Città di confine_Anadyr e Uelen

18 febbraio 2013 ore 21:03


Anadyr, capitale della Chukotka
il nome da solo fa sognare
- è una città di finzione
o un intruglio arabo?
o il titolo di un libro?
No: può essere alla fine del mondo.
Anadyr è a Chukotka ,
molto reale,
situato nella regione all'estremo
nord-orientale della Russia,
senza alberi,
deserto di ghiaccio e neve,
dopo decenni di isolamento infelice
e sovietico,
brutta città, con edifici di 5 piani.
Ma Chukotka ha infine richiamato l'attenzione
di progettisti e uomini d'affari
sulla capitale Anadyr, e finalmente
è in fase di ricostruzione, ridipinta in vivaci
colori e rinnovata con begli edifici e viali,
il porto riparato e modernizzato.

le città di confine sono così

Ma la cosa più sorprendente
è la nuova Cattedrale della Trinità :



Anadyr è l'omologo russo di Nome,
al di là del mare di Bering,
in Alaska.
Anadyr , a 64 ° 44'N 177 ° 31'E,
ha una popolazione di 11.000 anime,
soprattutto Chukchi e Inuit.

nelle isole Diomede
si salta ad un giorno prima
senza accorgersene
oppure si vivono due giorni assieme...
Chi viaggia dall'Asia verso l'America
deve contare la stessa data due volte,
mentre in direzione opposta
bisogna saltare un giorno.

la famosa
linea internazionale del cambio data

dove finisce il mondo
per poi rinascere...
un secondo più in là
è uguale ad un giorno prima.
oppure ti puoi spostare di due giorni
in un secondo....
da un'isola ... la piccola Diomede
all'altra... la grande Diomede
o viceversa


Uelen è un piccolo villaggio costiero in Chukotka,
nella parte siberiana dello Stretto di Bering.
Il popolo Chukchi e Inuit vivono nella zona
hanno animali da seguire e da sfamare.



Gli allevatori di renne che abitano la tundra
continuano a condurre, come in passato,
una vita nomade

Giorno dopo giorno, anno dopo anno,
insieme alla famiglia e a un paio di aiutanti,
Andrej guida la sua mandria di 2.000 renne,
spostandosi nella tundra alla ricerca
di un buon pascolo, seguendo per istinto
le orme lasciate dai suoi avi.



Dal camino che spunta in cima ad ognuno
delle sue quattro yaranga - così si chiamano le tende chukcha fatte di pelli tese su una carcassa di legno -
esce un fumo denso che pare immobile.
Piccole figure imbaccucate in abiti di pelo si affaccendano
intorno alle tende.
Sono gli uomini del gruppo al lavoro.
Uno di loro taglia la legna, spaccando tronchi a suon di scure.
L'altro affila gli sci in legno della slitta e la prepara per l’indomani:
Andre vuole andare a pescare e a fare scorta dei tronchi gettati
sulle rive del fiume dalla corrente durante l’estate.



Andrej, che alleva renne da una vita, ne sa qualcosa:
il buono stato di una mandria di renne non dipende solo
dall’abilità e dall’esperienza dell’allevatore.
È la tundra alle volte a dettare le regole del gioco.

In estate sono i tafani la sciagura principale per le povere renne.
I funghi sono quella dei pastori: le renne infatti ne sono ghiotte
ed attratte dal profumo si staccano dal gruppo e si perdono.

Ci sono poi le renne selvatiche che, passando vicino alle mandrie,
si portano via quelle domestiche, prospettando loro, in un linguaggio
agli umani sconosciuto, un futuro in libertà.

Tra racconti e silenzi la stufa si spegne e nella tenda vien subito freddo.
Per Andrej, Marina e figlioletto è giunta l’ora di ritirarsi a dormire tutti
insieme nella cosiddetta tenda interna, una tenda nella tenda fatta
anch’essa di pelli.
Sarà riscaldandosi a vicenda con il calore dei corpi che non patiranno
il freddo ancor più freddo della notte. Bevuto l’ultimo sorso di tè, gli altri
membri della famiglia si dirigono verso le rispettive yaranga, rompendo
con i propri passi quel silenzio totale che fa male alle orecchie.


Non distante dall’accampamento, tra le colline innevate che brillano
al chiaro della luna si distingue un’enorme macchia scura:
sono le 2.000 renne, anch’esse al riposo.
E i camini delle quattro yaranga hanno smesso di fumare, ma per poco.
Poche ore di sonno per Andrej e famiglia che presto proseguiranno
il loro viaggio di una vita nella tundra sconfinata,
che con la bella stagione fiorirà ricoprendosi ovunque di macchie di colore.



Ma ora è gelo polare, gelo siberiano,
me lo ricorderò quando avrò freddo nel nostro inverno italiano.
Eppure, dopo giornate così, senti più caldo.
Sai che non dimenticerai più Andrej, le sue renne, la nonna Chukj,
il caldo tè come un miracolo, e l'alba rosa nel fumo del gelo.


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« immagine » Anadyr, capitale della Chukotka il nome da solo fa sognare - è una città di finzione o un intruglio arabo? o il titolo di un libro? No: può essere alla fine del mondo. Anadyr è a Chukotka , molto reale, situato nella regione all'estremo nord-orientale della Russia, senza albe...
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18/02/2013 21:03:29
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Commenti

  1. dealma 18 febbraio 2013 ore 23:06
    Bello, bello, bello! Ne voglio ancora!!!!! :clap :clap :clap
  2. MorganaMagoo 18 febbraio 2013 ore 23:59
    :-)) Dealma sì. in effetti,
    c'è una continuazione.....
    passando attraverso lo stretto
    di Bering e seguendo le coste
    si arriva giù...fino ai nativi
    americani... discendenti dei
    siberiani :-))
  3. Befunky 19 febbraio 2013 ore 11:26
    E' bello viaggiare almeno con la fantasia... :-)
  4. Odirke 19 febbraio 2013 ore 13:45
    In navigazione, nel Pacifico, sulla rotta Anchorage Yokohama... bei ricordi. Ed il ricordo più vivo era il passaggio dal meridiano del cambio data. Un dramma, per chi deve scrivere il Giornale di Navigazione, e senza sbagliare. Bellissimo post.

    Semper Fidelis
  5. MorganaMagoo 19 febbraio 2013 ore 14:09
    infatti Odirke, da un punto di vista
    burocratico/amministrativo è un bel
    casino! :rosa
  6. MorganaMagoo 19 febbraio 2013 ore 14:11
    Befunky, mi fa piacere che tu
    ti sia immedesimato nel racconto ;-)
  7. Antelao 20 febbraio 2013 ore 09:20
    talmente ad est da essere a ovest, luoghi remoti ed affascinanti, così lontano dai nostri standard. Bello!
  8. MorganaMagoo 20 febbraio 2013 ore 11:05
    i posti di confine sono affascinanti,
    magici e misteriosi.
    Per noi. Per le persone che ci abitano
    sono semplicemente il posto in cui vivono.
    E questo è ancora più affascinante.
  9. MorganaMagoo 20 febbraio 2013 ore 11:09
    il prossimo post sarà dedicato
    alla vita sulla Small Diomede...
    C'è un unico piccolo villaggio,
    dove c'è anche una scuola, ci sono
    degli insegnanti, un aereo che
    arriva due tre volte all'anno a
    portare i rifornimenti. :-)
    ...
  10. ClarissaDalloway 20 febbraio 2013 ore 16:24
    Ma ora è gelo polare, gelo siberiano,
    me lo ricorderò quando avrò freddo nel nostro inverno italiano

    .. vuol dire che questo viaggio, splendidamente raccontato, lo hai fatto davvero? :-) Deve essere stato stato emozionante. Io mai andata a quelle latitudini... tremo di freddo al solo pensarci. Non a caso amo i paesi arabi e non il nord :shy
  11. GiacomoFerrari 19 maggio 2013 ore 18:21
    Da anni desidero andare ad Uelen, per completare i 4 viaggi nei posti piu lontani da casa.
    Mi manca solo la Siberia (gia fatte Australia, Alaska, Patagonia) pero' mi Sto arrivando! Che questo viaggio vada "programmato" meglio (non allo sbaraglio come ho sempre fatto) anche perché dalla Patagonia si e' aggiunto anche mio figlio (all'epoca 9 ora 12 anni).
    Mi potreste dare informazioni,(lingua, monete, visti, mezzi di trasporto, clima d'estate, pericoli ecc.) sarebbero per me molto preziose. Lascio qui la mia mail giacomfe@tiscali.it

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