Caro Dolore ti scrivo....

30 settembre 2018 ore 20:45 segnala
Penso spesso che il dolore sia una parte di noi che non possiamo cacciar via definitivamente. Sarebbe bello essere sempre felici, allegri e contenti. Ma davanti alle ingiustizie, subite o viste, come possiamo continuare a gioire? E’ duro farlo. Molto duro. E poi perché?, il pensiero positivo non ti chiede di essere uno stupido che ride mentre stanno sparando a qualcuno, è la reazione d’amore ad un gesto di un folle.
Ogni giorno nel mondo accadono cose spiacevoli, non si possono chiudere gli occhi e decidere di non vedere. Ci sono, sono lì, cosa ne vogliamo fare? Molti cambiano canale, leggono altre cose, escono per dimenticare, fanno finta che non sia accaduto proprio nulla. Ma non ci si riesce davvero perché quel dolore ci raggiungerà sempre, vuole unirsi a quel vuoto interiore che rifiutiamo, che non accettiamo di avere, perché la società ti vuole estremamente gradevole, e se non lo sei, sei out.
Il dolore ritornerà sempre fino a quando non lo accogliamo. Fino al punto in cui un giorno ci sediamo e piangiamo. Abbiamo bisogno delle lacrime, fanno bene a volte. Ci permettono di prenderci cura di noi stessi. Ecco il dolore non è soltanto dolore, è una mano che può curare le nostre ferite. Le piaghe si rimarginano più in fretta se comprendiamo, ma se nascondiamo tutto, se copriamo, se diventiamo miopi che cosa vedremo. Cosa ce ne facciamo del Paradiso, è oltre che le nostre anime vogliono andare. Ed è lì che spingo le mie parole. Questo discorso serve più a me che a chi magari mi legge. Ma se sentite dentro di voi quel dolore che urla e che rimugina, dategli per un attimo ascolto. Solo così ci compenserà con la sua dolcezza.
Scrivere una lettera dedicata al dolore è un’esperienza che mi ha fatto sicuramente bene. Lasciamo andare le parole, proviamo ad abbracciare il dolore e poi a lasciarlo andare per la sua strada. Riprendiamoci di nuovo la gioia. E se quello che abbiamo scritto è così forte, affidiamolo al vento. Metterò la mia lettera al dolore in una bottiglia e la lancerò in mare, lui saprà cullarla e si prenderà cura di quelle parole. Aspetterò che quel dolore si trasformi in gioia e, nel mio caso, in libertà dell’anima.
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Penso spesso che il dolore sia una parte di noi che non possiamo cacciar via definitivamente. Sarebbe bello essere sempre felici, allegri e contenti. Ma davanti alle ingiustizie, subite o viste, come possiamo continuare a gioire? E’ duro farlo. Molto duro. E poi perché?, il pensiero positivo non ti...
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30/09/2018 20:45:52
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