DEPOLARIZZAZIONE

06 ottobre 2016 ore 12:41 segnala

Doveva e voleva rilassarsi. “Ti sei concessa questa follia, no? E allora godiamocela!” si disse tra sè e sè. Respirò a fondo e si alzò dallo sgabello. Si avvicinò a lui, gli poggiò una mano sulla spalla, e, mentre gli mostrava il bicchiere vuoto con un'espressione come a dire: 'si fa il bis?', sfoderò il suo più accattivante sorriso.
Jack sorrise a sua volta, allungò un braccio a cingerle il fianco e lentamente l'attirò a sé, facendola dolcemente accomodare su una sua gamba.
I respiri si mischiavano, i rispettivi profumi si fondevano. Sally accavallò le gambe e gli passò un braccio attorno al collo. La mano di lui dai fianchi scivolò prontamente un po' più giù.
Con tre dita le tirò un po' su il vestito, a scoprire le cosce tornite e abbronzate. La guardò piacevolmente stupito, sia per la reazione di lei al suo gesto sfacciato, sia per lo spettacolo di quelle gambe chilometriche e sode. Sembrava più magra a primo impatto. Meglio così, le ossa non erano proprio di suo gusto.
“Belle ed abbronzate. Torni da una vacanza?” le chiese.
Sally gli fece un sorrisetto storto ma era divertita. Le piaceva questa disinvoltura, questa apparente sicurezza. Eppure era convinta che fosse solo una facciata.
“Sei un paragnosta, a quanto pare” rispose stringendo gli occhi e allargando un pò di più il suo sorriso.
“In effetti è così, sono appena rientrata da un viaggetto in Grecia. Quindici giorni al sole, ma son volati”.
Aveva appena terminato la frase quando sentì alle proprie spalle una risata femminile isterica e agghiacciante.
Entrambi si girarono di scatto nella direzione di quella fastidiosa eco che aveva raggelato l'intero locale ed interrotto il fluido di energia che iniziava a scorrere tra loro.
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« immagine » Doveva e voleva rilassarsi. “Ti sei concessa questa follia, no? E allora godiamocela!” si disse tra sè e sè. Respirò a fondo e si alzò dallo sgabello. Si avvicinò a lui, gli poggiò una mano sulla spalla, e, mentre gli mostrava il bicchiere vuoto con un'espressione come a dire: 'si fa ...
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JACK & JACK

01 ottobre 2016 ore 13:06 segnala
Aveva un profumo suadente, legnoso, maschile, misto all'odore del sigaro e della sua pelle. Non era la fame a farle tremare le gambe, era lui. Irresistibile, una cosa da mettere in conto. Si prospettava una seratina niente male, a quanto pareva.
Si accomodò su uno sgabello anche lei, dopo averne avvicinato uno a quello di lui.
Jack non le aveva tolto gli occhi di dosso un istante. “Che tipa!”, pensò. Una bellezza per niente ostentata ma da togliere il fiato. Sexy ed elegante, sicura di sé e col sorriso stampato in faccia. Non aveva sbagliato affatto a chiederle di incontrarlo.
“Cosa bevi, Sally?”
Lei appoggiò la mano su quella di lui, la trattenne un istante e poi la ritrasse, portandosela ai capelli.
“Quello che stai bevendo tu andrà benissimo”.
Sally trattenne a stento un sorriso, mentre lo diceva. Con una frase del genere un uomo inizia a sentirsi padrone della situazione, e lei lo sapeva.
E lo sapeva fare. Adulare un uomo, fargli credere di avere il potere e la situazione in mano. Lui si rilassava e apriva a ruota la coda. Allora il potere ce l'aveva lei, altrochè.
“Un Jack Daniel's senza ghiaccio, Dario” ordinò lui, a bassa voce al barista.
Non c'era nulla da fare, anche la voce era intrigante e seducente. Attenzione, ragazza, attenzione.
Il barman le poggiò davanti il bicchiere di whiskey. Sally lo sollevò e, guardando Jack intensamente negli occhi, fece un cenno per un brindisi e lo portò alle labbra, senza distogliere lo sguardo da lui.
Stava prendendosi il tempo di osservarlo per decifrare le sue intenzioni.
(ma davvero, Sally, ti stai chiedendo che intenzioni abbia? Mi fai ridere certe volte, ma daìììì...)
La sua coscienza, il suo io interiore o qualunque cosa fosse quella che, puntualmente, la bacchettava, iniziava ad intromettersi. E questo non andava bene. Proprio no.
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« immagine » Aveva un profumo suadente, legnoso, maschile, misto all'odore del sigaro e della sua pelle. Non era la fame a farle tremare le gambe, era lui. Irresistibile, una cosa da mettere in conto. Si prospettava una seratina niente male, a quanto pareva. Si accomodò su uno sgabello anche lei, d...
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SFIORAMENTI

29 settembre 2016 ore 10:10 segnala

A differenza del locale, lui non era affatto squallido. L'aveva conosciuto in quella chat, dove si era iscritta per spezzare la noia di certe monotone giornate. L'aveva conquistata subito, con un approccio pulito ma d'effetto. In più era bello. Si erano scritti per un po', poi sentiti per telefono. Alla terza telefonata lui le aveva dato un appuntamento.
Stessa città, bella presenza, un sabato senza impegni... perchè non accettare? Si beve una cosa, si fanno quattro chiacchiere, perchè no? aveva pensato, siamo grandi e tutti un po' soli.
Così aveva accettato ed ora era lì.
Il ticchettio del suo tacco 12 lo fece girare di scatto. Le sorrise. Ammaliante, senza dubbio. Da restarci secche. Le foto non gli rendevano giustizia, santo cielo!
Sorrise anche lei, inclinando un po' la testa di lato. Gli si avvicinò tanto che quasi poteva sussurrargli all'orecchio. Sentì il suo respiro interrompersi per una frazione di secondo, poi riprese subito il ritmo regolare. Lei allungò il braccio oltre la sua spalla, per afferrare la ciotola delle noccioline sul bancone, era affamata, non aveva cenato.
Lui, continuando a sorridere e con il sopracciglio alzato, le tese la mano.
“Ciao Sally... suppongo tu sia Sally”.
“Ciao Jack... suppongo tu sia Jack” .
Il gioco era iniziato.

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« immagine » A differenza del locale, lui non era affatto squallido. L'aveva conosciuto in quella chat, dove si era iscritta per spezzare la noia di certe monotone giornate. L'aveva conquistata subito, con un approccio pulito ma d'effetto. In più era bello. Si erano scritti per un po', poi sentiti...
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Il tuffo nel buio.

27 settembre 2016 ore 10:04 segnala

Entrò nel locale, squallido come se lo aspettava, vista la zona. Ritornò a chiedersi il perchè aveva accettato di incontrarlo. Ora le sembrava un'idea più folle che mai.
Una cappa di fumo ristagnava a mezz'aria, impedendo oltre che di respirare anche di avere una visuale nitida degli avventori. Per un istante pensò di girare i tacchi e scappar via, ma poi lo vide.
Era seduto scompostamente su di uno sgabello al bancone del bar, di spalle all'ingresso. Fumava un sigaro e rigirava nervoso il bicchiere di whiskey con l'altra mano.
Sally era immobile all'ingresso del locale e si sentiva gli occhi di tutti puntati addosso. O meglio, puntati sulla sua scollatura. Era abituata a quegli sguardi rapaci ma in quel localaccio le diede fastidio più del solito, tanto che raddrizzò la schiena e si avviò spedita verso il suo uomo misterioso.
Non sapeva molto di lui se non l'essenziale: era single, alto 1,85, buon eloquio, garbo e rispetto per le donne.
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« immagine » Entrò nel locale, squallido come se lo aspettava, vista la zona. Ritornò a chiedersi il perchè aveva accettato di incontrarlo. Ora le sembrava un'idea più folle che mai. Una cappa di fumo ristagnava a mezz'aria, impedendo oltre che di respirare anche di avere una visuale nitida degli ...
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