"Ricordi malinconici"

11 febbraio 2017 ore 11:06 segnala


Il carillon della nonna, non aveva una forma speciale anzi, era semplicemente una scatoletta di legno di colore oro, a fianco aveva una piccola manovella per caricarlo.
Quella piccola scatoletta si apriva e ne usciva una piccola ballerina francese, con un vestitino di tulle rosa e suonava una triste musica...Ti incantava ma allo stesso tempo ti stringeva il cuore.
Da bimba tutte le volte che potevo sfuggire al controllo degli adulti correvo nelle camera della nonna e ascoltavo quella dolce e triste melodia.
Ricordo che mia madre non sopportava quella musica e spesso ha tentato di disfarsene, chissà forse quell’oggetto la legava a dei brutti ricordi, o forse non le piaceva che io e nonna ci perdessimo dentro quelle note, immergendoci e riuscendo in quegli attimi ad emarginare le persone attorno noi.
All'esterno era una carillon come tutti gli altri, ma quando si apriva,da esso usciva l'anima e il cuore della nonna, una musica pulita , semplice cosi come lei era...
Ho conosciuto mia nonna forse più di tutti ed era una donna triste, ogni suo gesto anche una carezza era fatta con malinconia e le poche volte che l’ho vista ridere si leggeva dietro a quel sorriso la sua triste realtà.
Non era come appariva cioè debole e sprovveduta , anzi era l’esatto contrario nessuno riusciva a spostarla dalle sue decisioni.
Riuscire a percepire la sua tristezza mi faceva sentire in colpa,come tutti i bambini, che sono convinti che ogni atteggiamento dell’adulto sia da attribuire per merito o per colpa loro. Crescevo e non riuscivo a trovare una soluzione per togliere alla mia amata nonnina quella tristezza ed io continuavo a sentirmi colpevole.
Dicono che il senso di colpa nasca da una contraddizione fra amore e odio.
E credo sia vero , visto che mia nonna è stata una delle persone che ho amato di più.
Ancora adesso mi rivolgo a lei affinché mi guidi mi protegga da lassù.
Alla sua scomparsa , nella confusa suddivisione dei suoi ricordi non so come sono riuscita a ritrovare quel carillon. Suona ancora la stessa melodia ed io provo sempre quella sottile tristezza, mi ci rifugio come se fosse una calda coperta che mi abbraccia e mi protegge, forse perché penso che ormai non ho nulla da perdere e quella tristezza è dovuta a qualcosa che ormai è inevitabilmente persa.
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11/02/2017 11:06:55
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