La piccola fiammiferaia (H. C. Andersen)...

20 novembre 2016 ore 12:54 segnala






Faceva un freddo tremendo; nevicava, e saliva la buia notte; era anche l’ultima sera dell’anno, la vigilia di Capodanno.
In quell’oscurità e con quel freddo, una bambina povera camminava per strada, col capo scoperto e i piedi nudi; a dire il vero, aveva le pantofole quando era uscita di casa; ma a che servivano! Erano pantofole enormi, che fino a poco tempo prima usava sua madre, erano larghissime, e la piccola le aveva perdute attraversando in fretta la strada, mentre due carri passavano a corsa pazza; una non si trovò più, e un ragazzo era scappato via con l’altra, dicendo che ne avrebbe fatto una culla per quando gli fossero nati dei bambini.
La bambina camminava ora coi piedini nudi, che eran rossi e bluastri dal freddo; nel vecchio grembiulino portava una quantità di fiammiferi, e un mazzetto ne teneva in mano, andando; nessuno le aveva dato un soldino comprando qualcosa da lei; e camminava infreddolita e affamata, poverina!
Le finestre erano tutte illuminate e per strada si sentiva un odore squisito di oca arrosto: infatti era la vigilia dell’anno nuovo, e lei proprio a questo pensava.
Andò a sedersi in un angolo tra due case; teneva le gambette rannicchiate, ma sentiva ancor più freddo, e a casa non osava tornare, perché non aveva venduto neppure un fiammifero, non aveva guadagnato un soldo; suo padre l’avrebbe picchiata, e del resto anche a casa faceva freddo; non avevano che un tetto sulla testa e ci fischiava il vento.
Le manine erano quasi intirizzite dal freddo.
Ah! Un fiammifero le avrebbe fatto bene! Bastava che ne tirasse uno fuori dal mazzetto e lo sfregasse contro la parete, per scaldare le dita.
Ne prese uno e: risch! Che fiammata fece, e come ardeva! Mandava una luce chiara e calda come una piccola candela; era una strana luce.
Alla bambina sembrò di essere seduta davanti a una stufa di ghisa, adorna di pomi d’ottone; ah, come riscaldava la dolce fiamma del fuoco.
No, ma cosa succedeva? La piccola stava per protendere i piedi per riscaldare anche quelli, ma la fiamma si spense.

Un pochino di calore avrebbe fatto loro bene! La piccola prese un fiammifero e lo sfregò contro il muro.
Una fiammella si accese e nella dolce luce alla bambina parve di essere seduta davanti a una grande stufa!
Le mani e i piedi cominciavano a riscaldarsi, ma la fiamma durò poco e la stufa scomparve.



Ne accese un secondo, che arse e rischiarò; quella parte del muro dove la luce cadeva, divenne trasparente come un velo; essa guardò nella stanza, dov’era una tavola apparecchiata con una tovaglia candita e un’oca arrosto fumava deliziosamente.
Ma ecco, cosa più straordinaria ancora, l’oca salta dal piatto e ruzzola sul pavimento e si mette a camminare fino alla povera bambina; ma in quel momento il fiammifero si spense, e davanti ai suoi occhi non rimase che il gran muro di freddo.
Ne accese un altro.
Allora come per incanto si trovò seduta ai piedi dell’albero di Natale, il più bello che si possa immaginare: innumerevoli candeline splendevano sui rami verdi, e immagini variopinte, uguali a quelle che adornavano le vetrine dei negozi, la guardavano dall’alto.



La piccola tese le manine verso di esse, ma il fiammifero si spense; tutte le candeline di Natale salirono in alto, ora erano diventate stelle luminose; una cadde, lasciando un lungo solco di fuoco nel cielo. La bambina pensò allora alla nonna, che amava tanto, ma che era morta. La vecchia nonna le aveva detto spesso: "quando cade una stella, c'è un'anima che sale a Dio". La bambina prese un'altro fiammifero e lo strofinò sul muro: nella luce le sembrò di vedere la nonna con un lungo grembiule sulla gonna e uno scialle frangiato sulle spalle. Le sorrise con dolcezza.
- Nonna! - gridò la bambina tendendole le braccia, - portami con te! So che quando il fiammifero si spegnerà anche tu sparirai come la stufa di rame, l'oca arrostita e il bell'albero di Natale.
La bambina allora accese rapidamente i fiammiferi di un'altra scatoletta, uno dopo l'altro, perché voleva continuare a vedere la nonna. I fiammiferi diffusero una luce più intensa di quella del giorno:
"Vieni!" disse la nonna, prendendo la bambina fra le braccia per volare via insieme nel gran bagliore. Erano così leggere che arrivarono velocemente in Paradiso; là dove non vi era più freddo, angoscia e fame.



Nell’alba fredda, all’angolo tra due case, sedeva una bambina con le guance colorite e il sorriso sulle labbra: morta assiderata nell’ultima notte dell’anno.
Il mattino dell’anno nuovo era sorto su quel piccolo corpicino esanime, che teneva ancora in mano i fiammiferi, di cui un mazzetto era quasi tutto bruciato.
“Ha cercato di scaldarsi”, diceva la gente, ma non potevano sapere che la nonna era venuta a cercarla per portarla in cielo con lei. Nessuno di loro era degno di conoscere un simile segreto!



c66c51b9-714d-4c68-acdc-5e802fc8d433
« immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » Era l'ultimo giorno dell'anno: faceva molto freddo e cominciava a nevicare. Una povera bambina camminava per la strada con la testa e i piedi nudi. Quando era uscita di casa, aveva ai piedi le pantofole che, però, non aveva po...
Post
20/11/2016 12:54:07
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    3

Commenti

  1. Njlo 20 novembre 2016 ore 14:19
    Non ho mai amato le favole, o sono truculente o sono tristissime. Naturalmente le conosco per sommi capi e questa è un classico del periodo natalizio, anche se è poi necessario, dopo averla raccontata ai bambini, spiegarne loro la morale. Qui il tema della morte come analgesico per tutti i mali, o come liberazione da una vita infelice, è dominante e non facile da far comprendere ed accettare.
    Faccio un'associazione ardita. La poesia di Prévert, Tre fiammiferi accesi, è assai più dolce, più fiabesca, più "blu" della favola, anche se è dedicata ad una città, ma in essa si respira l'amore che è la vera bellezza della nostra vita mentre la piccola fiammiferaia lo troverà, presumibilmente, solo dopo averla lasciata, la vita.
    Vado spesso fuori tema, mi scuserai, ma seguo i miei contorti pensieri e soprattutto la voce del mio cuore.

    Che bella l'ultima gif, le anime volano verso l'Alto lasciando che ciò che resta sanguini, in quell'addio.
  2. Luce0scura 20 novembre 2016 ore 17:26
    E' sempre un piacere leggere i tuoi commenti, mai per nulla scontati.. ;-) Sinceramente, vedo il racconto della piccola fiammiferaia, oltre che istruttivo, anche molto attuale. L'indifferenza e la solitudine a cui viene lasciata la bambina, oltre che, da parte di quest'ultima, il tentativo di vendere i fiammiferi per poche monete (che io vedo un po' come un "suo dono" in grado di poter scaldare anche gli animi più gelidi), credo che rispecchi in modo abbastanza fedele la società di oggi priva di valori e materialista... O almeno questo, diciamo, è un po' il mio modo di vederla... Ti ringrazio del tempo che mi hai dedicato.. Buona serata :-)
  3. Njlo 20 novembre 2016 ore 17:55
    Questa bambina ci ricorda tutti i piccoli disperati che solcano il mare in cerca di una vita più serena.
    Hai ragione.
  4. 1965michelina 26 novembre 2016 ore 10:23
    grazie che sei venuto dentro il mio blog ti mando una buona giornata da michelina e grazie un buon sabato
  5. Luce0scura 26 novembre 2016 ore 18:13
    @1965michelina Grazie a te del passaggio... E buon weekend :-)
  6. 1965michelina 26 novembre 2016 ore 18:15
    prego sei gendile da michelina ti mando un abracio e un bacio una buona giornata un buon sabato

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.