XXXXXX 51 - Non prendiamoci sul serio

12 marzo 2019 ore 21:31 segnala



Quel che pensavo fosse,
quel che, alla fine, fu o è per davvero,
eccola la risultante di questa pena di non saper dire ciò che andrebbe detto.
Certo, è vero, perchè negarlo, tanto....non c'è qui nessuno,
dunque,.....mi manchi, o mi manca cio' che immaginavo nella tua forza,
che non c'è,.... davvero.
Riesco ad amare ciò che sei,
immaginandoti persa nel mio sguardo,
impallidir di gioia, a rincorrer baci, e sospiri.

Rimane una scia,
un percolar di te,
un fascinoso, languido afflato,
nulla che potresti rinnegare,
nulla che io potrei scordare.


Che ne diresti di rider di tanta serietà...che bello sarebbe camminar nella folla sapendo di esserci, di appartenersi senza quell'impeto di possesso che piu' non vogliamo, senza il bisogno di aspettarsi e quindi senza artificiosamente porre passo dopo passo per non andar in nessun posto.


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« immagine » Quel che pensavo fosse, quel che, alla fine, fu o è per davvero, eccola la risultante di questa pena di non saper dire ciò che andrebbe detto. Certo, è vero, perchè negarlo, tanto....non c'è qui nessuno, dunque,.....mi manchi, o mi manca cio' che immaginavo nella tua forza, che non ...
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XXXXXX 49. Ti scriverò.

11 marzo 2019 ore 21:36 segnala




E di dolenze viver, arruffando cassetti, cercando aggettivi, sinonimi,....macche' tutto inutile, e' come saltar invano per arraffar grappoli d'uva, troppo alti.
Ma impersonalmente, se tu non esistessi, se, a comando premessi quel pulsante, quello delle sfacciate odi a ipotetiche passioni, ecco, sarebbe piu' semplice, sarebbe un facile esercizio di virtuosismi, di parolaie informi elegie a deita' vuote e marmoree,....ma tu ci sei, aggraziata e morbida, con arterie e capillari, con pulsioni e irate esplosioni, e mi obblighi a deglutire quella passione che ustiona cortecce cerebrali, quella logica freddezza che genera perfezioni.....accidenti.
Cammino, dunque, con lentezza, cercando in granelli di saggezza qualcosa di compiuto da scriver, per ora, accontentati di un......t'amo.



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« immagine » E di dolenze viver, arruffando cassetti, cercando aggettivi, sinonimi,....macche' tutto inutile, e' come saltar invano per arraffar grappoli d'uva, troppo alti. Ma impersonalmente, se tu non esistessi, se, a comando premessi quel pulsante, quello delle sfacciate odi a ipotetiche pa...
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11/03/2019 21:36:45
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Un gelato al limone.

08 marzo 2019 ore 18:17 segnala






Come te, che mi passi davanti,
mentre bevo un tamarindo,
sbattendo di qua e di la il taffettà della tua sottogonna,
come te che davanti alla cassa del cinema,
sei sfilata ridendo rumorosamente e...
infilando il biglietto nel guanto sinistro.
Come te,
dicevo,
che t'accorgi dei miei desideri e ti dai il rossetto,
guardando nello specchietto la vampa delle mie guance.
Ed ora che sei lì, seduta a due file da me,
stringi il mio cuore tra le dita
e lo infili nella borsetta.
Un gelato al limone, un gelato al limone...


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« immagine » Come te, che mi passi davanti, mentre bevo un tamarindo, sbattendo di qua e di la il taffettà della tua sottogonna, come te che davanti alla cassa del cinema, sei sfilata ridendo rumorosamente e... infilando il biglietto nel guanto sinistro. Come te, dicevo, che t'accorgi ...
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L'altra parte del cielo.

08 marzo 2019 ore 07:00 segnala






A me, le donne, piacciono, mi sono sempre piaciute, e non l'8 Marzo, ma anche il 7, il 6, il 5, sempre, dunque. Ne sono stato ammaliato sin da bambino, e nel dire che intimamente preferisco piacere a una donna che a un uomo.....non provo vergogna, lo confesso.......che ci posso fare.
Avrei voluto essere donna, suscitare ammirazione, instillare eleganza, grazia, dolcezza, stereotipi, insomma,....stereotipi che da millenni resistono in funzione di una loro valenza, che distinguono questa creatura da una grettezza prettamente maschile.
Ho vissuto la mia vita letteraria, in funzione di donne che hanno attraversato la mia vita, che hanno indelebilmente, segnato il mio carattere, inciso nel cuore, immense gioie, enormi dolori, ma sempre un qualcosa di definito e profondo.
E se devo ricordare un dolore immenso, quello di una morte per esempio, ricordo quella di mia madre, una donna, una vera donna, che mai si e' sognata di somigliare neppure vagamente, a qualcosa che ricordasse un fattore maschile, e che per questo la sua particolarità resterà distinta nella nostra memoria: la sua femminilità, il suo esser donna, rimane cio' che piu' ha lasciato un segno in coloro che sono rimasti, e che prima o poi la raggiungeranno.

Ho preso nota di quello che ti piace,
di ciò che t'aspetti,
delle tue usanze, del colore dei tuoi slip,
e m'accorgo che ciò che per me
è nulla,
per te,
è immenso.
Ora, ti rispetto di piu'...



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« immagine » A me, le donne, piacciono, mi sono sempre piaciute, e non l'8 Marzo, ma anche il 7, il 6, il 5, sempre, dunque. Ne sono stato ammaliato sin da bambino, e nel dire che intimamente preferisco piacere a una donna che a un uomo.....non provo vergogna, lo confesso.......che ci posso f...
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Le donne della primavera.

02 marzo 2019 ore 21:34 segnala


Sento il sole che s'acquieta lungo le navate,
e quell'argentinio del riso di giovane donna,
par galleggiare sulla rotondità di un raggio;
che dire..
cosa confutare a un dio d'aver pensato a loro,
alle donne della primavera,
a quel miracoleggiare con pelle e carne,
cosa?....Proprio nulla, perbacco.
E le vedi, le senti che avanzano a ondate,
e par che sappiano dove andare
forse a costruire un mito, un ideale,
a inventare storie d'amore che vivan una stagione.
E fosse questa quella stagione,
questa primavera che sa di eterno,
quel maramaldeggiare con i nostri desideri,
quel sentirsi animosamente
eterni...si,
fosse questa.


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« immagine » Sento il sole che s'acquieta lungo le navate, e quell'argentinio del riso di giovane donna, par galleggiare sulla rotondità di un raggio; che dire.. cosa confutare a un dio d'aver pensato a loro, alle donne della primavera, a quel miracoleggiare con pelle e carne, cosa?....Proprio nu...
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Il cuore in un pallone.

27 febbraio 2019 ore 22:47 segnala



Se fosse così poi il paradiso,
come quel rettangolo di cielo,
quel senso di magico strider di muscoli,
di digrignar denti e spinte, e sgomitii,
se fosse davvero cosi semplice sentirsi Dio,
e spingere in fondo alla rete tutto te insieme alla palla,
se, dicevo, tutto fosse un nirvana, un volar alto,
forse la vita sarebbe un film di 90 minuti,
un raccattare quel polveroso attraversare il campo
chinando il capo, guatando l'altro che s'accosta al tuo cuore,
e giurando che nulla e poi nulla
sarebbe stato simile a quel sentirsi un eroe,
un eroe per 90 minuti
e cent'anni di vita.



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« immagine » Se fosse così poi il paradiso, come quel rettangolo di cielo, quel senso di magico strider di muscoli, di digrignar denti e spinte, e sgomitii, se fosse davvero cosi semplice sentirsi Dio, e spingere in fondo alla rete tutto te insieme alla palla, se, dicevo, tutto fosse un nirvana,...
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27/02/2019 22:47:09
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Il migrante.

26 febbraio 2019 ore 21:49 segnala



Migranti.

Era il mare innanzi,
un destino liquido che la paura mordeva,
erano attimi normali di una vita terribile,
con quei figli attaccati alle mie cosce.
Era un'idea di un paradiso di carta,
popolata di gente rosa e buona,
era, ripeto solo un'idea;
dietro noi
solo la morte e il suo ghigno.
Ecco che prendemmo il largo
verso un infinito che solo nella nostra mente
esisteva.


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« immagine » Migranti. Era il mare innanzi, un destino liquido che la paura mordeva, erano attimi normali di una vita terribile, con quei figli attaccati alle mie cosce. Era un'idea di un paradiso di carta, popolata di gente rosa e buona, era, ripeto solo un'idea; dietro noi solo la morte e il ...
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Vorrei avere....

25 febbraio 2019 ore 07:42 segnala




Vorrei avere, ciò che non ho,
quasi a dolermi con costanza d'un fiore che mai nascerà,
d'un cielo che mai vedrò
solo che
ora, non lo so.
Vorrei ricordar d'un tempo nel quale ciò che ora ho,
era un sogno,
una chimera,
un aver un tuo sguardo nel mio a bruciar mia anima.
Vorrei che non crescessi mai, amor mio,
che tu fossi quel mattino che ora vive qui fuori,
che restassi sempre quella magia che strugge
e s'arrampica alle gambe della mia gioia,
vorrei dunque qualcosa che ,domani,
nemmeno ricorderò d'aver tanto
desiderato.




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« immagine » Vorrei avere, ciò che non ho, quasi a dolermi con costanza d'un fiore che mai nascerà, d'un cielo che mai vedrò solo che ora, non lo so. Vorrei ricordar d'un tempo nel quale ciò che ora ho, era un sogno, una chimera, un aver un tuo sguardo nel mio a bruciar mia anima. Vorrei che no...
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