IL VECCHIO BASCHIN 2

11 marzo 2016 ore 14:41 segnala
Quella che vi voglio raccontare oggi e una storia che mi e realmente successa qualche anno fa.
In quel tempo svolgevo l attivita di autista presso una filiale di consegne di pannoloni a persone anziane a domicilio ed in case di cure.
Non mi piaceva molto come lavoro,lo facevo solo perche mi permetteva di gaudagnare e nn tanto bene a dir la verita.Avevo 40/45 scarichi al giorno in tutta l emilia da piacenza a modena,eri sempre a scaricare sti pannoloni che oltre a pesare erano anche fastidiosi da cercare nel furgone carico all'inverosimile.(una molteplicita di taglie misure e tipi nn indifferente).Comunque cercavo di farlo al meglio con nn molti risultati positivi.
Gli utenti cambiavano ogni giorno e andavi spesso in zone impervie di montagna o dispersi in pianura.L unica cosa che era un po fissa erano le case di cura,i vecchi ospizi per intenderci.In quel caso scaricavi molto ed erano piu facili da rintracciare.Le zone di scarico cambiavano ogni giorno,un giorno eri a parma montagna,un giorno a piacenza citta e cosi via.a me capitava spesso la montagna di piacenza che nn era ne facile da raggiungere ne vicina.
In una casa di cura nel piacentino andavo quasi settimanalmente,quindi mi ero un po addentrato nelle conoscenze.Ogni volta che arrivavo c era sempre,tempo permettendo un vecchietto tutto vestito come se ci fosse la festa del paese all ingresso.Tutte le volte che mi vedeva mi diceva ''al salut neger ghet na cicca?''.
Le prime volte io nn ci feci molto caso al suo saluto tutto preso dal dover scaricare.
Un giorno avevo piu tempo e chiesi all infermiera chi era.........
Mi rispose che lo chiamavano Baschin che era solo al mondo,i suoi figli erano morti in un incidente stradale qualche anno fa,la moglie era deceduta alla nascita del secondo figlio,e che nn aspettava l ora della sua morte per raggiungerli.
Dopo un po di tempo tornai nella casa di cura di Baschin e lo trovai seduto li sulla solita panchina all ingresso ,tutto tirato nel suo vestito di fustagno blu ,la camicia a quadri ,il papillon al collo,e una cappello stile coppola sulla testa,sembrava che mi aspettasse.
Lui appena mi vide mi fece un sorriso e mi disse la solita frase ''al salut neger ghet na cicca?'.
Tirai fuori il pacchetto e glielo porsi,lui ne prese solo una e nn due o tre come spesso capita con chi le chiede.
La cosa si ripet un paio di volte,finche ormai quando leggevo la casa di cura dove era ricoverato lui andavo contento a fare le consegne.
Di solito mi fermavo a fumare con lui e intanto mi raccontava la sua vita.
Della sua infanzia passata in mezzo ai campi,della guerra che aveva fatto come partigiano,delle sue gioie e dei suoi dolori,insomma........di tutta la sua vita.
Noatai che quando racconatava cose belle i suoi occhi prendevano una luce particolare,come se fosse successo ieri.Ma non l'ho mai visto piangere,neanche quando mi parlava dei suoi cari ormai deceduti.
Gli chiesi se Baschin era il suo nome vero e lui mi rispose che si chiamava ARTURO BONFATTI,Baschin era il suo soprannome datogli da ragazzo perche portava sempre un capello,un basco appunto.Gli chiesi anche perche mi chiamava neger visto che nn sono nero di pelle e lui mi disse che era dovuto al fatto che avevo i capelli neri.Tanto per sfotterlo un po gli dissi'' perche te com glet i cavil''(traduco dal dialetto emiliano.''perche tu come li hai i capelli???'')A quel punto lui si tiro giu il cappello e mi disse '' me al sun pel''(io sono pelato)e mi mostro la sua testa completamente priva di capelli,scoppiammo tutte e due a ridere.Dopo qualche mese che ci incontravamo sempre sulla solita panchina mi ero abituato a sentire le sue storie,le diceva sempre in un dialetto stretto che nn sempre capivo.
Era sempre vestito di tutto punto anche se con gli stessi vestiti.
Un giorno arrivai alla clinica dove era ricoverato ma la panchina era vuota.
Baschin nn c era...
Pensai che era a fare qualche visita o impegnato in una qualche attivita ricreativa,ma mi chiamo l'infermiera e mi disse che Baschin,il vecchio Baschin era morto.
Ci rimasi malissimo,tornai nella nostra panchina accesi due sigarette una per me ed uan per lui e........
piansi
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Quella che vi voglio raccontare oggi e una storia che mi e realmente successa qualche anno fa. In quel tempo svolgevo l attivita di autista presso una filiale di consegne di pannoloni a persone anziane a domicilio ed in case di cure. Non mi piaceva molto come lavoro,lo facevo solo perche mi...
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11/03/2016 14:41:34
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Commenti

  1. modenasex 11 marzo 2016 ore 14:44
    l ho riscritta visto che mi e stata persa e la MODERAZIONE nn sa e nn fa nulla per ritrovarla
  2. vagarsenzameta 06 ottobre 2016 ore 13:35
    Un post bellissimo,non e mancato il lacrimone sul finale.
  3. malvi66 25 novembre 2016 ore 23:36
    complimenti , un post bellissimo lei ha vissuto un esperienza bellissima !!!
    Giovanni Malvicini
  4. Felicito 04 dicembre 2016 ore 18:46
    Bella storia... Ognuno di noi ha in se un piccolo universo che meriterebbe sempre di essere conosciuto.
    Ogni tanto qualcuno disposto a scoprirlo e quando ci avviene solitamente questo si tramuta in piacere per tutte le parti coinvolte.

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