Voi non lo sapete

07 dicembre 2016 ore 12:40 segnala


Sono sicuro che non lo sapete… che ci si può abbracciare in silenzio, anche se si è lontani, che si può cantare d’amore anche in solitudine, anche guardando il cielo.
Sono sicuro che non lo sapete… che ci si può parlare, ci si può toccare, ci si può sfiorare ininterrottamente, senza mai smettere, attraverso un’emozione, attraverso una mano tesa, anche al buio, ma in grado di arrivare lo stesso.
Sono sicuro che non lo sapete… che ciò che ci portiamo dentro, quello che sentiamo nell’anima, esiste, è presenza.
Sono sicuro che non lo sapete… che ci si può parlare sempre, senza mai smettere, anche nel frastuono del dolore, anche nella quiete del silenzio.
Voi lo sapete che vorrei essere un uomo che riesce a sfiorare l’animo di una donna con un gesto, uno sguardo o una semplice parola.
Perché dopo diventerà tutto più semplice
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« immagine » Sono sicuro che non lo sapete… che ci si può abbracciare in silenzio, anche se si è lontani, che si può cantare d’amore anche in solitudine, anche guardando il cielo. Sono sicuro che non lo sapete… che ci si può parlare, ci si può toccare, ci si può sfiorare ininterrottamente, senza ...
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05 dicembre 2016 ore 10:11 segnala


Le chiamano “carnali”…
Quelle persone, che emotivamente ti danno tutto:
Anima, cuore, cervello.
Quelle che una volta entrate nella nostra vita, ci sconvolgono il tutto,
quelle che le senti oltre la pelle… fin dentro nelle ossa,
quelle che della passionalità ne fanno ragione di vita …
quelle che se te ne innamori…
Beh, bisogna prima trovarne!
Solo poi mi capirai.
- Fernando Pessoa -


Mi piace quel genere di donna perché capace di creare dipendenza.
Mi piace quel genere di donna perché ti fa mancare il respiro solo a starle accanto.
Mi piace quel genere di donna perché se non la si ha vicino, perché se non si ha un segno continuo e tangibile della sua presenza non si riesce a dormire, non si è tranquilli.
Mi piace quel genere di donna che mi fa pensare solo a lei e a nessun'altra.
Mi piace quella donna che con intelligenza, sensualità, erotismo sappia sedurmi.
Mi piace quella donna che senza pudore ne ritegno mi si offre spudoratamente.
Mi piace quel genere di donna, vorrei stenderla su una delle mie pagine ancora bianche, accarezzarla con la punta della penna, liberando ogni mia fantasia. Sottolinearla di rosso, mentre il suo desidero si disperde tra le righe..
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« immagine » Le chiamano “carnali”… Quelle persone, che emotivamente ti danno tutto: Anima, cuore, cervello. Quelle che una volta entrate nella nostra vita, ci sconvolgono il tutto, quelle che le senti oltre la pelle… fin dentro nelle ossa, quelle che della passionalità ne fanno ragione di vita ...
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Gelosia

01 dicembre 2016 ore 14:32 segnala


Desiderio, passione, gelosia. Sono tutti elementi che corrodono l’anima. La notte invoca il desiderio, mentre il cuore scalda di passione il corpo….
Ma la gelosia minaccia, assilla, corrode, rendendo vano ogni tentativo di ricomporre un’immagine reale.
E nonostante la tua gelosia, io ti vedo come un miraggio, ti sento come un’eco lontano e ti desidero come acqua di fonte…

Immagino

30 novembre 2016 ore 12:44 segnala


Immagino le tue labbra che si posano sulle mie.
Immagino la tua lingua che si insinua lentamente sulla mia.
Immagino la mia bocca che si sofferma sui tuoi capezzoli, succhiandoli, fino a sentirti gemere per un sottile dolore, fino a rendere quella leggera sofferenza un’eccitante tortura.
Immagino la tua mano scivolare lungo il mio ventre in una carezza senza fine mentre i miei occhi si riempiono della voglia di te.
Immagino le tue mani prendere le mie e guidarle sul tuo corpo.
Immagino il tuo respiro sul mio sesso, i tuoi baci sfiorarmi la carne, immagino la tua bocca che si dona a me.
E infine immagino l’attimo in cui la mia bocca incontrerà la tua mentre scivoli lentamente sopra di me, quando le mie mani stringeranno i tuoi fianchi nudi ed io mi farò strada dentro di te.
Immagino il fremito che scuoterà il tuo corpo ogni volta che affonderò in te, il sudore della nostra pelle, l’odore della nostra voglia.
Immagino… l’amore con te.
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« immagine » Immagino le tue labbra che si posano sulle mie. Immagino la tua lingua che si insinua lentamente sulla mia. Immagino la mia bocca che si sofferma sui tuoi capezzoli, succhiandoli, fino a sentirti gemere per un sottile dolore, fino a rendere quella leggera sofferenza un’eccitante to...
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Dimenticare

29 novembre 2016 ore 10:24 segnala


Ci sono donne che non si amano, perché l’amore è impegnativo, ma si cercano nei sogni, perché è nei sogni che diventano reali.
Ci sono donne che si accarezzano nei desideri più intimi, perché sono donne che amano con il corpo, ma soprattutto con la loro anima.
Ci sono donne che ti fanno pensare a vestiti sul pavimento, ad un letto sfatto, a un’emozione sparsa sulla pelle e sesso dappertutto.
Ci sono donne che non dimenticherai... mai
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« immagine » Ci sono donne che non si amano, perché l’amore è impegnativo, ma si cercano nei sogni, perché è nei sogni che diventano reali. Ci sono donne che si accarezzano nei desideri più intimi, perché sono donne che amano con il corpo, ma soprattutto con la loro anima. Ci sono donne che ti fa...
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Fuggire

29 novembre 2016 ore 05:05 segnala


Oggi osservavo una collega ridere e scherzare. Allegra e spensierata come un’adolescente che vuole allontanarsi dalla realtà della monotonia quotidiana.
Purtroppo la vita ci insegna che le delusioni sono tante, ma queste ci accompagnano, ci fanno crescere.
Solo quando le delusioni diventano troppe e insopportabili, significa che nella nostra vita qualcosa non ha funzionato.
E in quel preciso istante dovremmo avere la capacità di capire su cosa si può passare sopra.
Perché si può passar sopra a tante cose.
Sui problemi di lavoro per esempio, oppure gli insignificanti fastidi della quotidianità, le cose che non girano come vorremmo o sui commenti delle persone che per noi non sono importanti.
Mentre sulle emozioni, sulle delusioni, sui sentimenti negati, sul dolore… a tutto ciò non si dovrebbe mai passare sopra.
Ma non serve a nulla fuggire altrove alla ricerca della libertà, le sbarre che ci tengono prigionieri sono dentro di noi.

Desiderio

27 novembre 2016 ore 20:07 segnala


Non si può scegliere il proprio destino, ma possiamo andare fino in fondo ai nostri desideri.
I nostri desideri non vengono esauditi da un genio della lampada, dobbiamo conquistarli, lottare per loro.
E quando finalmente assaporiamo la gioia del trionfo, in quel preciso istante ci accorgiamo di appartenere a chi ci ha fatto tremare per quel desiderio, anche se è successo una sola volta nella vita.
Desideriamo chi ci provoca vibrazioni nel corpo e, soprattutto, nell’anima.
E apparteniamo a quei brividi, li cerchiamo quei brividi, e i nostri ricordi già sanno che non potranno mai essere dimenticati, perché sono quei brividi che ci fanno sentire vivi.
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« immagine » Non si può scegliere il proprio destino, ma possiamo andare fino in fondo ai nostri desideri. I nostri desideri non vengono esauditi da un genio della lampada, dobbiamo conquistarli, lottare per loro. E quando finalmente assaporiamo la gioia del trionfo, in quel preciso istante ci ac...
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Auguri

25 novembre 2016 ore 15:47 segnala


Ricordo 18 anni fa, quando eri troppo piccolo per avere un nome, avevi appena qualche settimana di vita e tua madre non si era ancora accorta di te, percepiva semplicemente qualcosa di diverso in lei, quegli improvvisi sbalzi d’umore, un po’ di stanchezza che attribuiva ai figli, non sapeva ancora di averti dentro di lei.
Poi si rende conto di avere un ritardo, e tu percepisci la sua angoscia, due ragazzi ancora giovani ma non più bambini da crescere e resti colpito dalla sua speranza della tua inesistenza, nel voler ignorare la cosa, poi la vedi prendere coraggio, fare un test di gravidanza ed andare dal ginecologo e affrontare la verità, comprende che c’eri, che tu esistevi.
Avvertivi il suo dolore, unito al tuo che cresceva man mano per la sua infelicità e ti chiedevi, perché non mi vuoi mamma? Non piangere, tranquilla, ci sono qui io che ti voglio bene.
Sento le nostre discussioni, io lo voglio, gli voglio bene anche senza averlo mai visto, so che non eri un’erbaccia da estirpare, ma lei aveva paura, non voleva un terzo figlio e io non potevo nulla.
Mi chiedevo cosa c’era di tanto cattivo in te perché non dovessi nascere.
A te bastava che lei ci fosse, ti addormentavi con lei, ti svegliavi con lei, l’accompagnavi in ogni cosa che lei faceva, e pensavi che ti avrebbe insegnato ogni cosa che sapeva.
Ricordi il mio sguardo mentre vi accompagnavo allo studio medico, ricordi i pianti di tua madre, e non capisci se è l’emozione per conoscere il tuo sesso o cosa, mentre lei accarezzandosi il ventre continuava a ripetere, “perdonami bambino mio”.
Ti sarai chiesto perché aveva bisogno del tuo perdono, cosa stesse facendo per aver bisogno del tuo perdono.
E all’improvviso ti è tutto chiaro, le tue cellule strappate dalla sua carne, e capisci che non ti insegnerà mai a camminare, a parlare, perché tu non nascerai.
Mi sembra di sentirti mentre gli dici “non piangere mamma, io ti perdono. Addio mamma, saremmo stati felici insieme, ti avrei voluto tanto bene. Addio dal tuo bambino”.
L’anno prossimo saresti diventato maggiorenne, auguri.
Sai, io le voglio ancora bene, ma non riesco perdonare come te.
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« immagine » Ricordo 18 anni fa, quando eri troppo piccolo per avere un nome, avevi appena qualche settimana di vita e tua madre non si era ancora accorta di te, percepiva semplicemente qualcosa di diverso in lei, quegli improvvisi sbalzi d’umore, un po’ di stanchezza che attribuiva ai figli, non...
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Corro

24 novembre 2016 ore 14:48 segnala


Un passo dopo l’altro, non mi sono mai fermato. Non sono mai riuscito a stare fermo, la mia vita è stata una continua corsa a perdifiato. Sarà stato perché non volevo perdere nessuna occasione, oppure perché non volevo lasciare nessun tramonto non visto.
Ho corso fino ad urlare per il dolore, perché il tempo mi doveva bastare.
Poi ieri mi sono fermato perché non sapevo dove andare.
Non ho capito se era nebbia dentro i miei occhi, o solo lacrime che scivolavano lente.
Ieri mi sono fermato, ma non riuscivo a capire. Non riuscivo a capire perché ero ancora in movimento. Nonostante fossi immobile, nonostante nessun pensiero mi attraversasse, era ancora tutto in movimento.
Infine ho capito.
Ho capito che il mondo, che il tempo scappavano via o molto più semplicemente mi venivano incontro. Ho capito che posso fuggire da me stesso, posso andare più veloce di ogni tramonto, oppure andarmi a cercare in uno spazio che ancora non ho mai profanato, ma per quanto vada lontano ci sarà sempre un momento in cui vedrò arrivare tutto il tempo che mi sono lasciato alle spalle.
E ogni ricordo mi verrà a cercare.
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« immagine » Un passo dopo l’altro, non mi sono mai fermato. Non sono mai riuscito a stare fermo, la mia vita è stata una continua corsa a perdifiato. Sarà stato perché non volevo perdere nessuna occasione, oppure perché non volevo lasciare nessun tramonto non visto. Ho corso fino ad urlare per i...
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Sei un desiderio

21 novembre 2016 ore 11:13 segnala


Rinuncerei volentieri all’abitudine di sognare per abituarmi a quei momenti in cui tutto supera ogni mia fantasia.
Il solo pensiero di te, il ricordo di un volto accarezzato sfiorato, provoca emozioni, passioni, dolcezza e diventa cosi desiderio.
Desiderio di averti qui, vicino a me.
E diventi un desiderio insopportabile, come se una parte di me si staccasse e cominciasse a vivere di vita propria.
E diventi un desiderio insopportabile che vola leggero come una bolla di sapone seguendo sentieri inimmaginabili e come una bolla di sapone, scoppi dissolvendoti nell’aria lasciando un vuoto, non incolmabile, non silenzioso e nemmeno buio.
Sei un desiderio insopportabile, vivo, che mi torturi ogni giorno con la tua presenza.
Se solo potessi averti il desiderio cesserebbe cosi come il sogno e la magia di un giorno senza mai fine.
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