Stamattina come ogni sabato ho percorso un tragitto in auto di circa un’ora e mezza. Attraverso la mia isola da sud verso il centro-ovest. Vado sempre di fretta io, sempre in ritardo, sempre veloce in auto, ma piano con i pensieri che graffiano il paesaggio che mi circonda e che mi somiglia.
Il verde dei campi e dei colli ricorda già i paesaggi primaverili. Il sole si appoggia su ogni cosa regalando una brillantezza e una luminosità che a me mette malinconia. Sui prati si scorgono ogni tanto greggi di piccole nuvole bianche al pascolo. Le pianure, i campi coltivati, gli uomini chini sulle loro semine o sui loro raccolti come fossero bilanci di vita vissuta. Le rocce che affiorano sulle colline, spezzando la gradazione di verdi mischiati tra loro tono su tono. Paesaggi brulli, deserti, silenziosi, lenti. La musica è ad alto volume dentro il guscio che separa il dentro dal fuori. Stamattina il mio animo è un po’ “Elisa” e un po’ “Linkin Park”. Il viaggio inizia sulle note arrabbiate di “Crawling”, mi da energia e premo l’acceleratore più a fondo. Stamattina non mi va di sentire il cd che hai inciso per me, con la tua meravigliosa voce che canta le canzoni di “Renga”. Sono a 160Km/h sulle strade strette a due corsie che attraversano campagne e paesi, e mi ripeto che devo smetterla di correre così o prima o poi finirò male, ma ho bisogno di mangiare l’asfalto, inghiottirlo sotto di me velocemente insieme ai pensieri. Ho bisogno di fare in fretta, ma come sempre sento di non voler arrivare mai, vorrei che il viaggio fosse lungo quanto i percorsi della mia mente e che durasse per molto tempo ancora per permettermi di continuare a godere della mia terra e di pensare a quanto le somiglio.
Pianure e colline, prati e rocce, deserto verde e rigoglioso, isola accarezzata dal mare e dal cielo, incorniciata di sabbia morbida e dorata, entroterra di boschi e montagne, entroterra di “Supramonte” ostile e selvaggio. Nel suo ventre la storia di uomini fieri e identità ormai quasi smarrite, acqua e grotte fredde con angusti percorsi tra stalattiti e stalagmiti che danno forma a strane e inquietanti creature. Terra materna che sa di latte e di ospitale utero.Terra calda e sensuale che sa di limoni gialli cotti al sole e di scogli ricoperti di sale da leccare. Terra di passione che profuma di arance sanguigne succose, di mirto e ginepri.
Terra, isola che abito, isola che vivo, isola in cui mi perdo in solitudine.
Mentre mi chiedo se qualcuno un giorno, vorrà ancora abitarla questa misteriosa terra, giungo a destinazione. Fine del mio viaggio.
Spengo lo stereo sulle note di “Luce -Tramonti a nord-est”, Elisa in genere non mi fa impazzire, ma stamattina mi canta dentro l’anima. Avrei avuto voglia di correre ancora raschiando l’asfalto e la gola, ma devo scendere dall’auto. Sono in ritardo.
Già mi immagino come sarà di sera il viaggio di rientro, con i tramonti della mia terra e la luce che cade dagli occhi.
Lunamoon D.C.
Io i-sola. La mia terra.
09 febbraio 2008 ore 23:36
Stamattina come ogni sabato ho percorso un tragitto in auto di circa un’ora e mezza. Attraverso la mia isola da sud verso il centro-ovest. Vado sempre di fretta io, sempre in ritardo, sempre veloce in auto, ma piano con i pensieri che graffiano il paesaggio che mi circonda e che mi somiglia.
Il verde dei campi e dei colli ricorda già i paesaggi primaverili. Il sole si appoggia su ogni cosa regalando una brillantezza e una luminosità che a me mette malinconia. Sui prati si scorgono ogni tanto greggi di piccole nuvole bianche al pascolo. Le pianure, i campi coltivati, gli uomini chini sulle loro semine o sui loro raccolti come fossero bilanci di vita vissuta. Le rocce che affiorano sulle colline, spezzando la gradazione di verdi mischiati tra loro tono su tono. Paesaggi brulli, deserti, silenziosi, lenti. La musica è ad alto volume dentro il guscio che separa il dentro dal fuori. Stamattina il mio animo è un po’ “Elisa” e un po’ “Linkin Park”. Il viaggio inizia sulle note arrabbiate di “Crawling”, mi da energia e premo l’acceleratore più a fondo. Stamattina non mi va di sentire il cd che hai inciso per me, con la tua meravigliosa voce che canta le canzoni di “Renga”. Sono a 160Km/h sulle strade strette a due corsie che attraversano campagne e paesi, e mi ripeto che devo smetterla di correre così o prima o poi finirò male, ma ho bisogno di mangiare l’asfalto, inghiottirlo sotto di me velocemente insieme ai pensieri. Ho bisogno di fare in fretta, ma come sempre sento di non voler arrivare mai, vorrei che il viaggio fosse lungo quanto i percorsi della mia mente e che durasse per molto tempo ancora per permettermi di continuare a godere della mia terra e di pensare a quanto le somiglio.
Pianure e colline, prati e rocce, deserto verde e rigoglioso, isola accarezzata dal mare e dal cielo, incorniciata di sabbia morbida e dorata, entroterra di boschi e montagne, entroterra di “Supramonte” ostile e selvaggio. Nel suo ventre la storia di uomini fieri e identità ormai quasi smarrite, acqua e grotte fredde con angusti percorsi tra stalattiti e stalagmiti che danno forma a strane e inquietanti creature. Terra materna che sa di latte e di ospitale utero.Terra calda e sensuale che sa di limoni gialli cotti al sole e di scogli ricoperti di sale da leccare. Terra di passione che profuma di arance sanguigne succose, di mirto e ginepri.
Terra, isola che abito, isola che vivo, isola in cui mi perdo in solitudine.
Mentre mi chiedo se qualcuno un giorno, vorrà ancora abitarla questa misteriosa terra, giungo a destinazione. Fine del mio viaggio.
Spengo lo stereo sulle note di “Luce -Tramonti a nord-est”, Elisa in genere non mi fa impazzire, ma stamattina mi canta dentro l’anima. Avrei avuto voglia di correre ancora raschiando l’asfalto e la gola, ma devo scendere dall’auto. Sono in ritardo.
Già mi immagino come sarà di sera il viaggio di rientro, con i tramonti della mia terra e la luce che cade dagli occhi.
Lunamoon D.C.
8801532
Stamattina come ogni sabato ho percorso un tragitto in auto di circa un’ora e mezza. Attraverso la mia isola da sud verso il centro-ovest. Vado sempre di fretta io, sempre in ritardo, sempre veloce in auto, ma piano con i pensieri che graffiano il paesaggio che mi circonda e che mi somiglia....

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09/02/2008 23:36:59
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