Ad ognuno il proprio perchè.....

10 febbraio 2019 ore 22:53 segnala
C'è chi stà insieme per abitudine...chi si accontenta...chi vive le proprie storie del tipo "chiodo scaccia chiodo"...chi gioca con i sentimenti altrui...chi non sa cos'è l'amore...chi crede di saperlo ma non ha la più pallida idea di cosa significhino le parole "desiderare"..."proteggere"..."tenere stretto"...c'è chi è destinato a stare insieme ad una persona e chi non lo è...c'è chi scopre il proprio destino troppo tardi...qualche fortunato che lo trova dietro l'angolo e qualcun'altro che lo aspetta per una vita intera...c'è chi l'amore lo ha conosciuto e l'ha mandato al diavolo...chi lo cerca ancora...c'è chi non crede di poter amare più...e chi non ha amato affatto.
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C'è chi stà insieme per abitudine...chi si accontenta...chi vive le proprie storie del tipo "chiodo scaccia chiodo"...chi gioca con i sentimenti altrui...chi non sa cos'è l'amore...chi crede di saperlo ma non ha la più pallida idea di cosa significhino le parole...
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Salvami anche se ti mando via

10 febbraio 2019 ore 22:36 segnala
«Non ce la farai.»
«Ci voglio provare.»
«È inutile.»
«Nulla è inutile.»
«Io lo sono.»
«Non è vero, tu sei essenziale.»
«Non sarò mai abbastanza.»
«Per chi?»
«Per tutti.»
«Anche per te stessa?»
«Soprattutto.»
«E se fossi abbastanza per me?»
«Ti direi che è sbagliato.»
«Ma sarebbe di aiuto?»
«Un po’.»
«Come mai?»
«Quando me lo dicono mi sento un po’ migliore.»
«Allora te lo dirò spesso.»
«Incontrerai troppi muri, troppe barriere.»
«Li abbatterò.»
«Saranno loro a distruggerti.»
«Sarò forte.»
«Ti terrò lontano.»
«E io ti stringerò.»
«Mmm. »
«Ma tu tremi.»
«E’ il mio cuore.»
«Come mai?»
«Ha paura.»
«Di cosa?»
«Dell’amore. Quello che ti circola nelle vene.»
«Te lo sto trasmettendo?»
«Credo, credo di sì, ma..»
«Ma?»
«Mi ammalerò.»
«Di che?»
«Di te. Poi vorrò che mi baci.»
«E io ti bacerò.»
«E un po’ mi salverai.»"

Parlami di te

10 febbraio 2019 ore 22:10 segnala
Non mi interessa cosa fai per vivere,
voglio sapere per cosa sospiri,
e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.
Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per l’amore,
per i sogni, per l’avventura di essere vivo.
Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore,
se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita,
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.

Voglio sapere se puoi sederti con il dolore,
il mio o il tuo;
se puoi ballare pazzamente
e lasciare l’estasi riempirti fino alla punta delle dita senza prevenirci di cautela,
di essere realisti, o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.
Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera. Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l’accusa di un tradimento e, non tradire la tua anima.
Voglio sapere se sei fedele e quindi di fiducia.
Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni
se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza.
Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo o mio,
e continuare a gridare all’argento di una luna piena.
Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due,
e fare quel che si deve fare per i bambini.
Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare qui,
voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me, e non retrocedere.
Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove,
voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l’ha fatto.
Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia che hai............ nei momenti vuoti.

Inadeguatezza

04 febbraio 2019 ore 23:00 segnala
Sentirsi inadeguati rispetto al tempo ed ai luoghi in cui si vive...pur amando coloro che ne fanno parte...guardarsi intorno e non ritrovarsi...un pò come uno specchio che non riflette la nostra immagine...oppure riflette qualcosa che non riconosciamo...che non ci appartiene...forse...chissà... è per questo che siamo spinti a costruire l'effimero...qualcosa di finto...ma con il desiderio inconscio arrivi qualcuno che ci disarma...pronto alla lotta contro quell'angolo di mondo che è il nostro rifugio...un'impresa ardua perchè siamo diventati veri maestri nell'arte di nasconderci...forse anche a noi stessi...a nascondere ciò che ci serve per sopravvivere...e fuggiamo per non sentirne il dolore...siamo maestri nell'accontentarci del superfluo...ma qualcosa...irrimediabilmente...ci costringe ad una lotta senza fine...qualcosa che vuole farci andare oltre il dolore...perchè è li che si nasconde il silenzio della verità...lo spazio...il tempo e.......la vita.
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Sentirsi inadeguati rispetto al tempo ed ai luoghi in cui si vive...pur amando coloro che ne fanno parte...guardarsi intorno e non ritrovarsi...un pò come uno specchio che non riflette la nostra immagine...oppure riflette qualcosa che non riconosciamo...che non ci appartiene...forse...chissà... è...
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Mi aspettavi?

24 gennaio 2019 ore 21:24 segnala
Mi aspettavi?
Non posso crederci!
Eppure non sono bella
Non sono giovane
Ho mille difetti
Ho mille tarli nella mente, passo dall' allegria alla tristezza in un secondo
Sul serio mi aspettavi?
Io cambio sempre strada, cerco di confondermi tra la gente, camuffo la mia anima
E tu mi hai aspettato
Ed io ho affrettato il passo, abbassato lo sguardo, senza voltarmi indietro
Ma ti ho sentito
Ti ho sentito nello stomaco, come i crampi della fame, come se solo tu potessi saziare la mia fame d' amore.

Pensieri di un uomo

28 ottobre 2018 ore 10:40 segnala
“Io ho bisogno di una donna che non sappia parcheggiare, che ogni tanto abbia il mal di testa la sera, che non sappia cos’è un fuorigioco, che faccia attaccare il risotto quando cucina. Una donna normale, che quando sta per avere il ciclo è nervosissima, che ha la cellulite, che ammette di sbagliare, che mi appoggia, mi ama e mi sostiene a nessuno piace una donna perfetta in tutto, a nessuno.”
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“Io ho bisogno di una donna che non sappia parcheggiare, che ogni tanto abbia il mal di testa la sera, che non sappia cos’è un fuorigioco, che faccia attaccare il risotto quando cucina. Una donna normale, che quando sta per avere il ciclo è nervosissima, che ha la cellulite, che ammette di...
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Caro Dolore ti scrivo....

30 settembre 2018 ore 20:45 segnala
Penso spesso che il dolore sia una parte di noi che non possiamo cacciar via definitivamente. Sarebbe bello essere sempre felici, allegri e contenti. Ma davanti alle ingiustizie, subite o viste, come possiamo continuare a gioire? E’ duro farlo. Molto duro. E poi perché?, il pensiero positivo non ti chiede di essere uno stupido che ride mentre stanno sparando a qualcuno, è la reazione d’amore ad un gesto di un folle.
Ogni giorno nel mondo accadono cose spiacevoli, non si possono chiudere gli occhi e decidere di non vedere. Ci sono, sono lì, cosa ne vogliamo fare? Molti cambiano canale, leggono altre cose, escono per dimenticare, fanno finta che non sia accaduto proprio nulla. Ma non ci si riesce davvero perché quel dolore ci raggiungerà sempre, vuole unirsi a quel vuoto interiore che rifiutiamo, che non accettiamo di avere, perché la società ti vuole estremamente gradevole, e se non lo sei, sei out.
Il dolore ritornerà sempre fino a quando non lo accogliamo. Fino al punto in cui un giorno ci sediamo e piangiamo. Abbiamo bisogno delle lacrime, fanno bene a volte. Ci permettono di prenderci cura di noi stessi. Ecco il dolore non è soltanto dolore, è una mano che può curare le nostre ferite. Le piaghe si rimarginano più in fretta se comprendiamo, ma se nascondiamo tutto, se copriamo, se diventiamo miopi che cosa vedremo. Cosa ce ne facciamo del Paradiso, è oltre che le nostre anime vogliono andare. Ed è lì che spingo le mie parole. Questo discorso serve più a me che a chi magari mi legge. Ma se sentite dentro di voi quel dolore che urla e che rimugina, dategli per un attimo ascolto. Solo così ci compenserà con la sua dolcezza.
Scrivere una lettera dedicata al dolore è un’esperienza che mi ha fatto sicuramente bene. Lasciamo andare le parole, proviamo ad abbracciare il dolore e poi a lasciarlo andare per la sua strada. Riprendiamoci di nuovo la gioia. E se quello che abbiamo scritto è così forte, affidiamolo al vento. Metterò la mia lettera al dolore in una bottiglia e la lancerò in mare, lui saprà cullarla e si prenderà cura di quelle parole. Aspetterò che quel dolore si trasformi in gioia e, nel mio caso, in libertà dell’anima.
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Penso spesso che il dolore sia una parte di noi che non possiamo cacciar via definitivamente. Sarebbe bello essere sempre felici, allegri e contenti. Ma davanti alle ingiustizie, subite o viste, come possiamo continuare a gioire? E’ duro farlo. Molto duro. E poi perché?, il pensiero positivo non ti...
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30/09/2018 20:45:52
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Io

26 settembre 2018 ore 11:32 segnala

Diavolerie

24 settembre 2018 ore 22:50 segnala
C'è una diavoleria tecnologica che consente di comunicare con dispositivi tra loro compatibili, gratuita, esclusiva, immediata, la cui batteria può durare anche novanta anni, disponibile in differenti forme e colori.
Mi pare si chiami sguardo.
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C'è una diavoleria tecnologica che consente di comunicare con dispositivi tra loro compatibili, gratuita, esclusiva, immediata, la cui batteria può durare anche novanta anni, disponibile in differenti forme e colori. Mi pare si chiami sguardo. « immagine »
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Pesante come un cuore

23 settembre 2018 ore 01:16 segnala
Questo tuo cuore
ingombrante,
continua a far paura.
Si spaventano, fuggono.
Non sono in grado
e non hanno voglia
di sostenerne il peso.
Ricercano leggerezza.
La leggerezza
di un corpo vuoto
di cui possano disfarsi
facilmente,
una volta usato.
Spesso hai creduto
fosse una maledizione,
ti sei sentita morire,
senza capire
che questo è un dono.
Non sprecarlo più.
Tientelo stretto.
È preferibile
camminare soli
portandosi appresso
un cuore pesante,
all' inutile compagnia
di chi non ne ha affatto.
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Questo tuo cuore ingombrante, continua a far paura. Si spaventano, fuggono. Non sono in grado e non hanno voglia di sostenerne il peso. Ricercano leggerezza. La leggerezza di un corpo vuoto di cui possano disfarsi facilmente, una volta usato. Spesso hai creduto fosse una maledizione, ti sei sentita...
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23/09/2018 01:16:54
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