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16 luglio 2014 ore 04:49 segnala



Non riconosco più gli alberi come alberi.
I rami non hanno le foglie che li fanno opporre al vento.
I frutti son dolci, ma privi d’amore.
E non saziano neppure.
Ora che accadrà?
Il bosco fugge davanti ai miei occhi,
vicino al mio orecchio tacciono gli uccelli,
non c’è prato che mi faccia da letto.
Sono sazia di tempo
ma anelo più tempo.
Ora che accadrà?
/
Sui monti arderanno nottetempo i falò.
Dovrei schiudermi? Riavvicinarmi a tutto?
/
In nessuna via riesco più a trovare una via.

Ingeborg Bachmann, Alienamento
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« immagine » Non riconosco più gli alberi come alberi. I rami non hanno le foglie che li fanno opporre al vento. I frutti son dolci, ma privi d’amore. E non saziano neppure. Ora che accadrà? Il bosco fugge davanti ai miei occhi, vicino al mio orecchio tacciono gli uccelli, non c’è prato che mi f...
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16/07/2014 04:49:04
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06 luglio 2014 ore 07:11 segnala



Lasciate cadere ciò che vuole cadere; se lo trattenete, vi trascinerà con sé. Esiste un vero amore che non si occupa del prossimo.
Il senso della mia vita è che la vita mi pone una domanda. O viceversa, sono io stesso una domanda per il mondo e devo fornire la mia risposta, altrimenti mi ridurrò alla risposta che mi darà il mondo .

jung
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« immagine » Lasciate cadere ciò che vuole cadere; se lo trattenete, vi trascinerà con sé. Esiste un vero amore che non si occupa del prossimo. Il senso della mia vita è che la vita mi pone una domanda. O viceversa, sono io stesso una domanda per il mondo e devo fornire la mia risposta, altrimen...
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06 ottobre 2013 ore 04:48 segnala
le vite con le nostre forme
ci dormono dentro...
avvolte nel dondolio delle cose finte
minima durata e voci disabitate
odori stanchi di colline disadorne affacciate ai balconi
curve di debiti allungati in anni
posati e spergiurati
mano nella mano io che succhio le dita
morbida monotonia di provincia
strano percorso immobile
al fianco di una lampada raccolta in un capogiro
è ogni freddo un usuraio
che disordine, che amarezza
si aspetta un dolore un dottore un'oncia di un miracolo
credenza e premura non sfogliano margherite
passano sulla schiena e schiudono le reni

gf

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le vite con le nostre forme ci dormono dentro... avvolte nel dondolio delle cose finte minima durata e voci disabitate odori stanchi di colline disadorne affacciate ai balconi curve di debiti allungati in anni posati e spergiurati mano nella mano io che succhio le dita morbida monotonia di...
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15 settembre 2013 ore 11:35 segnala
non meglio e non più di quanto si svolge di questo giorno

recuperando figure ad ogni frammento di lontananze

confondendosi irriconoscibili da nomi e cose qui e là

......un'altra traccia un'altra marea senz'acqua.....

molte cicatrici nascono dal mare
sembra evidenza ma è profonda rimozione

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non meglio e non più di quanto si svolge di questo giorno recuperando figure ad ogni frammento di lontananze confondendosi irriconoscibili da nomi e cose qui e là ......un'altra traccia un'altra marea senz'acqua..... molte cicatrici nascono dal mare sembra evidenza ma è profonda rimozione «...
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15/09/2013 11:35:00
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08 settembre 2013 ore 16:38 segnala