l'intuizione vera...

12 settembre 2017 ore 21:47 segnala
L’intuizione è illuminazione, il bagliore inatteso che fissa e delimita il concetto diveniente, mai deciso e troppo determinato per fluttuare verso un tranquillo oblio..
Le sue braci sono presto modello, archetipo d’un prospetto, disgiunto, di coordinate strutturali, una forma stabilizzata, verso la costruzione, con passione e dedizione, che produce l’effetto anelato…
La peculiarità sostanziale è la sua capacità di essere sé mantenendo la pienezza dell’essenza primordiale verso la direzione finale, mantenendola costantemente presente e potenzialmente inalterata nel tempo, nonostante varie separazioni. È l’intuizione pura e forte, cospicua essenza della mente predisposta, che non subisce alterazioni nel suo corso, e resta inviolabile perché dominante e altamente propositiva. Si ritrova sempre, la imperdibile freschezza, valore eterno prima ancora che ente compiuto…
Si può alterare o accettare, variare o consolidare, spostare o scagliare, meditare o privare, crescere o dimenticare ma, l’intuizione prima, è sempre uguale a se stessa, freccia sicura per il suo bersaglio, pietra inviolabile e mai scalfibile. Un momento che presto potrebbe essere arte…
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L’intuizione è il bagliore inatteso che fissa e delimita il concetto diveniente. Le sue braci sono presto modello, archetipo d’un prospetto, disgiunto, di coordinate strutturali, una forma stabilizzata, verso la costruzione, con passione e dedizione, che produce l’effetto anelato… La peculiarità...
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12/09/2017 21:47:08
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solo annotazioni...

09 settembre 2017 ore 01:56 segnala
Solo annotazioni, spunti marginali in attesa di sviluppo ulteriore, ritocchi da apportare e seguente sospensione temporale, verso la riflessione conclusiva. Solo immagini riportate, desideri da fermare , conservare e riproporre dopo adeguata revisione. È un modo di viaggiare tastando l’esistenza dove i passi lasciano profonde impronte e i cancelli si aprono col desiderio. Ma non è importante esserci, contano solo le annotazioni e le eventuali ultime verifiche …
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Solo annotazioni, spunti marginali in attesa di sviluppo ulteriore, ritocchi da apportare e seguente sospensione temporale, verso la riflessione conclusiva. Solo immagini riportate, desideri da fermare , conservare e riproporre dopo adeguata revisione. È un modo di viaggiare tastando l’esistenza...
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il daimon che ho evocato

09 settembre 2017 ore 01:25 segnala
“Il daimon che ho evocato s’è vendicato e m’ha procurato distruzione insonnia, angoscia e notti interminabili di tormento e sangue versato e mai ritrovato…
Io seguivo solo il mio corso, quello d’elezione, ignorando l’abisso che mi attendeva”

silvana

30 luglio 2017 ore 09:57 segnala
Silvana è cresciuta lontana da me, prima e dopo quel giorno fino al parco delle panchine e nulla è servito alla nostra consapevolezza e necessità; fu esperienza senza ritorno, senza memoria e accumulo. Nelle avversità ho compreso la genesi dell’errore che, intuendone la formazione, tentavi di ammantare di sensibilità, prendendone atto con rammarico; ma le gambe devono andare, percorso costituito, e chi mai considerava il ritorno, nemmeno a volgere lo sguardo, si notavano solo i grandi territori in fondo.
Preferimmo la lontananza delle parvenze e delle nebbie destrutturanti dei i nostri giorni che avremmo relegati al tempo reiterato, divisi, osteggiati magari nel pensandoci e ripensandoci.
Eravamo nel tempo con un destino da tracciare e da comprendere, si guardava sempre l’altro lato delle nostre ombre.
Chissà perché non ci siamo trattenuti, folgoranti di gioventù, e abbiamo affidato alle foglie i nostri talenti. Ci siamo sedotti di baci tristi quelli non danno scampo...
Non ho compreso la prima che rispondeva ed esaudiva, che ho sacrificato a un ignoto prospettico, lacerante di vuoti insoluti. Ora rivedo la sua foto in cui sorride e sono dentro quel lucido sciupato dai mille transiti.
La carta che degenera ci rappresenta meglio oggi e tu non smetti di sorridere, per chi sa chi che non scorgo, ma non smettere mai, quel sorriso ti dona ed è quella l’idea che ho abbracciato, per sempre...
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Silvana è cresciuta lontana da me, prima e dopo quel giorno fino al parco delle panchine e nulla è servito alla nostra consapevolezza e necessità; fu esperienza senza ritorno, senza memoria e accumulo. Nelle avversità ho compreso la genesi dell’errore che, intuendone la formazione, tentavi di...
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04 luglio 2017 ore 17:05 segnala
non è l’immediatezza del dato soggettivo che inseguo ma il progressivo giudizio risultato dall’allontanamento dove risiedono la natura specifica del linguaggio derivato dall’attività artistica.
La distanza successiva dall’esperienza conseguita è la condizione che produce il conseguente linguaggio criticante e la sua consapevolezza e determinazione. Il tutto inizia quando s’interrompe il rapporto diretto con l’esperienza sensibile per diventare rielaborazione di un tutto in ambito universale di rapporti e prospettive ….
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non è l’immediatezza del dato soggettivo che inseguo ma il progressivo giudizio risultato dall’allontanamento dove risiedono la natura specifica del linguaggio derivato dall’attività artistica. La distanza successiva dall’esperienza conseguita è la condizione che produce il conseguente linguaggio...
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17 maggio 2017 ore 00:27 segnala
I disordini sono utili per la comprensione del mondo e la sua edificazione, la consapevolezza diffusa è la sua fermentazione.
in quella sensazione di rovina si dischiude lo spiraglio dei nuovi approfondimenti, per ora solo teoretici.
È l’alternarsi di causa effetto in lenta immersione verso il limbo denso e scuro che non è riconoscibile nemmeno nella sua prevaricatrice luminescenza…
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I disordini sono utili per la comprensione del mondo e la sua edificazione, la consapevolezza diffusa è la sua fermentazione. in quella sensazione di rovina si dischiude lo spiraglio dei nuovi approfondimenti, per ora solo teoretici. È l’alternarsi di causa effetto in lenta immersione verso il...
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