quel giorno, quel tempo, quel viaggio, moltitudini di genti si ammassarono sulla collina all'ingresso della Sole a Melegnano.
l'economia era morta, la speculazione avanzava e Grillo spopolava a Roma. Quella volta ce ne furono per tutti e anche il Papa ebbe il suo bell gatto di sanSilvestro da pelare. L'Alitalia sopiva e degli altri non si sapeva. Putin non diceva, ed era tempo delle mele anche per Briatore. Era un'Estate calda come una cagna di Maggio e come i conti dello stato. Draghi, Tremonti ed altri amuleti per scongiurare l'imminente carestia. Al G8 avevano deciso di rimandare l'effetto Serra e Santoro al 2050, in modo da garantirsi l'auto blu fino alla fine della pensione. All'orizzonte un piccoletto avanzava e entrato nel mare di cacca che sommergeva l'Italia la divisee in due e il popolo eletto l'attraversò fino a Cologno Mediaset. Gonfaloni e Confalonieri, Fomigoni e Formichieri si mangiarono anche le briciole. Moratti e Moretti e Faranda si insinuarono nel varco e la melma si chiuse dietro di loro. Odi barbari e partigiani sull'appenninino, dal Manzanarre al Reno, dalle Alpi ai trulli di Alberobello inneggiarono al novello messia (dai trulli in giù comandava Nichi chez Vendola). Sul monte apparve Nico e moltitudini di persone ammutolirono e Silvio ebbe aura e aureola e se lo guardi nelle notti afose, lo vedi lucciola in vial Zara o in Fulvio Testi a Milano. Gloria nelle etere è nelle radio di prima libertà. Barambrilla una stella nel cielo, esprimi un desiderio e si esaudirà. Velcroni era ancora in attesa rinsaldare il tessuto con Tonino di pietra fonderò il mio nuovo partito, l'Italia dei vapori e dei bolliti.
P.S.
Qualcuno ha sentito cosa ha detto Nico? Pork! Mi sono fermato un attimo a prendere una Fanta e ho perso l'attimo fuggente. Comunque, l'immondizia, adesso la mettono al poligono di tiro: "Ferma, Altolà! tarattattattattà .... appena si muove gli spari sopra, sopra di noi.
















