CI SONO COSE ...

19 aprile 2017 ore 20:46 segnala


Ci sono cose piccole, che da sole possono sembrare cosi banali... ma se le metti insieme raccontano di una vita...
Il profumo del caffè la domenica mattina a casa di mamma, un gabbiano canterino sulla tua testa, le onde del mare, il venditore ambulante che ti invita alla sua bancarella, il sorriso di chi ami, la tua mano stretta a quella di un tuo caro mentre tra dolori atroci ti dimeni in un letto d'ospedale, il primo raggio di sole dopo giorni tra camici bianchi e camici verdi...
Ci sono cose piccole, quasi banali che quando le "perdi" ti accorgi di quanto erano importanti nella tua vita per mantenere il tuo equilibrio.
E ringrazio Dio di avermi portata su quel letto bianco, stanza 6, perchè mi ha dato l'opportunità di rivedere molte cose... Ti addormenti con un medico che ti rassicura e l'infermiera più dolce del mondo che ti accarezza e ti sorride, per risvegliarti e renderti conto che la percezione della vita adesso è diversa. Un sondino nasogastrico ti gratta la gola mentre vomiti anche l'anima, e l'unica cosa che vedi sono gli occhi di tuo padre pieni di paura.
Vuoi muoverti ma sei completamente coperta di fili, allora ti arrendi, rimani li, con il tuo catetere attaccato addosso e le forze ridotte a zero.
Ma la mente piano piano riacquista lucidità.
L'unico pensiero che hai è rimetterti in piedi e riprendere quello che hai lasciato e migliorarlo.
Ci sono cose che possono sembrare tanto banali e scontate che solo quando le perdi gli dai un senso ed un peso....
E poi c'è chi, per fortuna, ha una seconda possibilità per apprezzare ogni singolo attimo della sua seconda vita.

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20 ottobre 2016 ore 10:33 segnala
Un desiderio non cambia nulla... Una decisione cambia tutto.

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Felicità è ....

17 maggio 2016 ore 11:58 segnala
Silenzio ...
Cinguettio ...
Ancora silenzio...
Gabbiani in cielo.

Svegliarsi e sentirla passo dopo passo sempre più insistente con i suoi suoni, le sue luci, il suo sole sempre più tiepido che entra da una tapparella mai del tutto chiusa: primavera.
Ho viaggiato un pò, non molto a dire il vero.
Ma mi sono risvegliata in circa 7-8 città diverse, quando in ferie, quando no.
Ma svegliarsi in una città di mare, giorno dopo giorno e sentire i rumori che ti regala, quelli lontani dal traffico, quelli della donnina del palazzo accanto che scuote il tappeto, la vicina che esce di casa per portare i bimbi a scuola, ma soprattutto i rumori della natura, è totalmente rilassante.
Non riesco più a svegliarmi piena di pensieri, con il lavoro per la testa che mi fa saltare giù dal letto. No.
Il cervello si sveglia e comincia a captare i primi rumori che entrano dal terrazzo che ormai rimane aperto anche di notte, gli occhi si aprono e vedono la luce del sole ed il mio uomo li accanto che dorme. Rimango ferma così, a godermi quella pace e quella primavera che ormai sempre più velocemente sta lasciando il passo all'estate.
Poi arriva lui, con il suo nasetto umido e mi scodinzola ai piedi del letto. Vuole uscire. Gli apro la porta che da sul giardino e diventa il cane più felice del mondo.
Torno in camera, mi sorride ed io sono la donna più felice del mondo.
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Silenzio ... Cinguettio ... Ancora silenzio... Gabbiani in cielo. Svegliarsi e sentirla passo dopo passo sempre più insistente con i suoi suoni, le sue luci, il suo sole sempre più tiepido che entra da una tapparella mai del tutto chiusa: primavera. Ho viaggiato un pò, non molto a dire il vero....
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ARRIVEDERCI PISA !

01 maggio 2015 ore 17:45 segnala


E' tutto cosi strano.
E' tutto cosi chiaro.

Ponderavo da mesi un trasferimento, ho avuto il meglio che potessi avere dalla Toscana,carriera lavorativa compresa.
Ed è grazie a quella che oggi sono libera di poter scegliere in che città trasferirmi.

Volevo tornare in Sicilia, sul mare stavolta.
Ma mi dicevo "figurati, non troverai mai lavoro.."
Poi tu. Anni di amicizia per poi sfociare dolcemente in pazzo amore.
Pazzo di me, pazza di te. E l'idea della Sicilia si faceva più forte dentro me.
La voglia c'era, la paura anche. Era come se mancasse la goccia per far traboccare il vaso e prendere la decisione definitiva.
E intanto viaggiamo in su e in giù... Da Palermo a Pisa, da Pisa a Palermo.
RyanAir e Alitalia ormai ci danno del "TU"!
Ogni fine settimana fino a due settimane fa quando sommersa di lavoro il telefono comincia a squillare ho pensato "che palle.. Ho un cliente davanti!" Non amo il telefono che interrompe il lavoro. Lo guardo, mia sorella. Indecisa se richiamarla o rispondere subito. Tutta questione di attimi: penso che lei sa che lavoro alle 11 del mattino, non chiamerebbe mai nel bel mezzo di una giornata lavorativa. Allora sarà urgente! Oddio sarà successo qualcosa, penso. Mi scuso con il cliente, lascio la scrivania, rispondo ed esco fuori.
Avevo ragione. "Mely, hanno ricoverato papà... Ischemia cerebrale. Non è cosciente, ma non sappiamo altro."
Una doccia fredda. Torno dentro, passo il cliente al mio capo che mi chiede se sto bene muta e bianca come un fantasma.
Lo guardo e scoppio in lacrime. Il cliente imbarazzato decide di andare a prendere un caffè e ripassare dopo. Lui mi abbraccia, mi chiede spiegazioni ma singhiozzo, non riesco a parlare. Quando mi calmo gli do la notizia. Mi dice di chiamare mia madre e chiedere qualche info in più. Lo faccio, non molto di più di quello che so già.
E' a fare la TAC. Ma almeno è sveglio.
Torno in ufficio e il mio capo mi fa trovare prenotato online il primo volo alle 6:30 del mattino dopo.
"Ti tengo io il cane", mi dice.
Corro da te la mattina dopo e tu mi parli. Sentirti parlare mi sembra la cosa più bella del mondo. Devi curarti ma sei li.
"Ma cosa combini! Mi hai fatto prendere un colpo!" Ti dico. Torniamo a casa.
Lui, il mio uomo, mi raggiunge l'indomani.
Beh, speravamo in un ingresso in famiglia più sereno, ma va bene lo stesso.
Chiacchierate, ti piace. Vi osservo tutti. Vi piace quasi quanto piace a me.
Siamo seduti a tavola, da un lato il nipote grande, dall'altro papà, in braccio il mio Matteo che non si stacca da me e lui di fronte. L'imbarazzo cala, mi sorride ogni tanto. Stiamo bene.

Passo ancora qualche giorno con la mia famiglia che ormai non parla che di lui, non hanno più belle parole da spendere. Ed io gongolo, lo ammetto.
Ho (quasi) sempre scelto uomini speciali. Ne ho portati in casa solo 3 e li ho amati più di me stessa. Lui sarà l'ultimo. Sarà il resto della mia vita.
Abbiamo deciso che il 2016 è perfetto per sposarci, e che convivere fino ad allora sia la cosa migliore.
Ed eccomi qui, tra gli scatoloni e nuovamente con la casa sotto sopra.
Anzi eccomi qui a riassumere un bel pezzo della mia vita, un grande ed importante capitolo che volge al termine.
La "mia" Toscana.
Intanto il biglietto, l'ultimo con andata e ritorno, è pronto. Una settimana da te per organizzare casa, fare gli altri colloqui anche se posso praticamente ritenermi assunta dalla prima agenzia con cui ho già fatto il colloquio.
Poi va prenotato il biglietto nave Civitavecchia-Palermo e comincerà la nostra vita insieme.
Ringrazio Dio per aver fatto questo sgambetto alla nostra amicizia e le nostre famiglie che ci adorano a vicenda. Organizzare di nascosto la festa per i tuoi 40 anni, mi ha unita molto a tua sorella e alla tua mamma.
Sono finalmente e pienamente felice. FELICE.
Lascio la Toscana non senza malinconia, ho vissuto intensamente e pienamente questi 8 anni qui. Ho avuto alti e bassi, mi sono confrontata con una realtà nuova, con me stessa, con gli altri, con i problemi della vita, con la solitudine ed anche con la nostalgia di casa. Ora che rientro nella mia terra sono certa che tornerò spesso qui, la nostalgia si farà sentire, ma passerà guardando ancora al futuro e alla nuova avventura lavorativa e geografica che ho fatto. Ma con l'amore accanto a me.
E adesso, silenzio.
C'e' tanto da fare. E allora, andiamo!
Palermo, arrivo.
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« immagine » E' tutto cosi strano. E' tutto cosi chiaro. Ponderavo da mesi un trasferimento, ho avuto il meglio che potessi avere dalla Toscana,carriera lavorativa compresa. Ed è grazie a quella che oggi sono libera di poter scegliere in che città trasferirmi. Volevo tornare in Sicilia, sul ma...
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INASPETTATAMENTE TU

18 agosto 2014 ore 18:38 segnala

Sono passati 10 anni e mezzo dalla tua morte..
E la scorsa notte, la seconda in tutti questi anni, mi sei venuta in sogno. Eppure, cara nonna, non ero la tua "cocca", non mi avevi x niente a cuore, non hai mai considerato molto nè me nè mia sorella. Ricordo che venivo a trovarti a malincuore, perché mi sentivo di troppo nella tua casa. Eravamo tanti nipoti x te: circa 15 solo tra i figli dei tuoi figli, ma c'erano anche tanti pronipoti! Ricordo quelle estati in cui arrivavano i cugini del nord, io stavo sempre con Anna, di due anni più piccola di me, salivamo all'ultimo piano della tua immensa casa e sperando di non essere scoperte andavamo sul tetto a prendere il sole o semplicemente ad ammirare la città sotto di noi, complice l'avere una casa di 4 piani nel quartiere più alto! E li escludendoci da quella confusione estiva, ci raccontavamo i nostri segreti, le liti con i fratelli più grandi, le cottarelle da bambine o più semplicemente le nostre ambizioni. Lei mi raccontava Moncalieri ed io le raccontavo della città dove era nato suo padre. Finchè ore dopo, puntualmente, qualche cugino rompiscatole tra Paky, Davide e Filippo venivano a rompere la nostra quiete con qualche gavettone d'acqua.
Ti ho sognata nonna.
Eri nella tua casa, seduta sulla panchina davanti al secondo ingresso, rigorosamente vestita di nero, ho rivisto i tuoi profondi e splendidi occhi azzurro cielo che fissavano i miei, non mi dicevi nulla, io ti salutavo con il solito bacio sulla guancia, ho sentito ancora la tua pelle bianca e fresca sulle mie labbra e quasi ne risento l'odore se chiudo gli occhi...
Ho sofferto molto per la mancanza dei nonni, adoravo e mi sentivo adorata dal mio nonnino caro, tuo marito, che peró ha lasciato la mia mano troppo presto, e tu non sei mai voluta essere nella mia vita anche quando provavo a coinvolgerti.
Quest'anno x la prima volta sono tornata a casa e non sono passata a trovarvi al cimitero, io che sono sempre venuta da voi, inginocchiandomi li e parlandovi nei miei pensieri mentre accarezzo quella lapide nel silenzio rotto solo da qualche uccellino o dai passi di qualcuno sul vialetto di ghiaia... Da sola. Si, perchè questa sorta di rituale io l'ho sempre fatto da sola. Quando mamma o mia sorella andavano via io restavo ancora li qualche minuto, raggiungendole dopo all'ingresso del cimitero. Adesso non so cosa sia cambiato, io di certo sono cambiata... A casa non mi sento più a casa ma forse, chissà, al cimitero mi sentirei ancora come un tempo: fragile e senza difese.
Perchè sei venuta a cercarmi? Mi hai forse sentita singhiozzare nella notte? Hai forse poggiato la tua mano sul cuscino umido? Hai forse intuito che sono nel bel mezzo di un malessere che viene dritto dal cuore? Piano piano passerà, vedrai...
Ciao nonna, salutami ancora il nonno, digli che la sua "pagnottella" ancora dopo 20 anni ha il suo amore nel cuore e gli occhi lucidi se pensa a lui.
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LACRIME E PAROLE

12 agosto 2014 ore 22:44 segnala


Piccolo salto nel passato, nei ricordi.
Ero una ragazzina pazza e spensierata.
Poi ho deciso di crescere, ho dovuto crescere!
E mi sono spogliata di quello che era
un sorriso incosciente.
Mi sono fatta carico dei problemi che
il crescere ti butta addosso.

CRESCERE....
Bella la mia infanzia,
un pò meno la mia adolescenza.
Non si può tornare indietro, ma x fortuna
ci pensano musica e ricordi...
Metti su una playlist, ti sdrai sul letto,
chiudi gli occhi e lasci che questo mix
faccia il resto.
Come diceva Jack Folla, noi donne siamo lacrime e parole...

"Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?

E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile...
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti....."
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« video » Piccolo salto nel passato, nei ricordi. Ero una ragazzina pazza e spensierata. Poi ho deciso di crescere, ho dovuto crescere! E mi sono spogliata di quello che era un sorriso incosciente. Mi sono fatta carico dei problemi che il crescere ti butta addosso. CRESCERE.... Bella la mia i...
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CARPE DIEM ...

12 agosto 2014 ore 15:45 segnala


O Capitano, mio Capitano...
Perché, Capitano Robin, perché?
Chi urlerà il tuo "Goodmorning Vieeetnam!!!"?
E quel naso rosso da clown per le corsie come Patch
o la vita che hai dato ad un robot Bicentenario?
Fatto signora Doubtfire per amore dei figli
o con le dita a forbice per quel "nano nano" che
era l'inno di un buonumore da marziano.
Dietro quelle maschere, c'eri tu e c'erano i tuoi dolori...
Robin l'attimo è fuggito.
Troppo presto, Capitano Robin...




Cit.
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« immagine » O Capitano, mio Capitano... Perché, Capitano Robin, perché? Chi urlerà il tuo "Goodmorning Vieeetnam!!!"? E quel naso rosso da clown per le corsie come Patch o la vita che hai dato ad un robot Bicentenario? Fatto signora Doubtfire per amore dei figli o con le dita a forbice per...
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QUANDO IL CUORE FA "PUFF"

10 agosto 2014 ore 21:56 segnala


Quando si ama qualcuno, sostituirlo non è mai semplice...
Richiede tempo, lavoro interiore, metabolizzare la cosa ed accettarla.
Sono lacrime, dolore... A volte ti manca il fiato.
Sono mesi di occhi lucidi se cammini per la strada e qualcosa ti riporta a lui.
Sono settimane di notti insonni, sono quei messaggi che non riesci a cancellare,
sono foto su foto che continui a guardare.
Sono mille perchè senza risposta, sono mille pensieri e mille colpe
che ti dai sperando che faccia meno male.
Sono nodi in gola se vedi una macchina simile alla sua sotto casa,
sono tramonti che non hanno + gusto se non puoi condividerli con lui.
Sono quelle abitudini che non credevi ti entrassero nel sangue,
sono quelle finestre che chiudi ogni sera sentendo ancora
nelle tue orecchie lui che ti chiede se hai chiuso tutto.
Sono anche i tuoi piedi scalzi sul pavimento fresco
che ti parlano ancora di lui.
E' quel telefono che è rimasto spento da quando lui non c'e' più.
E' la tua mente. E' il tuo cuore.
E' singhiozzare tra le lacrime..
E' quel battito di cuore che salta.
Un attimo per ricordarti che lui, che era diventato
il centro del tuo mondo, non ha più spazio per te nel suo.

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« immagine » Quando si ama qualcuno, sostituirlo non è mai semplice... Richiede tempo, lavoro interiore, metabolizzare la cosa ed accettarla. Sono lacrime, dolore... A volte ti manca il fiato. Sono mesi di occhi lucidi se cammini per la strada e qualcosa ti riporta a lui. Sono settimane di no...
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ME, MYSELF...AND I ...

08 agosto 2014 ore 23:49 segnala


Ho iniziato ad amare me stessa e
ho smesso di sentirmi inadeguata.
Ho scoperto che la vita è mia alleata.
Ho iniziato a considerarmi,
improvvisamente non ero o sopra o sotto qualcun'altro.
I miei obiettivi erano miei,
non ho avuto più bisogno di difendermi o impormi,
ho scoperto che non avevo bisogno di essere approvata.
Il giorno in cui ho iniziato a considerare
me stessa come mia compagna di vita ho scoperto di non essere sola,
di non aver bisogno di mendicare
per essere riconosciuta degna di amore o sacrificare il mio essere.
Ho lasciato andare il bisogno di sentirmi protetta
e ho trovato forza in me stessa.
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« immagine » Ho iniziato ad amare me stessa e ho smesso di sentirmi inadeguata. Ho scoperto che la vita è mia alleata. Ho iniziato a considerarmi, improvvisamente non ero o sopra o sotto qualcun'altro. I miei obiettivi erano miei, non ho avuto più bisogno di difendermi o impormi, ho scoperto c...
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08/08/2014 23:49:39
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IL SASSO

06 agosto 2014 ore 22:13 segnala
La persona distratta vi è inciampata.

Quella violenta l'ha usato come arma.

L'imprenditore l'ha usato per costruire.

Il contadino stanco l'ha usato come sedia.

Per i bambini è un giocattolo.

Davide ci uccise Golia.

Michelangelo ne fece una scultura.

In ogni caso la differenza non l'ha fatta il sasso,
ma l'uomo.

Non esiste sasso sul tuo cammino che tu
non possa sfruttare per la tua
crescita.
(cit.)