E sia!

26 novembre 2018 ore 04:32 segnala
Sono sul solito treno che da tre anni, sovente, mi porta via da un luogo caro,
ma stavolta è diverso, corre via per l'ultima volta da un capitolo della mia vita.
E' così maledettamente banale sentire il cuore raggrinzirsi per questo?

Il paesaggio diventa un quadro astratto,
fuori dal finestrino ci sono i momenti che hanno scandito i miei giorni qui.
Cosa darei per avere qualcuno vicino che mi dicesse:

"Hey! Dai stringiti a me! Non esser triste per i ricordi che lasci qui...
Come uno scrittore con la penna in mano e una pagina tinta ancora di bianco,
prendi le tue idee, le speranze e i sogni e comincia a creare un capitolo nuovo.
Niente di tutto ciò è finito, cambia solo la scenografia dei tuoi prossimi sorrisi
questa addirittura potrebbe essere, la svolta che cambierà tutta la storia!"

E sia!

Io, che son felice figlio della sfiga!
Conosco a memoria il suono di ogni caduta
2 di picche, sbagli e bestemmie.
Non lo dico mica per vantarmi se tutto il mio percorso è stato un vero disastro.

Certo, avrei dovuto essere un po' più attento,
un po' meno preso dalla cura del mio personaggio
soprattutto visto che lo hanno creato assai goffo.

Ho sempre creduto che le stampelle che mi hanno accompagnato per anni
anziché sorreggere le ginocchia sbriciole, dovessero sostenere il cervello!

Ma ora sono sul solito treno che da tre anni, sovente, mi porta via da un luogo caro
e stavolta è differente, ormai è già lontano, da un capitolo che il cuore fatica ad archiviare.
Niente è definitivo nella vita e allora è meglio fumarci su.
E' così maledettamente scontato lasciare un pezzo di cuore qui?

Il paesaggio diventa un quadro astratto,
fuori dal finestrino ci sono i momenti che hanno scandito i miei anni a Orvieto.
Cosa darei per avere qualcuno vicino che mi dicesse:

"Hey! Dai stringiti a me! Non esser triste per i ricordi che lasci qui...
Tranquillo, ne verranno ancora di più belli!"

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Sono sul solito treno che da tre anni, sovente, mi porta via da un luogo caro, ma stavolta è diverso, corre via per l'ultima volta da un capitolo della mia vita. E' così maledettamente banale sentire il cuore raggrinzirsi per questo? Il paesaggio diventa un quadro astratto, fuori dal finestrino...
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26/11/2018 04:32:51
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Commenti

  1. luc.ariello 26 novembre 2018 ore 17:05
    Avevo ancora molto da dirti,
    volevo che sentissi il rumore del mio tempo
    che passa,
    t'avrei detto che ricordavo il tuo riso, il tuo vestito,
    e ogni tuo respiro.

    Ma il tempo passa,
    e la paura di restar soli,
    ci ha dato una vita che, allora,
    non avremmo voluto vivere.
    Avevo ancora molto da dirti,
    te lo dirò
    in un'altra vita.
  2. MontyPython 29 novembre 2018 ore 23:29
    Molto bella! Davvero.

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