Reprimer desideri.

25 marzo 2019 ore 21:22 segnala



Quello che ci ha diviso, è stato un tavolo, che misurava la velocità dei nostri sguardi; scrocchiavano come il cellophane di un mazzo di fiori, si sforzavano in una pudicizia innata,..poi.....a poco a poco, il buio si è acquattato come un felino in ogni dove di una sera ormai passata, il mio pensiero è andato, al coraggio che non ho avuto, alle contorsioni verbali usate per dir ciò che i miei occhi urlavano.
Chissà se hai capito?: e saresti dovuta esser un'idiota per non averlo.
Ti ho desiderato, molto più del pudore di non doverlo fare: eri lì, a un passo da me, derisa da un'orgia di presupponenze.
Eri lì, e avrei voluto divorare tutto di te, financo la sporcizia nei più nascosti interstizi, tutto dei rivoli di sudore e sangue, che pulsavano sulla fronte tua.
Poi quell'agonia si è risolta nel soffrire per una partenza: la tua in un caldo silenzio, la mia in un disperato amplesso, mai vissuto.

Sei stata ciò che d'audace sogno: quasi un terrifico incubo, con i tuoi afrori che la mia paura sovrastano; il sudore del tuo tocco irritò la mia pelle, e giurai d'aver già sognato, l'agonia della tua dolcezza, come un dejavu che ricorre ad ogni mia festa.
Me li regala la vita e li chiama desideri: quando apro la scatola, non trovo mai nulla.



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« immagine » Quello che ci ha diviso, è stato un tavolo, che misurava la velocità dei nostri sguardi; scrocchiavano come il cellophane di un mazzo di fiori, si sforzavano in una pudicizia innata,..poi.....a poco a poco, il buio si è acquattato come un felino in ogni dove di una sera ormai passat...
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25/03/2019 21:22:41
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