Auguri

25 novembre 2016 ore 15:47 segnala


Ricordo 18 anni fa, quando eri troppo piccolo per avere un nome, avevi appena qualche settimana di vita e tua madre non si era ancora accorta di te, percepiva semplicemente qualcosa di diverso in lei, quegli improvvisi sbalzi d’umore, un po’ di stanchezza che attribuiva ai figli, non sapeva ancora di averti dentro di lei.
Poi si rende conto di avere un ritardo, e tu percepisci la sua angoscia, due ragazzi ancora giovani ma non più bambini da crescere e resti colpito dalla sua speranza della tua inesistenza, nel voler ignorare la cosa, poi la vedi prendere coraggio, fare un test di gravidanza ed andare dal ginecologo e affrontare la verità, comprende che c’eri, che tu esistevi.
Avvertivi il suo dolore, unito al tuo che cresceva man mano per la sua infelicità e ti chiedevi, perché non mi vuoi mamma? Non piangere, tranquilla, ci sono qui io che ti voglio bene.
Sento le nostre discussioni, io lo voglio, gli voglio bene anche senza averlo mai visto, so che non eri un’erbaccia da estirpare, ma lei aveva paura, non voleva un terzo figlio e io non potevo nulla.
Mi chiedevo cosa c’era di tanto cattivo in te perché non dovessi nascere.
A te bastava che lei ci fosse, ti addormentavi con lei, ti svegliavi con lei, l’accompagnavi in ogni cosa che lei faceva, e pensavi che ti avrebbe insegnato ogni cosa che sapeva.
Ricordi il mio sguardo mentre vi accompagnavo allo studio medico, ricordi i pianti di tua madre, e non capisci se è l’emozione per conoscere il tuo sesso o cosa, mentre lei accarezzandosi il ventre continuava a ripetere, “perdonami bambino mio”.
Ti sarai chiesto perché aveva bisogno del tuo perdono, cosa stesse facendo per aver bisogno del tuo perdono.
E all’improvviso ti è tutto chiaro, le tue cellule strappate dalla sua carne, e capisci che non ti insegnerà mai a camminare, a parlare, perché tu non nascerai.
Mi sembra di sentirti mentre gli dici “non piangere mamma, io ti perdono. Addio mamma, saremmo stati felici insieme, ti avrei voluto tanto bene. Addio dal tuo bambino”.
L’anno prossimo saresti diventato maggiorenne, auguri.
Sai, io le voglio ancora bene, ma non riesco perdonare come te.
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25/11/2016 15:47:01
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Commenti

  1. JealousGuy 25 novembre 2016 ore 17:21
    E' difficile trovare parole adatte a commentare questo scritto.
    Perchè forse parole adatte non esistono.
    Perchè certi dolori vanno vissuti in prima persona.
    E solo chi li vive o ci è passato può comprenderli.

    Posso solo, nel mio piccolo, togliermi il cappello per chi ha avuto il coraggio di mettersi a nudo con tanta sincerità davanti a questa dura prova.

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