Quel giorno, quel tempo, quell’anno, Nico2vite si era ritirato in meditazione nel deserto. Unire l’utile al dilettevole, era sempre stata una sua fissa. Il deserto è come a Rimini, ma via Ceccarini è più verso l’esterno. Il deserto non è che ha una fisionomia sua ben definita, se uno non ci fa subito l’occhio, potrebbe anche scambiarlo con Cesenatico, ma non c’è il portocanale con le barche storiche, e nemmeno il chiosco Pantani (quello della piadina), la spiaggia è più lunga (tipo tavoliere delle Puglie) e le cabine vengono via a meno, non c’è quello del "cocco bello cocco fresco" e una borsa taroccata Prada è un miraggio. Non ci sono nemmeno i Bagni da Wanda (con il massaggio personalizzato shiatzu), e il baracchino con le bibite ghiacciate. I lettini sono un po’ più verso il mare. Tutto sommato, è un posto abbastanza ameno e i bambini che giocano a palla avvelenata, sono in fondo in fondo, che nemmeno si vedono. Uno dice: "vado lì è un vù cumprà nero lo trovo", invece quelli stanno a Cattolica (anche se sono quasi tutti mussulmani). Se ti va bene trovi un solo vigile con l’autovelox, sulla Parigi Dakar appostato dietro una Duna o una 127 Special. Praticamente, nel deserto si passano delle gran giornate in spiaggia, ma non si può fare il bagno, anche se non è esposta la bandierina rossa.
Quando Nico entrò in meditazione, era appena passato un carretto con un cammello che gridava "Gelattiii!!" Lui aveva preso un cornetto Fulgida, quelli con il cuore di canna, è per questo s’inebriò per almeno 40 giorni, tanti erano quelli di digiuno che si era prefissato. Se vuoi praticare la levitazione e non sei superleggero (e non sei nemmeno un treno a magneti giapponese), neanche se un’odalisca ti suona il piffero, ti alzi da terra per andare in estasi.
















