GUERRA IN SIRIA:I DEVASTANTI EFFETTI DELLA DEMOCRAZIA

26 settembre 2012 ore 18:45 segnala
ATROCITÀ TACIUTE: LE STORIE DEI BAMBINI SIRIANI - PARTE 1 - (I DEVASTANTI EFFETTI DELLA DEMOCRAZIA OCCIDENTALE)



“Conoscevo un bambino di nome Alaa. Aveva solo 6 anni. Non capiva cosa stesse succedendo. Direi che quel bambino di sei anni è stato torturato più di ogni altro nella stanza. Non gli hanno dato da mangiare e da bere per tre giorni ed era cosi debole che continuava a svenire. Veniva picchiato regolarmente. Lo vidi morire. Riuscì a sopravvivere per tre giorni e poi, semplicemente, morì. Era sempre terrorizzato. Trattarono il suo cadavere come fosse quello di un cane.” - Wael, 16 anni

Questo orribile racconto è la testimonianza di un ragazzo di 16 anni. Ciò a cui ha assistito è più che sconvolgente – è uno scandalo – e, inevitabilmente, resterà con lui per tutta la vita. Ma in ogni giorno della brutale guerra in Siria, i bambini sperimentano e sono testimoni delle più indicibili atrocità.

Lo sappiamo perché abbiamo lavorato nei campi rifugiati e nelle comunità che sono ora la casa di migliaia di bambini e delle loro famiglie, fuggite dalla violenza. Abbiamo parlato con i bambini ed i loro genitori, abbiamo ascoltato le loro storie.

Questo rapporto è il risultato di quelle interviste ed è pieno di testimonianze di bambini che hanno visto e sofferto insensati atti di tortura e violenza. Sono stati mira dei bombardamenti, degli spari ed hanno visto morire i propri cari. Ogni giorno, giovani vite vengono distrutte.

“Non potete immaginare cos’ho visto. Cos’ha visto la Siria… per favore, aiutateci. Sto chiedendo alle persone del mondo che possono farlo, per favore, aiutateci”, ha detto Ali, 12 anni.

Abbiamo pubblicato questo rapporto per far sentire le voci dei bambini stessi. Dobbiamo ascoltare ed agire.

Justin Forsyth, Amministratore delegato, Save the Children

Hassan, 14 anni: “Crearono uno scudo umano con i bambini. Li ho visti con i miei occhi."



Ero ad un funerale, quando sentii il rumore del missile che causò il massacro. Penso che stessero mirando proprio al funerale. Mio cugino e mio zio morirono quel giorno.

Cadaveri e feriti erano sparpagliati per terra, c'erano pezzi di corpi gli uni sugli altri e, quando arrivammo alla moschea, trovammo anche li decine e decine di cadaveri. Cominciammo a soccorrere le persone vive. Per due giorni dopo il massacro, i cani hanno continuato a mangiare i corpi. C’erano moltissime persone nella moschea. Erano morte, tutte morte e avevo paura, certo che avevo paura.

Ero devastato. Odiavo la mia vita e odiavo me stesso. Ho perso mio zio e mio cugino. Io e mio cugino facevamo tutto insieme e io l’ho perso – mio cugino, che mi stava sempre vicino.

La mia casa è stata incendiata. Tutto è andato. Volevo correre dentro ma non ho potuto – faceva troppo caldo. Mi guardavo intorno e tutti quanti erano devastati, non riuscivamo neppure a guardarci.

I bambini in Siria hanno bisogno di aiuto. Hanno bisogno di aiuto perché li torturano, bombardano, sparano. Prendono i bambini e li mettono di fronte a loro perché sanno che la gente del paese non sparerebbe mai ai propri figli. Creano degli scudi umani con i bambini, l’ho visto con i miei stessi occhi. Voglio che i bambini in Siria fuggano. Dovrebbero fuggire cosi non morirebbero nei bombardamenti.

Cosa ricordo della Siria? Ricordo che ogni volta che avveniva un bombardamento, correvamo in un rifugio. Dentro, i bambini gridavano e piangevano molto, avevano tanta paura. Cosi tanti bambini sono stati torturati.

A causa di ciò che accade in Siria, noi non giochiamo più. Mi manca la mia casa, mi manca il mio quartiere, mi manca giocare a calcio.

Chiedo a tutti I leader del mondo di salvare i bambini siriani, di salvarli dai bombardamenti. I bambini hanno bisogno delle cure. Abbiamo bisogno di vestiti, cibo. Ogni bambino dovrebbe giocare ed essere felice. Sono preoccupato se penso al futuro. Cosa ci succederà? Dove andremo?

Testo originale: Untold Atrocities - Save the Children

traduzione di Vanessa Marzullo
Osservatorio Italo Siriano

--------------------------------------------------------------------------------------

Osservatorio Italo-Siriano
Direte ai vostri figli: Io non sapevo?

Attivisti italiani e siriani uniti per una comunicazione onesta e rispettosa dei fatti.

email : osservatorioitalosiriano@gmail.com

Index: http://www.you-ng.it/index.php?option=com_easyblog&view=entry&id=1802&Itemid=89
http://www.you-ng.it/index.php?option=com_easyblog&view=blogger&layout=listings&id=633&Itemid=89


Fonte:http://ruomoridalmondo.blogspot.it/2012/09/atrocita-taciute-le-storie-dei-bambini.html
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LA RIVOLUZIONE SPAGNOLA CENSURATA DAI MEDIA - VIDEO

26 settembre 2012 ore 18:07 segnala
Sta Succedendo In Spagna - E non ve lo dicono...



Sta accadendo in Spagna in questo momento: il Parlamento circondato, manifestazioni massicce contro la troika e i programmi di aiuti e di sottomissione all'Europa. Ma la cosa più inquietante è che i media, nonostante il paese pulluli di agenzie stampa e di informazioni in tempo reale, queste immagini fin'ora, nella loro prorompente evidenza, non l'hanno ancora trasmesse.
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Sta Succedendo In Spagna - E non ve lo dicono... « video » Sta accadendo in Spagna in questo momento: il Parlamento circondato, manifestazioni massicce contro la troika e i programmi di aiuti e di sottomissione all'Europa. Ma la cosa più inquietante è che i media, nonostante il paese pulluli di...
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FEDERCONTRIBUENTI: RACCOLTA FIRME PER SCIOGLIERE EQUITALIA

04 settembre 2012 ore 15:18 segnala
FEDERCONTRIBUENTI: RACCOLTA FIRME PER SCIOGLIERE EQUITALIA



(FATE GIRARE!!) INIZIATIVA PER SCIOGLIERE EQUITALIA, PROMOSSA DA FEDERCONTRIBUENTI; RACCOLTA FIRME PRESSO I BANCHETTI ORGANIZZATI DAI DELEGATI REGIONALI; potete andare a firmare di persona, direttamente ai banchetti organizzati dai delegati regionali di federcontribuenti , contattando i delegati del presente volantino e gli altri presenti nel sito! PER INFO ULTERIORI http://www.federcontribuenti.it/contatti.html

Fonte:http://ruomoridalmondo.blogspot.it/2012/09/federcontribuenti-raccolta-firme-per.html
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FEDERCONTRIBUENTI: RACCOLTA FIRME PER SCIOGLIERE EQUITALIA « immagine » (FATE GIRARE!!) INIZIATIVA PER SCIOGLIERE EQUITALIA, PROMOSSA DA FEDERCONTRIBUENTI; RACCOLTA FIRME PRESSO I BANCHETTI ORGANIZZATI DAI DELEGATI REGIONALI; potete andare a firmare di persona, direttamente ai banchetti...
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GAZA E' ORA SOTTO L' ATTACCO DELLE BOMBE ISRAELIANE

28 agosto 2012 ore 07:50 segnala
GAZA E' ORA SOTTO L' ATTACCO DELLE BOMBE ISRAELIANE



Breaking News Gaza è sotto attacco

28/08/2012 GAZA Gaza ora è sottoposta a pesanti bombardamenti con gli aerei dell'esercito israeliano e il bombardamento ha preso di mira la parte settentrionale e centrale della striscia di Gaza
Gli aerei che stanno ancora sorvolando Gaza sono F16 e droni
La striscia di Gaza è avvolta dalle tenebre a causa di interruzioni di corrente

Notizie Urgenti dalla Striscia di Gaza | secondo i più recenti sviluppi ora
1 - Gli aerei da guerra sionisti hanno preso di mira la " base militare Bader" nella Striscia di Gaza centrale, con 9 missili .. Nessun ferito!
2 - Le forze di sicurezza palestinesi stanno abbandonando tutte le postazioni militari e del personale di sicurezza!

Fonte: Viva Palestina http://on.fb.me/U6LZg0

e Tahrir News http://bit.ly/SJIU7v

Fonte:http://ruomoridalmondo.blogspot.it/2012/08/gaza-e-ora-sotto-l-attacco-delle-bombe.html

MODELLO PER UN'INCONTESTABILE OBIEZIONE VACCINALE

23 agosto 2012 ore 08:48 segnala
Un modello da utilizzare per presentare incontestabile obiezione vaccinale

Scaricabile in formato PDF qui:
http://www.medicinenon.it/downloads/Modello+di+obiezione+vaccinale


Al Responsabile Ufficio Vaccinazioni

del Distretto di _________________ (Esattamente l'ufficio mittente della richiesta di
vaccinazione, da inviarsi per raccomandata con ricevuta di ritorno)

Data: gg/mm/aaaa

Noi sottoscritti,
________________________________ e __________________________________
genitori di_____________________ nato/a _______________________il ________

non acconsentiamo a vaccinarlo/a per le seguenti ragioni:

1. mancata allegazione dei foglietti illustrativi dei vaccini, oltre che mancata
precisa indicazione dei lotti vaccinali completi di tutti i dati identificativi dei
farmaci che si intenderebbero utilizzare;

2. come conseguenza di 1, mancata indicazione precisa dei rischi alla salute e
delle comuni reazioni indesiderate legati ai vaccini, e mancata promozione
della conoscenza della legge 210 del 1992 in materia di danno da vaccino, che
deve essere obbligatoriamente portata a conoscenza delle famiglie prima della
profilassi vaccinale;

3. impossibilità oggettiva per la ASL di adempiere alla normativa nazionale sulle
vaccinazioni obbligatorie, perché sprovvista delle dosi monovalenti degli unici
vaccini obbligatori nel nostro Paese, ossia antipolio, antiepatite B, antidifterica
ed antitetanica;

4. mancata effettuazione di test preventivi di tipo genetico, immunitario,
allergologico e di ricerca di intolleranze alimentari su genitori e bambino,
indispensabili per verificare una possibile idiosincrasia ai vaccini
dell’organismo del soggetto ricevente

In fede.

Il padre La madre
_________________________________ _________________________________

Fonte:http://rumoridallanatura.blogspot.it/2012/08/modello-da-utilizzare-per.html

ARCHITETTI E INGEGNERI DEL MONDO PER LA VERITA'SUL 9/11

23 agosto 2012 ore 08:00 segnala
Architetti e ingegneri di TUTTO IL MONDO denunciano l’inganno dell’11 settembre!

- di Daniele Di Luciano -

Un fantstico video in cui ingegneri ed architetti di tutto il mondo denunciano, in tutte le lingue, le innumerevoli incongruenze verificatesi durante il crollo delle torri gemelle. Il crollo delle torri, così come lo abbiamo visto, è fisicamente impossibile e lo dichiarano persone che di fisica delle costruzioni ne sanno più di chiunque altro.

L’unica spiegazione è che delle cariche esplosive fossero state poste all’interno delle torri prima dell’11 settembre 2001. Lo affermano con sicurezza gli esperti dell’intero pianeta!

Il tutto mentre i governi, le televisioni e le istituzioni scolastiche continuano a ripetere la favoletta della versione ufficiale.

Questa è la dimostrazione che non ci possiamo più fidare di nessuna istituzione. Queste persone (politici, giornalisti, professori), continuando a dire bugie, coprono e si rendono complici dei veri assassini di quella strage!

…Ed ora che lo sappiamo dobbiamo far girare queste notizie in ogni modo, altrimenti saremo complici anche noi.



Fonte:http://ruomoridalmondo.blogspot.it/2012/08/architetti-e-ingegneri-di-tutto-il.html

SUDAMERICA: ECCO DA CHI PRENDERE ESEMPIO PER RINASCERE

20 agosto 2012 ore 17:11 segnala
SUDAMERICA: ECCO DA CHI PRENDERE ESEMPIO PER RINASCERE MENTRE "L'EUROPA DORME"

L’attacco alla Repubblica dell’Ecuador. Ecco il perché di Londra.

Fonte: sergiodicorimodiglianji.blogspot.it * Articolo di Sergio Di Cori Modigliani



Oggi parliamo di geo-politica e di libera informazione in rete.
Tutto ciò che sta accadendo oggi, tecnicamente (nel senso di “politicamente”) è iniziato il 12 dicembre del 2008. Secondo altri, invece, sarebbe iniziato nel settembre di quell’anno. Ma ci volevano almeno quattro anni prima che l’onda d’urto arrivasse in Europa e in Usa.
Forse è meglio cominciare dall’inizio per spiegare gli accadimenti.
Anzi, è meglio cominciare dalla fine.
Con qualche specifica domanda, che –è molto probabile- pochi in Europa si sono posti.
Mi riferisco qui alla questione di Jules Assange,wikileaks, e la Repubblica di Ecuador. Perché il caso esplode, oggi?
Perché, Jules Assange, ha scelto un minuscolo, nonché pacifico, staterello del Sudamerica che conta poco o nulla?
Come mai la corona dell’impero britannico perde la testa e si fa prendere a schiaffi davanti al mondo intero da un certo signor Patino, ministro degli esteri ecuadoregno, per gli euro-atlantici un vero e proprio Signor Nessuno, il quale ha dato una risposta alla super elite planetaria (cioè il Foreign Office di Sua Maestà) tale per cui, cinque anni fa avrebbe prodotto soltanto omeriche risate di pena e disprezzo, mentre oggi li costringe ad abbozzare, ritrattare, scusarsi davanti al mondo intero?
Perché l’Ecuador? Perché, adesso?

Tutto era più che prevedibile, nonché scontato.


Jules Assange

Intendiamoci: era scontato in tutto il continente americano, in Australia, Nuova Zelanda, Danimarca, paesi scandinavi. In Europa e a Washington pensavano che il mondo fosse lo stesso di dieci anni fa.

Perché l’Europa –e soprattutto l’Italia- è al 100% eurocentrica, vive sotto un costante bombardamento mediatico semi-dittatoriale, non ha la minima idea di ciò che accade nel resto del mondo, ma (quel che più conta) pensa ancora come nel 1812, ovvero: “se crolla l’Europa crolla il mondo intero; se crolla l’euro e l’Europa si disintegra scompare la civiltà nel mondo” eragiona ancora in termini coloniali.

Ma il mondo non funziona più così.

In Italia, ad esempio, nessuno è informato sulla zuffa (che sta già diventando rissa) tra il Brasile e l’Onu, malamente gestita da Christine Lagarde, la persona che presiede il Fondo Monetario Internazionale, e che ruota intorno all’applicazione base di un concetto formale, banale, quasi sciocco, ma che potrebbe avere ripercussioni psico-simboliche immense: l’Italia è stata ufficialmente retrocessa. Non è più l’ottava potenza al mondo, bensì la nona. E’ stata superata dal Brasile. Quindi al prossimo G8 l’Italia non verrà invitata, ma ci andrà il Brasile. Da cui la scelta di abolire il G8 trasformandolo in G10 standard. Si stanno scannando.
La prima notizia Vera (per chi vuole ricavare informazioni reali dal mondo reale) è questa: “L’Europa, con l’Inghilterra e Germania in testa, non possono (non vogliono) accettare il trionfo keynesiano del Sudamerica e la loro irruzione nel teatro della Storia come soggetti politici autonomi. Per loro vale il principio per cui “che se ne stiano a casa loro, non rompano, e ringrazino il cielo che li facciamo anche sopravvivere, come facciamo con gli africani. Altrimenti, da quelle parti, uno per uno faranno la fine di Gheddafi”. Il messaggio in sintesi è questo.
Dal Sudamerica negli ultimi quaranta giorni sono arrivati tre potentissimi messaggi in risposta: niente è stato pubblicizzato in Europa. Tanto meno l’ultimo (il più importante) in data 3 agosto, se non altro per il fatto che era in diretta televisiva dalla sede di New York del Fondo Monetario Internazionale. Nessuno lo ha trasmesso in Europa, ad esclusione del Regno di Danimarca. E così, preso atto che esiste una compattezza mediatica planetaria di censura, e avendo preso atto che se non se ne parla la televisione, non c’è in rete e non si trovano notizie su wikipedia, allora vuol dire che non esiste, il Sudamerica ha scelto il palcoscenico mediatico globale più intelligente in assoluto: il cuore della finanza oligarchica planetaria, la city di Londra.
E adesso veniamo ai fatti.

Jules Assange, il 15 giugno del 2012 capisce che per lui è finita. Si trova a Londra. Gli agenti inglesi l’arresteranno la settimana dopo, lo porteranno a Stoccolma, dove all’aereoporto non verrà prelevato dalle forze di polizia di Sua Maestà la regina di Svezia, bensì da due ufficiali della Cia, e un diplomatico statunitense, i quali avvalendosi di specifici accordi formali sanciti tra le due nazioni farà prevalere il “diritto di opzione militare in caso di conflitto bellico dichiarato” sostenendo che Jules Assange è “intervenuto attivamente” all’interno del conflitto Nato-Iraq mentre la guerra era in corso. Lo porteranno direttamente in Usa, nello Stato del Texas, dove verrà sottoposto a processo penale per attività terroristiche, chiedendo per lui l’applicazione della pena di morte sulla base dell’applicazione del Patriot Act Law. Si consulta con il suo gruppo, fanno la scelta giusta dopo tre giorni di vorticosi scambi di informazioni in tutto il pianeta. “vai all’ambasciata dell’Ecuador a piedi, con la metropolitana, stai lì”. Alle 9 del mattino del 19 giugno entra nell’ambasciata dell’Ecuador. Nessuna notizia, non lo sa nessuno. Il suo gruppo apre una trattativa con gli agenti inglesi a Londra, con gli svedesi a Stoccolma e con i diplomatici americani a Rio de Janeiro. Raggiungono un accordo: “evitiamo rischio di attentati e facciamo passare le olimpiadi, il 13 agosto se ne può andare in Sudamerica, facciamo tutto in silenzio, basta che non se ne parli”. I suoi accettano, ma allo stesso tempo non si fidano (giustamente) degli anglo-americani. Si danno da fare e mettono a segno due favolosi colpi. Il primo avviene il 3 agosto, il secondo il 4.

Il 3 agosto 2012, con un anticipo rispetto alla scadenza di 16 mesi, la presidente della Repubblica Argentina, Cristina Kirchner, si presenta alla sede di Manhattan del Fondo Monetario Internazionale accompagnata dal suo ministro dell’economia e dal ministro degli esteri ecuadoregno, Patino, in rappresentanza di “Alba” (acronimo che sta per Alianza Laburista Bolivariana America”) l’unione economica tra Ecuador, Colombia e Venezuela. In tale occasione, la Kirchner si fa fotografare e riprendere dalle televisioni con un gigantesco cartellone che mostra un assegno di 12 miliardi di euro intestato al Fondo Monetario Internazionale con scadenza 31 dicembre 2013, che il governo argentino ha versato poche ore prima. “Con questa tranche, la Repubblica Argentina ha dimostrato di essere solvibile, di essere una nazione responsabile, attendibile e affidabile per chiunque voglia investire i propri soldi. Nel 2003 andammo in default per 112 miliardi di dollari, ma ci rifiutammo di chiedere la cancellazione del debito: scegliemmo semplicemente la dichiarazione ufficiale di bancarotta e chiedemmo dieci anni di tempo per restituire i soldi a tutti, compresi gli interessi. Per dieci, lunghi anni, abbiamo vissuto nel limbo. Per dieci, lunghi anni, abbiamo protestato, contestato e combattuto contro le decisioni del Fondo Monetario Internazionale che voleva imporci misure restrittive di rigore economico sostenendo che fosse l’unica strada. Noi abbiamo seguito una strada diversa, opposta: quella del keynesismo basato sul bilancio sociale, sul benessere equo sostenibile e sugli investimenti in infrastrutture, ricerca, innovazione, investendo invece di tagliare. Abbiamo risolto i nostri problemi. Ci siamo ripresi. Non solo. Siamo oggi in grado di saldare l’ultima tranche con 16 mesi di anticipo. Le idee del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale in materia economica sono idee errate, sbagliate.

Lo erano allora lo sono ancor di più oggi: Chi vuole operare, imprendere, creare lavoro e ricchezza, è benvenuto in Argentina: siamo una nazione che ha dimostrato di essere solvibile, quindi pretendiamo rispetto e fedeltà alle norme e alle regole, da parte di tutti, dato che abbiamo dimostrato, noi per primi, di rispettare i dispositivi del diritto internazionale……” ecc.

Subito dopo (cioè 15 minuti dopo) la Kirchner ha presentato una denuncia formale contro la Gran Bretagna e gli Usa al WTO (World Trade Organization) la più importante associazione planetaria di scambi commerciali coinvolgendo il Fondo Monetario Internazionale grazie ai files messi a disposizione da Wikileaks, cioè Assange.

L’Argentina ha saldato i debiti, ma adesso vuole i danni. Con gli interessi composti. “Volevano questo, bene, l’hanno ottenuto. Adesso che paghino”. E’ una lotta tra la Kirchner e la Lagarde. Le due Cristine duellano da un anno impietosamente. Grazie (o per colpa) di Assange, dato che il suo gruppo ha tutte le trascrizioni di diverse conversazioni in diverse cancellerie del globo, che coinvolgono gli Usa, la Gran Bretagna, la Francia, l’Italia, la Germania, il Vaticano, dove l’economia la fa da padrone: Osama Bin Laden è stato mandato in soffitta e sostituito da John Maynard Keynes, lui è diventato il nemico pubblico numero uno delle grandi potenze; in queste lunghe conversazioni si parla di come mettere in ginocchio le economie sudamericane, come portar via le loro risorse energetiche, come impedir loro di riprendersi e crescere, come fare per impedire ai loro governi di far passare i piani economici keynesiani applicando invece i dettami del Fondo Monetario Internazionale il cui unico scopo consiste nel praticare una politica neo-colonialista a vantaggio soprattutto di Spagna, Italia e Germania, con capitali inglesi. Gran parte dei file già resi pubblici su internet. Gran parte dei file, gentilmente offerti da Assange all’ambasciatore in Gran Bretagna dell’Ecuador, il quale -siamo sempre il 3 agosto a New York- ricorda chi rappresenta e che cosa ha fatto l’Ecuador, ovvero la prima nazione del continente americano, e unica nazione nel mondo occidentale dal 1948, ad aver applicato il concetto di “debito immorale” ovvero “il rifiuto politico e tecnico di saldare alla comunità internazionale i debiti consolidati dello Stato perché ottenuti dai precedenti governi attraverso la corruzione, la violazione dello Stato di Dirirtto, la violazione di norme costituzionali”. Il 12 dicembre del 2008, infatti, il neo presidente del governo dell’Ecuador Rafael Correa (pil intorno ai 50 miliardi di euro, pari a 30 volte di meno dell’Italia) dichiara ufficialmente in diretta televisiva in tutto il continente americano (l’Europa non ha mai trasmesso neppure un fotogramma e difficilmente si trova nella rete europea materiale visivo) di “aver deciso di cancellare il debito nazionale considerandolo immondo, perché immorale; hanno alterato la costituzione per opprimere il popolo raccontando il falso. Hanno fatto credere che ciò chè è Legge, cioè legittimo, è giusto. Non è così: da oggi in terra d’Ecuador vale il nuovo principio costituzionale per cui ciò che è giusto per la collettività allora diventa legittimo”.

Cifra del debito: 11 miliardi di euro. Il Fondo Monetario Internazionale fa cancellare l’Ecuador dal nòvero delle nazioni civili: non avrà mai più aiuti di nessun genere da nessuno “Il paese va isolato” dichiara Dominique Strauss Kahn, allora segretario del Fondo Monetario.. Il paese è in ginocchio. Il giorno dopo, Hugo Chavez annuncia ufficialmente che darà il proprio contributo dando petrolio e gas gratis all’Ecuador per dieci anni. Quattro ore più tardi, il presidente Lula annuncia in televisione che darà gratis 100 tonnellate al giorno di grano, riso, soya e frutta per nutrire la popolazione, finchè la nazione non si sarà ripresa. La sera, l’Argentina annuncia che darà il 3% della propria produzione di carne bovina di prima scelta gratis all’Ecuador per garantire la quantità di proteine per la popolazione. Il mattino dopo, in Bolivia, Evo Morales annuncia di aver legalizzato la cocaina considerandola produzione nazionale e bene collettivo. Tassa i produttori di foglie di coca e offre all’Ecuador un prestito di 5 miliardi di euro a tasso zero restituibile in dieci anni in 120 rate. Due giorni dopo, l’Ecuador denuncia la United Fruit Company e la Del Monte & Associates per “schiavismo e crimini contro l’umanità”, nazionalizza l’industria agricola delle banane (l’Ecuador è il primo produttore al mondi di banane) e lancia un piano nazionale di investimento di agricoltura biologica ecologica pura. Dieci giorni dopo, i verdi bavaresi, i verdi dello Schleswig Holstein, in Italia la Conad, e in Danimarca la Haagen Daaz, si dichiarano disponibili a firmare subito dei contratti decennali di acquisto della produzione di banane attraverso regolari tratte finanziarie pagate in euro che possono essere scontate subito alla borsa delle merci di Chicago. Il 20 dicembre del 2008, facendosi carico della protesta della United Fruit Company, il presidente George Bush (già deposto ma in carica formale fino al 17 gennaio 2009) dichiara “nulla e criminale la decisione dell’Ecuador” annunciando la richiesta di espulsione del paese dall’Onu: “siamo pronti anche a una opzione militare per salvaguardare gli interessi statunitensi”. Il mattino dopo, il potente studio legale di New York Goldberg & Goldberg presenta una memoria difensiva sostenendo che c’è un precedente legale. Sei ore dopo, gli Usa si arrendono e impongono alla comunità internazionale l’accettazione e la legittimità del concetto di “debito immorale”. La United Fruit company viene provata come “multinazionale che pratica sistematicamente la corruzione politica” e condannata a pagare danni per 6 miliardi di euro.

Da notare che il “precedente legale” (tuttora ignoto a gran parte degli europei) è datato 4 gennaio 2003 a firma George Bush. Eh già. E’ accaduto in Iraq, che in quel momento risultava “tecnicamente” possedimento americano in quanto occupato dai marines con governo provvisorio non ancora riconosciuto dall’Onu. Saddam Hussein aveva lasciato debiti per 250 miliardi di euro (di cui 40 miliardi di euro nei confronti dell’Italia grazie alle manovre di Taraq Aziz, vice di Hussein e uomo dell’opus dei fedele al vaticano) che gli Usa cancellano applicando il concetto di “debito immorale” e quindi aprendo la strada a un precedente storico recente. Gli avvocati newyorchesi dell’Ecuador offrono al governo americano una scelta: o accettano e stanno zitti oppure se si annulla la decisione dell’Ecuador allora si annulla anche quella dell’Iraq e quindi il tesoro Usa deve pagare subito i 250 miliardi di euro a tutti compresi gli interessi composti per quattro anni. Obama, non ancora insediato ma già eletto, impone a Bush di gettare la spugna. La solida parcella degli avvocati newyorchesi viene pagata dal governo brasiliano.
Nasce allora il Sudamerica moderno.
E cresce e si diffonde il mito di Rafael Correa, presidente eletto dell’Ecuador. Non un contadino indio come Morales, un sindacalista come Lula, un operaio degli altiforni come Chavez. Tutt’altra pasta. Proveniente da una famiglia dell’alta borghesia caraibica, è un intellettuale cattolico. Laureato in economia e pianificazione economica a Harvard, cattolico credente e molto osservante, si auto-definisce “cristiano-socialista come Gesù Cristo, sempre schierato dalla parte di chi ha bisogno e soffre”. Il suo primo atto ufficiale consiste nel congelare tutti i conti correnti dello Ior nella banche cattoliche di Quito e tale cifra viene dirottata in un programma di welfare sociale per i ceti più disagiati. Fa arrestare l’intera classe politica del precedente governo che viene sottoposta a regolare processo. Finiscono tutti in carcere, media di dieci anni a testa con il massimo rigore. Beni confiscati, proprietà nazionalizzate e ridistribuite in cooperative agricole ecologiche. Invia una lettera a papa Ratzinger dove si dichiara “sempre umile servo di Sua Illuminata Santità” dove chiede ufficialmente che il vaticano invii in Ecuador soltanto “religiosi dotati di profonda spiritualità e desiderosi di confortare i bisognosi evitando gli affaristi che finirebbero sotto il rigore della Legge degli uomini”.
Tutto ciò lo si può raccontare oggi, grazie alla bella pensata del Foreign Office, andati nel pallone. In tutto il pianeta Terra, oggi, si parla di Rafael Correa, dell’Ecuador, del debito immorale, del nuovo Sudamerica che ha detto no al colonialismo e alla servitù alle multinazionali europee e statunitensi.
In Italia lo faccio io sperando di essere soltanto uno dei tanti.
Questo, per spiegare “perché l’Ecuador”.
E’ un chiaro segnale che il gruppo di Assange sta dando a chi vuol capire e comprendere che TINA è un Falso. Non è vero che non esiste alternativa. Per 400 anni, da quando gli europei scoprirono le banane ricche di potassio, gli ecuadoregni hanno vissuto nella povertà, nello sfruttamento, nell’indigenza, mentre per centinaia di anni un gruppo di efferati oligarchi si arricchiva alle loro spalle. Non è più così. E non lo sarà mai più. A meno che non finiscano per vincere Mitt Romney, Mario Draghi, Mario Monti, David Cameron e l’oligarchia finanziaria. L’esempio dell’Ecuador è vivo, può essere replicato in ogni nazione africana o asiatica del mondo.
Anche in Europa.
Per questo Jules Assange ha scelto l’Ecuador.
Ma non basta.
Il colpo decisivo al sistema viene dato da una notizia esplosiva resa pubblica (non a caso) il 4 agosto del 2012. “Jules Assange ha firmato il contratto di delega con il magistrato spagnolo Garzòn che ne rappresenta i diritti legali a tutti gli effetti e in ogni nazione del globo”.
Ma chi è Garzòn?
E’ il nemico pubblico numero uno della criminalità organizzata.
E’ il nemico pubblico numero uno dell’opus dei.
E’ il più feroce nemico di Silvio Berlusconi.
E’ in assoluto il nemico più pericoloso per il sistema bancario mondiale.

Magistrato spagnolo con 35 anni di attività ed esperienza alle spalle, responsabile della procura reale di Madrid, ha avuto tra le mani i più importanti processi spagnoli degli ultimi 25 anni. Esperto in “media & finanza” e soprattutto grande esperto in incroci azionari e finanziari, salì alla ribalta internazionale nel 1993 perché presentò all’interpol una denuncia contro Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri (chiedendone l’arresto) relativa a Telecinco, Pentafilm, Fininvest, reteitalia e Le cinq da cui veniva fuori che la Pentafilm (Berlusconi e Cecchi Gori soci, cioè Pd e PDL insieme) acquistava a 100 $ i diritti di un film alla Columbia Pictures che rivendeva a 500$ alla telecinco che li rivendeva a 1000$ a rete Italia che poi in ultima istanza vendeva a 2000$ alla Rai, in ben 142 casi tre volte: li ha venduti sia a Rai1 che a Ra2 che a Rai3. Lo stesso film. Cioè la Rai (ovvero noi) ha pagato i diritti di un film 20 volte il valore di mercato e l’ha acquistato tre volte, così tutti i partiti erano presenti alla pari. Quando si arrivò al nocciolo definitivo della faccenda, Berlusconi era presidente del consiglio, quindi Garzòn venne fermato dall’Unione Europea. Ottenne una mezza vittoria. Chiuse la telecinco e finirono in galera i manager spagnoli. Ma Berlusconi rientrò dalla finestra nel 2003 come Mediaset. Si riaprì la battaglia, Garzòn stava sempre lì. Nel 2006 pensava di avercela fatta ma il governo italiano di allora (Prodi & co.) aiutò Berlusconi a uscirne. Nel 2004 aprì un incartamento contro papa Woytila e contro il managament dello Ior in Spagna e in Argentina, in relazione al finanziamento e sostegno da parte del vaticano delle giunte militari di Pinochet e Videla in Sudamerica. Nel 2010 Garzòn si dimise andando in pensione ma aprì uno studio di diritto internazionale dedicato esclusivamente a “media & finanza” con sede all’Aja in Olanda. E’ il magistrato che è andato a mettere il naso negli affari più scottanti, in campo mediatico, dell’Europa, degli ultimi venti anni. In quanto legale ufficiale di Assange, il giudice Garzòn ha l’accesso ai 145.000 file ancora in possesso di Jules Assange che non sono stati resi pubblici. Ha già fatto sapere che il suo studio è pronto a denunciare diversi capi di stato occidentali al tribunale dei diritti civili con sede all’Aja. L’accusa sarà “crimini contro l’umanità, crimini contro la dignità della persona”.

La battaglia è dunque aperta.
E sarà decisiva soprattutto per il futuro della libertà in rete.
In Usa non fanno mistero del fatto che lo vogliono morto. Anche gli inglesi.
Ma hanno non pochi guai perché, nel frattempo, nonostante sia abbastanza paranoico (e ne ha ben donde) Assange ha provveduto a tirar su un gruppo planetario che si occupa di contro-informazione (vera non quella italiana). I suoi esponenti sono anonimi. Nessuno sa chi siano. Non hanno un sito identificato. Semplicemente immettono in rete dati, notizie, informazioni, eventi. Poi, chi vuole sapere sa dove cercare e chi vuole capire capisce.
Quando la temperatura si alza, va da sé, il tutto viene in superficie.
E allora si balla tutti.
In Sudamerica, oggi, la chiamano “British dance”.
Speriamo soltanto che non abbia seguiti dolorosi o sanguinosi.
Per questo Assange sta dentro l’ambasciata dell’Ecuador.
Per questo Garzòn lo difende.
Per questo, questa storia relativa al Sudamerica, va raccontata.
Per questo l’Impero Britannico ha perso la testa e lo vuole far fuori.
Perché Assange ha accesso a materiale di fonte diretta.
E il solo fatto di dirlo, e divulgarlo, scopre le carte a chi governa, e ricorda alla gente che siamo dentro una Guerra Invisibile Mediatica.
Non sanno come fare a fermare la diffusione di informazioni su ciò che accade nel mondo.
Finora gli è andata bene, rimbecillendo e addormentando l’umanità.
Ma nel caso ci si risvegliasse, per il potere sarebbero dolori davvero imbarazzanti.
Wikileaks non va letto come gossip.
Non lo è.
C’è gente che per immettere una informazione da un anonimo internet point a Canberra, Bogotà o Saint Tropez, rischia anche la pelle.
Questi anonimi meritano il nostro rispetto.
E ci ricordano anche che non potremo più dire, domani “ma noi non sapevamo”.
Chi vuole sapere, oggi, è ben servito. Basta cercare.
Se poi, con questo Sapere un internauta non ne fa nulla, è una sua scelta.
Tradotto vuol dire: finchè non mandiamo a casa l’immonda classe politica che mal ci rappresenta, le chiacchiere rimarranno a zero. Perché ormai sappiamo tutti come stanno le cose.
Altrimenti, non ci si può lamentare o sorprendersi che in Italia nessuno abbia mai parlato prima dell’Ecuador, di Rafael Correa, di ciò che accade in Sudamerica, dello scontro furibondo in atto tra la presidente argentina e brasiliana da una parte e Christine Lagarde e la Merkel dall’altra.
Perché stupirsi, quindi, che gli inglesi vogliano invadere un’ambasciata straniera?
Non era mai accaduto neppure nei momenti più bollenti della cosiddetta Guerra Fredda.
Come dicono in Sudamerica quando si chiede “ma che fanno in Europa, che succede lì?”
Ormai si risponde dovunque “In Europa dormono. Non sanno che la vita esiste”.

Fonte:http://ruomoridalmondo.blogspot.it/2012/08/sudamerica-ecco-da-chi-prendere-esempio.html
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SUDAMERICA: ECCO DA CHI PRENDERE ESEMPIO PER RINASCERE MENTRE "L'EUROPA DORME" L’attacco alla Repubblica dell’Ecuador. Ecco il perché di Londra. Fonte: sergiodicorimodiglianji.blogspot.it * Articolo di Sergio Di Cori Modigliani « immagine » Oggi parliamo di geo-politica e di libera...
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20/08/2012 17:11:51
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L'ITALIA ANDRA' ALLA PRESENTAZIONE KESHE - VIDEO

20 agosto 2012 ore 17:07 segnala
L'ITALIA ANDRA' ALLA PRESENTAZIONE KESHE - VIDEO

Abbiamo atteso di avere più conferme prima di pubblicare questa notizia, ma stando a quanto ha fatto sapere l’Ambasciata Italiana a Bruxelles, l’Italia manderà una sua rappresentanza tecnica alla la sede della Fondazione Keshe a Ninove in Belgio il prossimo 6 settembre in occasione della presentazione di nuove tecnologie basate sul plasma che potrebbero rivoluzionare molti comparti, dai trasporti alla produzione di energia, alla salute.

Come ricordete, sin da questo post abbiamo ritenuto che da questo fronte potessero venire interessanti novità ed abbiamo appoggiato in quest’altro post la richiesta della fondazione di far scrivere a semplici cittadini all’ambasciata della loro nazione se avesse intenzione di presenziare alla presentazione. Pesava sulle sorti di questa vicenda il “veto” dell’America con un ordine esecutivo che di fatto metteva fuori legge queste nuove possibilità tecnologiche, di fatto possibilmente tali da rendere obsolete quelle sotto controllo americano, come abbiamo descritto qui.

Ebbene, grazie anche all’intervento attivo dei nostri lettori dopo un primo momento in cui l’ambasciata ha dichiarato di non aver ricevuto alcun invito, poi in seguito alle insistenze ha dichiarato che l’invito era finito nello spam (!) e dopo ulteriori insistenze ha infine scritto a più d’uno di essi che l’Italia parteciperà.

Quindi augurandoci che accada quello che dicono e che questo si concreti in una autentica apertura verso il futuro, a beneficio di noi tutti e naturalmente per la pace e prosperità che ne può nascere, rimaniamo in fiduciosa attesa di eventi.

Grazie di cuore a tutti voi che vi siete attivati, è per merito vostro se qualcosa succederà.

Jervé



Fonte:http://ruomoridalmondo.blogspot.it/2012/08/litalia-andra-alla-presentazione-keshe.html

KESHE FOUNDATION: LA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA MONDIALE

17 agosto 2012 ore 04:58 segnala
KESHE FOUNDATION: "RILASCEREMO IN TUTTO IL MONDO TECNOLOGIA PER L'ENERGIA GRATIS"



Keshe Foundation annuncia l’intenzione di rilasciare tecnologia free energy

Fonte: www.iconicon.it

La Fondazione Keshe, che si trova in Ninov, in Belgio, ha annunciato che effettuerà il rilascio de “la prima fase della tecnologia spaziale, gravitazionale e magnetica (Magravs System) che ha sviluppato, a tutti gli scienziati di tutto il mondo contemporaneamente, per la produzione e la duplicazione”. La Fondazione dice che permetterà viaggi dall’Iran a New York in circa dieci minuti di tempo, oltre a fornire sistemi free energy per i cittadini di tutto il mondo. A seguito del rilascio di queste tecnologie energetiche e spaziali, la fondazione si occuperà della carenza di cibo e di acqua di tutto il mondo che saranno risolti, essi affermano, attraverso la condivisione delle proprie tecnologie basate sul plasma. Se siete interessati a saperne di più sulla Fondazione Keshe e il loro gruppo controllato al Keshe International Space Institute, visitate il sito web seguendo il link seguente e leggete la loro dichiarazione d’intenti e il dettaglio del loro piano di rilasciare questi progetti a tutti gli scienziati di tutto il mondo il 21 settembre del 2012: http://www.keshefoundation.org/en/media-a-papers/keshe-news/316-the-world-peace-invitation-and-release-of-technology.

Ecco comunque di seguito il testo dell’annuncio, che promette una rivoluzione tecnologica totale.



L’invito alla pace nel mondo e il rilascio della tecnologia

A seguito della riunione della Fondazione Keshe con gli ambasciatori del mondo invitati a Bruxelles il 21 aprile 2012, ora il nostro invito va a tutte le nazioni del mondo attraverso i loro ambasciatori e i loro leader a partecipare ad un incontro il 6 settembre 2012 presso la Fondazione Keshe Center di Ninove, Belgio (o in qualsiasi altro luogo le nazioni possono scegliere).

Man mano che le Eccellenze ne hanno avuto conoscenza, abbiamo invitato i rappresentanti di ogni paese alla prima presentazione della nostra tecnologia, il 21 aprile 2012. Gli ambasciatori di alcune nazioni hanno partecipato a questo incontro e altri hanno scelto di ignorare la chiamata, a causa delle pressioni da altre nazioni, e hanno deciso di non partecipare o si sono ritirati all’ultimo momento.
Con questo secondo invito direttamente e inequivocabilmente si chiede ai leader della vostra nazione di nominare persone qualificate che possano prendere parte al prossimo incontro alla Fondazione il 6 settembre, a nome dei loro governi.
Le ragioni di questo invito e la riunione sono le seguenti:

Il 21 settembre 2012 la Fondazione Keshe rilascerà la prima fase della sua tecnologia spaziale e dei sistemi gravitazionali e magnetici (Magravs) che ha sviluppato a tutti gli scienziati di tutto il mondo contemporaneamente, per la produzione e la duplicazione. Da quel momento in poi i confini internazionali cesseranno di avere alcun significato reale. Questo perché una volta che il primo sistema di volo sarà stato costruito e messo in funzione per il pubblico, il tempo di viaggio per esempio da Teheran a New York sarà di circa 10 minuti al massimo. I nuovi sistemi aerei consentiranno a ogni individuo di fare la stessa lunghezza di percorso nello stesso tempo e a quasi nessun costo da qualsiasi punto su questo pianeta. Il velivolo non sarà rilevabile con la tecnologia radar attuale.
La crisi energetica sarà risolta in un sol colpo, e una volta che la tecnologia sia messa in pratica i poteri che controllano le forniture di energia attraverso le loro attuali strutture finanziarie si troveranno a mani vuote.
La penuria d’acqua del mondo sarà affrontata e risolta con la presentazione di questa tecnologia al pubblico subito dopo il rilascio della nostra energia e della tecnologia spaziale.
Come abbiamo fatto questo? Negli ultimi sei anni abbiamo utilizzato il sistema di brevetto internazionale per assicurarci che ogni nazione e gli scienziati più importanti di tutto il mondo dispongano di una copia dei nostri brevetti in loro possesso. (Si prega di controllare il brevetto europeo ed internazionale sul download server per numero di download.)

Così abbiamo impedito qualsiasi blocco possibile di questa tecnologia da parte di qualsiasi individuo o gruppo e ora la maggior parte delle nazioni è in possesso dei nostri brevetti per la produzione di energia, sistemi medici e viaggi nello spazio.
In questo modo i metodi utilizzati in passato per prevenire lo sviluppo internazionale sono stati elusi e ora tutte le nazioni hanno le stesse opportunità di lavorare insieme per vedere che questa tecnologia sia sviluppata in modo sicuro.
Il punto principale è che la nostra tecnologia è destinata ad essere liberamente disponibile per tutti i governi per il bene di tutti i cittadini. Attraverso i sistemi che abbiamo sviluppato ogni nazione può avere accesso a tutta l’energia, l’acqua e il cibo di cui ha bisogno, così come a nuovi metodi sanitari e di trasporto, il tutto a costi molto bassi.
Secondo il suo statuto la Fondazione Keshe e tutte le sue tecnologie sono di proprietà dei popoli del mondo. I brevetti sono proprietà di ogni individuo su questo pianeta e non possono essere rivendicati da qualunque persona, organizzazione o nazione. Ciò significa che tutti gli introiti derivanti dalla tecnologia appartengono alla nazione che ne fa uso.
Si rilascerà l’elenco dei paesi invitati alla riunione del 6 settembre 2012 e le complete e-mail di coloro che ricevono gli inviti, quindi spetterà a voi come governo di rendere noto chi, della vostra nazione, prenderà parte a questa riunione.
Al momento in cui questa email arriva alle vostre ambasciate una copia verrà pubblicata sul forum e sul sito web della Fondazione in modo che i cittadini saranno consapevoli dell’offerta che vi è stata fatta. Allora spetterà a voi far conoscere loro la vostra risposta, come pure alla Fondazione, e noi raccoglieremo i nomi dei delegati nominati, e informeremo i vostri funzionari su dove e come incontrarsi.
In seguito a questo incontro, la presentazione il 21 settembre 2012 farà il primo passo nel programma didattico della Fondazione Keshe per condividere la propria conoscenza e metterla nelle mani dei popoli di tutto il mondo. Una volta che queste nuove tecnologie e i loro benefici saranno noti al grande pubblico, i leader di ogni nazione dovranno decidere come implementare la loro attuazione per il bene di tutti.
A quel punto ci saranno due scelte: o lavoriamo tutti insieme per cambiare in meglio la vita di tutti sulla Terra attraverso corretti modelli di comportamento, o le nazioni più avanzate del mondo vedranno nel prossimo futuro una marea con decine di migliaia di immigrati affollare le grandi città.
Siamo pronti a presentare ai vostri rappresentanti ogni aspetto della tecnologia, in modo che possano comprendere le sue implicazioni e i cambiamenti che comporterà.
D’ora in avanti possiamo fare in modo che nessun bambino o adulto muoia di sete o di fame e che nessuna nazione venga attaccata da un altra, perché le potenziali applicazioni militari della nuova tecnologia sono così terribilmente distruttive che non avremo altra scelta che accettare che la lotta per le risorse del pianeta è una cosa del passato.
Non c’è stato nulla di sbagliato nella tutela delle risorse nazionali, ma ora, come capi di piccole regioni della Terra, è vostra responsabilità assicurare che le sue risorse siano disponibili per essere condivise, e che con l’aiuto della nostra tecnologia i basilari bisogni di energia, acqua, cibo e assistenza sanitaria siano soddisfatti.
La Fondazione Keshe non tiene conto del colore, nazionalità, religione o appartenenza politica, così il nostro appello ad ogni governo è che nomini un team di scienziati per venire a vedere personalmente le nostre tecnologie. Poi si può decidere se farne uso o meno. Ma se si ignora questo invito la vostra nazione presto non avrà altra scelta che seguire l’esempio delle nazioni che hanno deciso di svilupparle.
Chiediamo alla vostra nazione di avviare il processo di cooperazione mondiale il più presto possibile, perché una volta che questi sistemi saranno in funzione, le frontiere che separano un paese da un altro non avranno alcun significato.
Abbiamo creato le premesse per un cambiamento di rotta dell’umanità, e nei mesi a venire lo vedremo in corso. Nel prossimo futuro la gente arriverà a capire che siamo tutti qui per servire l’altro e non per essere serviti, in quanto tutte le risorse saranno disponibili a tutti nello stesso momento e nella stessa misura.

MT Keshe - Il fondatore e direttore custode della Fondazione Keshe

La miglior prova che la tecnologia Keshe al plasma, con le sue applicazioni nei campi più disparati, dall’energia ai trasporti, alla salute, alle telecomunicazioni e all’ambiente è funzionante, strategica e decisiva per una rivoluzione totale del nostro modo di vivere, è rappresentata dal fatto che lo scorso 23 Aprile è stata ufficialmente dichiarata fuorilegge con un’ordine esecutivo della Casa Bianca, firmato dal presidente Obama.

Due soli giorni dopo la prima presentazione ufficiale della tecnologia – e delle sue implicazioni in ogni comparto della vita civile – a rappresentanti di vari governi che in quella occasione hanno aderito, gli Stati Uniti bloccano tutto con la consueta retorica e ambiguità parlando di gravi violazioni di diritti umani, quando è evidente che a far le spese di un tale provvedimento, che ufficialmente punta il dito sulla Siria e sull’Iran, siano invece tutti quei paesi interessati ad una situazione di pace, abbondanza e sviluppo planetario sostenibile e generalizzato attraverso una condivisione di tecnologie nuove che abbatte le differenze tra aree ricche e aree depresse del pianeta. Ecco il link all’ordine esecutivo:
http://www.whitehouse.gov/the-press-office/2012/04/23/executive-order-blocking-property-and-suspending-entry-united-states-cer
Ovviamente la fondazione nella sua risposta deplora il disgustoso, anacronistico provvedimento di “scomunica” da parte dell’amministrazione Obama, che in una logica di protezionismo degli interessi oligarchici si rivela in ultima analisi contrario al progresso dell’umanità. Nella risposta ufficiale della Fondazione Keshe si dice tra l’altro:
“Con il decreto presidenziale firmato come legge dal presidente Obama all’inizio di questa settimana, l’uso da parte di altri governi delle tecnologie spaziali sviluppate dalla Fondazione Keshe e altri simili è ormai diventato un reato penale. Ciò significa che da questa settimana gli scienziati non possono rilasciare la loro tecnologia al pubblico o ad eventuali governi a meno che non sia per uso bellico e vantaggioso per le forze armate occidentali.
Non accettiamo una tale castrazione della scienza, e chiediamo al governo degli Stati Uniti d’America di chiarire quanto scritto su questo decreto emesso dalla Casa Bianca. Questa legge, questo decreto, è stato creato per mettere a tacere la Fondazione Keshe e altre organizzazioni di ricerca, con il proposito di esercitare pressioni sulla popolazione statunitense, in modo che solo la loro tecnologia (quella degli Stati Uniti) possa essere accettata in tutto il mondo. Il decreto presidenziale è contro la libertà scientifica internazionale per la condivisione dello sviluppo, della ricerca e dell’informazione, e questa è una legge ‘bavaglio’ sulle organizzazioni scientifiche come la nostra.”

Fonte:http://ruomoridalmondo.blogspot.it/2012/08/keshe-foundation-rilasceremo-in-tutto.html

Sito ufficiale della Fondazione Keshe:http://www.keshefoundation.org/fr/homepage-fr
e9a976b1-6cf6-43fb-a59b-40219242f620
KESHE FOUNDATION: "RILASCEREMO IN TUTTO IL MONDO TECNOLOGIA PER L'ENERGIA GRATIS" « immagine » Keshe Foundation annuncia l’intenzione di rilasciare tecnologia free energy Fonte: www.iconicon.it La Fondazione Keshe, che si trova in Ninov, in Belgio, ha annunciato che effettuerà il rilascio de...
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