Castellana.

11 gennaio 2019 ore 15:48 segnala




Tutto questo accidenti di bianco,
e i sapori di eterna domenica,
tutto questo ridere,
passeggiare, e non andare mai in nessun posto,
tutto questo Castellana
irta di tetti, di chiese, di giaculatorie,
un posto dove l'anima sempre in ferie, e dove anche il morire
un'opera d'arte.
E il fumo dei suoi bracieri
sale al cielo ad invocar un dio delle terre,
un dio che pare abbia scordato le voci delle anime
di chi qui, vive,
o, dubbio atroce....
ch'abbia scordato di dar a popolo e genti
voci ad anime.



Una coperta il biancume, in quella valle, e l'arrivo uno stupore.
In una terra di sangue, zolle di carne e respiro di olio, quel tuo insieme di ruvide lastre in ordine, regolari e grigie in un andare, lento, da cammino in salita, si ferma nella piazza, che si leva erta, in un cunicolo di chianche, di pietre lisce e cremisi, butterate, per far presa con zoccoli e erpici.
E l'elevarsi al cielo di guglie e segnali, come di totem e stregoni, puri di calce e silenzio, come un assurgere a divinit mai morte, qui.
Trulli e amori, lenti e conseguenti, me ne vado e gi sogno un ritorno.



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immagine Tutto questo accidenti di bianco, e i sapori di eterna domenica, tutto questo ridere, passeggiare, e non andare mai in nessun posto, tutto questo Castellana irta di tetti, di chiese, di giaculatorie, un posto dove l'anima sempre in ferie, e dove anche il morire un'opera d...
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