L'inesistente

29 ottobre 2017 ore 04:56 segnala
A volte lascio che i miei sentimenti si perdano
travolti dalla superficialità e l'ignoranza di non saperli gestire.
E' così che spesso mi sono chiuso in un vicolo cieco
impaurito e desideroso di trovare una via di uscita.

Rileggo i capitoli di una storia, attentamente, sperando di trarne insegnamento.
Le pagine strappate e accartocciate sbucano dalle tasche dei pantaloni.
Mi rendo conto che nonostante tutto, ho fatto il possibile...
Ma non è bastato ed è andato sprecato anche quello.

Lo sento nel petto il peso di un sorriso mancato
e fa ancora più male quando non sei nessuno.
Non sono nemmeno io a decretarmi tale,
è l'essere invisibile, ignorato nella voce e le parole, che mi consegnano questo titolo.

Speravo di meglio.
Lo speravo perché sì, non sono stato giusto, ma non ho mai mancato di rispetto.
In me non ha mai prevalso la forza, neanche quando sarebbe stato facile usarla
e non ho mai lasciato che la solitudine, proprio quando intorno prevaleva il gelo, potesse privare le energie necessarie a vincere una dura battaglia.

Non sono un santo e non anelo a esserlo.
Voglio sbagliare e stare male, ma sapere di continuare a provare a rimediare.
Ma non sono nemmeno un farabutto, uno stronzo, una nullità
e me lo ripeto adesso alla vigilia di una nuova lotta per ritornare a stare in piedi.
Perché lo so fin dove arrivano le mie disattenzioni
ma non fino al punto di essere inesistente.

A volte mi guardo indietro, mi guardo dentro e mi rendo conto che non è giusto.
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A volte lascio che i miei sentimenti si perdano travolti dalla superficialità e l'ignoranza di non saperli gestire. E' così che spesso mi sono chiuso in un vicolo cieco impaurito e desideroso di trovare una via di uscita. Rileggo i capitoli di una storia, attentamente, sperando di trarne...
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Chiedi di me

05 ottobre 2017 ore 00:49 segnala
Vorrei essere un bel capitolo della tua storia,
quello in cui, nel corso del racconto, tutto sembra raggiungere il meglio.

Io forse non sono il tuo meglio, sebbene mi impegni per sentirti ridere,
perché troppe volte la dimensione in cui vivo e sto imparando a esistere,
ha fatto male senza motivo.
Le buone intenzioni si scontrano sempre con i risultati.

In un periodo in cui sapevo solo pensare a me stesso e mi sentivo piccolo, una mano scrisse sul foglio del mio diario:
"guardati intorno! Hai tutto! Non va male come credi, hai chi ti vuole bene, sai far ridere la gente, sai farla pensare. Devi sorridere perché il meglio deve venire e io ti voglio bene!"

Quelle parole mi fanno male ancora oggi, perché non le meritavo e perché non ho sapute ricambiarle quando ancora potevo.

Un errore che si ripete col tempo. Perché avrei voluto dare valore al tuo splendore. Dirti che ho adorato le tue mani, che sono di una bellezza mai vista.
Che ho assaporato ogni melodia del tuo sorriso.
Che ancora sento il tuo viso se apro la mano e sento ancora le tue labbra, quando ci baciavamo.
Ed è durata poco, per tanti motivi di entrambi... molti i miei.

Eppure c'è ancora così tanto di te, che francamente, col tempo che passa, non so spiegarmelo.
Spesso mi sento ancora piccolo, ma non penso più solo a me stesso... o perlomeno ci provo con tutte le mie forze.

E se un giorno te lo chiedessi, sarei felice solo se i sorrisi e l'affetto di chi avrò saputo tenere al caldo, potessero raccontarti chi sono diventato.
Potessero farti sapere perché stupidamente ho cercato di proteggerti dai miei errori, commettendone uno madornale e sapessero farti sentire che qui dentro, dentro questo stupido ragazzino, sei meravigliosa.
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Vorrei essere un bel capitolo della tua storia, quello in cui, nel corso del racconto, tutto sembra raggiungere il meglio. Io forse non sono il tuo meglio, sebbene mi impegni per sentirti ridere, perché troppe volte la dimensione in cui vivo e sto imparando a esistere, ha fatto male senza...
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Il giorno di Anna

13 settembre 2017 ore 14:32 segnala
Ti accorgi dell'importanza di ciò che è dato per scontato, se una notte ti porta via il suono di una risata che ha accompagnato i tuoi giorni per nove anni.
Allora ciò che è semplice si complica e le risate, i ricordi, diventano pareti di un labirinto che a percorrerlo fa male.
Vorresti che le tue mani sapessero sovvertire tutte le regole del gioco, vorresti una finestra sul tempo per non sprecare il valore di un abbraccio... vorresti poter dire: grazie! Per tutto quello che abbiamo condiviso.
Provateci voi a suonare un piano senza più i tasti neri!
Eppure ti penso, dopo otto anni di un'assenza così pesante. Penso a tuo figlio, consapevole che starà camminando illuminato dal ricordo del tuo amore e dei tuoi sacrifici.
Penso che ti vorrei qui, magari ad assillare proprio te sui miei ridicoli disastri e oggi, come quando condividevamo un banco di scuola, sapresti dirmi di nuovo di andare avanti e sorridere e darmi quel calcio in culo che ogni tanto mi ci vuole.

Ogni anno, questo giorno, è per te, Anna Giannetti, mia cara amica.
Il fatto che ti abbiamo persa e che ci manchi, non cambia il fatto che ti vogliamo bene... perché in realtà sei sempre qui.
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Ti accorgi dell'importanza di ciò che è dato per scontato, se una notte ti porta via il suono di una risata che ha accompagnato i tuoi giorni per nove anni. Allora ciò che è semplice si complica e le risate, i ricordi, diventano pareti di un labirinto che a percorrerlo fa male. Vorresti che le tue...
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Carousel

02 settembre 2017 ore 05:07 segnala
Io cerco te, tu cerchi me... ma non ci incontriamo mai.
Carosello infinito di una giostra troppo grande sulla quale siamo agli opposti,
ma corre spesso troppo veloce per provare a incontrarci.

Eppure nelle mani le intenzioni non si sprecano,
lo rivelano i tentativi in punta di piedi, le parole che pesano o spaventano
e gli sguardi di nascosto, per vedere se c'è ancora profumo di noi nei nostri occhi.

Non tutti i pezzi di un cristallo rotto tornano insieme
ma ciò che si sbaglia spesso, è nel pensare che qualcosa possa essere riparato,
anziché creato nuovo, più bello e prezioso.

Allora mi presenterei porgendo la mia mano e dicendo:
Piacere, sono io... sono un altro, vorrei conoscerti, tu lo vuoi?
E proseguiremmo serenamente, senza stupidi pensieri, a scrivere il capitolo successivo.

Mi entusiasma sapere che c'è un minuto per me,
sapere che c'è un pensiero fra le pause della vita di tutti i giorni
e un "vorrei" che ahimé tiene fermo un dito.

Perché sogno il tuo meglio, quello che meriti e che sono sicuro tu sappia conquistare.
Quello che io non ti ho saputo dare perché troppo distratto dalle mie incertezze.
Quello che splendeva nelle tue risate estemporanee e che è beato chi le riesce a suonare.

Non so perché ma è così. Non so perché non lo sia stato prima, quando contava, ma è così.
So che ti voglio bene e non c'è un attimo che non te ne voglia tutto il giorno.
Sono uno stupido illuso, ma ho questo per essere meno triste e lo afferro.

Perché tu mi fai stare al caldo, nonostante dentro punga l'inverno.
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Io cerco te, tu cerchi me... ma non ci incontriamo mai. Carosello infinito di una giostra troppo grande sulla quale siamo agli opposti, ma corre spesso troppo veloce per provare a incontrarci. Eppure nelle mani le intenzioni non si sprecano, lo rivelano i tentativi in punta di piedi, le parole...
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Chez moi

31 agosto 2017 ore 04:41 segnala
Casa mia sarà aperta
non un filo di luce o un alito di vento dovranno restare fuori.
Sarà fresca a dare ristoro e calda al punto giusto, per non lasciar solo nessuno.

La mia casa, quando mai ci sarà, parlerà coi colori.
Avrà la capacità di essere confortevole e profumata
sarà un luogo dove si va via, ma per tornare.

Non ci saranno silenzi in casa mia, perché sarà viva.
Chi ci verrà, e saranno tanti, lo farà per lasciare fuori l'odio e il pregiudizio.
Per ridere e mangiare, per parlare di tutto liberamente, per sognare.

Non c'è tempo, nella mia casa.
Ci sarà tanta voglia di giocare
e ci sarà un amore, di spalle, davanti a una finestra a guardar fuori e io ad ammirarla in silenzio...

E sarò felice, perché casa mia sarà aperta e piena, come vorrei fossero le mie braccia.
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Casa mia sarà aperta non un filo di luce o un alito di vento dovranno restare fuori. Sarà fresca a dare ristoro e calda al punto giusto, per non lasciar solo nessuno. La mia casa, quando mai ci sarà, parlerà coi colori. Avrà la capacità di essere confortevole e profumata sarà un luogo dove si va...
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La Fender Stratocaster di Jimi Hendrix

29 agosto 2017 ore 04:37 segnala
Io non sono forte, non come vorrei.
Vorrei poter sollevare la terra e reggere il cielo a mani nude,
ma riesco a malapena a restare in piedi.

Vorrei farlo perché, non so, vorrei mostrarti qualcosa che non hai mai visto.
Accendere di stupore il tuo sguardo e spegnere così il film del passato.
Ma forse è giusto così, senza effetti speciali... uno schiaffo senza trucco.

Magari proverei a suonare un piano, dandogli la delicatezza di un bacio che ti ho dato.
Suonerei una melodia, se ne fossi capace, per cercare di parlare al tuo cuore come non so più fare.
Vorresti cantare per me?

Mi rendo conto che le mie parole non hanno più molto valore, non funzionano più, sono rotte.
Per quanto mi sforzi di trovarne di nuove o riparare le vecchie, restano guaste e vuote... e vuote non funzionano nemmeno per essere odiate.

Ho bisogno di te, perché mi manchi, anche con in mano una minima, quasi vana, speranza. Anche se non potrei... dovrei?
Non sai che sei importante, o forse lo sai ma non lo sono io.
Ma almeno hai sorriso... per quel poco che ho potuto, hai sorriso.

A volte ripenso alla Fender di Jimi Hendrix e mi chiedo se ogni tanto ti parla, come mi parla la tartarughina che ho io.
Comunque vada, non bruciarla! Lo ha già fatto lui.

E comunque mi basta che tu stia bene, così starò io.

Un sapore diverso

18 agosto 2017 ore 03:02 segnala
Ha tutto un sapore diverso,
quando ti svegli e il tuo sogno non è rimasto imprigionato nel cuore.
Quando sembrava che fosse la solita musica
e che un'emozione del subconscio, potesse straziare l'armonia del respiro.

Invece accade che quel brano che non ha mai smesso di suonare nel tuo cuore,
irrompa nelle tue emozioni reali, scandisca il ritmo di una gioia incontenibile
e travolga l'essenza della persona che sai essere.

Un meraviglioso regalo, una speranza, un sorriso!
Un sorriso maledetto per quanto disperatamente invocato!
Una musica deliziosa desiderata e sperata fino a dannarsi.

La bolla all'improvviso scoppia, la palla di cristallo va in frantumi
e anziché farmi male, contamina la realtà e mi fa pensare che sì,
ti stavo aspettando, che non ho mai smesso di tenerti la mano
E anche se stavo quasi per non crederci più...

non ho mai smesso di inseguire il tuo splendido sorriso!
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Ha tutto un sapore diverso, quando ti svegli e il tuo sogno non è rimasto imprigionato nel cuore. Quando sembrava che fosse la solita musica e che un'emozione del subconscio, potesse straziare l'armonia del respiro. Invece accade che quel brano che non ha mai smesso di suonare nel tuo...
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Breeze

28 luglio 2017 ore 06:37 segnala
Prima brezza del mattino... fresca
quasi una carezza, per concessione.
Porta il tuo soffio negli angoli delle strade,
nei luoghi polverosi dove nessuno vuole andare.

Dona respiro a chi non riesce a respirare
e asciuga le lacrime che inzuppano visi stanchi da troppo tempo.
Fai sorridere chi ha paura di farlo
stropiccia i panni troppo perfetti e sistema quelli lasciati andare.

Suona per chi va avanti nonostante tutto
per chi ha perso troppo, ma anche se fa male continua a camminare.
Smuovi le convinzioni inermi e dannose
e instilla un dubbio in chi ha deciso di non voler più parlare.

Fallo per me che non sono solo, ma il mio cuore ne è convinto,
fallo per farmi vedere che qualcosa può essere diverso.
Mi sono scivolate dalle mani delle vite, delle persone preziose...
una bocca meravigliosa e un'anima felice che non potrò più rivedere.

Voglio che sia un fiato limpido, fresco e appagante
che anche solo per un'istante possa farci stare bene.

Prima brezza del mattino, portami un saluto e se possibile un abbraccio.
Fai stare bene chi è nel mio cuore e anche chi non ci vuole più stare.
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Prima brezza del mattino... fresca quasi una carezza, per concessione. Porta il tuo soffio negli angoli delle strade, nei luoghi polverosi dove nessuno vuole andare. Dona respiro a chi non riesce a respirare e asciuga le lacrime che inzuppano visi stanchi da troppo tempo. Fai sorridere chi ha...
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Parole senza senso

23 luglio 2017 ore 06:17 segnala
L'odore nuovo del mattino
che mi porta via lontano
chiude le mie palpebre a un nuovo sogno
a un passo avanti, sperando sia migliore.

Credo di aver perso la mia ombra
nei ricordi che mi ostino a non lasciare andare,
nelle canzoni che ho ascoltato fino a cambiarmi il sangue,
nel volerti ancora dannatamente parlare.

Ecco perché mi sento un po' solo e un po' perso,
perché i minuti e le ore che scandiscono il giorno,
sono condanne a un tempo che sto lasciando fuggire
senza dargli nemmeno un senso.

Cosa c'è di me nei miei affetti?
Avrò saputo onorare e valorizzare i loro sentimenti?
Le loro speranze, i sorrisi, i patemi, come note su uno spartito,
che vorrei aver saputo suonare con rispetto e non scoprire di aver stonato.

E tu che neanche ci sei più, che coltivi un ti voglio bene
ma che la vita ti ha portata altrove,
tu che ancora adesso mi fai sorridere e sperare inutilmente,
quante crepe ti ho lasciato nel cuore?
Se non ti manca nemmeno un minuto del nostro instabile duetto?
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L'odore nuovo del mattino che mi porta via lontano chiude le mie palpebre a un nuovo sogno a un passo avanti, sperando sia migliore. Credo di aver perso la mia ombra nei ricordi che mi ostino a non lasciare andare, nelle canzoni che ho ascoltato fino a cambiarmi il sangue, nel volerti ancora...
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A volte capita

14 luglio 2017 ore 05:30 segnala
Chissà dove finiscono le parole consumate dal vento,
o i sogni che hanno fatto la loro parte e vengono messi da parte.

Succede a ognuno di noi, come in un turbinio di pensieri
di rifare i ragionamenti, riallestire la fantasia
riarredare la stanza dei concetti.

Non è un male e non è un peccato, finché l'alba precede il tramonto.
Perché spesso la vita riserva sviluppi inattesi
e spesso se ti sbucci un ginocchio, devi essere in grado di rialzarti da solo.

Se sapessi come fare, vorrei che tanta gente sorridesse.
Vorrei che sparissero le bollette da pagare,
qualche malattia in più da riuscire a curare...
qualche lacrima in meno, per chi non c'è più.

E' li che fa più male, perché sembra tutto così ingiusto.

Un giorno, ero un bambino, correvo già i 100 metri.
La pista d'atletica era malridotta, in uno stadio di provincia.
Mentre ero testa a testa con un altro bambino, inciampai in una grinza...
e letteralmente decollai.
Una volta a terra, rotolai per alcuni metri, finché non mi fermai, tutto graffiato.
Che ingiustizia! Potevo vincere.
Nella sfortuna, quel giorno, scoprii anche il salto in lungo.

E un giorno vinsi.
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Chissà dove finiscono le parole consumate dal vento, o i sogni che hanno fatto la loro parte e vengono messi da parte. Succede a ognuno di noi, come in un turbinio di pensieri di rifare i ragionamenti, riallestire la fantasia riarredare la stanza dei concetti. Non è un male e non è un peccato,...
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