vanno

18 ottobre 2017 ore 16:33 segnala
per caso rileggo certe righe , tanti fogli messi là impilati , sopra lettere come timbri e nomi di chissà chi , ora chissà dove , ripenso alle nostre vite , a quelle di tutti , istanti nevralgici sepolti e dimenticati dopo poco , forse è vero siamo sensazioni , siamo le sensazioni che proviamo , proiezioni di ombre sparate con angoli casuali , ed il tempo non è niente di speciale , accellera e s'arresta , a volte inciampa come noi , con noi , certi sogni sono vento ed altri pensieri vela , così il guscio si fa avanti per le spume , e tu asciughi gli occhi come io asciugo i miei , il sale implacabile non molla.
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per caso rileggo certe righe , tanti fogli messi là impilati , sopra lettere come timbri e nomi di chissà chi , ora chissà dove , ripenso alle nostre vite , a quelle di tutti , istanti nevralgici sepolti e dimenticati dopo poco , forse è vero siamo sensazioni , siamo le sensazioni che proviamo ,...
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18/10/2017 16:33:35
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ritorni

17 ottobre 2017 ore 10:33 segnala
Ed i miei ritorni son sempre più complicati delle partenze , non dipende dalle persone che ho intorno ma dalle circostanze le cui imprevedibilita conosco gia ,la gioia del ritorno è mitigata dalle complessità , potrebbero esser chiamati solamente tempi , tempi d'andata e di ritorno , scorgo sul mio orologio sempre nuovi granelli di terra , in qualche minuto angolo della cassa e del cinturino , ricordo d'averlo lavato prima di partire ed al ritorno è così qualcosa scorgo sempre di nuovo e di fertile nel mio tempo che passa attraverso il ritorno , e si la terra comparsa in silenzio è quella dove vorrei essere , quella con gli alberi e l'erba da tagliare , l'orto e le semine perennemente in ritardo , il tutto a vista del mare , basta buttarci un'occhio e mi consola , ed è bella la fatica senza fine che richiedono terra e mare , zappa e remo , falce e reti , lavoro che non ha un'orizzonte definito ma che ti riempie di gioia e stanchezza buona , ritorno li.

delle cose

16 ottobre 2017 ore 06:36 segnala
Alcuni pensieri non si riescono a dire , non li riesco a spiegare , vorrei disegnarli e farne uno schema , quasi a spiegarne il funzionamento a me stesso , non ci riesco , sono nella loro esistenza forti e persistenti , decisi e ricorsivi , non razionalizzabili , forse è che non vanno decifrati , vanno presi per quel che sono , goduti per i loro effetti , l'odore d'un fiore non cambia se ne conosci la dinamica chimica , ti piace e t'inebria , oppure t'offusca ed il risultato non cambia nonostante l'analisi , così un cielo d'un blu quasi cattivo ed il nero dell'asfalto bollente s'incontrano nel punto dove sei , e sei confine e non puoi lasciare l'uno senza lasciare l'altro , potrebbe essere la linea che divide il cielo dal mare , l'orizzonte che vedi , non esiste e non arriva mai , però lo vedi e ne godi , puoi girar la testa finchè vuoi ma gli occhi cercheranno sempre un'orizzonte.
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Alcuni pensieri non si riescono a dire , non li riesco a spiegare , vorrei disegnarli e farne uno schema , quasi a spiegarne il funzionamento a me stesso , non ci riesco , sono nella loro esistenza forti e persistenti , decisi e ricorsivi , non razionalizzabili , forse è che non vanno decifrati ,...
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linguaggi

15 ottobre 2017 ore 09:36 segnala
Sono passati degli anni e mi torna in mente ora , te ne uscivi con quella sequenza d'interpunzioni che non capivo , succedeva quando chiedevo qualcosa , quando la risposta sarebbe dovuto essere non generica , te lo chiesi il significato ma non capii la risposta , è passato remoto , ritrovo oggi per caso quel modo di fare che testimonia e certifica ora le tue immense bugie di allora , sei ancora li con i piedi nel pantano a non ho ancor capito far cosa , in quell'acquitrino pieno di vita le sanguisughe proliferano ed organismi monocellulari esprimono i loro pensieri , quasi un monosillabo , è delusione legata ad un tempo passato in cui credevo di più nelle persone , ora capisco che ciò che spesso qualcuno vede negli altri è lo specchio di se stesso , dei propri imbrogli e più ne ha compiuti più crede che gli altri ne compiano , in relta non è così per tutti , per fortuna mia , per fortuna di tutti.
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Sono passati degli anni e mi torna in mente ora , te ne uscivi con quella sequenza d'interpunzioni che non capivo , succedeva quando chiedevo qualcosa , quando la risposta sarebbe dovuto essere non generica , te lo chiesi il significato ma non capii la risposta , è passato remoto , ritrovo oggi per...
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frazioni

14 ottobre 2017 ore 16:05 segnala
Il grande scatolone che contiene tutto non sai dov'è , c'è ci vivi dentro e ti racchiude , non lo vedi , ed il contenitore da cui non si può uscire è il tempo , dentro la vita d'ognuno si sroltola ed arrotola , li rimangono i residui del vivere come scorie di chissà quale reazione , solo frazioni viviamo ogni istante , ogni momento è un solo evento subito seguito e sotituito da un'altro , un pò come le parole che si susseguono una dietro l'altra , quelle ascoltate e dette , poi si , è così , ho il brutto vizio di unirle e farne un piccolo blocco e cercar di dar loro un senso , sai che vivo quegli istanti susseguenti , li attacco e li peso come momenti rubati e donati , per questo son grato e non dimentico.
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Il grande scatolone che contiene tutto non sai dov'è , c'è ci vivi dentro e ti racchiude , non lo vedi , ed il contenitore da cui non si può uscire è il tempo , dentro la vita d'ognuno si sroltola ed arrotola , li rimangono i residui del vivere come scorie di chissà quale reazione , solo frazioni...
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semi

13 ottobre 2017 ore 08:43 segnala
A volte si confonde il contenitore col contenuto , o meglio il contenitore indica il contenuto come se davvero ne fosse capace , così l'apparenza prende piede e s'amplifica , poi al limite conta solo il contenitore , per questo una convinzione non è mai monotona , è solo un contenitore di musiche diverse , opera e sinfonia , aria e fuga , come quando semini sai che qualcosa nascerà ed è inutile pensare il contrario , non avrebbe senso ne rispetto agli spazi ne ad i tempi , così raccolgo questa sabbia di fiume , la passo e la setaccio poi la vedo sciogliersi di nuovo fra le acque correnti ,indelebile rimane qualcosa come oro , sedimenta e s'ingloba per non uscire più , parole come sabbia , parole come pepite , c'è di tutto ascoltandoti.
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A volte si confonde il contenitore col contenuto , o meglio il contenitore indica il contenuto come se davvero ne fosse capace , così l'apparenza prende piede e s'amplifica , poi al limite conta solo il contenitore , per questo una convinzione non è mai monotona , è solo un contenitore di musiche...
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un foro

12 ottobre 2017 ore 10:38 segnala
Sento la voce e mi volto , è truccata e ben vestita , seduta composta parla al telefono , ha occhi smarriti , è dispersa , non sò perchè mi da l'idea di chi si ostina a cercare un foro in un buco , guarda troppo da vicino e non lo troverà mai , dice che non riesce a parlare e sente la puzza dovunque , perchè non glielo dice mi chiedo , è vero che comunque anche i semi più forti a volte non riescono a germogliare , magari una raffica di vento beffarda li fà cadere sul cemento od in mare , tanta forza e perfezione li purtroppo non servono , mi viene da dire "sarà per la prossima volta" , alla prossima campata , quasi fossi un seme.

rintocchi

11 ottobre 2017 ore 18:50 segnala
Una porta sprangata , o meglio un muro ormai , il legno s'è fatto mattone ed i cardini non ruoteranno più , sò di quella porta che c'era ed evito di guardarla , o meglio di guardarne la traccia che rimane , faccio ordine in me con la calma dovuta dai pensieri che scemano , ma i rumori no, non posso ignorarli , li dietro che c'è , chi c'è , quali e quante facce , oppure una o solo sassi e vento , ruggine e vetro , a volte hanno la cadenza d'unn rintocco , del cercare ciò che ormai è evanescente e sparirà pian piano , le parole come acqua di mare che si frange sugli scogli son diventate vapore , gocce piccole in un moto disordinato hanno perso di senso , il costrutto è annerito , la porta si è chiusa ed ogni rintocco è inutile.

la fortuna

11 ottobre 2017 ore 06:23 segnala
La fortuna esce da uno sgabuzzino ed ha i capelli mossi e neri , sorride e ad un lato del naso luccica un brillantino , la carnagione scura e gli occhi neri profondi , mescola con le mani un mucchio di caramelle bianche e rosse e la sua bocca ha quel colore e quell'odore , è impegnata a riempire un gran barattolo , prende le chicche con le mani e le versa , così gommose dolci quanto colorate , temo di chiedere , lei mi fa cenno "chiedi" , chiedo , la fortuna da buone notizie sorridendo.

residui

10 ottobre 2017 ore 09:21 segnala
Con gli occhi a pelo dell'acqua ne vedi la superficie , da una prospettiva differente ti fai un’idea , un altro punto di vista , sembra sporca , piccoli residui di spuma e legno s’aggregano come polvere a galleggiare , la superficie frega sempre e frega ancora , forse è una strategia affinchè chi si accontenta si faccia un’idea veloce di quel che vede , senza andare ne scavare , senza immergersi dato che sarebbe inutile e non capirebbe , non capirebbe perché qualcosa di bello e profondo debba mostrare ciò che attraente non è , l’acqua è così lo sa lei com’è e chi va a guardarla nel fondo della superficie non si cruccia , sa come è , sa che è solo scorza ed è normale che i residui galleggino agglomerati come a farsi forza , sopra tutte le vocine parlano solo se tutte insieme , ognuna a far d’alibi all’altra , sotto la voce è unica cupa e tuona quando vuole , senza appoggi ne spalle , non teme l’apparenza inutile , esiste in quanto è.