XXXXXX 49. Ti scriverò.

11 marzo 2019 ore 21:36 segnala




E di dolenze viver, arruffando cassetti, cercando aggettivi, sinonimi,....macche' tutto inutile, e' come saltar invano per arraffar grappoli d'uva, troppo alti.
Ma impersonalmente, se tu non esistessi, se, a comando premessi quel pulsante, quello delle sfacciate odi a ipotetiche passioni, ecco, sarebbe piu' semplice, sarebbe un facile esercizio di virtuosismi, di parolaie informi elegie a deita' vuote e marmoree,....ma tu ci sei, aggraziata e morbida, con arterie e capillari, con pulsioni e irate esplosioni, e mi obblighi a deglutire quella passione che ustiona cortecce cerebrali, quella logica freddezza che genera perfezioni.....accidenti.
Cammino, dunque, con lentezza, cercando in granelli di saggezza qualcosa di compiuto da scriver, per ora, accontentati di un......t'amo.



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« immagine » E di dolenze viver, arruffando cassetti, cercando aggettivi, sinonimi,....macche' tutto inutile, e' come saltar invano per arraffar grappoli d'uva, troppo alti. Ma impersonalmente, se tu non esistessi, se, a comando premessi quel pulsante, quello delle sfacciate odi a ipotetiche pa...
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11/03/2019 21:36:45
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Un gelato al limone.

08 marzo 2019 ore 18:17 segnala






Come te, che mi passi davanti,
mentre bevo un tamarindo,
sbattendo di qua e di la il taffettà della tua sottogonna,
come te che davanti alla cassa del cinema,
sei sfilata ridendo rumorosamente e...
infilando il biglietto nel guanto sinistro.
Come te,
dicevo,
che t'accorgi dei miei desideri e ti dai il rossetto,
guardando nello specchietto la vampa delle mie guance.
Ed ora che sei lì, seduta a due file da me,
stringi il mio cuore tra le dita
e lo infili nella borsetta.
Un gelato al limone, un gelato al limone...


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« immagine » Come te, che mi passi davanti, mentre bevo un tamarindo, sbattendo di qua e di la il taffettà della tua sottogonna, come te che davanti alla cassa del cinema, sei sfilata ridendo rumorosamente e... infilando il biglietto nel guanto sinistro. Come te, dicevo, che t'accorgi ...
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L'altra parte del cielo.

08 marzo 2019 ore 07:00 segnala






A me, le donne, piacciono, mi sono sempre piaciute, e non l'8 Marzo, ma anche il 7, il 6, il 5, sempre, dunque. Ne sono stato ammaliato sin da bambino, e nel dire che intimamente preferisco piacere a una donna che a un uomo.....non provo vergogna, lo confesso.......che ci posso fare.
Avrei voluto essere donna, suscitare ammirazione, instillare eleganza, grazia, dolcezza, stereotipi, insomma,....stereotipi che da millenni resistono in funzione di una loro valenza, che distinguono questa creatura da una grettezza prettamente maschile.
Ho vissuto la mia vita letteraria, in funzione di donne che hanno attraversato la mia vita, che hanno indelebilmente, segnato il mio carattere, inciso nel cuore, immense gioie, enormi dolori, ma sempre un qualcosa di definito e profondo.
E se devo ricordare un dolore immenso, quello di una morte per esempio, ricordo quella di mia madre, una donna, una vera donna, che mai si e' sognata di somigliare neppure vagamente, a qualcosa che ricordasse un fattore maschile, e che per questo la sua particolarità resterà distinta nella nostra memoria: la sua femminilità, il suo esser donna, rimane cio' che piu' ha lasciato un segno in coloro che sono rimasti, e che prima o poi la raggiungeranno.

Ho preso nota di quello che ti piace,
di ciò che t'aspetti,
delle tue usanze, del colore dei tuoi slip,
e m'accorgo che ciò che per me
è nulla,
per te,
è immenso.
Ora, ti rispetto di piu'...



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« immagine » A me, le donne, piacciono, mi sono sempre piaciute, e non l'8 Marzo, ma anche il 7, il 6, il 5, sempre, dunque. Ne sono stato ammaliato sin da bambino, e nel dire che intimamente preferisco piacere a una donna che a un uomo.....non provo vergogna, lo confesso.......che ci posso f...
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Le donne della primavera.

02 marzo 2019 ore 21:34 segnala


Sento il sole che s'acquieta lungo le navate,
e quell'argentinio del riso di giovane donna,
par galleggiare sulla rotondità di un raggio;
che dire..
cosa confutare a un dio d'aver pensato a loro,
alle donne della primavera,
a quel miracoleggiare con pelle e carne,
cosa?....Proprio nulla, perbacco.
E le vedi, le senti che avanzano a ondate,
e par che sappiano dove andare
forse a costruire un mito, un ideale,
a inventare storie d'amore che vivan una stagione.
E fosse questa quella stagione,
questa primavera che sa di eterno,
quel maramaldeggiare con i nostri desideri,
quel sentirsi animosamente
eterni...si,
fosse questa.


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« immagine » Sento il sole che s'acquieta lungo le navate, e quell'argentinio del riso di giovane donna, par galleggiare sulla rotondità di un raggio; che dire.. cosa confutare a un dio d'aver pensato a loro, alle donne della primavera, a quel miracoleggiare con pelle e carne, cosa?....Proprio nu...
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Il cuore in un pallone.

27 febbraio 2019 ore 22:47 segnala



Se fosse così poi il paradiso,
come quel rettangolo di cielo,
quel senso di magico strider di muscoli,
di digrignar denti e spinte, e sgomitii,
se fosse davvero cosi semplice sentirsi Dio,
e spingere in fondo alla rete tutto te insieme alla palla,
se, dicevo, tutto fosse un nirvana, un volar alto,
forse la vita sarebbe un film di 90 minuti,
un raccattare quel polveroso attraversare il campo
chinando il capo, guatando l'altro che s'accosta al tuo cuore,
e giurando che nulla e poi nulla
sarebbe stato simile a quel sentirsi un eroe,
un eroe per 90 minuti
e cent'anni di vita.



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« immagine » Se fosse così poi il paradiso, come quel rettangolo di cielo, quel senso di magico strider di muscoli, di digrignar denti e spinte, e sgomitii, se fosse davvero cosi semplice sentirsi Dio, e spingere in fondo alla rete tutto te insieme alla palla, se, dicevo, tutto fosse un nirvana,...
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Il migrante.

26 febbraio 2019 ore 21:49 segnala



Migranti.

Era il mare innanzi,
un destino liquido che la paura mordeva,
erano attimi normali di una vita terribile,
con quei figli attaccati alle mie cosce.
Era un'idea di un paradiso di carta,
popolata di gente rosa e buona,
era, ripeto solo un'idea;
dietro noi
solo la morte e il suo ghigno.
Ecco che prendemmo il largo
verso un infinito che solo nella nostra mente
esisteva.


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« immagine » Migranti. Era il mare innanzi, un destino liquido che la paura mordeva, erano attimi normali di una vita terribile, con quei figli attaccati alle mie cosce. Era un'idea di un paradiso di carta, popolata di gente rosa e buona, era, ripeto solo un'idea; dietro noi solo la morte e il ...
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Vorrei avere....

25 febbraio 2019 ore 07:42 segnala




Vorrei avere, ciò che non ho,
quasi a dolermi con costanza d'un fiore che mai nascerà,
d'un cielo che mai vedrò
solo che
ora, non lo so.
Vorrei ricordar d'un tempo nel quale ciò che ora ho,
era un sogno,
una chimera,
un aver un tuo sguardo nel mio a bruciar mia anima.
Vorrei che non crescessi mai, amor mio,
che tu fossi quel mattino che ora vive qui fuori,
che restassi sempre quella magia che strugge
e s'arrampica alle gambe della mia gioia,
vorrei dunque qualcosa che ,domani,
nemmeno ricorderò d'aver tanto
desiderato.




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« immagine » Vorrei avere, ciò che non ho, quasi a dolermi con costanza d'un fiore che mai nascerà, d'un cielo che mai vedrò solo che ora, non lo so. Vorrei ricordar d'un tempo nel quale ciò che ora ho, era un sogno, una chimera, un aver un tuo sguardo nel mio a bruciar mia anima. Vorrei che no...
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I tuoi cassetti.

23 febbraio 2019 ore 21:44 segnala





Quella gioventù che sfiorisce dietro il rosa delle guance,
quel non saper di camminare verso una morte che non c'è,
quel che io so, ora, e che i miei occhi nascondono,
quello ed altro mi spingon verso te.
E più ti desidero, più t'allontano,
so che se un sogno resti,
come un sogno ti guarderò.
So che m'odierai poco a poco
quando frugherò nei tuoi cassetti,
perché un amore dovrebbe sempre fermarsi
alla soglia dei tuoi bisogni,
e andar via, a sera, dalla tua casa.


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« immagine » Quella gioventù che sfiorisce dietro il rosa delle guance, quel non saper di camminare verso una morte che non c'è, quel che io so, ora, e che i miei occhi nascondono, quello ed altro mi spingon verso te. E più ti desidero, più t'allontano, so che se un sogno resti, come un sogno ...
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Ricordi.

21 febbraio 2019 ore 16:31 segnala


Pane per anime che invecchiano con perizia, i ricordi seguono una linea solo a loro nota. Non ci è dato di sapere quale sia la priorità di alcuni di essi: spesso ricordo particolari di poco conto e dimentico avvenimenti che hanno segnato la mia vita; per esempio ricordo perfettamente una interrogazione alle elementari, e non, la morte di mio padre!
Ma di mia madre, ricordo quasi tutto, specialmente il mio feroce bisogno del suo affetto, delle sue carezze, dei suoi incoraggiamenti,...tutte cose delle quali ho beneficiato in maniera infima, inesistente.
Ora che guardo il suo modo di morire, mi sembra di scorgere nel pallore del suo sguardo, una volontà di scusarsi per il suo essere; ma forse nulla di quello che immagino, ora, esiste nella devastazione della sua mente, forse, è in ultima analisi, quello che ancora, desidero lei sia per me, forse,... maybe.
Voglio che se ne vada in pace, voglio tenere la sua mano sino alla fine facendole sentire, che quello che mi ha dato, è il meglio lei potesse fare, voglio che chiuda gli occhi pensando che, dopotutto, ha fatto un buon lavoro.

Sono i giorni della pace,
ove ti adagi sulle onde del mio dire,
in silenzio,
un silenzio che pare una preghiera, e....
tanto il suo sciacquio sberleffa la chiglia della mia voce.
E' la calma della verzura d'un sottobosco tacito
ma
vivo....e' una freschezza,
un pigolio di cardellini,
e quando ci lasciamo, e' un digradar verso
un sogno,
come il varo, lento d'una chiglia che scivola
al mare,
e, s'adagia in uno specchio di spume che s'aprono
e fluttuano, vivaci e impazienti
e rinchiudono poco a poco,
la carena della nostra vita.



Ed ora, amica mia, grazie.
Grazie per avermi dato la possibilità di togliere polvere da ricordi....scordati.
Avrei voluto tener la tua mano nella mia e parlare d'un tuo passato.
Il tempo farà il resto e modellerá per noi un....ricordo.


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« immagine » Pane per anime che invecchiano con perizia, i ricordi seguono una linea solo a loro nota. Non ci è dato di sapere quale sia la priorità di alcuni di essi: spesso ricordo particolari di poco conto e dimentico avvenimenti che hanno segnato la mia vita; per esempio ricordo perfettamente...
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21/02/2019 16:31:47
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Rasoterra.

15 febbraio 2019 ore 21:42 segnala






Spazio/tempo:zero.
Nulla pare valer più d'una sgrullata di spalle,
nulla,
nè la riga nera di kajal che ti stravolge,
no,
nè il sanguinar smalto delle unghie,..finte,
no,
ne il frusciar delle tue gambe che svolazzano nell'accavallarsi
no,
è un amor rasoterra,
che sbatte, disperato, le ali sull'asfalto.
Torna a quel rider furioso d'infanzia,
a quel planar veloce sui baruffii pieni di strepiti
e di desideri annegati in incendi delle guance.
Ah, occhi di brace spenti dal tempo,
non riesci più a decollare
verso l'infinito della mia anima,
no.




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« immagine » Spazio/tempo:zero. Nulla pare valer più d'una sgrullata di spalle, nulla, nè la riga nera di kajal che ti stravolge, no, nè il sanguinar smalto delle unghie,..finte, no, ne il frusciar delle tue gambe che svolazzano nell'accavallarsi no, è un amor rasoterra, che sbatte, disperat...
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