La crisi spiegata in modo semplice

27 novembre 2012 ore 18:24 segnala


Olga è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte.

Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito.

Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti).

La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Olga diventa il più importante della città.

Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora.

La banca di Olga, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia.

Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Olga e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond.

I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano.

Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall'irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond.

Un giorno però, alla banca di Olga arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite.

A questo punto Olga, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi.

Olga non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi.

Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada.

Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%.

La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza.

Intanto i fornitori di Olga, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare.

Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%.

Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce.

Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza.

Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero.

Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Olga perché astemi o troppo impegnati a lavorare.

Bene, ora potete dilettarvi ad applicare la dinamica degli Sbornia Bond alle cronache di questi giorni, giusto per aver chiaro chi è ubriaco e chi sobrio.
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« immagine » Olga è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte. Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguit...
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27/11/2012 18:24:18
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Commenti

  1. crenabog 28 novembre 2012 ore 10:04
    Sei riuscito a convincermi ad acquistare azioni di MacDonald's... un cheeseburger non muore neanche se lo ammazzano!
  2. incondizionata.m3nte 28 novembre 2012 ore 21:32
    La grande nave è senz'acqua..il tempo dei remi è scaduto..E' arrivata l'ora dei rulli e delle corde...
  3. comingback62 30 novembre 2012 ore 14:07
    Se al posto del vino ci metti il latte....
    Ciao, Calisto! :-(
  4. Antelao 01 dicembre 2012 ore 10:30
    mi è arrivata una e-mail qualche giorno fa con la stessa storia. In effetti fa capire in modo semplice come vanno le cose nell'economia.
  5. TheGuardianOfTheStar 05 febbraio 2013 ore 10:19
    Morale della favola ?.......e che Dio ci aiuti !
  6. Robyarch71 01 luglio 2013 ore 14:55
    Questo racconto ha fotografato esattamente cosa è successo nel causare la crisi che ormai viviamo da anni.
    La crisi in cui stiamo vivendo, ha origini lontane, ma è nel 2008 che è scoppiata. E come al solito, nel bene o nel male, il tutto inizia negli Stati Uniti.
    Ovvio che in una qualsiasi crisi ci sono diversi fattori scatenanti, come il rialzo dei prezzi delle materie prime (petrolio in primis). Ma secondo gli esperti, la causa scatenante di questa crisi, sono state le sottoscrizioni di mutui ad interessi bassissimi e garanzie quasi nulle (sub-prime) specie nel mercato immobiliare, emesse dalle banche centrali, esportando questo sistema perfino in Italia, come del resto dappertutto.
    Ricordo una pubblicità di quei tempi: una coppia si presenta in banca per avere il loro prestito, dando in garanzia la porta della loro abitazione.
    Quando poi ci fu il rialzo dei tassi d'interessi, molti possessori di questi mutui, divennero insolventi ed i pignoramenti all'ordine del giorno.
    Eppure tutti sapevano che il ricorso alla sottoscrizione dei mutui a basse garanzie, sottoscritti anche da persone agiate che confidavano in consistenti guadagni, con molta probabilità non sarebbe mai stato rimborsato.

    Morale della favola: qualche banca fallisce, molte altre vengono salvate, grazie anche ai risparmi di chi non aveva nulla a che fare con questa storia di "denaro virtuale".
  7. luca2000.1977 03 luglio 2014 ore 11:14
    AAAA CERCASI DISPERATAMENTE OLGA......DATO CHE A QUALCUNO DOBBIAMO PUR DARE LA COLPA!Bel post.
  8. Alex 19 settembre 2014 ore 15:16
    ciao
  9. Odirke 09 dicembre 2014 ore 14:48
    La cosa più inquietante è che dopo due anni è un post ancora attuale.

    Semper Fidelis

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